mercoledì 25 marzo 2015

Perchè usare LibreOffice

A grande richiesta, per i miei amici insegnanti (e non):

  1. Perché LibreOffice è in assoluto la più completa office suite disponibile gratuitamente e liberamente. LibreOffice è in grado di fare tutto quello che fanno i più diffusi pacchetti per ufficio, in qualche caso anche meglio.
  2. Perché LibreOffice evita agli studenti di dotarsi di costose licenze, permettendo loro di utilizzare gratuitamente un software di livello professionale, dando in più la possibilità di provare qualcosa di diverso, aumentando così l'apertura mentale e la flessibilità
  3. Perché il Codice dell’Amministrazione Digitale, che riguarda tutte le pubbliche amministrazioni incluse quindi le scuole pubbliche, obbliga confrontare software libero e proprietario prima dell’acquisizione di qualsiasi licenza. L’acquisto di software proprietario è ammesso solo nel caso in cui sia impossibile fare con il software libero quello che è possibile fare con il software proprietario. Nel caso di LibreOffice questo vuol dire "MAI".
  4. Perché LibreOffice è gestito da una fondazione europea indipendente, la Document Foundation, che si occupa  attivamente di garantire la libertà di accesso ai propri documenti ora e in futuro mediante l'uso di "formati aperti"
  5. Perché  i principi fondamentali dello statuto della Document Foundation sono: controllo da parte della comunità, gestione meritocratica e indipendente dalle aziende e dagli  sponsor.
Ancora qualche dubbio? Provatelo! LibreOffice può essere liberamente scaricato da qui.

The Document Foundation vive anche grazie alle vostre donazioni. Se credete nella validità dei principi di questo progetto, potete contribuire anche con poco. Oppure potete aderire a LibreItalia, l'associazione italiana che promuove la diffusione di LibreOffice nel nostro Paese.

PS: oggi è il Document Freedom Day, altri buoni motivi si possono leggere sul sito ufficiale dell'evento.

(Grazie a Giovanni e Daniela per i contributi!)

lunedì 23 marzo 2015

Ubuntu phone, la mia prima web app


Come spiegavo nel mio precedente post, creare una web app per Ubuntu Phone è un gioco da bambini. La dimostrazione è... che c'è riuscito anche il sottoscritto. :-)

Ieri pomeriggio - complice un forte raffreddore che mi obbligava in casa - ho provato a fare la web app di subito.it, il popolare portale di annunci. La maggior parte del tempo (10 minuti) l'ho impiegata per creare l'icona dell'applicazione, che deve essere obbligatoriamente 256x256 px, utilizzando GIMP e un'immagine presa dal sito stesso.

Ho quindi compilato il modulo online del "webapp generator" e in pochi secondi il pacchetto click era pronto sul mio computer!

Ho poi collegato il mio Aquaris E4.5 Ubuntu Edition al PC, e digitato questi comandi da terminale (copiati dal post di Carla):

$ adb push click-package-name /tmp
$ adb shell
$ cd /tmp
$ sudo -u phablet pkcon install-local --allow-untrusted click-package-name

La web app era pronta per le prove sull'Ubuntu Phone! Facile, no?


Purtroppo la user experience è insoddisfacente: solo la ricerca funziona "dentro" la web app, ma inserendo un annuncio oppure effettuando il login, il link porta a un sito diverso da quello in uso nella web app, aprendo un'altra istanza del browser. La "colpa" di questo comportamento è di subito.it, che indirizza su www2.subito.it una parte dei suoi servizi (forse per bilanciare il carico, boh!).

Sono comunque molto contento dell'esperimento, e credo proverò a ripeterlo con qualche altro servizio, stay tuned!

PS: sarà scontato, ma meglio scriverlo il sottoscritto non ha niente a che fare con subito.it!

sabato 21 marzo 2015

Ubuntu Phone, sviluppare web app con pochi clic


Una cosa che mi stupisce di Ubuntu Phone è la piattaforma di sviluppo: aperta a tutti, con un sacco di gente in gamba che ci lavora e... permette di sviluppare app e scope a una velocità mostruosa.

Qualche esempio?

+Carla Sella vi ha già dimostrato come si possa sviluppare uno scope in pochi minuti, con qualche basilare conoscenza di programmazione. Il buon +Aurelio Cilia in pochi giorni ha creato gli scope per i maggiori quotidiani italiani, tra cui La Repubblica, ilSole24ore e Il Corriere. Spero li vedremo integrati presto nell'aggregated scope "News" ("Notizie").

Non basta?

+David Callé ha presentato l'ultima meraviglia: un'applicazione disponibile sul portale ufficiale di sviluppo di Ubuntu Phone che permette di svilupare una web app con pochi e semplici clic. Le web app sono più-o-meno app perché sfruttano l'interfaccia web responsive delle maggiori applicazioni web. In questo modo, il browser web È l'interfaccia grafica dell'app, ma solo le persone più attente - e magari neanche loro - riescono a notarlo.

Ready in five

L'applicazione web (vedi foto sopra, per accedervi si deve disporre di un account Ubuntu) sviluppata da David insieme a +Michael Hall è di una semplicità sconvolgente: basta compilare un piccolo modulo, specificando il nome della app, l'indirizzo del sito web, l'icona e un paio di opzioni, premere "Submit" e in pochi minuti si genera un pacchetto .click, pronto per essere caricato sullo store di Ubuntu. Figo, eh?

Certo: sviluppare una app "nativa" richiede uno sforzo molto maggiore, magari anche mesi per lo sviluppo. Ma questa soluzione permetterà di infoltire ancor di più e in poco tempo, l'Ubuntu Store, che in pochi mesi ha quasi raggiunto le 1.000 app.

Grazie a +Stefano Verzegnassi per la segnalazione.

lunedì 16 marzo 2015

Ubuntu Phone, nasce anche il blog monotematico italiano


Da quando sono tornato dall'Ubuntu Phone Insider Event di Londra ho cercato di fare qualche post sull'argomento, e come me anche gli altri insider della Comunità ubuntu-it +Carla Sella e +Riccardo Padovani sui loro rispettivi blog, entrambi in inglese (qui Riccardo e qui Carla).

Oggi mi ha contattato +Andrea Amoroso, che non ho il piacere di conoscere personalmente, per segnalarmi il suo nuovo blog monotematico italiano ubuntuphone.it. Gli ho dato un'occhiata veloce, mi sembra che Andrea stia cercando di raggruppare più materiale possibile su Ubuntu Phone. Sicuramente un gran bello sforzo!

Gli auguro in bocca al lupo per il suo lavoro: se va come spero, avrà molto da fare nei prossimi mesi. :-)

sabato 14 febbraio 2015

I primi giorni con Ubuntu Phone


A una settimana dall' Ubuntu Phone Insider Event di Londra, è giunto il momento di dare un primo feedback sull'uso quotidiano sull'Aquaris E4.5 motorizzato Ubuntu.

Minimal design

Prendendolo in mano, la prima cosa che salta all'occhio è il design squadrato, semplice e pulito. Aquaris Ubuntu Phone è (giustamente) privo dei tre "pulsanti Android" sul bordo inferiore dello schermo, un HDPI da 540x960 px. A rompere la pulizia perfetta della parte frontale l'altoparlante e una fotocamera da 5 Mpx.

Sul bordo solo due pulsanti, sul lato destro del telefono: accensione/spegnimento e volume. Sul bordo inferiore il microfono, su quello sinistro i due alloggiamenti per le schede micro sim (è un dual-sim), sul bordo superiore lo slot per una scheda microSD.

Sul retro, la camera da 8 megapixel con flash led. Non si può accedere alla batteria, che quindi si potrà sostituire solo a un centro di assistenza.

Dal punto di vista delle prestazioni, nella versione androidiana, Aquaris E4.5 è leggermente superiore al suo precursore Nexus4, pur avendo 1 GB di RAM (contro 2 GB) e 8 GB di memoria.

L'Aquaris degli insider è bianco, mentre quello destinato alla vendita è nero. Forse anche questa è una strategia di marketing.

Ubuntu in da house

All'accensione appare la (ormai abbastanza nota) schermata iniziale, uno swipe laterale e si accede alla schermata di login dove si digita il codice di accesso di 4 cifre (si può anche scegliere di accedere con una password, o disabilitare il tutto).

La prima schermata a cui si accede è il nuovo scope Oggi (Today, a lato), che permette di avere una visione immediata delle informazioni più importanti del giorno: il meteo, la prossima vacanza (=festività!), gli eventi in calendario. In più, l'elenco delle ultime chiamate e messaggi, le notizie del giorno, le tendenze su Twitter.

Come sapete, gli scope raccolgono informazioni da varie fonti e le riportano in una interfaccia modulare di comprensione immediata. Le fonti infatti possono essere selezionate, accedendo al menu di configurazione dello scope, basta un tap sulla rotellina in alto a destra.

Lo scope "Oggi" è una delle novità rilasciate in occasione del lancio di Ubuntu Phone e (per adesso) disponibile solo su Aquaris E4.5.

I più precisini, noteranno che la prossima festività in calendario è "Venerdì Santo", che è effettivamente giorno di ferie in mezza Europa, ma non in Italia. Credo che dovrò aprirgli un bug!


Con uno swipe verso sinistra si passa al secondo scope, l'altro nuovo di questo primo Ubuntu Phone. Si tratta di NearBy (a lato), un altro aggregated scope che riporta le informazioni della zona, in base alla propria posizione sul globo terracqueo. Su questo abbiamo: il meteo (ancora), i luoghi storici da visitare, i migliori locali e ristoranti segnalati su Yelp, le migliori foto dei dintorni trovate su Flickr, gli articoli di Wikipedia del luogo e i prossimi concerti su SongKick.

Devo dire che la scelta di Yelp è abbastanza infelice, almeno per la mia zona: pochissimi i locali segnalati! Già spostandosi a Vicenza c'è qualche locale in più, in una grande città sicuramente ancora meglio.
Per rimediare alle deficienze di Yelp, ho già cominciato a censire la mia pizzeria preferita. Un po' alla volta censirò altri locali della zona. Se al sottoscritto si aggiungeranno qualche migliaio di ubunteri ubuntuphonizzati in giro per l'Italia, in poco tempo anche questo aspetto sarà a posto.

Per ora, vedo un utilizzo limitato di questo scope nella quotidianità, però quando si è in giro per lavoro o in ferie sicuramente aiuta, specie per trovare locali in cui mangiare. Certo che ci saranno sicuramente sviluppi, per integrare


Le care "vecchie" App

Un altro swipe verso sinistra e siamo allo scope delle App, che tanto piace agli aficionado di modernariato. Eh sì, perché l'approccio delle app è (quasi) superato, ma ancora se ne sente il forte bisogno. Ecco quindi le nostre app, marzialmente in fila per tre in ordine alfabetico, a regalarci tutta la sicurezza di cui abbiamo bisogno (bambinoni!).

Rispetto alle app che avevo provato sul Nexus 4, c'è qualche novità: un paio di giochini (già monopolizzati dalle mie bambine), le mappe Here, le web-app dei giornali spagnoli Cinco Dias e El Pais e soprattutto l'app ufficiale di Telegram, uscita nello stesso giorno della presentazione di Aquaris, lo scorso 6 febbraio.

A proposito di Ubuntu Store: al momento in cui scrivo ci sono 732 app, che sono una bazzecola rispetto alla concorrenza, ma Ubuntu Phone non può e non deve inseguire la concorrenza su questo campo. La strada giusta da fare è proseguire sul doppio binario della libertà e apertura da una parte, e contenuti centrali e trasversali, rompendo i gli stretti vincoli delle singole app.

Telegram

Come scrivevo, è finalmente disponibile l'app ufficiale di Telegram (a lato), il servizio di messaggistica istantanea più diffuso dopo Whatsapp.

La app funziona bene, si integra perfettamente con il sistema account di Ubuntu Phone, comprese le notifiche. Manca forse qualcosa dal punto di vista della condivisione: non posso condividere le foto su Twitter! (gravissimo! :-).

La scelta di usare Telegram conferma la volontà di trovare alternative alle più note e diffuse app, creando un eco sistema indipendente.

Giudizio sintetico

Aquaris E4.5 è un buon smartphone, semplice e robusto. Le performance sono lontane da quello che può essere un sostituto di PC+smartphone, ma possiamo considerarlo un primo gradino sulla scala che ci porterà (speriamo) alla convergenza totale entro i prossimi due anni. L'esperienza utente è gradevole, fluida e lineare: abbiamo davanti Ubuntu Phone 1.0, mica una beta. Una persona dotata di intelligenza media (come il sottoscritto), impara a usare Ubuntu Phone in 15-20 minuti, anche grazie al mini tutorial disponibile al primo avvio dello smartphone.

"We have a phone"

Anche se non è chiaro quanti ne siano stati venduti, le prime "flash sale" hanno registrato il tutto esaurito in pochissimo tempo, ma  niente paura: ne seguiranno altre. La decisione di puntare sull'Europa come primo mercato si è rivelata vincente.

Rick Spencer dixit: "abbiamo un telefono, siamo sul mercato e da qui possiamo solo migliorare".
Questa prima versione ufficiale di Ubuntu Phone è perfettamente utilizzabile da chiunque, ha un approccio innovativo ai contenuti, è praticamente esente da bug, e soprattutto completamente estraneo al duopolio statunitense Apple-Google, con tutti i danni che ha provocato ai consumatori, come ha rivelato Ed Snowden.

martedì 10 febbraio 2015

Ubuntu Phone Insider Event, dalla A alla Zeta


Mentre notizia del rilascio ufficiale del primo Ubuntu Phone sta facendo il giro del mondo, mi piace tornare all'evento di presentazione di venerdì 6 febbraio a Londra, riservato agli "Ubuntu Insiders".
Credo sia la prima volta in vita mia che capito in un evento così esclusivo, sono quasi imbarazzato nel parlarne, perché penso alle decine di altre persone che avrebbero dovuto essere invitate. Sarebbe però anche ingiusto non parlarne, perché questo evento è la dimostrazione tangibile dell'attenzione di Canonical per la Comunità. Condivido quindi qualche breve pensiero, partiamo dalla...

A Aquaris E4.5 è il primo modello al mondo di Ubuntu Phone. Sarà venduto solo in Europa da bq (vedi sotto), iniziando da domani 10  febbraio, con delle "vendite rapide" annunciate sul sito web di Ubuntu e sui principali social network di Ubuntu e bq. Chi vuole accaparrarsi i primi i secondi esemplari ;-) dovrà stare molto attento e veloce. Vi posso anticipare che Aquaris E4.5 è un bel giocattolino, ben costruito e offerto a un prezzo onesto, ne parlerò in maniera più approfondita nel prossimo post.

bq è la giovane azienda spagnola che produce Aquaris E4.5. Si tratta di un'azienda fondata nel 2009 come "Mundo Reader", inizialmente importava e-reader cinesi, poi ha cominciato a progettare e produrre anche smartphone, tablet, stampanti 3D e robot (!) per insegnare l'elettronica ai bambini. Durante la presentazione di Ubuntu Phone, Rodrigo del Prado di bq mi ha impressionato di quanto gli obiettivi aziendali (libertà e apertura, importanza primaria nell'educazione dei bambini) coincidano con quelli della Comunità Ubuntu e di Canonical.

C +Carla Sella (qui a lato), è una delle persone più in gamba nella Comunità di Ubuntu. Sudafricana di nascita, ma stirpe Italiana, stalker di Mark (per ammissione della stessa! ;-), è attiva nel Gruppo QA: una tester determinata e precisa. In Canonical la conoscono tutti, all'evento la fermavano per salutarla e parlarci. Se il vostro Ubuntu Phone è così dannatamente perfetto lo dovete anche a lei. Se masticate un po' di inglese, Carla ha scritto un bel report sull'evento. Il sottoscritto passerà alla storia come "Dario who!?!? Ah! That italian man with Carla!".

+David Planella è il Community Team Manager di Ubuntu. Spagnolo, segue anche la traduzione di Ubuntu e GNOME in catalano. Non gli sarò mai abbastanza grato per avermi contattato per l'evento di Londra, ed è sempre lui che mi ha consegnato il mio primo Ubuntu Phone.

España (Spagna) era il Paese più rappresentato all'evento. Oltre a David Planella (vedi sopra), c'era Rodrigo del Prado (di bq, vedi sopra) e un nutrito gruppo della Comunità spagnola, tra cui mi piace ricordare Marco (vedi sotto) e +Rosa Guillén, con cui ho parlato un po' prima e dopo l'evento.

Fish and chips, uno degli obblighi morali quando si va a Londra, da mangiare al pub, rigorosamente accompagnato da birra locale. Niente a che vedere con la frittura mista a cui siamo abituati in Italia. Fortunatamente, ho potuto cibarmi di tale prelibatezza solo il venerdì sera, dopo aver girovagato per parecchi pub, tutti pieni per la tradizionale bevuta del venerdì sera alla fine della settimana lavorativa. A proposito: alcuni insiders hanno abusato abbondantemente di tale usanza, rientrando in hotel al sabato mattina.

giffgaff è una compagnia inglese di telefonia mobile (virtuale), derivata da O2. Sarà una delle prime a fare un'offerta Aquaris E4.5 Ubuntu + piano tariffario, insieme a 3 Sweden, amena.com (Spagna), e Portugal Telecom. giffgaff ha anche sponsorizzato le SIM comprese nel pacco regalato agli Ubuntu Insider (grazie!). Quale sarà la compagnia telefonica italiana che (prendendo il coraggio a due mani) lo farà?

Hotel Le Meridien, a due passi da Piccadilly Circus, è l'hotel che ci ha ospitati, mentre l'evento si è svolto allo Ham Yard. Due hotel al di sopra delle mie aspettative, e molto al di sopra delle mie tasche. Bisogna ammettere che Canonical non ha badato a spese.

I Insider eravano noi, 30 (circa) persone della Comunità internazionale all'evento. Tra quelli che conosco oppure ho conosciuto: Carla, Riccardo (vedi sotto), +Vincent JOBARD (Francia), +Sujeevan Vijayakumaran (Germania), +Marcos Costales e +Rosa Guillén (Spagna, forse il gruppo più numeroso). Non ho avuto la fortuna di parlare come avrei voluto +Joey-Elijah Sneddon (UK, editore di OMG Ubuntu) e +Jono Bacon (USA, ex Ubuntu Community Manager). Il gruppo comunque era molto meno eterogeneo di quello che potrebbe sembrare: pur venendo da Paesi diversi e con culture e tradizioni diverse mi sono accorto che siamo molto uniti in quello che Ubuntu rappresenta come filosofia.

Jane Silber (a lato) è il CEO di Canonical, una bella signora, gentile e disponibile: ha avuto una parola con tutti e per tutti, arrivando addirittura a fare una foto col sottoscritto! :-) Durante la presentazione ha avuto parole molto belle per noi insider, dicendo (più o meno): "Parlando con voi prima, molti si sono detti grati e stupiti dell'invito, ma se voi siete qui oggi è perché ve lo meritate, e siamo noi ad esservi grati per quanto avete fatto in tutti questi anni per arrivare a questo traguardo". 

K Kick off  Una cosa che dovete tenere bene a mente quando si parla di questo Ubuntu Phone è che questo è il calcio di inizio: abbiamo cominciato adesso il viaggio verso la convergenza, e il cammino è ancora lungo prima di avere per le mani un super-smartphone-PC che funziona-da-smartphone-ma-anche-da-PC. A scanso si equivoci: niente super-smartphone qui. Piuttosto: un passo nella direzione giusta.

L Londra è la città che ha ospitato l'evento. Ero stato a Londra 15 anni fa e da allora è cambiata, in meglio. In a hurry: stanno ristrutturando la Battersea Power Station per farne appartamenti, sistemato la zona attorno alla Torre di Londra, patrimonio dell'UNESCO, aggiunto un'altra pesante cancellata di sicurezza all'ingresso di Downing Street. Ancora: Piccadilly Circus è ancora un enorme TV i cui i canali trasmettono solo pubblicità, è emerso un enorme negozio pieno di cioccolatini colorati (4 piani!), molte delle strade sono ancora invase 24 ore per 7 giorni da odori e profumi delle cucine di mezzo mondo, alcune delle quali anche commestibili. Se il clima fosse meno ostile a noi mediterranei, sarebbe anche un bel posto dove lavorarci. Viverci magari no.

+Marcos Costales è un ubuntero di Gijon, nelle Asturie, in Spagna. Contact di ubuntu-es, sviluppatore, traduttore, membro di Ubuntu LoCo Council e decine di altre cose in Ubuntu. Una bella persona tranquilla e umile, ci ha stracciato nella partita a bowling. Mi diceva con una punta di orgoglio che Ubuntu Phone è il primo smartphone disponibile in lingua asturiana.

N note sono quelle che si sentivano nella metro di Londra. Musicisti giovani o ambulanti possono infatti esibirsi a turno in appositi spazi creati alle fermate della metro, basta prenotare il posto. Per uno strano caso ho sentito in fermate diverse due volte "Space Oddity" di David Bowie.

O Origami la scatola che conteneva Ubuntu Phone era un grande origami nero, una edizione speciale per gli insider. Oltre all'Aquaris E4.5 bianco, una lettera di +Mark Shuttleworth, cuffie e schedina SIM giffgaff.

P +Cristian Parrino italiano, VP Mobile e Online Services di Canonical. Da una vita a Londra, ha accolto gli insider all'entrata dell'evento e ha poi tenuto la presentazione di Ubuntu Phone. Aprendo la presentazione ha detto "Abbiamo aspettato questo giorno per più due anni, non il giorno in cui lo presentiamo alla stampa, ma il giorno in cui l'avremo condiviso con gli insider, in cui l'avremo dato a queste persone, ancora prima dei dipendenti Canonical, prima ancora della Stampa". Una cosa che ci ha fatto particolarmente piacere.

Quello che non si sa ancora è la data di rilascio del telefonino di Meizu, nonostante le voci si inseguono da mesi. L'evento di lancio di Aquaris E4.5 non ha dipanato la nebbia.

+Riccardo Padovani (a lato) è uno dei giovani più promettenti di  +Ubuntu-it, anzi, una delle certezze della  Comunità.
Studia all'università, coordina i lavori del Gruppo Web e sviluppa su Ubuntu Phone. Conosciuto da tutti i Canonical, è stato grazie a lui che siamo riusciti ad "agganciare"  +Alan Pope e visitare gli uffici di +Canonical (vedi sotto).

S Scopes sono la novità forse più importante di Ubuntu Phone, non vi annoio ancora su cosa sono, andate a leggervi questo post e anche quest'altro. La buona notizia è che su Ubuntu Phone ci sono un paio di aggregated scope nuovi: "Today" (Oggi) e "Nearby", vi parlerò anche di questi nel prossimo post. Leggendo i primi articoli (superficiali) molta parte della stampa deve ancora capire di cosa si tratta. Pensare che bastava leggere i miei post! :-)

T Telegram per chi vuole restare in costante contatto, chattando con amici e amiche, su Ubuntu Phone è presente l'app ufficiale di Telegram, la migliore alternativa esistente al popolare Whatsapp, grazie anche all'opera di +Giulio Collura. L'app funziona benissimo, è priva di pubblicità, totalmente gratuita e in parte open source. Dovete provarla!

Uffici di Canonical (qui a fianco l'entrata), che abbiamo visitato la mattina prima dell'evento, con Alan a farci da cicerone. Si trovano nel Bluefin Building vicino al centro a Londra, un palazzone nuovo e moderno con terrazza e ristorante all'ultimo piano. Ci lavorano circa 80 persone (Canonical ha più di 600 dipendenti in tutto il mondo). A parte l'arancione presente ovunque sono dei normalissimi uffici open space, ma per noi ubunteri si trattava quasi di un pellegrinaggio, un po' infantile vero?

+Vincent JOBARD della Comunità francese, fa parte dell'organizzazione di Ubuntu Party, evento parigino che richiama 3.000 persone. Mi spiagava Vincent che il Comune di Parigi è un convinto sostenitore del Software Libero, e finanzia attivamente l'evento, anche grazie al fatto che ubuntu-fr è un'associazione formalmente riconosciuta (credo l'unica a livello mondiale), che conta circa 70 persone.

W "We have a phone!" sono le parole che ho sentito da Rick Spencer, CTO di Canonical, mentre parlava con Carla. Come dire: abbiamo finalmente un prodotto sul mercato!

Zero smartphone venduti, trenta regalati. Si parte da qui, domani forse capiremo se quel numero può diventare in qualche modo significativo.

domenica 1 febbraio 2015

Ubuntu Phone, come funzionano gli scope.


Un paio di settimane fa, Canonical ha annunciato i vincitori del contest "Ubuntu Scope Showdown", un concorso per sviluppare in 6 settimane uno "scope" (vedi mio post precedente) per Ubuntu Phone. L'occasione mi offre la sponda per farvi un paio di esempi pratici del funzionamento degli "scope".

L'anatra perspicacie

Nessuna sorpresa per il sottoscritto quando ha letto il nome di +Riccardo Padovani tra i vincitori. Riccardo è attivo da tempo nello sviluppo (e divulgazione) di Ubuntu Phone. Grazie al suo "Discerning Duck" (qui sopra), Riccardo si è portato a casa un bel premio e la soddisfazione di vedere il suo nome tra i vincitori.

Discerning Duck è uno scope basato sul motore di ricerca DuckDuckGo, astro nascente nel settore, che merita un post a parte (chissà se ne avrò mai il tempo!). Lo scope di Riccardo permette di fare ricerche molto velocemente e facilmente, integrando le "instant answers", in un'interfaccia semplice, pulita e veloce.

Le ricerche si fanno con un tap sulla lente in alto, una prima schermata fornisce i risultati generali, con un tap si passano a vedere le informazioni di dettaglio.

In prospettiva poi, gli sviluppi sono anche più interessanti, perché come dice Riccardo: "DDG metterà a disposizione anche le Spice, che sono probabilmente le più interessanti, quindi potrai cercare un bug su Launchpad, il meteo, un convertitore e così via...". E magari anche un assistente personale.

Cinema


Il vincitore del primo premio del contest è un altro italiano, +Daniele Laudani, con il suo scope "Cinema". Lo scope permette di accedere in con pochissimi tap alle ultime uscite di film e serie TV, vederne le trame, i trailer, le trame e moltissime altre informazioni.

Il funzionamento dello scope è semplice: sulla prima schermata appaiono le icone delle ultime uscite al cinema (o delle ultime serie TV), un po' più sotto i film (o serie) che usciranno nelle prossime settimane. Con un tap è possibile limitare la ricerca a un genere specifico (avventura, azione, commedia, drammatico...).

Con un tap si accede alle informazioni specifiche del film, con un altro tap sulla locandina si passa a vederne il trailer su Youtube.

Non ricordate chi è il regista di Godzilla del 1998? Neanche io! Basta cercare "Godzilla" (un tap sulla lente in alto a destra) e si scopre che il regista è il Roland Emmerich (hey, non è tra i miei preferiti!).

Ho avuto modo di interagire un paio di volte con Daniele, anche se non lo conosco personalmente, per segnalargli un paio di piccoli bug minori, e mi ha sempre risposto in pochissimo tempo, davvero un ragazzo in gamba.

Il meglio deve ancora venire

Come dimostrano le opere di Riccardo e Daniele, gli scope sfruttano al meglio la possibilità di raccogliere e organizzare dati da fonti diverse, tagliando fuori le app, concepite per essere verticali, chiuse e autoreferenziali.

Dall'altra parte, i programmatori hanno a disposizione per sviluppare su Ubuntu Phone: strumenti di sviluppo gratuiti, possibilità di scegliere quale linguaggio utilizzare e un aiuto costante e disinteressato della Comunità. Nessun'altra piattaforma di sviluppo offre queste possibilità.

Ubuntu Phone con scope ha aperto una nuova strada nello sviluppo di software per dispositivi mobili (e desktop), sono sempre più convinto che molti altri sistemi seguiranno questa strada, o che - incapaci di percorrerla - tenteranno di bloccarla. Senza riuscirci.

sabato 24 gennaio 2015

Ubuntu Phone, vi spiego cosa sono gli "Aggregated Scope"


Da quando sono un Ubuntu Insider, ho il privilegio di leggere in anteprima alcune informazioni sul prossimo rilascio di Ubuntu Phone, disponibile da Febbraio in Europa sugli smartphone BQ Aquaris e4.5. Le informazioni sono rilasciate col contagocce, ma sono molto intriganti.

Le ultime info in arrivo da Canonical presentano gli "Aggregated Scope", una sorta di aggregatore di dati, che supera il concetto di app, e supera anche il modo di usare il telefonino, di cui avevo accennato nel precedente post su Ubuntu Phone.

Cosa ci sarà


Alcuni di questi scope saranno predefiniti sullo smartphone BQ, ma sono ancora inaccessibili a noi comuni mortali, in particolare il "Today scope" (qui sopra un'anteprima). Si tratta del primo scope che appare all'accensione del telefonino, e riporterà tutte le nostre più importanti del giorno in un unico pannello personalizzabile.

Nel Today Scope ci saranno: le informazioni locali (eventi e servizi vicini a dove ci si trova in quel momento), le informazioni sul tempo e le notizie più importanti. Sicuramente uno strumento molto utile, facile e veloce da consultare.

Un altro interessante scope è Video, che aggrega i video più interessanti di Youtube, TED e Vimeo. Questo scope è già disponibile. Personalmente lo uso poco, perché preferisco vedere i video su schermi più grandi, e la batteria del Nexus 4 dura sempre meno! :-P

Music Scope visto da vicino

Music Scope sul display
da 13,5'' del Nexus 4 ;-)

"Music" (Musica) è uno scope che invece conosco bene, uno di quelli che uso con maggiore frequenza. Gli scope sono molto simili gli uni agli altri, prendo quindi Musica come esempio per descriverne il funzionamento.

Un pannello semplice e ordinato (vedi qui a fianco) permette di avere sempre sottomano la propria musica preferita sul telefonino (La mia musica) oppure di vedere l'anteprima e le segnalazioni più interessanti da altre fonti su Internet, come il negozio online 7digital, o i siti web di condivisione SoundCloud e Grooveshark.

In più, grazie a Songkik, si possono conoscere i concerti in programmazione nelle vicinanze.

Se si cerca qualcosa in particolare, basta un tap sulla lente e si possono trovare brani, video e informazioni sui propri cantanti preferiti.

La selezione delle fonti è personalizzabile, basta un tap sulla rotellina e si accede alle fonti, che si possono attivare o disabilitare. Diventerebbe davvero interessante se fosse possibile aggiungere altre fonti, ma forse sto precorrendo troppo i tempi.

Facendo clic sulla stellina in alto a destra, lo scope si installa tra i pannelli predefiniti, è diventa immediatamente disponibile all'accensione, di fianco allo scope principale, quello delle app.

La cosa piacevolmente sorprendente è la facilità con cui si accede alla musica con un paio di tap. Pensare si tratti solo di widget è estremamente riduttivo, e comunque fuorviante: gli scope permettono di accedere direttamente a informazioni fornite da fonti diverse e metterle insieme in maniera congruente e omogenea.

Si può tranquillamente dire che la fantasia (degli sviluppatori) è il solo limite per gli scope, ed è probabile che nei prossimi mesi vedremo ulteriori miglioramenti.

Nel prossimo post parlerò di un paio di interessanti scope sviluppati da ragazzi italiani, giusto per farvi capire quanto sono in gamba i nostri anche in questo settore.

sabato 17 gennaio 2015

Perché Ubuntu Phone può rivoluzionare il mercato


Dov'eravamo rimasti?


Lo scorso ottobre avevo scritto una serie di post dal titolo "Una settimana con Ubuntu Touch" (chi se l'è persa la può leggere adesso). Purtroppo la serie rimase incompiuta, quella cosa noiosa chiamata "lavoro" :-) mi prese tempo ed energie. Ma non per questo ho smesso di utilizzare Ubuntu Phone sul Nexus 4, e forse già sapete che il 6 Febbraio sarò a Londra alla presentazione del primo smartphone BQ motorizzato Ubuntu.

Riprendo il discorso, faccio un passo in dietro e alzo lo sguardo verso l'orizzonte, per ampliare il panorama.

Get Famous (or Die Tryin')


Ubuntu Phone esce in un momento in cui Apple e Google con iPhoneOS e Android dominano il mercato di smartphone e tablet. Gli altri mordono la polvere, pur producendo prodotti belli e per certi versi competitivi.
La "user experience" che detta legge, è la stessa su tutti i sistemi: una griglia di icone (o mattonelle) che rappresentano le app installate sul dispositivo. Un "tap" sull'icona, usi la app, esci, un altro tap su un'altra icona... e via così.
Questo tipo di approccio è frammentario, poco agevole se si vuole passare rapidamente da una foto a un tweet a un messaggio e a qualsiasi altro contenuto, che questo sia presente sullo smartphone o su Internet, proprio o di amici.
Ubuntu Phone cambia le carte in tavola, mettendo i contenuti al centro dell'esperienza utente, siano essi appunto foto, messaggi, tweet, ma anche previsioni del tempo o "la farmacia più vicina". O qualsiasi altra cosa.
Una strada al tempo stesso innovativa e obbligata, perché è impossibile che Ubuntu Phone diventi famoso seguendo la stessa strada già battuta da troppa altra gente.

Scopes: qualcosa di completamente nuovo



"Scopes" è l'arma (neanche tanto) segreta, con cui Ubuntu vuole sovvertire l'ordine costituito. Gli Scope sono i pannelli (presenti anche su Ubuntu Desktop) da cui si accede ai contenuti. Il pannello delle app, il primo che si vede accendendo un Ubuntu Phone (qui sopra) è appunto uno Scope, ma ce ne parecchi altri. Sono di due tipi:
  • Aggregator: è uno scope che raccoglie contenuti da varie fonti, configurabili - per esempio lo scope Musica (vedi sopra)
  • Branded: è uno scope che raccoglie contenuti specifici, come Instagram, Souncloud o Wikipedia
Gli scope "branded" potrebbero sembrare delle normalissime "app". I vantaggi però di uno scope (sia branded che aggregator) sono: la velocità nello sviluppo (per i programmatori) e la velocità nell'accesso ai propri dati (per gli utilizzatori finali).
"Scopes" sono più di un motore di ricerca specializzato, perché sono facilmente installabili e configurabili. Su Ubuntu Store se ne trova già qualche decina, alcune delle quali davvero molto interessanti, ma di questo ve ne parlo in un altro post.
Sia chiaro: le app, sono presenti dove ci si aspetta di trovarle. Twitter, Facebook e Gmail sono lì che vi accolgono con la loro interfaccia confortevole e conosciuta.

Il futuro non è scritto


Il successo di Ubuntu Phone passa però per quanto saprà attrarre sviluppatori prima e consumatori poi. I primi trovano già la strada spianata per un facile e veloce processo di sviluppo, grazie alla varietà e alla potenza degli strumenti a disposizione.
I consumatori devono invece trovare qualcosa di facile e immediato, che eviti loro di "dover imparare un sistema", che inibirebbe l'adozione di massa.

Ubuntu Desktop ha già conquistato milioni di utenti in tutto il mondo, vi immaginate cosa può fare Ubuntu Phone, che sarà preinstallato sugli smartphone? ;-)

Nei prossimi post riprenderò il filo della prova di Ubuntu Phone, provando tutte le interessanti novità che sono avvenute nei mesi scorsi.

venerdì 2 gennaio 2015

Quanti utenti GNU/Linux servono per cambiare una lampadina?


Qualche giorno fa, +Aladino A. Amantini ha postato su Google Plus una storiella simpatica apparsa sul sito della Free Software Foundation. L'ho tradotta in italiano, e spero sia tradotta in tutte le lingue del mondo, per il bene di tutta l'Umanità :-)

Quanti utenti GNU/Linux servono per cambiare una lampadina?

  • 1 per iniziare una conversazione in una mailing list, scrivendo che la lampadina è bruciata
  • 1 per consigliare di provare ad accendere la lampadina da riga di comando
  • 1 per per lamentarsi che l'utente ha interrotto la conversazione
  • 1 per chiedere quale nuova lampadina installare
  • 1 per suggerire che si dovrebbe evitare la parola "bruciata" per riferirsi a una lampadina rotta, sennò si capisce che la lampadina è stata incendiata, e quindi sarebbe giusto dire che la lampadina si è "rotta a causa di un eccesso di corrente elettrica"
  • 25 per suggerire di installare tutti i tipi di possibili e immaginabili lampadine
  • 5 per dire che la lampadina bruciata è un problema upstream che non è di competenza della distro - c'è un errore da risolvere nella mailing list degli sviluppatori della lampadina
  • 1 novellino per suggerire di installare una lampadina Microsoft
  • 250 per bombardare l'indirizzo email del novellino
  • 300 per dire che una lampadina Microsoft diventerebbe blu e che dovresti spegnerla e riaccenderla continuamente perché torni normale
  • 1 ex-utente GNU/Linux che ancora frequenta il forum, che suggerisce di installare una iLampadina Apple, che ha un design nuovo e innovativo e costa 250 €
  • 20 per dire che iLampadina non è libera, e che ha meno funzioni di una normale lampadina che costa 20 volte meno
  • 15 per suggerire di installare una lampadina nazionale
  • 30 per dire che le lampadine nazionali sono delle imitazioni malriuscite delle lampadine estere e che non sono niente di nuovo
  • 23 per discutere se la lampadina deve essere bianca o trasparente
  • 1 per ricordare a tutti che il nome corretto è GNU/Lampadina
  • 1 per dire che le lampadine sono un problema solo degli utenti Windows perché i veri utenti di GNU/Linux non temono l'oscurità
  • 1 per annunciare infine quale sarà il modello della lampadina installata
  • 217 per scartare quel modello e suggerirne un altro
  • 6 per lagnarsi che il modello scelto ha elementi proprietari e che quindi bisogna usarne un altro
  • 20 per dire che una lampadina libera al 100% è incompatibile con l'attacco
  • gli stessi 6 precedenti, per suggerire di cambiare l'attacco con uno compatibile
  • 1 per urlare: "BASTA DISCUTERE, QUALCUNO CAMBI LA LAMPADINA PER L'AMORDIDDIO"
  • 350 per chiedere al precedente utente di quale Dio sta parlando, e se ha prove della Sua esistenza
  • 1 per spiegare come funziona l'elettricità e perché una lampadina è inefficiente
  • 1 per dire che non possiamo fidarci nelle lampadine delle multinazionali e dobbiamo credere nelle lampadine create dalla comunità
  • 1 per postare un link a un file ODF che spiega come costruirsi una lampadina da zero
  • 14 per lamentarsi del formato del file precedente, chiedendo di mandarlo in txt o LaTex
  • 5 per dire che sono insoddisfatti della decisione e faranno un fork dell'installazione di casa, per installare una lampadina migliore
  • 1 per postare una serie di comandi per cambiare la lampadina
  • 1 per commentare che ha eseguito quei comandi ricevendo un messaggio di errore
  • 1 per consigliare di eseguire quei comandi come root
E alla fine:

Il padre del primo utente, mentre tutti stavano discutendo, è andato al negozio acquistando la lampadina più economica.

Disclaimer

La storiella di questa pagina è stato spedito alla Free Software Foundation dal suo autore Andre Machado. La Free Software Foundation non ha nessun diritto su questo scherzo (e neanche il suo traduttore). 

(foto "exploding bulb 2" di Rafal Kiermacz su Flickr)
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