venerdì 15 gennaio 2016

Grandi novità Ubuntu al MWC 2016 di Barcellona?



Alcune mie fonti interne rivelano che Canonical presenterà un nuovo dispositivo “convergente” al MWC di Barcellona, in programma il prossimo mese.


Come già saprete, Canonical sta lavorando da qualche anno alla realizzazione di un dispositivo in grado di funzionare sia in mobilità sia come desktop, e negli ultimi mesi sta provando “un tablet con processore ARM a 64 bit”, realizzato dalla spagnola BQ - di cui sono già stati rilasciati due smartphone dotati di Ubuntu Phone.

Il MWC di Barcellona – il più importante evento al mondo per la tecnologia mobile – rappresenta quindi il momento ideale per la presentazione. Un'altra conferma che qualcosa di grosso bolle in pentola, è data per certa la presenza di Mark Shuttleworth, fondatore di Canonical e Ubuntu.

Il nuovo dispositivo ha nome in codice “Freiza”, e potrebbe essere il tablet BQ M10, già in commercio con Android, e su cui sembra siano stati svolti i test in questi ultimi mesi. Il BQ M10 è un tablet con display da 10’’, processore MediaTek MT8163 quad-core (1.3GHz), scheda grafica MediaTek Mali-T720 MP2, con 2GB RAM e 16GB di memoria eMMC.

Purtroppo non sono riuscito ad avere altre notizie sull’argomento, la fonte Canonical si è subito dopo chiusa in un generico "stiamo tenendo i dettagli abbastanza segreti per il momento". Nonostante la chiusura, si è lasciata scappare un "Siamo tutti molto entusiasti per quello che sta per succedere al MWC di quest'anno".

E' molto probabile, infatti, che il dispositivo convergente sarà solo una delle novità presentate da Canonical al MWC 2016. Dopo una (fin troppo) lunga attesa, sembra sia arrivato finalmente il momento di vedere il realizzarsi di un grande progetto.

Restate sintonizzati! :-)

domenica 10 gennaio 2016

Installazione e prova di SparkyLinux 4 “Tyche”


Ai tempi in cui andavano di moda, acquistai un Netbook per mia figlia, perché cominciasse a smanettare su una tastiera con un PC che sentisse “suo” (anche se il papà ne poteva fare largo uso...).

La macchina in prova

 
Il netbook è un Packard Bell DOT SE/001T con:
  • Cpu Intel Atom N450
  • RAM 1 GB
  • Hard disk 160 GB
  • Scheda grafica Intel  GMA 3150
  • Display 10,1’’ 1024 x 600 pixel
Oggi con questo hardware, anche le distribuzioni Linux cominciano a stare “strette”, specie quando si tratta di multimedia e navigazione su Internet. La distribuzione “storica” che ho tenuto sul PC è Lubuntu (il Windows XP preinstallato ha avuto vita brevissima!), ma avevo voglia di “dare un’occhiata in giro” per capire se si poteva spremere prestazioni migliori dal netbook.

Ho quindi scandagliato in lungo e in largo Distrowatch, il sito che raccoglie un po' tutte le distribuzioni Linux esistenti, ma trovare una distribuzione per desktop E leggera è diventato affare complicato. Ho quindi scaricato una serie di distribuzioni Linux e le installerò tutte prima di decidere quale tenere.

La prima (ma ne proverò altre) è SparkyLinux. SparkyLinux è una distribuzione basata su Debian “stretch” Testing, che vuole essere veloce, leggera e con software aggiornato. Per soddisfare le prime due caratteristiche, SparkyLinux utilizza LXDE come desktop environment. Per la terza, utilizza appunto Debian Testing e fornisce un sistema che permette l’aggiornamento del sistema con un clic.

Installazione

Ho scaricato SparkyLinux 4.2 Desktop LXDE dal sito web ufficiale, dove si possono trovare diverse versioni con altri desktop environment come MATE, KDE e Xfce.
Le dimensioni del file ISO mi hanno lasciato un po’ perplesso: ben  1,5 GB! Un sacco di roba, che significa anche molti programmi già forniti senza doverli scaricare in un secondo momento.


Ho masterizzato il file ISO su una chiavetta USB, e fatto partire il netbook dalla chiavetta. SparkyLinux si può provare in modalità live, e così ho fatto, per essere sicuro che tutto funzionasse al meglio prima di installare.


SparkyLinux si presenta con la classica configurazione LXDE, con pannello inferiore, e menu dei programmi in basso a sinistra. Sulla destra del pannello si trovano i controlli del volume, rete, e pulsanti per lo spegnimento.
Provando SparkyLinux in modalità live trovo conferma la grande quantità di programmi a disposizione: alcuni dei quali neanche conosco. Poco male, anzi, vuol dire che passerò qualche tempo a dar loro un’occhiata.

Passo quindi all’installazione di SparkyLinux sull’hard disk, utilizzando SparkyInstaller, presente sul desktop. I programmi di installazione delle varie distribuzioni sono molto simili tra loro, e così anche questo. Si passa attraverso una serie di finestre di configurazione in cui si chiede all’utente:
  • lingua (italiano)
  • fuso orario (Rome, UTC+1)
  • disposizione della tastiera (italiana)
  • nome utente
  • e infine partizionamento 
Sull’ultima ho qualche difficoltà: nessuna configurazione preimpostata, o suggerita, solo un utente esperto può configurarlo senza fare danni. Questo può essere un ostacolo per i novizi (a cui consiglio caldamente di rivolgersi al cugino / fratello / LUG più vicino).
Altra difficoltà che ho incontrato durante l'installazione sono le dimensioni delle finestre, più grandi dello schermo del netbook, che lasciano fuori i pulsanti. Ho risolto muovendo verso l'alto le finestre usando il cursore.
Una schermata finale riepiloga le scelte e le impostazioni, e poi inzia con l’installazione sull’hard disk.

“Standing on shoulder of giants”

E’ la prima scritta che appare durante lo slideshow che intrattiene l’utente durante il processo di installazione, che dura parecchio (il povero Atom N450 fa quello che può!), circa 1 ora. Alla fine, il sistema chiede il riavvio del PC.

Primo avvio 


Al primo avvio, il sistema verifica se sono presenti aggiornamenti e pacchetti per la localizzazione, e in caso li installa. Essendo basata su Debian Testing, e con così tanti programmi  preinstallati, di aggiornamenti ce ne sono ogni giorno. Molti megabyte di dati da scaricare e lunghi minuti da attendere finché il sistema li installa. Per un netbook con una CPU limitata com’è l’Atom, questo significa un carico notevole di lavoro.

Programmi in dotazione

SparkyLinux è una distribuzione completa, con moltissimi programmi e alcune interessanti utility peculiari.


Come suite per l'ufficio c'è LibreOffice 5.0, completa in tutti i suoi moduli, anche quelli - come Math e Base - che talvolta mancano altrove. Se non basta, con APTus se ne possono installare anche altre (come Calligra). Per leggere i documenti PDF c'è il classico Evince.

La parte multimediale è altrettanto completa: Exaile (ascoltare musica), VLC (vedere video), Xfburn (masterizzare CD/DVD) e molti altri. Video e MP3 funzionano al primo colpo senza problemi, grazie alla presenza del pacchetto "codec multimediali" preinstallato. 

Interessante poi Radio Tray, che non conoscevo. Radio Tray permette di ascoltare le radio internet. Una volta avviato, si posiziona sul pannello (tray), e da lì si possono selezionare i vari canali. Il programma ha già una serie di radio presintonizzate, e se ne possono aggiungere anche delle altre - per esempio le radio italiane.


Per la parte Internet, SparkyLinux ha Iceweasel e Icedove, che sono gli equivalenti "generici" (=senza marchio) di Firefox e Thunderbird. Ho trovavo Icewasel abbastanza lento, anche se si possono vedere senza problemi i video su Youtube. Interessante la presenza di Liferea, aggregatore di notizie, per quei pochi (come il sottoscritto) che ancora legge così le notizie.


Superfluo invece Turpial, client per Twitter: il programma ha qualche bug e (purtroppo) il progetto sembra fermo da quasi 2 anni.

La parte gestione del sistema ha numerose utility, che coprono praticamente qualsiasi necessità di configurazione - e anche di più.


Mi ha colpito in particolare Sparky APTus, peculiare di SparkyLinux. Con APTus si può aggiornare il sistema, installare "meta pacchetti" (pacchetti che ne contengono molti altri, come i codec multimediali), installare versioni diverse di suite per l'ufficio (Calligra, WPSOffice), rimuovere pacchetti e kernel non più necessari, aggiornare le fonti (repository).


SparkyAPTus è una utility fatta molto bene, e permette di gestire quasi tutte le necessità di installazione e pulizia del sistema da un unico posto.

Cosa mi piace
Dopo una settimana di utilizzo, ci sono alcune cose positive:
  • SparkyAPTus, un programma molto utile per tenere pulito e aggiornato il sistema 
  • Il software è sempre aggiornato, ma nessun "crash" rilevato, segno che SparkyLinux è un sistema molto stabile
  • Leggera e abbastanza veloce, SparkyLinux è modesta nell'impiego delle risorse di sistema. La CPU raramente arriva al 100% di utilizzo e 1 GB di RAM presente basta e avanza.

Cosa mi piace poco

SparkyLinux ha anche qualche pecca:
  • In fase di installazione lo strumento di partizionamento è difficile per gli utenti poco esperti, che potrebbero fare danni - specie in caso di dual-boot con Windows (il nonno raccomanda: fare sempre un backup dei dati PRIMA dell'installazione!). Bisogna dire che SparkyLinux dispone di una buona documentazione sul proprio wiki (in inglese) che è sicuramente utile.
  • Aggiornamenti pesanti: al sottoscritto è capitato di scaricare 195 MB dopo 2-3 giorni dall'ultimo aggiornamento: troppa roba e troppo tempo perso a scaricare e installare. Se poi si dispone di una CPU limitata come è Intel Atom questo fattore è ancora più grave.
  • Mancanza di "consistenza", tanti (buoni) programmi presi però da "famiglie diverse" (LXDE, Xfce e GNOME) si traduce in una patchanka di programmi, e mancanza di omogeneità nell'esperienza utente
  • Bordo delle finestre inesistente, il tema predefinito è quantomeno discutibile: se si sovrappongono due finestre è impossibile distinguerne il bordo (grigio). Ho rimediato utilizzando lo stile "Clearlooks", ma perché quel tema?

Conclusioni 

Avendola utilizzata per qualche tempo posso dire che SparkyLinux è una buona distribuzione, che merita considerazione. La presenza di numerosi programmi già preinstallati aiuta ad essere efficienti fin dall'installazione, ma è inadatta per utenti inesperti.
La consiglio a chi vuole una distribuzione leggera e pronta all'uso.

sabato 2 gennaio 2016

Social media manager, lo stai facendo nel modo sbagliato - 2



Ha fatto un certo scalpore il passaggio in diretta di una bestemmia durante la serata in diretta del Capodanno di RAI1. Quello che è successo dimostra ancora una volta quanto una buona idea (passare come sottotitoli gli SMS di auguri dei telespettatori) possa trasformarsi in cattiva, e anche - dato un numero sufficiente di persone si possa trovare facilmente un idiota.

Anzi, più di uno.


Dimostra anche come la RAI sia poco preparata a governare i "nuovi" media: sarebbe infatti bastato filtrare i messaggi prima di trasmetterli. Un'operazione che qualsiasi social media manager avrebbe potuto fare con pochissimo sforzo, magari coadiuvato da uno strumento di filtro, con bando automatico dei rompiscatole.

Con la speranza che le brutte esperienze servano di lezione.

A pensarci bene poi si dovevano fare passare solo gli auguri di Buon Anno. Poi in verità è passato un po' di tutto, e allora anche lo scopo della comunicazione è stato pensato male, e forse questo è anche peggio del risultato.

AGGIORNAMENTO: Nei commenti, Andrea mi segnala che la RAI aveva messo un tizio (chi?) a filtrare gli SMS, e per questa sua colpa è stato sospeso dal servizio. Ammettendo che esista un poveraccio deputato a tal ingrata incombenza, la sostanza rimane la stessa: totale incapacità di gestire i nuovi (o recenti) strumenti, e mancanza di un chiaro obiettivo nella comunicazione.

mercoledì 30 dicembre 2015

Piangiamo Ian Murdock, fondatore di Debian


L'anno 2015 - che ha visto una serie di tragici eventi - si avvia a terminare in modo drammatico. E' notizia di qualche ora fa la morte all'età di soli 42 anni di Ian Murdock, fondatore di Debian, la Madre di tutte le distribuzione, e di Ubuntu.

Non sono chiare le modalità del tragico evento, gli ultimi suoi tweet sono drammatici, ma ormai poco importa, e la famiglia ha chiesto il massimo riserbo.

Conoscevo poco Murdock, ma è sicuramente uno dei Padri dell'Informatica come oggi la conosciamo, e Linux sarebbe una cosa molto diversa senza la sua opera.

RIP Ian.

domenica 27 dicembre 2015

Social media manager, lo stai facendo nel modo sbagliato

Ieri, mentre oziavo sul divano dopo pranzo, mi è capitato di imbattermi in questo spiacevole incidente. Una persona che seguo, probabilmente esasperata da qualche disservizio di ATAC (azienda dei trasporti di Roma), sfogava la sua rabbia su Twitter tutta la sua "frustrazione". In tutta risposta veniva bloccato, con una puntualità inusitata se si pensa ai mezzi gestiti.

La prossima volta, consiglio al social media menager di @infoatac di chiedere una consulenza a Gianni Morandi.


sabato 19 dicembre 2015

Maruko, l'Ubuntu Phone che non troveremo sotto l'albero di Natale


A Guangzhou si sta tenendo in questi giorni il "China Mobile Worldwide Partner Conference", un evento organizzato da China Mobile, il più grande operatore cinese di telefonia mobile (800 milioni di clienti!).

Tra i partner di China Mobile c'è anche Canonical, con uno spazio dedicato a Ubuntu (vedi immagine qui sopra). Nello stand di Ubuntu fanno bella mostra di se alcuni Ubuntu Phone, come il Meizu MX4, ma anche un altro dispositivo fin qui sconosciuto, che vedete nelle prossime immagini.


Lo smartphone che vedete è il China Mobile N1 Max, nome in codice Maruko, con la versione cinese di Ubuntu Phone. Si tratta di un dispositivo fin qui inedito per Ubuntu, che vanta caratteristiche tecniche di tutto rispetto: processore ARM octa-core Snapdragon 615, schermo full HD da 5,5'', 4G, dual sim, slot microSD, fotocamera da 12,8 MP.

Però questo telefono non lo troverete sotto l'albero di Natale: è una piattaforma di sviluppo su cui stanno lavorando Canonical e China Mobile. Maruko è un dispositivo sperimentale, su cui poi saranno sviluppati dispositivi simili. Una cosa simile a quanto fatto in precedenza con Google Nexus 4 "Mako", che è ancora adesso la piattaforma di sviluppo per gli Ubuntu Phone. Singolare la somiglianza nei nomi in codice dei due smartphone. Un caso? Io non credo! ;-)

Grazie a qualche aggancio in Canonical sono venuto in possesso di un paio di altre foto inedite.
 

Le foto aggiungono poco alla notizia, ma confermano che il progetto è in lavorazione da parecchi mesi e potrebbe anche spiegare il motivo per cui Meizu MX4 Ubuntu Edition ha fatto una brevissima apparizione sul mercato Europeo, per poi sparire senza giustificazione.

Dovremo quindi tenere l'orecchio attento alle novità che provengono dalla Cina, senza dimenticare che tra Spagna (BQ) e Londra si sta lavorando per portare sul mercato il primo dispositivo convergente.

lunedì 7 dicembre 2015

Ora del Codice 2015


Questa - dal 7 al 13 dicembre 2015 - è la settimana de "Hour of Code" (Ora del Codice), l'iniziativa internazionale per avvicinare bambine e bambini al "pensiero computazionale" - che sta alla base programmazione. Nei prossimi anni questa capacità sarà sempre più importante nella vita e nel lavoro (secondo me sarà IN-DI-SPEN-SA-BI-LE), e le persone in grado di padroneggiarne questi concetti avranno sicuramente una carta in più da giocarsi per avere successo nella vita - qualunque cosa voglia dire "successo" nella vostra accezione.

Sul sito ufficiale dell'iniziativa e sulla versione italiana preparata dal MIUR ci sono una serie di giochi (esercizi?) che utilizzano personaggi divertenti e famosi per insegnare il pensiero computazionale, dalla scuola elementare alle scuole superiori.

In Italia, l'iniziativa è "monopolizzata" dal MIUR, che ha il merito di aver organizzato parecchie iniziative in tutte le scuole, ma è stato impossibile organizzare qualcosa come associazione AVi LUG - o almeno io non ho capito come fare. Se la scuola di Vs figlia/figlio/nipote ha organizzato niente, potete sempre partecipare online in autonomia tramite i siti web che vi ho segnalato.

L'iniziativa è sponsorizzata da grossi nomi dell'industria del software americana (Google, Microsoft, Facebook, e molti altri), ed è questa la parte peggiore, dimenticandosi completamente di nominare gli strumenti liberi.

Comunque: togliete i vostri figli/nipoti dalla TV, sequestrate gli smartphone e iscriveteli all'inziativa.  Fate fare loro almeno un'ora di queste attività, e alla fine del percorso riceveranno un bellissimo certificato di partecipazione da stampare e appendere in cameretta. :-)

L'anno scorso l'ha fatto mia figlia di 7 anni, il percorso più facile l'ha fatto senza problemi, pur avendo nessuna conoscenza pregressa - non avevamo ancora iniziato i Coderdojo.

Invito tutti ad approfittare di questi giorni di ferie e aderire a questa iniziativa!

mercoledì 11 novembre 2015

Ubuntu Phone arriva anche in Russia


A tre mesi dal lancio in India, è arrivato il momento della Russia: da martedì 17 novembre Ubuntu Phone sarà disponibile sul mercato russo. Le notizie sono ancora poche, ma è sicuro che il solo modello disponibile sarà il BQ Aquaris E5 HD, anche se non è ancora stato reso noto il prezzo.

Altro dato sicuro è la presenza di Scopes e app dedicate al mercato russo. Come già fatto per l'Europa e l'India, anche per la Russia saranno disponibili strumenti dedicati di Ubuntu Phone come  Yandex News e Lenta.ru per le news, VK Music per la musica e VK - una sorta di Facebook Russo - per i social network.

Nonostante i rapporti tra Occidente e Russia siano negli ultimi mesi... problematici, Canonical continua il suo piano di espansione per Ubuntu Phone, nel suo Progetto di Dominio del Mondo!

lunedì 9 novembre 2015

Far West, Italia


Il 17 ottobre 1992, Yoshihiro Hattori, ragazzo giapponese di 16 anni, da due mesi negli USA per un programma di scambi culturali, ricevette un invito per una festa di Halloween.

Uscì di casa con il suo smoking bianco, in una pessima imitazione del Toni Manero di Saturday Night Fever, insieme a Webb Haymaker, figlio della famiglia che lo ospitava. 

Arrivati al quartiere dove si teneva la festa, ingannati dalle decorazioni di Halloween, sbagliarono casa, e suonarono al campanello della casa dei signori Peairs. Non ricevendo risposta, tornarono verso la loro auto.

Nel frattempo da dietro la porta, la signora Peairs vide i due ragazzi, e chiamò il marito, che arrivò armato di pistola "44 Magnum". Rodney Peairs spalancò la porta di ingresso, gridando "Freeze!" (espressione slang che significa "State fermi!") all'indirizzo dei ragazzi. Yoshihiro aveva 16 anni, capiva ancora poco l'inglese e ancora meno lo slang. Il ragazzo rispose "Siamo qui per la festa" e si diresse verso l'uomo.

Senza pensarci troppo, Rodeny Peairs sparò al ragazzo, colpendolo in pieno petto, perforandogli i polmoni. L'amico Webb corse subito in suo soccorso, chiedendo aiuto, ma i coniugi Peairs si rinchiusero in casa fino all'arrivo della Polizia, 40 minuti dopo. Webb dovette quindi andare dai loro vicini a chiamare un'ambulanza, perdendo tempo prezioso.

Yoshihiro Hattori, studente giapponese di 16 anni, morì in ambulanza per la ferita. Rodney Peairs fu assolto dall'accusa di omicidio, ma perse la causa civile e dovette risarcire la famiglia.

Giusto caso in Italia, è in corso un interessante dibattito su come "giustizia fai da te", possa essere un rimedio alla violenza e ai furti. Beh, se guardiamo l'esempio americano - 30.000 morti all'anno per armi da fuoco - forse quella è proprio la strada da evitare. Oppure chi inneggia alla giustizia privata a colpi di pistola deve anche accettare il rischio di trovarsi dalla parte sbagliata al momento sbagliato.
Ed essere giustiziato.

La foto della SW Model 629 è tratta da Wikipedia.

lunedì 2 novembre 2015

Convergenza Ubuntu, parte 1: Configurazione iniziale

Questo post è la traduzione dall'inglese di "Ubuntu convergence, part 1: Setting it up", di Simon R., rilasciato con licenza CC-BY-SA. Questo post ha - ovviamente - la stessa licenza.

Adesso che "Ubucon Germany 2015" e "UbuContest 2015" sono terminati, ho finalmente trovato un po' di tempo per scrivere ancora su argomenti tecnici. E urrà: abbiamo la Convergenza! Adesso si può veramente collegare un telefono a un monitor esterno, aggiungere tastiera e mouse e avere un'esperienza desktop! In questo articolo mostrerò nel dettaglio come ho configurato il tutto.


La mia postazione a casa. A sinistra il Nexus 4 connesso a tastiera/mouse Bluetooth e a un monitor da 24'' esterno; a destra il mio Dell Latitude E7450 con i tradizionali tastiera e mouse USB. Da notare la luce LED sullo sfondo non-esattamente-colore-Ubuntu.

Hardware e software necessario

Per la prova, ho usato questo materiale:
  • Nexus 4 16 GB
  • adattatore da SlimPort a HDMI, con connettore Micro-USB alimentato
  • tastiera Bluetooth Logitech K3
  • mouse ottico Bluetooth Logitech M557
Il software più importante della "convergenza" è disponibile dall'immagine r273 del canale 'ubuntu-touch/rc-proposed/ubuntu'. Al momento in cui scrivo, il mio telefono gira con l'immagine r276 dello stesso canale [le immagini sul canale rc-proposed sono rilasciate con frequenza giornaliera n.d.t.].

NOTA: ho avuto poca fortuna con adattatori diversi da SlimPort a HDMI, specialmente provando a convertire il segnale HDMI in qualcos'altro usando un secondo adattatore (per esempio da Slimport a HDMI, e quindi da HDMI a DVI). Se si deve fare una dimostrazione di Convergenza in giro, assicurarsi che il monitor o proiettore abbia un ingresso HDMI e funzioni con il telefono.

Configurazione

Il primo passo è provare se l'adattatore da SlimPort a HDMI funziona. Collegare il monitor esterno con il telefono acceso è abbastanza inaffidabile, e molto spesso ci si ritrova con il monitor che visualizza solo metà dell'immagine, come si vede nella foto seguente.



Quindi: spegnere il telefono, connettere l'adattatore al monitor esterno e poi accendere il telefono.



Adesso sappiamo che tutto funziona e il telefono comanda il monitor correttamente. Il telefono attualmente passa in modalità desktop appena si connette un mouse, ma la porta USB del Nexus 4 è già occupata dall'adattatore SlimPort, e non si può connettere SlimPort e USB allo stesso tempo. Quindi c'è davvero bisogno di tastiera e mouse Bluetooth.

Configurare i dispositivi Bluetooth

Poiché il touchscreen del telefono non può essere usato con un monitor esterno connesso, si deve disconnettere nuovamente il telefono, accoppiarlo con i dispositivi Bluetooth, e quindi connettere di nuovo il monitor esterno. Il procedimento è semplice.



 

 

Infine: modalità Desktop

Si noterà come sul display del telefono si passi subito in modalità desktop, appena il mouse Bluetooth è connesso:


Questo è poco utile, quindi connettere il monitor esterno nuovamente per fruire della modalità desktop completa:


Questa, signore e signori, è la Convergenza. Mancano ancora molte cose, ma di questo ne parleremo nelle prossime parti di questa serie.
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