lunedì 28 giugno 2010

Come gli italiani sono fuori dai Mondiali di calcio in 3 mosse

Prima mossa: perdere prima di cominciare a giocare (e piangere dalla vergogna).

La mossa più facile: basta che il politico di turno "prestato al calcio" metta in panchina un vecchio ex allenatore campione del mondo, arrogante e supponente, affezionato ai suoi (ex) campioni del mondo. A questo si aggiunga una lunga serie di prestazioni e risultati deludenti (sarà un caso che l'Italia non abbia vinto 1 partita in tutto il 2010?), una certa dose di cattiva sorte, e tutta la pressione mediatica negativa che solo la stampa italiana sa esprimere.

L'Italia è fuori dai Mondiali.

Seconda mossa: farsi rubare gol (e star lì a piangere sui gol rubati)


Qua già bisogna essere abbastanza bravi: basta che una federazione illuminata e perdente (quella inglese), metta in panchina un vecchio ex allenatore italiano, arrogante e supponente, affezionato solo alla sua immagine e ai suoi occhiali. A questo si aggiunga il gol fantasma più bello della storia e una smania poco british ma molto italiana di cercare sempre scuse.

L'unico allenatore italiano di una squadra straniera è fuori dai Mondiali.

Terza mossa: non vedere i gol in fuorigioco (e non piangere dalla vergogna)

 

Qui bisogna essere proprio bravi bravi: prendete il miglior arbitro internazionale italiano, affiancategli il miglior guardalinee milanista italiano, e fategli arbitrare l'ottavo di finale della migliore squadra sudamericana del momento, il Messico. A questo si aggiunga un gol in fuorigioco che avrebbe visto anche mio nonno, un replay sul tabellone che grida F-U-O-R-I-G-I-O-C-O-! a caratteri cubitali e l'ottusità che solo un arbitro italiano può avere.

L'unico arbitro italiano è fuori (spero) dai Mondiali.

Mossa extra: rubare i gol e fare finta di non vederli (e far piangere dal ridicolo)

Notizia di oggi, la FIFA disapprova l'uso dei maxi schermi negli stadi: diffondono immagini vere (e quindi pericolose per il buon calcio - vedi link sotto).

Joseph Blatter è fuori dal Mondo.


Link:

Notizia da Gazzetta.it sull'uso dei maxi schermi negli stadi
Mio post su Italia - Slovacchia
Mio post su Italia - Nuova Zelanda 

venerdì 25 giugno 2010

Italia - Slovacchia 2 - 3: cronaca semitragica


Prima della partita

Ah, che bello, uscire dal lavoro prima del solito, per fuggire a casa a guardarsi la partita in santa pace! Dopotutto mica si vive solo per lavorare, è giusto - ogni 4 anni - prendersi un po' di tempo per sé, e dedicarsi ai propri hobby!

Non arrivo neanche a casa, che mi chiamano al cellulare dal lavoro, un problema del tipo "tsunami marrone" sta sommergendo i pochi validi calciofobi rimasti in ufficio. Tocca collegarsi da casa con il PC, ma sì, capita. Tanto posso guardare la partita, seduto comodo sul divano con il mio fido 29 pollici a 2 metri, volume al massimo.

Arrivo a casa, saluto moglie e figlie (frettolosamente, lo ammetto), vado in salotto. Supero con una certa difficoltà i giochi delle bimbe, sparsi per tutta la stanza. Ma è esplosa una bomba qua dentro?
Mi piazzo davanti alla TV, il portatile sulle ginocchia, telecomando e telefonino sul bracciolo del divano.

Primo tempo

La partita inizia con la telecronaca dei soliti interminabili stacchi pubblicitari, tra cui l'insopportabile cuoco della Nazionale (ma esiste?) che ci racconta come i giocatori vivano di pane e crema-da-spalmare-alle-nocciole (neanche fossero degli adolescenti! sarà per questo che invece di correre saltellano per il campo??!).

Finalmente tornano le immagini dal campo, a prima vista lo stadio sembra tutto per l'Italia, ma i realtà anche i tifosi slovacchi hanno la maglia azzurra. I telecronisti danno i numeri: 4-2-3-1... 4-4-2... 4-4-3 come se davvero importasse a qualcuno!
Durante gli inni, tutti gli azzurri cantano l'inno, che belli e fieri che sono, meglio dello Zecchino d'oro (senza offesa per lo Zecchino d'oro). Lippi esagera, canta anche il "poporo popopo popopo".


Altro stacco pubblicitario.

Eccoci di nuovo sul campo: i giocatori fanno qualche esercizio di riscaldamento, Gattuso affila i denti, Hamsik si tira il ciuffo dei capelli. Finalmente si parte, azzurri sembrano più pimpanti e gli slovacchi sembrano dei giocatori di calcio (i neozelandesi non lo sono). C'è molto nervosismo in campo, e i falli si susseguono, dall'una e dall'altra parte. Gli slovacchi ci fanno prendere subito un colpo, Hamsik sbaglia un gol già fatto. Sembra che con la crisi economica, tutta la squadra slovacca non ce la possiamo comprare, ma un giocatore si.
Passano pochi minuti e la Slovacchia va in gol!
Al primo tiro in porta.
Come con la Nuova Zelanda.
Come con il Paraguay.
Giusto per tenere la media.

GRETAAAAAAAAAAAA! VIENI A FARTI LA DOCCIA!
(mia moglie rincorre la bimba più grande per mezza casa, sovrastando il suono di 20.000 vuvuzelas)

I giocatori italiani si danno un gran daffare: Gattuso randella tutti quelli che gli passano attorno, De Rossi si siede in panchina per fumarsi una sigaretta (chi l'ha visto in campo?), Montolivo fà l'occhiolino a una tifosa slovacca (e non ha tutti i torti, vedendo la tifosa).


Secondo tempo

Il secondo tempo è come il primo. Azzurri evanescenti, slovacchi che controllano la partita (ma chi è tra le due squadre in campo quella Campione del Mondo?). Dopo 20 minuti finalmente un'occasione per l'Italia, un quasi gol, col difensore slovacco che ribatte sulla linea (o era dentro?) un tiro di Quagliarella. Che iella! E che brutto presagio. Infatti, dopo pochi minuti la Slovacchia raddoppia, su calcio d'angolo inesistente. Tanto per confermare la iella!
In giornate così niente può andare dritto!
In panchina, Lippi ha una faccia da funerale. Il suo.
E infatti pochi minuti dopo, la Slovacchia raddoppia: 2 a 0. Ormai siamo fuori.

GIADAAAAAAAAAAAAAA! 
NON TIRARE I CAPELLI A TUA SORELLA!
(mia moglie rincorre la bimba più piccola per mezza casa, sovrastando il suono di 20.000 vuvuzelas... ah! la pace famigliare!) 

Alla fine della partita, negli ultimi 10 minuti, gli italiani in campo si ricordano di essere dei giocatori di calcio e cominciano a giocare a calcio. Di Natale segna un gol su una bella azione con palla a terra.
Dai che si rimonta!
Neanche il tempo di pensarlo e la Slovacchia fa il terzo gol, sfruttando un errore (da polli) della difesa.

La partita finisce qui.
Almeno per me.
Spengo la TV, mi concentro sul lavoro.

Dalle stanze vicine odo solo silenzio, le mie donne sono andate al parco giochi.
Dalle finestre aperte, altrettanto silenzio, non c'è nessuno per la strada.
Più tardi vado a mettere via la bandiera.
Ci si vede fra quattro anni, forse.

PS: almeno ci siamo levati di torno il cuocodellanazionale!


Link:

Mio post su Italia - Nuova Zelanda

mercoledì 23 giugno 2010

Uso sacrilego dell'iPad: nessun adepto ne avrebbe mai il coraggio!

Giovanni mi segnala questo gustoso video di Jesse Rosten, in cui si vede come si potrebbe usare un iPad, attaccandolo un po' ovunque, grazie al velcro.
Ammettiamolo: nessuna persona sana di mente oserebbe mai attaccare del velcro al proprio iPad!


iPad + Velcro from Jesse Rosten on Vimeo.

martedì 22 giugno 2010

Referendum a favore dell'acqua pubblica: 1 MILIONE DI FIRME!


Qualche giorno fa raccontavo che la raccolta di firme a per i referendum sull'acqua pubblica aveva raggiunto le 800mila firme in pochi giorni. Adesso, che manca ancora un mese alla consegna delle firme siamo arrivati a:

1.000.000 di firme

Fa piacere vedere molte persone sensibili a temi del bene pubblico, pur avendo la campagna referendaria copertura mediatica marginale. Agli altri, ricordo che, con la privatizzazione dell'acqua, le tariffe aumenteranno.
Se non alla coscienza, date ascolto al portafoglio.


Link:

Sito della campagna referendaria
Mio post precedente sulla raccolta firme

lunedì 21 giugno 2010

Italia - Nuova Zelanda 1 - 1: cronaca semiseria

Il pollo neozelandese, altrimenti noto come kiwi

Mentre i giornalisti italiani sono intenti nel loro compito preferito, incolpare i CT della Nazionale di tutti i mali del mondo, vorrei ricordare com'è andata veramente la partita ieri.

Primo tempo

Italia e Nuova Zelanda in campo nei loro colori tradizionali, lo stadio delle giraffe è davvero bello, forse la cosa migliore di tutta la serata.
I neozelandesi sono dei bei ragazzotti iper vitaminizzati, che non si capisce perché giocano a calcio, invece che a rugby. Degli 11, solo uno, il capitano, sembra abbia giocato a calcio prima della partita. Gli altri si piazzano nella propria metà campo e stanno lì ad aspettare che passi qualcuno di lì.
Gli azzurri trotterellano per il campo, sembra non vogliano infierire e cominciano piano piano.
Come sottofondo le inevitabili scassabalottes vuvuzelas. Per fortuna alla RAI si ricordano che si può abbassare il rumore di fondo, e il fastidio si attenua.
Intanto Fallon (un nome, un programma) pensa di giocare a rugby e assesta gomitate un po' a tutti. L'arbitro, prima lo guarda male, poi gli dice "biricchino" e infine lo ammonisce "smettila di fare il cattivo!".
L'Italia inizia così piano, che la Nuova Zelanda segna! Calcio di punizione da metà campo direttamente in area, pallone che rimbalza tra 2-3 difensori e arriva a Smeltz (chi!?!?) che con un tocco di punta beffa Marchetti. Dopo il gol Marchetti si siede in tribuna, per vedere meglio la partita.
Poi si scoprirà che Smeltz (ma chi è!?!?!) era in fuorigioco.
Poi il CT Lippi dirà "Ci hanno fatto 2 gol in 2 partite con 2 tiri in porta!". Ecco, io sarei più preoccupato della difesa, che dell'attacco.

L'Italia reagisce prontamente e trotterella con furore per il campo per altri 20 minuti, buttando palloni a caso in mezzo all'area. Poi finalmente al 28 minuto pareggia, sempre per merito di Daniele "Bubu" De Rossi (ma quanto è tenero con quella barba?!). Cross di Chiellini in area, un difensore trattiene De Rossi per la maglia, e lui si butta come solo un calciatore italiano sa fare. Rigore! Iaquinta, che non vede un pallone in nazionale da anni, se ne appropria e si piazza davanti al dischetto. L'arbitro controlla millimetricamente la posizione di tutti i giocatori, e chiede al portiere italiano Marchetti che va bene stare in tribuna, ma che almeno non fumi! Rigore: piattone di Iaquinta, portiere da una parte, pallone dall'altra.

La partita finisce qui.

Secondo tempo

Anche se la partita è finita, nessuno sembra accorgersene. Lippi mette in campo tutti gli attaccanti che ha, ma nella speranza di fare 1 gol, ma non serve a niente.

Dopo partita

Lippi è bersagliato dalle critiche e dalle domande insidiose dei giornalisti. Tutto quello che di male non possono dire della politica, lo sfogano nel calcio. La conferenza stampa offre uno spettacolo impietoso. Lippi vorrebbe andarsene dopo 2 domande, fa finta di non capire le domande in inglese, si mette le cuffie e ascolta un po' di musica, se le toglie e risponde una cosa che non c'entra niente con la domanda. Lippi sa che deve fare la sua parte sul teatrino mediatico (quella del cittì che difende le sue scelte tecniche), e sa che i giornalisti devono fare la loro (quella dei biscardi che cercano la rissa), ma non gliene frega niente, e risponde a caso alle altre domande. Alla fine, i giornalisti desistono e finisce lì.

Morale della storia: non è cambiato niente! Prima di questa partita "bisogna vincere la prossima partita", dopo questa partita "bisogna vincere la prossima partita".

domenica 20 giugno 2010

Ubuntu sempre più sulle nuvole: presente, futuro (e oltre) di Ubuntu One



Ubuntu One: qualche giga chissà dove: veloce "lesson zero sul cloud computing"

Ubuntu One è il servizio Canonical di "cloud computing". In poche parole, si tratta di un servizio, disponibile tramite Internet, che permette di usufruire gratuitamente di 2 GB di spazio su server Canonical. Chi usa il servizio non sa dove sono i server che ospitano i dati. Possiamo dire che sono da qualche parte nel mondo, oppure da qualche parte nel cielo, come le nuvole, da cui il nome "cloud computing", che potremmo appunto tradurre poeticamente in "informatica tra le nuvole". :-)

C'è spazio per tutti, di più per chi paga

Canonical mette a disposizione 2 GB, l'equivalente di una chiavetta USB, gratuitamente per chi si iscrive al servizio. Pagando 10 dollari al mese, si ha diritto a 50 GB di spazio. Lo spazio disponibile gratuitamente è effettivamente pochino, meglio avere sempre con sé la propria memoria USB, però il servizio permette di avere sempre documenti - e altri dati, come vedremo dopo - a disposizione ovunque voi siate... basta avere un collegamento Internet.
Per funzionare, il collegamento deve essere a banda larga, scordatevelo se avete un misero modem analogico a 56K, o una ADSL da poveracci (la mia!). Diciamo che funziona decentemente con ADSL a 2 MBit o superiore, a velocità inferiori si rischia di vedere i file apparire senza preavviso, e senza sapere perché.

Ci sono altri che lo fanno

Ci sono anche altri che danno spazio su Internet, tra le nuvole di bit. Il più famoso è senza dubbio Dropbox, che offre anch'esso 2 GB di spazio (con possibilità di aumentarlo tramite programmi di fidelizzazione e passaparola). In più è multi piattaforma, gira cioè su Windows, Linux e Mac. Ma non è integrato con nessuno dei 3 sistemi operativi, mentre Ubuntu One (U1) è fortemente integrato con Ubuntu, e lo sarà sempre di più.

Cosa c'è su Ubuntu One

U1 non è solo uno scatolone etereo dove "buttare" i propri file, come se fosse una partizione del proprio disco fisso. Si tratta di un servizio, strutturato in diverse funzioni, che permette la sincronizzazione - cioè l'aggiornamento reciproco - tra il proprio computer e Internet. Oltre ai file, si possono quindi caricare:
  • contatti di posta elettronica di Evolution, il programma di posta elettronica di Ubuntu
  • note di Tomboy, il programma per prendere appunti, anche questo già in Ubuntu
  • i segnalibri (detti anche "preferiti") di Firefox, il programma per la navigazione internet di Ubuntu
  • le canzoni acquistate su Ubuntu One Music Store
Integrazione con Ubuntu

Come dicevo, il servizio è molto integrato con Ubuntu. Infatti esistono una serie di strumenti che consentono di condividere i file con altri utenti del servizio, sincronizzare le cartelle del proprio PC, pubblicare i file su U1 con un clic di mouse. L'integrazione proseguirà su questa strada, con nuovi servizi, alcuni già dalla prossima versione, e altri immaginati solo dalla mia fantasia! :-)

Ubuntu One: pubblicazione di un file con un clic di mouse

Cosa ci sarà su U1: "One Conf"

L'integrazione con Ubuntu, permette di caricare su U1 un po' tutto. Per esempio, la configurazione del proprio computer! È quello che promette il nuovo servizio OneConf, che sarà probabilmente a disposizione su Ubuntu 10.10 "Maverick Meerkat".
OneConf dovrebbe permettere di salvare la configurazione, le scelte fatte in fase di installazione e la lista dei programmi installati. In questo modo sarebbe molto semplice e veloce, riprendere questi dati per:
  • installare nuovamente il sistema da zero
  • installare la stessa configurazione su un'altro computer (pensate a chi ha decine di PC aziendali, tutti uguali)
  • ripristinare una versione della propria installazione dopo averci "giocato sopra" con nuovi programmi, giusto per provarli
Un servizio che sarebbe molto utile, specie se si spingesse sul secondo punto, specie nel caso aziendale, specie se si riuscisse ad aggiungerci anche un modo per la distribuzione degli aggiornamenti periodici. Ma forse mi sto spingendo troppo avanti.

Cosa ci potrebbe essere su Ubuntu One (libera divagazione in preda all'entusiasmo!)

Visto che mi sto spingendo troppo avanti, proseguo nella strada dei sogni.

Immaginate per un attimo che si riesca a farci stare sul proprio account di U1 tutta la configurazione del proprio computer. E anche i dati che si vuole avere sempre a disposizione. Si, anche quando siamo in ferie alle Hawaii!
Immaginate di avere tra le mani un computer con installato Ubuntu, non il vostro, ma un computer qualsiasi che trovate ormai in tutti gli Internet Point dell'Universo (e non serve una guida per trovarli). Anche quelli sulle spiagge delle Hawaii.
Immaginate di avere anche un bel collegamento a Internet su questo computer. Anche se vi trovate sulla spiaggia di Hanauma Bay.
A questo punto inserite il vostro account U1, e magicamente , su questo computer con la tastiera piena di sabbia, in questo angolo remoto della Terra, avete a disposizione tutti i vostri dati e configurazione, scaricati da Internet e velocemente installati al volo sul computer.
Con la sicurezza che tutti gli aggiornamenti che fate saranno sincronizzati su U1, per poi averli a disposizione anche a casa.
Con la sicurezza che quando spegnerete il computer, tutti i dati saranno cancellati.

Il vento accarezza i capelli, il rumore delle onde sovrasta il vostro frenetico digitare sulla tastiera. Un pensiero vi sfiora: "E pensare che una volta per lavorare bisognava essere tutti nello stesso posto, tra 4 mura grigie!". 


Link:

Sito Ubuntu One
Notizia di Ubuntu OneConf (da oneopernsource.it)

venerdì 18 giugno 2010

AVi LUG nello Spazio

Con grande soddisfazione dei presenti, martedì 15 giugno 2010, a Schio, all'ex Lanificio Conte, è stato aperto lo "Spazio promozione e assistenza software libero".
Il nome, in perfetto stile popolar-burocratico, è più lungo dello spazio metrico effettivamente calpestabile, ma nessuno se ne lamenta. L'importante è avere un bellissimo luogo, in pieno centro città, dove ritrovarsi a parlare di Software Libero e Linux, aiutando chi vuole fare il Grande Balzo in Avanti verso la Libertà.

Grazie a un accordo con il Comune di Schio, lo spazio sarà a disposizione - non esclusiva - di AVi LUG, il Linux User Group dell'Alto Vicentino.



All'evento era sfortunatamente presente una troupe televisiva, che ha ripreso un imbarazzatissimo rappresentante di AVi LUG  ritirare le chiavi dei locali, dalle mani del Vice Sindaco di Schio, nonché Assessore all'Innovazione e Tecnologie, Giorgio Pizzolato.

Un grazie al Comune di Schio che fa seguire alle belle parole anche fatti concreti, alla Piazza Telematica, e soprattutto a Tania, che è stata una delle persone più attive nelle frenetiche attività preparatorie di questi mesi.

Vi aspettiamo tutti i martedì sera alle 20.30, all'ex Lanificio Conte, galleria, in fondo a destra...


Link:


sabato 12 giugno 2010

Qualche buona scusa da usare con chi disapprova l'acquisto di un iPad



È uscito anche in Italia l'iPad, e sono sinceramente contento per chi lo aspettava con ansia, e sono del tutto convinto sia un oggetto molto utile che qualunque cosa serva, e sono altrettanto convinto che cambierà la vita di tante persone, e sono assolutamente certo che salverà la vita a parecchia gente che stava meditando il suicidio.E altrettanto convinto che non lo comprerò mai... ma me lo potete regalare! :-)


Detto questo, regalo agli amici che ce l'hanno già, qualche buona scusa da usare in caso trovino dissenso diffuso all'incauto acquisto nella cerchia di amici e parenti.

  1. Me l'hanno regalato per Natale / Pasqua / Compleanno / Onomastico / Laurea / Diploma / Battesimo / Comunione / Matrimonio ecc ecc (Attenzione! Usate solo 1 di queste ricorrenze!)
  2. Era in offerta a 799,99 € e non potevo certo farmelo scappare!
  3. Era l'ultimo in negozio, rimasto lì da mesi, forse anche un anno intero, mi hanno fatto un prezzaccio e alla fine l'ho comprato. Figurati che per convincermi mi hanno pure regalato un iMac! (Attenzione! Usate questa scusa solo con monaci eremiti tibetani che scendono per la prima volta dalla loro montagna!)
  4. Ormai ce l'hanno tutti!
  5. Ma davvero? Questo è il famoso iPad? Mi serviva un tablet pc e ho preso il primo che ho visto!
  6. Guarda, mi ci ha costretto l'azienda per cui lavoro, hanno tutto il software che gira solo su Mac OSX e rischiavo il licenziamento!
  7. VeVamente, mio caVo, lo uso solo come spessoVe sotto il tavolo di mogano dell'ufficio nel mio attico di Manhattan, sennò mi toccava metteVe 2 iPhone! (Attenzione! Ricordatevi di dirlo usando sempre la "erre moscia")
  8. Si, l'ho comprato perché sono un feticista e questo l'ha toccato solo Steve Jobs (Attenzione! Usate questa scusa solo con persone di larghe vedute o altri feticisti!)
  9. L'ho comprato perché sono dei servizi segreti e Facebook si legge molto meglio con questo.
  10. Sono un hacker e voglio distruggere la Apple, l'iPad mi serve per studiarlo e progettare nuovi virus con cui infestare tutti gli iCosi!
  11. Mi serve per essere un folle affamato! O era un affamato folle?!?!
  12. L'ho comprato perché mi serve! (Attenzione! Usate questa scusa solo se sapete spiegare a cosa serve!)

venerdì 11 giugno 2010

AVi LUG al "No Skey Day" a San Vito di Leguzzano


AVi LUG, il fantomatico Linux User Group dell'Alto Vicentino, parteciperà con alcuni propri rappresentanti al "No Skey Day" in programma domenica (pomeriggio) 13 Giugno 2010 a San Vito di Leguzzano, in provincia di Vicenza.

Il "No Skey Day" è una giornata dedicata alla gratuità, allo scambio e al dono, tre virtù quasi totalmente scomparse dalla nostra società moderna, ma di cui  c'è ancora parecchio bisogno.

La giornata si svolgerà su 3 temi:
  • scambio di doni: ognuno potrà portare oggetti che desidera scambiare e prendere oggetti portati da altri
  • scambio di informazioni: si potranno ricevere informazioni su tantissime iniziative nel campo del volontariato, dell'economia domestica e della vita quotidiana
  • scambio di saperi: saranno organizzate brevi sessioni su tantissimi argomenti, a cura delle associazioni locali, tra cui appunto AVi LUG. 
In particolare sarà dato ampio spazio a ragazzi e bambini, con un itinerario dedicato. Una giornata ideale da passare all'aperto, insieme alla propria famiglia!

Da segnalare, la presenza del Prof. Gianni Tamino, dell'Università di Padova, biologo e politico, che parlerà sul tema "Idee per un'altra civiltà e un'altra economia".

AVi LUG sarà (al chiuso) alla Biblioteca Civica, con "effetti speciali e colori ultra vivaci"... con idee pensate apposta per i giovani.

Vi attendiamo! :-)

martedì 8 giugno 2010

Installazione e prova di Ubuntu 10.04 LTS "Lucid Lynx" - seconda parte

Dov'eravamo rimasti? Ah si, stavamo parlando di come sia facile installare Ubuntu 10.04, tant'è vero che alla fine l'installazione sul mio computer l'ha fatta mia figlia Greta, 9 anni.

La macchina in prova

Il mio computer? Si, un (ormai) modesto e vetusto:
  • CPU AMD Athlon 64 X2
  • Scheda madre Asus M2N
  • Memoria RAM 2 GB
  • Hard disk Maxtor DiamondMax 6L080P0 da 80 GB
  • Scheda video ATI Radeon 3250 con 256 MB di memoria
  • Masterizzatore DVD TSST Corp. SH-W162c
Ah, il computer non si chiama Pamela, ma "lightblue", i più profondi di voi capiranno la battuta. Comunque, l'altra volta eravamo rimasti al riavvio del PC.

Installazione di Ubuntu 10.04: fine dell'installazione, con la scelta se riavviare il PC

Premo il pulsante di spegnimento del PC, che è diventato rosso proprio per segnalare che è necessario un riavvio della macchina. Questa è una delle novità di Ubuntu 10.04 LTS.

Primo avvio di Ubuntu 10.04 LTS

Il PC si spegne in pochissimi secondi e riparte subito. L'avvio è davvero veloce, impiega circa 20-25 secondi (quelli successivi anche meno). L'obiettivo di portare i tempi di accensione sui 10 secondi, per adesso, è ancora lontano dall'essere raggiunto, ma accontentiamoci. Altri sistemi operativi fanno molto peggio, ma non fatemi pronunciare il nome di satana invano ;-). 

Prova di Ubuntu 10.04: la videata che appare durante l'avvio di Ubuntu 10.04

Lo splash screen che appare durante l'avvio è lo stesso di quando si avvia il CD live. Alla fine si accede alla videata di login.

Prova di Ubuntu 10.04: la videata di login

Anche qui si può vedere il bel lavoro di restyling fatto sul marchio di Ubuntu. Digito nome e password e dopo pochi secondi accedo al desktop. Il desktop si presenta uguale alla versione "Live CD", ma non c'è alcuna icona.

Prova di Ubuntu 10.04: il desktop "melanzana"

Dopo qualche secondo appare (l'ormai classico) avviso "Supporto lingue non completo".

Prova di Ubuntu 10.04: la finestra per il supporto lingue

Questa finestra avvisa che al momento dell'installazione si è scelta una lingua (Italiano) diversa da quella predefinita (Inglese). Nel CD di Ubuntu non ci stanno tutti i pacchetti "di localizzazione" di tutte le lingue in cui Ubuntu è tradotta, e la traduzione nella lingua locale è limitato a pochi pacchetti fondamentali. Il sistema si accorge quindi che mancano le traduzioni in italiano e ci chiede se vogliamo scaricarle da Internet e installarle. Questa azione è da fare solo se si dispone di un collegamento veloce a Internet (ADSL), in caso contrario si impiegherebbe un tempo troppo lungo.

Chi non ha un collegamento veloce a Internet, si procuri il DVD di installazione di Ubuntu, che contiene tutti i pacchetti di localizzazione, Italiano compreso. Installando Ubuntu da DVD, le traduzioni sono installate automaticamente.

Io seleziono "Run this action now", quindi alla finestra successiva "Update", e installo i pacchetti in italiano.

Prova di Ubuntu 10.04: installazione del supporto lingue

Una volta installato, il menu in alto a sinistra, e tutto il resto della distribuzione, sono in italiano.

Prova di Ubuntu 10.04: il desktop in italiano

Brand New Hot Design

La cosa che più balza all'occhio di questa Ubuntu 10.04 LTS sono i nuovi colori, che segnano un deciso cambiamento rispetto al passato, passando dal marron-arancione al viola-melanzana (anche se sono rimaste tracce di arancione qua e là). Qui si vede la mano di Mark "SABDFL" Shuttleworth, che, abbandonato il ruolo di CEO di Canonical, segue direttamente lo sviluppo di Ubuntu, specie per la parte design. Il tema predefinito si chiama "Ambience", con i famosi e discussi bottoni a sinistra.

Prova di Ubuntu 10.04: il tema "Ambience"

Sullo stesso stile, ma con colori più chiari il tema "Radiance".

Prova di Ubuntu 10.04: il tema "Radiance".

Sempre in tema di novità, da segnalare sul pannello superiore, a destra, il "Me Menu", che ingloba le novità "social" (che vedremo più avanti), e un paio di piccole chicche: il bottone di spegnimento che, come abbiamo visto poc'anzi, diventa rosso quando è necessario riavviare il PC, e la bustina, che diventa verde quando ci sono nuovi messaggi di posta elettronica, oppure qualcuno vuol chattare con noi.

Prova di Ubuntu 10.04: il MeMenu

Prova di Ubuntu 10.04: pulsante rosso, si deve riavviare il PC

Prova di Ubuntu 10.04: bustina verde, c'è posta per te! :-)

Il "problema dei bottoni"

Nuovi colori, nuovi sfondi, nuovi temi, e... bottoni a sinistra. Su questo ho già scritto qualche riga in passato (vedi sotto), aggiungo solo una osservazione: con i bottoni "metacity" (quelli che massimizzano, minimizzano e chiudono le finestre) a sinistra, c'è un'incongruenza con tutti i controlli di chiusura degli altri programmi.

Prova di Ubuntu 10.04: i celeberrimi bottoni a sinistra

Pensate ai bottoni di chiusura delle schede di Firefox (browser) ma anche di Nautilus (il file manager) o Gedit (editor di testo): sono tutti a destra.

Prova di Ubuntu 10.04: Nautilus, le schede hanno il bottone di chiusura a destra


Adesso che si fa? Si sposta anche quelli a sinistra per omogeneità? Staremo a vedere. Su questa storia si sono già spese troppe parole e troppo tempo, è tempo di andare oltre. Anche perché, ai bottoni a sinistra, ci si abitua in pochissimo tempo.

Buona Lince Social Club

Un vecchio amico mi faceva notare l'evoluzione di un fenomeno.
Qualche anno fa, pochi sfortunati adolescenti con seri problemi di relazione con il prossimo (specie femminile) passavano ore da soli davanti a un monitor. Questo fenomeno si chiamava "sfigati".
Da allora il fenomeno si è esteso, milioni di persone passano ore da soli davanti a un monitor. Questo fenomeno ha cambiato nome in "social network". Mah!

Ubuntu si adatta al fenomeno del momento, e introduce molte novità per facilitare l'accesso ai social network. Per correttezza, il “social from the start” è stato introdotto da Kubuntu, che ne aveva fatto il proprio motto fin dalla versione 9.10. Ubuntu 10.04 si è spinta ancora oltre, con il "Me Menu", si possono impostare molto facilmente con due click di mouse gli account a tutti i social network (Facebook, Twitter, Friendfeed, ...) e di messaggistica istantanea (Jabber, Google Talk, AIM, ICQ, myspace, MSN, ...).

Prova di Ubuntu 10.04: scelta della chat da impostare

Prova di Ubuntu 10.04: impostazione di un account per la chat

Prova di Ubuntu 10.04: scelta del social network da impostare

Impostare i profili è banale, basta inserire "nome utente" e "password" e il gioco è fatto. Una volta impostati i profili, basta andare sul MeMenu, e da lì si può accedere alla chat (tramite Emphaty) o al social network preferito (tramite Gwibber).

Prova di Ubuntu 10.04: accesso a Facebook da Gwibber

Sempre tramite il Me Menu si può impostare il proprio stato (disponibile, assente, non disponibile, ...). All'inizio, usare questi strumenti può "fare un po' strano", l'interfaccia utente è un po' diversa da quella web, che si usa di solito, ma si fa presto a prenderci mano, e diventa tutto molto comodo.

Applicazioni predefinite: 4  battesimi e 1 funerale

Ubuntu 10.04 porta con se alcune novità tra le applicazioni predefinite.

La prima è l'editor video PiTiVi, un programma per creare filmati. L'applicazione è facile e intuitiva, si importano le pezzi di video, oppure anche singole immagini, e l'audio con "Importa clip...", poi si aggiungono alla linea temporale (il tasto INS inserisce le clip in fondo), si fa "Rendering del progetto", e il gioco è fatto.

Prova di Ubuntu 10.04: renderering di un video con PiTiVi

Per funzionare, PiTiVi ha bisogno di alcuni pacchetti multimediali, Ubuntu se ne accorge e chiede se si vogliono installare, basta rispondere si, scaricarli da Internet e tutto funziona a meraviglia. Probabile che il programma sia ancora un po' "immaturo", quindi si potrebbe inchiodare senza preavviso. Ma non dovreste avere problemi per montare il filmino delle ferie con cui annoiare gli amici.

La seconda novità riguarda la grafica, ed è Simple Scan, un programma per l'acquisizione da scanner, sviluppato apposta da Canonical. Colgo al volo l'occasione e tiro fuori il mio vecchio scanner Hp ScanJet 3300C, che ormai uso molto raramente. Lo collego al computer via USB, e avvio "Simple Scan". Non succede niente, nessuna icona, nessun messaggio tipo "Hey, ho trovato uno scanner!". Niente. Vado sul menu, seleziono "Documento" e poi "Preferenze", ed eccolo lì il mio scanner Hp, riconosciuto da Ubuntu, senza fare troppo rumore.

Prova di Ubuntu 10.04: scansione di un documento con Simple Scan

Non avendo niente di meglio sottomano, passo allo scanner la prima cosa che capita. Data la povertà del materiale (umano) a disposizione, il risultato non è proprio il massimo.

Prova di Ubuntu 10.04: volontario si presta alla scansione

Simple Scan ha anche una funzionalità di riconoscimento del testo (OCR), che funziona abbastanza bene, basta selezionare la voce "Testo" dal menu "Acquisisci". Dopo questa prova veloce, posso dire che Simple Scan a il suo lavoro, senza effetti speciali.
Simple, appunto.

La terza novità, più che una novità è una "promozione sul campo". F-spot, il programma per la gestione delle foto, è promosso anche a "programma di fotoritocco", al posto di GIMP, che sparisce dal CD Ubuntu. F-spot ha alcune funzioni di fotoritocco, come il ritaglio, la correzione dell'effetto "occhi rossi", la regolazione dei colori, e poco altro.

Prova di Ubuntu 10.04:fotoritocco con F-spot

Il "funerale", l'avrete ormai capito, è per GIMP. La più famosa e usata applicazione per il fotoritocco su Linux, non è più presente all'installazione, in quanto ritenuta troppo complessa per un uso quotidiano. GIMP comunque si può installare successivamente dall'Ubuntu Software Center.

GIMP in effetti richiede un po' di pratica, ma F-Spot non è adeguato allo scopo, troppe poche le funzioni disponibili. Infatti per Ubuntu 10.10 si parla di sostituire F-Spot con un altro programma.

Infine, l'ultima novità su Ubuntu 10.04 è rappresentata da gbrainy, un gioco che mette alla prova le capacità logiche, matematiche e verbali del vostro cervello.

Prova di Ubuntu 10.04: mettete alla prova la vostra intelligenza con gbrainy

Alla fine del gioco, un grafico rappresenta i vostri risultati. Evito di dire i miei!

Più software per tutti: Ubuntu Software Center

Ubuntu Software Center è il programma che consente di cercare e installare in pochi minuti tutti i possibili programmi disponibili su Ubuntu, senza fare lunghe ricerche su Internet, o "chiedere all'amico".

Prova di Ubuntu 10.04: Ubuntu Software Center

Ubuntu Software Center presenta tutti i programmi disponibili per Ubuntu, suddivisi per categoria, ma si può anche ricercare velocemente il programma con la casella di ricerca in alto a destra. In Ubuntu 10.04 la grafica è rinnovata, si adatta al nuovo stile della casa, e presenta una piccola novità: le "Applicazioni consigliate", una selezione del miglior software libero disponibile per Ubuntu. Se avete bisogno di un programma che non è già installato, guardate prima qui.

Per installare una nuova applicazione, basta selezionarla e premere il bottone “Installa”. Il programma si scarica da Internet in pochi minuti ed è subito disponibile. Come per anche gli altri servizi che fanno largo uso banda, per usare Ubuntu Software Center, bisogna avere una connessione veloce a Internet, ADSL o superiore.

There's a new kid in town: Ubuntu One Music Store

Una delle novità che ha fatto più notizia, è "Ubuntu One Music Store". Si tratta in pratica di un negozio di musica virtuale, una specie di iTunes, nato da un accordo commerciale tra Canonical e 7Digital, dal quale acquistare brani o album dei propri autori preferiti, in formato MP3. In Ubuntu 10.04, questo servizio è integrato in rhythmbox, il lettore musicale predefinito, che presenta un nuovo negozio "Ubuntu One" appunto, oltre ai già presenti Jamendo e Magnatune.

Prova di Ubuntu 10.04: Ubuntu One Music Store su rhythmbox

Al primo accesso, Ubuntu segnala che non è presente il plugin per ascoltare gli MP3, indispensabile per ascoltare i brani in anteprima. Consiglio di installarlo subito. Altro requisito per accedere a Ubuntu One Music Store, è, ancora una volta, la connessione veloce a Internet. Sulla mia ADSL a 640 Kbit (si, ce ne sono ancora!), il servizio è piuttosto lento, ma funziona molto meglio con le connessioni moderne.

Prova di Ubuntu 10.04: "home page" di Ubuntu One Music Store su rhythmbox

Ho provato a giocarci per un po', e sembra fatto abbastanza bene. Le anteprime durano circa 30 secondi, e che bastano per farsi un'idea se il brano è proprio quello che si cercava.
Il servizio, forse perché è nuovo, ha un paio di pecche. La prima: non ci sono artisti poco famosi come per esempio i “Pink Martini”. Mai sentiti? Provate ad ascoltare questo e poi mi dite...

"Hey Eugene" - Pink Martini

Altra pecca: non ho trovato niente degli U2. Nemmeno un singolo! Strano, vero? Boh!
Non so che successo possa avere questa iniziativa commerciale, certo che trovarselo già installato potrebbe favorirne l'utilizzo. In più, qualcuno potrebbe essere portato comprare musica qui perché così sostiene Canonical, e di conseguenza Ubuntu.

Il resto della Lince

Per il resto, Ubuntu 10.04 LTS “Lucid Lynx” non differisce dalle precedenti versioni. Tutti i programmi, dal kernel Linux in su, sono stati aggiornati all'ultima versione disponibile. Per esempio c'è Open Office 3.2. Chi ha fatto l'aggiornamento da Ubuntu 9.10 si troverà a suo agio anche sulla 10.04.

Tirando le somme

Ubuntu 10.04 LTS è una gran bella distribuzione, stabile, veloce e affidabile. Le caratteristiche che ci si aspetta trovare su una LTS, visto che starà su molti PC per 3 anni. Molto probabilmente la prossima versione, che uscirà a il 10/10/10, sarà molto più sperimentale. Si parla già, per esempio, di un nuovo file system dalle caratteristiche innovative.

Tra le cose che si possono migliorare

Quella che si chiama "esperienza utente" o anche "usabilità" è ottima. Chiunque che sappia accedere un computer, è in grado di installare e usare Ubuntu 10.04 senza problemi. Se vogliamo essere pignoli, si può migliorare software a corredo, e certe scelte andrebbero consolidate.
Per il resto, a un mese dal rilascio, non sembra ci siano grossi problemi. Ho sentito lamentele solo sulla connessione wireless “ballerina”, problemi risolti installando Wicd al posto di Network Manager. Solo questo fatto è un bel salto in avanti rispetto al Ubuntu 9.10.

Tra le cose che non vanno

GIMP, sacrificato sull'altare della semplicità, non può essere sostituito da F-spot. Ubuntu 10.10 deve avere un programma decente per il fotoritocco.


Link:

Mio post: Prima parte di questa prova (installazione)
Mio post: Problema dei bottoni

lunedì 7 giugno 2010

Una nuova distribuzione: ITIS Linux 1.0 (si, è una buona notizia!)

Benché stia seguendo le notizie sul suo sviluppo da qualche mese, ho aspettato a parlarne fin quando non è nata ufficialmente. Adesso lo posso dire: è nata Itis Linux 1.0, la distribuzione "dedicata all'utilizzo negli istituti superiori di tipo tecnico industriale. È un sistema operativo completo, gratuito, semplice e sicuro che permette un utilizzo moderno del computer e perfettamente adeguato all'ambito didattico."

La distribuzione è stata sviluppata da Andrea Lazzarotto e Stefano Signori, con il duplice scopo di presentare un lavoro per l'esame di maturità (in bocca al lupo!) e sviluppare una distribuzione adatta agli studenti della scuole medie superiori, con strumenti e programmi pensati per loro.

Tecnicamente, si basa su Ubuntu, ma ha in più una serie di programmi dedicati alle principali materie di studio degli ITIS e delle scuole superiori in genere, come Geogebra, WxMaxima, Octave, (matematica, scienze e statistica), MonoDevelop, NetBeans IDE per Java, VirtualBox, (informatica e sistemi), KiCad, Oregano (elettronica), Avogadro, Kalzium (fisica e chimica), e molto molto altro. L'elenco completo si trova sul sito (vedi link qui sotto).

Si, è una buona notizia

Mi è capitato di sentire in passato critiche alle nuove distribuzioni, provenienti addirittura dall'interno del mondo open source. Roba del tipo "è uno spreco di tempo e risorse", "cosa serve una distro in più?", "tanto questa distro non vedrà mai la versione 2.0", ecc ecc. A queste critiche, e a questi critici, ricordo alcune cose che forse dimenticano.
In primo luogo, la mentalità aperta è parte integrante del mondo del software libero, quindi invece di criticare sterilmente il lavoro degli altri, dovrebbero avere l'umiltà di capire cosa è stato fatto, e casomai dare una mano a migliorarlo dove non va bene.
Poi, ricordo che se Linux e GNU si sono diffusi è stato proprio grazie alla moltitudine di persone che hanno messo mano al codice sorgente, in tutti i suoi possibili utilizzi. Alcuni di questi si sono poi dimostrati vicoli ciechi, ma hanno permesso ad altri di imparare, oppure prendere in mano il progetto e proseguire da lì verso altre strade.
Infine, non so se vedremo mai una Itis Linux 2.0, forse neanche Andrea e Stefano lo sanno. Ma il punto non è questo. Costruendo questa distribuzione hanno sicuramente imparato qualcosa. Questo insegnamento, oltre che a sfoggiarlo con gli amici, se lo portano come bagaglio di esperienza, e lo possono inserire nel curriculum. Provate a fare lo stesso con il software proprietario!

Auguro ad Andrea e Stefano la miglior fortuna in questo e nei prossimi progetti a cui parteciperanno.
Magari anche un contributo upstream.


Link:

Sito ufficiale di Itis Linux

venerdì 4 giugno 2010

Referendum a favore dell'acqua pubblica

 

Uno dei tanti argomenti snobbati dai mass media tradizionali, è la raccolta firme, in corso dal 24 Aprile, a favore dell'acqua pubblica. Beh, bad news per chi ignora, o volutamente tace sulla campagna referendaria. Siamo arrivati a

800.000 FIRME

... e non è ancora finita.

Link:

Sito della campagna referendaria
Unico articolo su Corriere.it sulla raccolta firme
Uno dei tanti articoli su Repubblica.it sulla raccolta firme

giovedì 3 giugno 2010

Fino all'ultima maledetta goccia.

Grazie a Silvia, ho scoperto questo sito http://www.ifitwasmyhome.com/, che tradotto in Italiano è "se-fosse-successo-a-casa-mia.com". Il sito permette, via Google Maps di vedere il disastro del petrolio nel Golfo del Messico, di fronte a New Orleans, e "posizionare" il flusso in altre parti del mondo. Giusto per capire l'estensione del fenomeno.


Il disastro ambientale nel Golfo del Messico 
(fontehttp://www.ifitwasmyhome.com/)

Il disastro ambientale localizzato nel Nord Italia
(fontehttp://www.ifitwasmyhome.com/)

Ma la cosa più preoccupante è che questo disastro potrebbe succedere ancora, visto che il pozzo petrolifero che ha provocato il disastro non è l'unico in oceano aperto.
Il petrolio estratto da questi pozzi si chiama "deepwater", cioè estratto da pozzi in mezzo all'oceano. Per dare un'idea:
"Già dovete andare giù a chilometri sotto il mare, e poi giù ancora, trivellare per altri chilometri. Immaginatevi una zanzara che trivella il vostro lavandino pieno d'acqua con l'idea di arrivare fino al pavimento, insomma credo che siano quelle le proporzioni." (fonte: aspoitalia.com)
Petrolio ce n'è ancora, ma non possiamo più permettercelo. Qui non si tratta del prezzo al barile.


Link:

http://www.ifitwasmyhome.com/
Post sul disastro petrolifero (da Aspoitalia.com)
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