giovedì 29 dicembre 2011

I Dream Theater copiano i Supertramp, ma anche i Franz Ferdinand...

Ieri ho visto in negozio la copertina dell'album "A dramatic turn of events" dei Dream Theater, gruppo metal, un genere di musica che ascolto saltuariamente.


Non ho potuto non notare la drammatica somiglianza con la copertina di "Famous last words" dei Supertramp del 1982.


Del resto, prima di loro, anche altri hanno preso ispirazione da opere del passato. Per esempio, ricorderete tutti la copertina di "You could have it so much better" dei Franz Ferdinand.



Non è un mistero che il gruppo scozzese si sia "ispirato" al grande artista Alexander Rodchenko, uno dei pilastri dell'avanguardia russa, che nel 1924 così ritraeva Lilya Yuryevna Brik



Ma forse è più conosciuta in questa versione.


La stessa immagine è stata poi copiata, rimodellata e utilizzata migliaia di volte nella in poster pubblicitari, copertine e pubblicità. Come per esempio per la copertina di "Eretici digitali" di Massimo Russo e Vittorio Zambardino.


Ma copiare prendere liberamente spunto da opere del passato è una pratica molto diffusa nell'ambito dell'arte, e in tutti gli altri ambiti del sapere umano. Io sono da sempre favorevole alla libera circolazione delle idee, alla cultura libera. Avendo poche idee mie e poca cultura, devo far conto su quelle degli altri! :-) Di fondamentale importanza è riportare sempre le fonti delle proprie ispirazioni per dare agli autori originali i necessari riconoscimenti morali (e, se proprio serve, materiali).

lunedì 19 dicembre 2011

Qualche alternativa alle "solite" noiose canzoni di Natale

Se in questi giorni vi capita (e vi capita, sono sicuro) di frequentare negozi e centri commerciali, sarete sicuramente subissati dalle solite canzoni di Natale, nell'ordine crescente insofferenza:
  • "White Christmas" cantata da Dean Martin, o Frank Sinatra, o Micheal Bublé, o... sentita così tante volte che mi si è incisa nel timpano, e adesso mi pare di sentirla anche quando c'è silenzio
  • "Do they know it's Christmas time" cantata dalla Band Aid, super gruppo pop messo insieme da Bob Geldof e Midge Ure nel 1984, una delle tante volte che pensavamo una canzone potesse davvero cambiare il mondo 
  • "All I want for Christmas is you" cantata da Mariah Carey, troppo sdolcinata anche per incurabili inguaribili romantici cronici
  • "Last Christmas" dei Wham, la meno natalizia, in cui il Natale c'entra solo come periodo dell'anno (ricordate il video? neve, baita di montagna, capelli cotonati e...) 
Quest'anno ho deciso di compilare la mia personale scaletta per il Natale, con qualcosa di un po' più movimentato e divertente.

Buone Feste! :-)

The Ramones - Merry Christmas (I Don't Want To Fight Tonight): già allora si capiva quel che Natale stava diventando.



U2 - Christmas (Baby Please Come Home): quando gli U2 facevano gli americani



Queen - Thank God It's Christmas: da annoverare nei classici di tutti i tempi.



KoRn - Jingle Balls (Attenzione! Fate uscire i bambini dalla stanza)

sabato 17 dicembre 2011

Ubuntu alla radio (yes, I'm a Radio Star :-)



Grazie all'attivissimo Luca Menini, oggi sono intervenuto alla trasmissione "Piazza Telematica" su Radio Cooperativa. Una bella soddisfazione personale, e una preziosa occasione di parlare di Linux e Ubuntu alla radio.

Qui sotto il podcast della trasmissione, il mio intervento è dal minuto 12.50 al 20.00 circa. Purtroppo il tempo era molto limitato, e ho detto proprio le cose minime su Linux, Ubuntu e Comunità e LUG...

Da segnalare anche gli interventi di Andrea Urbani, presidente del FSUG di Padova (dal minuto 1.07.00) che ha parlato degli incontri del FSUG, e di Raffaella "g-raffa" Traniello (1.23.00), che ha parlato brevemente della sua attività nelle animazioni con Ubuntu e i bambini.

Ascoltate il podcast, e segnalatemi pure tutte le imprecisioni e le cavolate che ho detto! Grazie! :-)




Link:


Il post sul sito della trasmissione "Piazza Telematica" di Radio Cooperativa
Il sito g-raffa di Raffaella Traniello
Il sito di FSUG Padova

domenica 11 dicembre 2011

Linux Mint, una svolta nella questione "Banshee"



La perdita dell'eleganza

Nei giorni scorsi s'è fatto un gran parlare della decisione di "Linux Mint", l'astro nascente delle distribuzioni Linux, di devolvere a proprio ed esclusivo favore i proventi dell'Amazon MP3 Store del lettore musicale Banshee. Si tratta di una percentuale di quanto Amazon incassa dal suo negozio online dalla vendita di brani MP3. In pratica: pochissimi soldi.

La cosa ha destato un certo scandalo per un paio di motivi.

Il primo: a Febbraio di quest'anno, anche Ubuntu s'era trovata nella stessa situazione con la scelta, poi cambiata, di devolvere a proprio favore quegli stessi proventi.

Il secondo motivo, forse più grave, la mossa di Linux Mint è stata tenuta nascosta (?) dagli sviluppatori di Linux Mint, e poi scoperta casualmente (?) sul forum degli utenti Ubuntu tedeschi.

La svolta nella risposta di Mr Linux Mint

Con un messaggio sul forum della Comunità Linux Mint, Clement Lefebvre, fondatore e Project Leader della distribuzione, chiarisce la questione e annuncia una svolta (sotto la traduzione):
"Linux Mint Swap Banshee Affiliate Code,Take 100% of Profits?"

Two things wrong in this title:

  • We never decided, announced or told anyone we were keeping 100%. The revenue share on this wasn't decided then. 
  • We never swapped the Banshee code, that's the wrong way of putting it. We modified the Canonical URL to our own in the Ubuntu patch.
Here is what happens in Linux Mint, when you buy an MP3 song in the Amazon store:
  • In Mint 11 and previous releases: the profit goes 75% to Canonical, 25% to GNOME.
  • In Mint 12 and future releases: the profit goes 50% to Mint, 50% to GNOME.
This is called FUD and you're participating in it by bringing it here and linking to this blog. I don't have a problem with the code change, I think the share revenue is good and there's nothing I would have done differently.

Links removed, FUD removed, topic locked. I don't take this lightly especially here on this forum. If you're interested in answers you can contact the team directly. Don't think you'll start a troll here about this.
Mia traduzione:
"Linux Mint modifica il codice 'Affiliate' per prendersi il 100% dei profitti?»

Due cose sono sbagliate in questo titolo:

  • Non abbiamo mai deciso, annunciato o detto a qualcuno che ci stiamo tenendo il 100%. La quota sui ricavi non è stata quindi decisa. 
  • Non abbiamo modificato il codice (sorgente) di Banshee, è un modo sbagliato di vedere le cose. Abbiamo modificato l'indirizzo URL da quello di Canonical al nostro.
Questo è quello che succede in Linux Mint, quando si acquista una canzone MP3 dal negozio di Amazon:
  • In Mint 11 e rilasci precedenti: i profitti vanno al 75% a Canonical, e 25% a GNOME. 
  • In Mint 12 e rilasci futuri: i profitti vanno al 50% a Mint, e 50% a GNOME.
Quello che state facendo si chiama FUD (acronimo che sta per "Fear, uncertainty and doubt", "paura incertezza e dubbio", una tecnica di marketing per gettare discredito su un prodotto avversario per scoraggiarne l'utilizzo ndt) e voi state partecipando a esso, portando qui la questione e inserendo link a questo blog. Non ho problemi con la modifica del codice, penso che i profitti siano una buona cosa e non avrei fatto le cose in un'altra maniera.

Collegamenti rimossi, FUD rimossi, argomenti (del forum) chiusi. Non prendo questa cosa alla leggera, specie qui in questo forum. Se avete bisogno di risposte potete contattare il team direttamente. Non pensate di trollare qui.
La reale sequenza dei fatti, un po' diversa

In realtà, le cose sono andate leggermente. A chi gliedeva cosa fa Linux Mint dei soldi che riceve, nei commenti di un post del blog di Linux Mint (vedi sotto il link), lo stesso Lefebvre rispondeva in questo modo:
Clem Says:
December 8th, 2011 at 5:55 am
@k1l: [..] Banshee is completely insignificant (which is surprising considering how much noise was made over this between the project and Ubuntu). [..] We don’t donate to other projects we use “yet” because our goal isn’t achieved. We want to grow, get more staff, tackle on bigger projects. Eventually I’d like to do so, but our main priority is to grow.
@k1l: [..] (i profitti di) Banshee sono completamente insignificante (cosa  sorprendente considerando tutto il fracasso fatto su questa questione tra il progetto e Ubuntu). [..] Non doniamo (soldi) ad altri progetti, usiamo "ancora" perché il nostro obiettivo non è stato raggiunto. Vogliamo crescere, assumere altre persone, affrontare progetti più grandi. Alla fine mi piacerebbe farlo, ma la nostra principale priorità è crescere.
Il giorno dopo, Lefebvre chiarisce meglio la questione (sotto la traduzione).
December 9th, 2011 at 5:29 am There’s nothing secret and there’s nothing of interest here either. It’s a code change, we modified the patch on this package so that instead of replacing the Banshee code with Canonical’s, it now replaces it with ours. It’s written in plain English in the changelog, like any other package change.
We’re happy to share with Banshee, and to give them more than 25% (that’s what they get from Canonical), just to make it clear to everyone involved, that when it comes to the revenue Mint users generate, Canonical isn’t in a position to decide on revenue sharing. For info, this particular revenue stream represents $3.41/month at the moment and we do not make a blog post about every package change out there. We’re also changing the Yahoo code (even though we do not monetize it) and any other affiliate codes present in Linux Mint, some to our own versions, others we simply remove. Just like branding, we are not using other people’s codes, unless we have an agreement with them.
Previous versions of Mint used the Canonical code in Banshee (simply because we never really looked into it before), in Linux Mint 12 this was flagged as a bug and we changed it to our own. If we didn’t have a code we would have changed it back to Banshee’s (maybe) or removed all codes and linked directly to Amazon. Either way, when it comes to monetizing the traffic generating by Mint users, we make these decisions, not Banshee, and certainly not Canonical. As I said before, I’m happy to share upstream, but don’t expect to see 3rd party codes running affiliates in Linux Mint.
Non c'è niente di segreto e neanche niente di interessante. Si tratta di una modifica al codice, abbiamo modificato la patch su questo pacchetto, così invece che esserci il codice di Canonical c'è il nostro. E' scritto a chiare lettere in inglese nel log delle modifiche, come ogni altra modifica. 
Siamo contenti di dividere con Banshee e dar loro più del 25% (quello che ottengono da Canonical), giusto per chiarire a tutte le persone coinvolte che quando si tratta di profitti generati da utenti, Canonical non è in una posizione per decidere. Per completezza, questi profitti rappresentano adesso 3,41 dollari al mese, e non facciamo un post sul blog per ogni modifica a pacchetti. Modifichiamo anche il codice Yahoo (anche se non lo monetizziamo), e tutto il codice 'affiliate' presente in Linux Mint, qualcuno a nostro favore, altro semplicemente rimuovendolo. Come la modifica al marchio, non usiamo codice di altri, a meno che non abbiamo un accordo.

Le versioni precedenti di Mint usavano il codice di Canonical in Banshe (semplicemente perché non ci avevamo mai guardato prima), su Linux Mint 12, questo era segnalato come errore, e l'abbiamo cambiato con il nostro. Se non avessimo un codice l'avremmo cambiato direttamente con quello di Banshee (forse) oppure rimosso e collegato direttamente ad Amazon. In ogni caso, quando si tratta di monetizzare il traffico generato dagli utenti Mint, prendiamo queste decisioni, non Banshee, e certamente non Canonical. Come ho detto prima, sono a posto con upstream, ma non mi aspetto di vedere codice 'affiliate' di terze parti in Linux Mint.
Quindi la mossa di Mint - secondo Lefebvre - è stata dettata da una questione di "pulizia del codice", ma solo quello che genera profitti! Interessante questa visione del software libero.

Qualche ora dopo, la storia cambia nuovamente.
Clem Says:
December 9th, 2011 at 11:18 am

re-Banshee: Quick update. We decided to share the Banshee revenue upstream equally: 50% Linux Mint, 50% GNOME.
Ancora su Banshee: aggiornamento veloce. Abbiamo deciso di dividere equamente i profitti di Banshee upstream: 50% a Linux Mint e 50% a GNOME.
Le cose son quindi andate leggermente diversamente da come le ha presentate Lefebvre sul forum.
Ma sempre di battaglia tra nani si tratta.

Link:

Mio post sulla querelle Ubuntu - Banshee
Messaggio di Clement Lefebvre sul forum di Linux Mint (in inglese)
Post con le risposte di Clement Lefebvre (in inglese)

lunedì 5 dicembre 2011

Ubuntu e Linux Mint: la differenza tra popolarità e diffusione

Nelle scorse settimane s'è fatto un gran parlare del "sorpasso" in popolarità in fatto di distribuzioni Linux da parte dell'astro nascente Linux Mint nei confronti della vecchia e criticata Ubuntu. Il tutto certificato a colpi di pagine visitate sul sito di distrowatch.com. La notizia è stata ripresa decine di volte su molti blog e magazine online.


Una battaglia tra nani. 


Quando lessi questa notizia, mi nacque un sorriso sulle labbra, pensando alle percentuali irrilevanti che Linux ha nel mercato dei desktop: nonostante l'arrivo di Android, Linux è ancora un fenomeno marginale nel mercato dei sistemi operativi.
Vorrei comunque spendere qui le mie due parole sull'argomento. Mi scuso sin d'ora con chi le troverà banali, che anzi invito a lasciar perdere questo post.

Popolarità

La popolarità di un qualsiasi prodotto è ben diverso dalla sua diffusione. Se, per esempio, avessimo a disposizione un sito che monitorasse l'interesse per i dispositivi elettronici, diciamo un electronicswatch.com, sono convinto che vedremmo molto interesse per gli smartphone, e poco per - che so - i televisori, anche se i televisori sono (per ora) più diffusi.

L'equivoco, che vale anche per le nostre amate distribuzioni Linux, nasce dal fatto l'attenzione dei media e della gente è calamitata dalla novità, e quel che è nuovo (smartphone) è sempre più popolare di quello che nuovo non lo è più. Anche se quest'ultimo magari è diffuso universalmente (televisori).

Diffusione

Per capire cosa sia la diffusione, vi basti guardare questa piccola tabella, relativa alle pagine visitate su Wikipedia nel mese di Ottobre 2011. Certo, le statistiche di Wikipedia, che indicano quale sistema operativo usa la gente per consultare le pagine di Wikipedia, non sono esaustive. Sono però sicuramente indicative, e degne di attenzione.



Link:

Sito Wikimedia stats
Sito Diwstrowatch

mercoledì 30 novembre 2011

Nuova Google Bar: Google Chrome OS de facto

Qualche mese fa, quando Google+ cominciava a entrare sui nostri computer e nelle nostre vite, avevo fatto un post, in cui parlavo anche della "Google Bar", la barra nera che compare in alto nel browser, quando si accede ai servizi di Google, una sorta di menu che contiene tutte le applicazioni Google.

Google Bar, come l'abbiamo finora conosciuta


Lo scopo della barra è semplice: integrare in un unico posto (a sinistra) le app e permette di passare facilmente dall'una all'altra. Alla destra invece un'altra serie di menu, contiene i "Google+ tools". Nell'ordine:
  • Nome e cognome: le proprie impostazioni personali
  • Numero: le notifiche di Google +, si colora di rosso quando appaiono nuove notifiche
  • Condividi: per inserire i propri pensieri e link su Google+
  • Avatar: (un'altra volta) le proprie impostazioni personali
  • Rotellina: le impostazioni dell'app Google che si sta usando in quel momento (Gmail, Google+, Google Docs, ...)
Il limite di questo modello sta nel fatto che toglie prezioso spazio verticale, su monitor già schiacciati dal formato 16:9 o 16:10.

Google Bar, come sarà a breve

Dello spreco, se ne sono accorti anche dalle parti di Google, che hanno deciso di cambiare approccio. La Google Bar non ci sarà più e verrà sostituita da:
  • Google Menu: un menu da cui si accede alle app di Google (e molto altro)
  • Ricerca: per effettuare ricerche all'interno dell'app attiva
  • Google+ tools: gli stessi strumenti presenti adesso a destra nella Google Bar
Il tutto viene spiegato da un breve video fatto da Google (in inglese).



La barra sparisce, lasciando il posto a un menu e un "family feeling", una sorta di parte superiore comune, più flessibile, che in futuro potrebbe essere ulteriormente migliorata.


Il Google Menu, in quella posizione, a me ricorda vagamente il menu di GNOME 2.x, e lo vedo come un piccolo passo nella direzione Google Chrome OS. Di fatto: una volta che si accede al proprio account Google, si hanno a disposizione tutti i servizi "cloud computing" di Google a distanza di un click.

Orientando lo sguardo ancor di più verso l'orizzonte, si potrebbe vedere un utente che accende il computer, avvia il proprio browser e poi usa solo le app di Google per il resto del suo tempo. Difficile (e inutile) dire a questo punto se si sia così importante il Sistema Operativo che si sta usando, dal momento che alla fine si usa solo materiale made in Google...

Se orientate la vista verso quella direzione, probabilmente state guardando nella stessa direzione di Google.


Link:

Mio precedente post su Google+ e Google Bar
Posto sul blog di Google che annuncia la nuova Google Bar (in inglese)

domenica 20 novembre 2011

Il 20 novembre è Ubuntu Community Appreciation Day



Cioè il giorno in cui le persone che usano Ubuntu (ma anche no!) ringraziano la Comunità Ubuntu per quel che fa per fare di Ubuntu la miglior distribuzione Linux esistente.

Lo si può fare in tanti modi su Internet (vedi sotto i link), ma il migliore è farlo di persona: una telefonata, un SMS o una pacca sulla spalla saranno sicuramente apprezzati. Non scartate infine l'idea di offrire una birra al vostro ubuntero preferito. ;-)

Anche se potrebbe apparire un'autocelebrazione, in quanto della Comunità Ubuntu faccio parte ormai da qualche anno...

GRAZIE a tutti per il magnifico lavoro fatto!


Link:

Pagina sul wiki
Pagina su Facebook (su cui fare "mi piace")
Pagina su Google+ (su cui fare +1)
Hashtag su Twitter (con cui potete twittare il vostro Grazie!)

sabato 19 novembre 2011

U2's Achtung Baby, 20 years later (prima parte)


"U2 set themselves up as the first of the new groups rather than the last of the old" (Bill Flanagan)

20 anni fa, nel giorno ufficiale dell'uscita, mi recai al negozio di dischi di Thiene "Il Discolo", e comprai il CD di "Achtung Baby" degli U2. Il titolare mi disse "Oggi tutti quelli che entrano chiedono questo disco. O quelli dei Guns 'N Roses" (Use your illusioni I e II). Andai a casa e mi ascoltai tutto il CD nella taverna di casa, dove c'era lo stereo, sul divano, le cuffie in testa. Il disco era oscuro, introspettivo, inquietante, insieme tribale e urbano.

Quando finì, salii a cenare. Sulle scale trovai mio fratello che mi chiese "Com'è?".

"Sconvolgente."

Dopo aver bagnato i panni nel Mississippi con il lungo tour che seguì "The Joshua Tree", da cui nacque "Rattle and Hum", gli U2 tornarono a casa inariditi e svuotati. Si presero una lunga pausa di riflessione.
Si ritrovarono nel 1990 a Berlino, negli Hansa Studio, una ex sala da ballo delle SS, per registrare un nuovo disco. Il muro era caduto l'anno prima e Berlino era nel turbine del processo di riunificazione delle due Germanie, dopo 45 anni di guerra fredda.

Anche la band era ancora in crisi e ci furono forti contrasti, tanto più che The Edge si era appena separato dalla moglie. Ma le mani sapienti di Brian Eno e Daniel Lanois, già produttori di "The Unforgettable Fire" e "The Joshua Tree", seppero trarre il meglio da quelle discussioni e ne uscì un album di completa rottura nei confronti del passato, e che aprì le porte a una nuova fase nella carriera degli U2.

20 anni dopo, provo a mettere nero su bianco le emozioni e i pensieri di quella sera e le cose che nel frattempo sono successe attorno a quell'album.  
Edit: ho deciso di spezzare in due questo post, stava diventando troppo lungo (=palloso). Stay tuned!

Zoo Station 

Si inizia subito pesante. Chi si era addormentato sulle note di "All I want is you" si risveglia in un incubo: esplosioni, strati e strati chitarre distorte, batteria metallica e Bono che canta da dentro un tubo. Eppure batti e ribatti, la melodia è coinvolgente e armoniosa.


Il titolo della canzone è rubato a una stazione della metro di Berlino, che ha "ricambiato" rinominando in U2 la linea della metropolitana che vi passa. 

Questa canzone è la copertina del nuovo corso degli U2, e aprirà tutti i loro concerti dello ZooTV Tour, il tour mondiale seguito alla pubblicazione del disco. 

EVERYTHING YOU 
KNOW IS WRONG

Qualche anno prima della rivoluzione comunicativa di Internet, gli U2 tramortiscono i loro fan con un suono potente e overload visiva. Il tour porta in giro un palco immenso, una vera Cattedrale Catodica, schermi giganteschi che lanciano messaggi inquietanti, ironicamente subliminali. Il concerto è una Messa Mediatica che celebra alienazione e follia della civiltà moderna.


Io l'ho visto passare 2 volte, ad Assago e a Verona. Vedere Bono che balla come una scimmia e scimmiotta il passo dell'oca davanti a schermi giganti disturbati da rumore bianco vale da solo il prezzo del biglietto. Ma questa è un'altra storia.

Even Better Than The Real Thing

Questa canzone è (IMHO) quanto di più ipnotico e psichedelico esista nella discografia degli U2. La chitarra elettrica imbizzarrita fa da padrone, Bono canta sussurrando le parole fino all'esplosione finale. Della canzone, Bono disse:
"It was reflective of the times [the band] were living in, when people were no longer looking for the truth, [they] were all looking for instant gratification."
(Rifletteva i tempi che la band stava vivendo, quando la gente non cercava la verità, ma cercavano tutti un piacere istantaneo) 
Il video altrettanto ipnotico e vertiginoso fece un discreto scandalo perché furono inseriti alcuni fotogrammi di discutibili opere d'arte dell'americano Jeff Koons, ritratto in atteggiamenti intimi con la moglie del tempo, che gli italiani ben conoscono.

One

Nella saga delle "ballad" degli U2, c'eravamo lasciati con l'Io narrante che non sapeva se poteva vivere con o senza la sua dolce metà. Ci ritroviamo in "One" che sì, possono vivere assieme, ma contrasti, incomprensioni e discussioni avvelenano il clima e incrinano l'unità della coppia, e definiscono il senso del brano.
We are One, but we're not the same (siamo Una Cosa Sola, ma non siamo la stessa cosa)
Testo e musica ne fanno indiscutibilmente una delle più belle canzoni degli U2, un vero pezzo di storia del rock.


Di questa canzone fu tratto anche un singolo, sulla cui copertina c'era una foto di bisonti che cadono nel vuoto, opera di  David Wojnarowicz, artista gay morto di AIDS. I bisonti spinti a morire nel vuoto dai cacciatori indiani simboleggiano appunto il fotografo e altri come lui spinti nell'ignoto da forze invisibili e oscure.

Until the end of the world

Il pezzo più oscuro dell'album, introdotto dal ritmo delle conga suonate dal produttore Daniel Lanois, tutto giocato sui bassi, con Bono che recita versi. Al primo ascolto non capivo cosa significassero. A complicare il tutto, il brano fa parte della colonna sonora dell'omonimo film di Wim Wenders, che però narra tutt'altra vicenda.
Scoprii più tardi che Bono aveva scritto quella canzone pensando a un dialogo tra Gesù e Giuda, che riepiloga i momenti salienti della passione: ultimo cena, incontro nel giardino del Getsemani e suicidio di Giuda.

 
Ai tempi della registrazione dell'album, Wenders era a Berlino e cercava un brano per il suo film, gli U2 un titolo per il loro brano, si scambiarono i favori con soddisfazione reciproca.

Who's Gonna Ride Your Wild Horses

Dell'album è la canzone che amo meno. Anche se ne hanno fatto un singolo, anche se l'hanno suonata dal vivo, ho come la sensazione che non dovesse far parte dell'album.
La leggenda narra che fosse stata ispirata e dedicata a una ragazza conosciuta, conosciuta bene intendo, da uno degli U2 durante la registrazione dell'album.

So Cruel

Questo è il pezzo più sofferto dell'album. Una ballad triste, amara e malinconica che parla della fine di un amore. Bono ha scritto questa canzone pensando alla rottura ta The Edge e la moglie, avvenuta proprio durante la registrazione di "Achtung Baby". Bisogna tenere presente che fino ad allora, a detta dello stesso Bono, gli U2 facevano tribù con famiglie e amici in comune. La fine del matrimonio di David Evans (The Edge) segna anche la fine dell'armonia di questa piccola comunità.
La canzone resta un piccolo gioiello incastonato nell'album che brilla di luce nera.

(fine prima parte)

martedì 15 novembre 2011

MyUnity arriva alla versione 1.03 e... alla fama internazionale! ;-)


Grazie al lavoro indefesso del mitico Fabio Pixel Colinelli, membro emerito della Comunità Ubuntu-it, MyUnity, la piccola app per la configurazione di Unity arriva alla versione 1.03, aggiungendo numerose nuove funzioni.

(fonte: OMG!Ubuntu!)

MyUnity, lo ricordo, permette di personalizzare praticamente tutta Unity, in tutti i suoi componenti (dash, launcher, panel e scrivania) e in tutti i loro parametri (trasparenza, comportamento, font, dimensione delle icone...).

Tra le novità, il nuovo tasto "Valori di default", che ripristina le impostazioni predefinite.

(fonte: OMG!Ubuntu!)

Ecco, magari la scritta è da sistemare in "Valori predefiniti", ma si può sistemare. Come forse altre 2-3 definizioni dell'interfaccia, ma il giocattolino funziona davvero bene.

I soliti ignobili

Grazie alla segnalazione di un ignobile ignoto, giustamente maledetto da Fabio :-) MyUnity raggiunge anche la fama internazionale, con una bella recensione presente su OMG!Ubuntu! (vedi sotto). L'autore dell'articolo si rammarica solo che il programma sia localizzato in italiano, ma ben presto avremo la versione in inglese e a seguire (mi auguro!) in tutte le lingue del mondo.

Come installarlo

MyUnity è disponibile per Ubuntu 10.10, 11.04, 11.10 e anche 12.04! Per installarlo, basta aggiungere la sorgente software da riga di comando:

sudo apt-add-repository ppa:myunity/ppa
sudo apt-get update
sudo apt-get install myunity

UPDATE! 

L'installazione di MyUnity direttamente da Ubuntu Software Center sembra non funzionare, quindi usate i 3 comandi qui sopra!

Se Unity ha finora avuto qualche problema di gradimento da parte degli ubunteri di tutto il mondo, MyUnity può contribuire a risollevarne la popolarità.
Adesso aspettiamo solo di vederlo internazionalizzato e... incluso di default nelle "Impostazioni di Sistema" :-)


Link:

Articolo su OMG!Ubuntu! (in inglese)

mercoledì 2 novembre 2011

myUnity: piccola app per personalizzare Unity su Ubuntu 11.10


Un amico ubuntero della Comunità Ubunti-it ha fatto una piccola app per Unity, che funziona su Ubuntu 11.10 (e successive! ;-) per regolare tutti i parametri di Unity tipo: trasparenze, dimensioni delle icone, comportamento di launcher e dash. Il programma è fatto in Gambas2, e sono già stati pubblicati anche i sorgenti!

Io ho provato una prelease (grazie Pixel), e... mi pare funzioni! Provatela anche voi! 
L'app si trova all'indirizzo di cui sotto.


Link:

Download di Unity

venerdì 28 ottobre 2011

Rasperry: il PC a basso costo (anche) con Ubuntu



Raspberry Pi

Raspberry Pi è una fondazione, finanziata dall'Università di Cambridge, costituita circa 3 anni fa per promuovere lo studio dell'informatica, specie nella scuola. La fondazione sta finanziando lo sviluppo di un micro computer a bassissimo costo, per usarlo nell'insegnamento ai bambini, nei Paesi sviluppati e in quelli in via di sviluppo.
L'intento più generale delal Raspberry Pi è di ricreare interesse per la programmazione, tanto di moda tra i giovani degli anni '90, e adesso snobbata e relegata a pochi appassionati.

Il pioniere, Nicholas Negroponte

L'idea di dotare gli studenti con computer a basso costo non è nuova. Qualche anno fa Nicholas Negroponte, professore del MIT e guru di Wired, fondò il progetto "One Laptop Per Child" (tradotto "un portatile per ogni bambino"), destinato a creare un piccolo portatile a basso costo (100 dollari, poi salito a 180) da destinare ai bambini dei Paesi in via di sviluppo. Il progetto, cominciato tra lo scetticismo generale del mondo IT, è adesso in fase esecutiva e ha portato alla produzione di oltre 2 milioni di mini computer portatili, chiamati XO (che richiama alla memoria un bambino stilizzato), dotati di CPU C7 di VIA, wi fi per connessioni in rete, e display a cristalli liquidi da 7,5 pollici. Il software in dotazione è Sugar, software libero, un'interfaccia utente pensata per i bambini e completamente diversa da quella tradizionale.

(fonte: laptop.org)

L'idea del mini portatile poi è stata copiata dalle grandi aziende, che negli anni scorsi hanno inondato il mercato di netbook, prima di allora praticamente ignorato dai costruttori.

Ma non stavamo parlando de... il Lampone?

Ah sì! Tornando al "Raspberry" (trad. "Lampone")... Il micro computer avrà dimensioni di una carta di credito, ed è per collegarsi alla TV o a un touchscreen, per farne un tablet PC a basso costo. Il tutto dovrebbe costare attorno ai 25 dollari (!), 35 dollari per la versione con scheda rete.

Le caratteristiche dovrebbero essere (più o meno) queste:
  • CPU ARM11 a 700MHz
  • RAM da 128MB o 256MB
  • USB 2.0
  • OpenGL ES 2.0
  • 1080p30 H.264
  • Uscita video digitale HDMI e analogica
  • slot per memorie SD/MMC/SDI
  • in opzione, un hub USB integrato e porta 10/100 Ethernet
Altra cosa molto interessante sono i consumi: solo 1 Watt!

Questo piccolo gioellino sarà software libero, è già stata portata una versione di Fedora con LXDE (vedi il video qui sotto), ma si prospetta anche il porting di Ubuntu e Debian.



I primi pezzi dovrebbero uscire tra poco, a Novembre 2011, che è stata definita come "agressive target" (obiettivo ambizioso). Sarà possibile comprarli da tutto il Mondo, Italia compresa, probabilmente ordinandoli via Internet.
Più persone hanno visto con molta curiosità interessata il piccolo Raspberry, pensandone i più svariati usi, domotica e media center i più gettonati. Al LUG qualcuno ha già cominciato a prendere le ordinazioni...


Come sempre... stay tuned!



Link:

Sito del progetto OLFC (One Laptopo For Child - in inglese)
Sito di Raspberry Pi (in inglese)

mercoledì 19 ottobre 2011

22 Ottobre 2011 Linux Day, anche a Schio


Sabato 22 Ottobre prossimo, in più di 100 città italiane, si svolgerà l'ormai classico Linux Day, giornata nazionale dedicata alla promozione di Linux e del Software Libero. La giornata è promossa da ILS, Italian Linux Society, in collaborazione con LUG, FSUG, Hack Lab (e quant'altro) locali.

A Schio, l'evento è organizzato da AVi LUG, il Linux User Group dell'Alto Vicentino, di cui faccio orgogliosamente parte. Quest'anno, abbiamo voluto cambiare e organizzare qualcosa di diverso.

Alla mattina quindi saremo al Liceo "N. Tron" (come ormai tradizione), ma al posto dei "soliti" talk, faremo due workshop dedicati agli studenti. L'intento è di dare una visione più pratica e concreta di Linux, facendolo provare direttamente sui PC dell'aula AM3, preparati dai ragazzi del TronWeb. I workshop sono dei "mini corsi", che consentono di farsi un'idea del funzionamento di una distribuzione.

Il programma del workshop si articola sui moduli:


  • Introduzione al Software Libero
  • Installazione di una distribuzione Linux
  • L'interfaccia grafica: Unity e XFCE
  • Amministrazione del sistema, aggiornamenti e Ubuntu Software Center
  • Strumenti per l'ufficio: Libre Office
  • Strumenti multimediali: Banshee, Lettore Multimediale (VLC), i codec; dimostrazione pratica di gestione di foto e MP3 attaccando una fotocamera e un lettore MP3 (occhio agli iPhone/iPod!!), Brasero (Masterizzare CD/DVD)
  • Posta elettronica: Thunderbird
  • Riga di comando - base
  • Test finale a risposta multipla, con correzione e diplomino

I workshop iniziano alle 08.10 e sono riservati agli studenti del Tron, ma la partecipazione è aperta a tutti. I posti disponibili sono però pochi!


Al pomeriggio dalle 14.30 saremo alla Biblioteca Civica, con dei talk più tradizionali e aperti a tutti. I talk sono facili e comprensibili a tutti. Nel dettaglio:
  • 14.30 - 15.10 Stefano De Boni: Il Software Libero nella filosofia. Esiste un'idea romantica di natura, che indica qualcosa di incontaminato e che si contrappone ad un idea di artificiale. Filosoficamente naturale significa “libero” da sovrastrutture costruite contro il bene comune. Si pensi ad esempio il diritto naturale di Rousseau, Hobbes, Locke e via dicendo. Oppure, si potrebbe dire, in senso platonico, che il software libero esiste già in potenza nel pensieri dell'uomo, prima del suo avvento storico.
  • 15.15 - 15.55 Matteo Zaffonato: Come tenere i bambini al riparo dai pericoli della navigazione Internet con strumenti collaborativi. Internet è una preziosa risorsa per l'apprendimento e la cultura, però è anche una minaccia per chi è meno preparato alle insidie della navigazione. OpenDNS, strumento collaborativo e aperto, può essere utile per tenere i bambini al riparo dai pericoli e dalle cattive frequentazioni.
  • 16.00 - 16.40 Vladimiro Santacatterina: Sauerbraten, il gioco FPS libero. Sauerbraten è un gioco libero, “sparatutto in prima persona” che si basa sui contributi liberi di chi lo usa e che può essere personalizzato a piacere, molto velocemente e molto facilmente.
  • 16.45 - 17.25 Carla Sella: Un computer nel computer - come creare e gestire macchine virtuali in Linux. Grazie alla potenza dei computer moderni è possibile creare e gestire le “macchine virtuali”, una sorta di computer nel computer, con cui si può giocare, sperimentare e provare senza rischio di danni per il proprio computer.
  • 17.30 - 18.00 Samantha Cicchelero: Firefox, il browser Internet libero: estensioni per tutti i gusti. Tutti navighiamo per lavoro o per passione, da casa o in ufficio: spesso da due computer diversi. Le estensioni ci aiutano ad uniformare l'ambiente di lavoro, e trovare la nostra scrivania attraverso qualsiasi dispositivo.
Mai come quest'anno il programma è stato ricco di spunti e argomenti interessanti, siete tutti inviati a partecipare. See you!


Link:



per la prima volta AVi LUG sarà presente

mercoledì 12 ottobre 2011

What a Pangolin! Ubuntu 12.04 LTS name genealogy

'Sta storia del nome sta diventando a ogni versione sempre più impegnativa. Questa volta Mark Shuttleworth ha sfogliato l'intera Enciclpedia Britannica prima di trovare il nome giusto per Ubuntu 12.04 LTS - un nome destinato a restare in giro per parecchio tempo. Si rischiava quasi di iniziare il prossimo ciclo di sviluppo senza un nome! Panico tra gli ubunteri di tutto il mondo! :-)

Alla fine tanto sforzo ha prodotto questo.


Un Pangolino (eeeeh!??!?!?) Preciso preciso.

Qualcuno si domanderà dove Mark trovi tanta ispirazione. Voci bene informate parlano di una pagina del Wiki di ubuntu.com in cui si sono proposte un centinaio di nomi diversi per Ubuntu 12.04. La pagina del Wiki è stata velocemente fatta sparire, ma niente mai sparisce da Internet una volta pubblicato, e il Grande Fratello conserva accuratamente anche quello che gli altri gettano nell'oblio.

Solo così questo blog può proporvi in esclusiva mondiale l'elenco di tutte le proposte uscite dalla fervida (e per certi versi perversa) fantasia degli ubunteri di tutto il mondo, eccolo:

Pudgy Penguin
Pangrammatic Penguin
Ponty Python
Punctilious Possum
Pretty Penguin
Psychedelic Penguin
Priapic Porcupine
Placid Pigeon
Persistent Penguin
Pleasant Pheasant
Psychedelic Peacock
Perpetual Puma
Perceptive Polecat
Pragmatic Peafowl
Polished Pronghorn
Placid Platypus
Placid Penguin
Placid Python
Placid Panda
Poetic Panda
Passionate Panda
Polished Penguin
Pretty Pig
Perverse Penguin
Prodigious Penguin
Phobic Phoenix
Phasic Phoenix
Peaceful Parrot
Persistent Phoenix
Prestigious Phoenix
Pyrophobic Phoenix
Pensive Phoenix
Prodigious Phoenix
Pyrotechnic Phoenix
Pyrophoric Phoenix
Playful Porpoise
Precocious Porpoise
Pouncing Puma
Playful Platypus
Playful Panda
Prancing Pony
Precocious Panda
Prominent Peacock
Polar Penguin
Perennial Peacock
Perky Piwakawaka
Purple Panther
Pink Puffin
Precious Puffin
Poetic Pony
Pensive Pony
Precocious Pony
Pink Panther
Precarious Pangolin
Playful Pangolin
Powerful Penguin
Poetic Penguin
Poderoso Pingüino
Pretty Panda
Powerful Python
Perilous Pica
Personal Pixie
Proud Puma
Punctual Penguin
Pulchritudinous Penguin
Purple People
Pyro Phoenix
Precocious Platypus
Peckish Piranha
Prickly Pheatherbrain
Peppy Penguin
Pacific Pegasus
Powerful Puma
Pinky Peacock
Pyromaniac Python
Perfect Penguin
Paranoid Pelican
Persuasive Pig
Phat Possum
Prissy Possum
Pernickety Peacock
Perverted Peacock
Perky Python
Persevering Parrot
Pacifist Penguin
Plucky Pidgeon
Pellucid Puffin
Placid Pichi
Prolific Penguin
Pragmatic Puffin
Pristine Pelican
Pristine Penguin
Paradisaic Pegasus
Prudent Pangolin
Paramount Panda
Pumped Penguin
Prudent Pronghorn
Progressive Pangolin
Prudent Phoenix
Phantom Phooka
Pernicious Potoroo
Pure Panda
Paramount Penguin
Persevering Pegasus
Perished Parrot
Pining Parrot
Prostrate Parrot
Powerful Pudu
Pernickety Penguin
Perspicacious Penguin
Pensive Penguin
Prestigious Penguin
Plucky Penguin
Prudent Pegasus
Punny Parakeet
Proud Penguin

36 animali diversi, alcuni forse anche inventati - i più gettonati Penguin (ovvio) e (Kung Fu?) Panda - per 78 aggettivi, il più frequente dei quali "Placid". Non manca il Pangolino, mentre l'aggettivo "Precise" non è stato proposto da nessuno.

Menzione speciali vanno:
  • all'originalissimo "Pink Panther"
  • all'allegro "Perished Parrot"
  • all'amica delle Winx "Personal Pixie" (non è stata mia figlia!)
  • al cinematografico "Ponty Phyton"
  • al Presidente che ha proposto "Priapic Porcupine"
Per Ubuntu 12.10 toccherà alla lettera "O". La caccia è aperta.


Link:

L'annuncio ufficiale sul blog di Shuttleworth (in inglese)

martedì 11 ottobre 2011

Il Grande Fratello esiste, e si interessa di te

 
Ovvio che non sto parlando di una insulsa e pruriginosa trasmissione televisiva, ma del personaggio immaginato da George Orwell in 1984, che ha poi "ispirato" (ahimé) gli autori della insulsa e pruriginosa trasmissione televisiva. Orwell ringrazia e piroetta nella tomba.

Il Grande Fratello è un po' diverso da quello immaginato da Orwell, si tratta comunque di un Essere che ha accesso a tutte le informazioni di tutti gli esseri umani che hanno più o meno a che fare con la Rete - divenuto ormai l'unico deposito della Conoscenza.


In una strana inversione di ruoli, i Governi usano il Grande Fratello. Sempre con maggiore frequenza: in Italia +29% nel II semestre 2010 sul I semestre 2010.  Nessun dato (finora) del 2011.

"Chi non ha niente da nascondere non ha niente da temere". Basta questo a salvarsi da chi viene a ficcanasare nella nostra vita?


Link:

Transparency Report di Google (in inglese)

giovedì 6 ottobre 2011

Addio a Steve Jobs, il "genio" di Apple


Steve Jobs, fondatore di Apple, è morto ieri 5 ottobre 2011, a causa di un tumore, contro cui stava combattendo dal 2004.

Steve Jobs è stato sicuramente un Grande della Storia della tecnologia. Un "genio", sia nella sua accezione comune, di intelligenza e capacità straordinarie, sia "genio" come nume tutelare, la Divinità Superiore a cui Apple ha affidato tutta la sua immensa fortuna per tutta (quasi) la sua storia.

Personalmente, non mi piaceva quello che faceva, e non mi piaceva come lo faceva. Però le sue capacità, il suo spirito di innovazione e la sua determinazione sono stati di esempio e di ispirazione per molti.

Anche per il sottoscritto, a cui resterà impressa la sua Lezione.
“Your time is limited, so don't waste it living someone else's life. Don't be trapped by dogma - which is living with the results of other people's thinking. Don't let the noise of other's opinions drown out your own inner voice. And most important, have the courage to follow your heart and intuition. They somehow already know what you truly want to become. Everything else is secondary.”
"Il vostro tempo è limitato, quindi non sprecatelo vivendo la vita di qualcun altro. Non lasciatevi intrappolare dai dogmi - significa vivere come vogliono gli altri. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui soffochi la vostra voce interiore. E soprattutto, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e le vostre intuizioni. Esse sanno già, in qualche modo, cosa volete diventare davvero. Tutto il resto è secondario."


Link:

Pagina su Steve Jobs su Wikipedia (in inglese, quella italiana non funziona)
Testo del discorso di Steve Jobs alla Stanford University (in inglese)
Video del discorso di Steve Jobs alla Stanford University (sottotitoli in italiano)

lunedì 3 ottobre 2011

Ubuntu 11.10 Oneiric countdown (unofficial)

L'altro giorno ho preso un (grosso) abbaglio, scambiando il countdown creato per l'avvenimento ubuntero del secolo - qualunque esso sia - con il countdown in attesa di Ubuntu 11.10 Oneiric Ocelot. Poi warp10 mi ha fatto notare che c'era una differenza di 2 (due) giorni tra l'evento del secolo, annuciato per l'11 ottobre e l'uscita di Ubuntu 11.10, attesa per il 13 ottobre.

Questo fatto mi ha fatto arrivare a due conclusioni.

Primo: permane e si conferma la mia congenita pochezza in matematica, ampiamente dimostrata in luoghi e tempi diversi.

Secondo: a differenza di una tradizione ormai consolidata, non ci sarà un countdown ufficiale per Ubuntu 11.10 Oneiric Ocelot.

Grazie John!

Al primo punto, non c'è rimedio.
Al secondo ha invece sopperito il grande John Baer con un suo countdown, ispirato al cartone animato Wall-E della Pixar. John lo ha rilasciato in vari formati, che potete trovare sul suo blog (vedi link sotto). Il mio preferito è questo:

200 x 113

Unie200x113Daily


Non so assolutamente cosa succederà l'11 di ottobre. Ogni tanto torno su thisisthecountdown.com per vedere se nel frattempo è cambiato qualcosa, o c'è qualche novità, ma i numeri sono sempre li che scendono lentamente verso lo 0.

Dopo aver detto addio (?) al countdown, fra qualche giorno forse dovremo dire addio a Ubuntu così come l'abbiamo sempre visto finora (?).
Tutto scorre.


Link:

Post con i countdown su projlog
Mio post precedente sul countdown
ThisIsTheCountDown

sabato 1 ottobre 2011

Xubuntu 11.10: instant review (una prova veloce e indolore)


A pochissimo dall'uscita, diamo uno sguardo alle novità attese per il prossimo rilascio di Ubuntu 11.10, atteso per il 13 Ottobre 2011. Su Ubuntu avrete già letto centinaia di altri post in centinaia di altri blog. Ho deciso quindi di dare uno sguardo alle sorelle minori di Ubuntu, cominciando con Xubuntu.


Unity divide, GNOME 3 non entusiasma

Piccolo passo indietro.

Le novità nelle interfacce grafiche utente (GUI) introdotte da Unity (su Ubuntu) e da GNOME 3 con la sua "Shell" su altre distro, hanno "spaventato" un bel po' di gente. Entrambe le interfacce sono studiate per essere facili, veloci e intuitive, ma una parte degli utilizzatori finali Linux preferisce comunque la comodità dell'interfaccia grafica tradizionale: pannello in alto, con menu a sinistra e programmi divisi per categoria.

A questi, si aggiunge una parte di utilizzatori "insoddisfatti": persone che pur avendo provato Unity o GNOME Shell, hanno preferito rivolgersi a un'interfaccia tradizionale sì, ma soprattutto solida. Tra questi ultimi si annoverano nomi famosi quali Linus Torvalds e Alessio "Dottor Blaster" Biancalana. Giusto per dirne 2 di famosi. :-)

Infine, c'è un sottilissimo strato di utenti XFCE che mai hanno minimamente pensato di cambiare sistema. Se avrete la fortuna di incontrarli, segnalatemelo, sembrano essere più rari del celeberrimo vombati dal naso peloso.

XFCE, l'interfaccia più gnomosa che c'è

Paradossalmente, in questo momento XFCE è quanto di più simile esista a... GNOME. Non che questo debba stupire: XFCE si basa sulle librerie GTK+2, le stesse di GNOME 2.xx, e quindi la somiglianza è una questione di geni familiari.

Oltre a questo, le distro che si basano su XFCE pescano a piene mani tra i programmi di GNOME e la somiglianza diventa fratellanza. XFCE è insomma un fratellino di GNOME.

Xubuntu, la sorella - snobbata - di Ubuntu

A sua volta Xubuntu, la distribuzione basata su XFCE, nella famiglia *buntu è quella che riceve meno attenzioni da parte del "grande" pubblico. Quando è nata, la si reputava destinata a una piccola minoranza di computer, quelli più datati e con meno risorse.

Poi arrivò Lubuntu, una distribuzione basata su LXDE, altro sistema grafico spartano, leggero e veloce. Lubuntu attirò subito le simpatie di Mark Shuttleworth, papà di Ubuntu, che volò a Berlino a trovare Mario Behling, papà di Lubuntu, e consentì Lubuntu di intraprendere il percorso per diventare Distribuzione Ufficiale Ubuntu.  Ma questa è un'altra storia.

In tutto questo, Xubuntu ha sempre assunto una posizione grigia (topo), defilata, lontana dai riflettori. Fino appunto al 2011, quando ha accolto i transfughi di Unity e GNOME 3.

Personalmente, provai Xubuntu nella sua versione 9.10 un paio di anni fa, e ne rimasi favorevolmente impressionato (vedi link sotto).

La macchina in prova

Bando alle ciancie e passiamo alla prova. Questa volta, ho provato Xubuntu 11.10 in versione Beta su un notebook Acer Travelmate 6592, con:
  • processore Intel Core 2 Duo T7300
  • RAM 2 GB DDR 667
  • scheda video Intel GMA X3100
  • disco fisso da 80 GB
Il PC è del 2007, quindi una macchina recente e "ben dotata". I requisiti minimi per eseguire Xubuntu sono :
  • processore Pentium 4 (o equivalente)
  • 256 MB di RAM (ma si consiglia vivamente almeno 512)
  • 4,4 GB di spazio libero su disco fisso

Accendiamo?

Per provare Xubuntu 11.10, ho preparato una chiavetta USB da 4 GB (ma ne basta una da 1 GB), con Xubuntu 11.10 Beta 2, usando il programma "Startup Disk Creator" di Ubuntu. Il programma scrive l'immagine ISO di Xubuntu su una qualsiasi chiavetta USB, anziché masterizzare un CD Live. Questo consente di far partire Xubuntu in modalità "live" (=senza installarla sul computer) molto più velocemente rispetto al CD tradizionale.

Faccio partire il PC da chiavetta USB, e dopo aver selezionato la lingua italiana, mi appare il classico menu di *buntu.

Xubuntu 11.10: il menu di boot

Fin qui niente di nuovo, scelgo "Prova Xubuntu senza installarlo", e appare la prima piccola sorpresa: lo splash screen è diverso dal precedente, e ricorda alla lontana lo splash screen di alcune vecchie versioni di Ubuntu. Una piccola sorpresa.

Il desktop

Dopo circa 2 minuti mi appare il desktop di Xubuntu 11.10.

Xubuntu 11.10: il desktop

Il desktop è identico a Xubuntu 11.04, stesso tema "greybird", stessa versione di XFCE 4.8. In alto il classico pannello superiore con menu principale a sinistra e area di notifica a destra con indicatore dello stato della batteria, posta elettronica, volume, stato della connessione rete, area di lavoro e menu di sessione.

Sotto, il pannello inferiore, a scomparsa e trasparente, è configurato con una serie di lanciatori dei programmi più utilizzati.

Xubuntu 11.10: il menu principale

Sul desktop sono presenti solo le icone dei dischi presenti sul sistema, la cartella home e il collegamento al programma di installazione di Xubuntu.

L'ambiente è piacevole, chi arriva da GNOME 2.xx si sente a casa sua. Chi arriva dal Sistema Operativo Unico, superato lo spaventoso trauma del menu principale in alto invece che in basso, si orienta nel giro di pochi minuti.

La rete

Dopo qualche secondo dal momento in cui appare il desktop, Network Manager, il programma di gestione della rete, si "accorge" della mia rete wireless casalinga e me ne dà pronta comunicazione in alto a destra.

Xubuntu 11.10: Network Manager e Wi Fi

Basta un clic sul messaggio per accedere al pannello di configurazione, impostare la password WPA della rete e il collegamento è attivo.

Xubuntu 11.10: connessione alla rete Wi Fi

Nessun problema con la scheda di rete.

I consumi e le prestazioni

All'avvio, Xubuntu 11.10 "consuma" circa 200 MB di RAM. Se avete un computer con 256 MB a questo punto siete già al limite, e il consiglio è di raddoppiarla, se possibile.

Xubuntu 11.10: task manager, memoria all'11% (circa 200 MB)

Se poi avete un Pentium 4 come processore, avrete un sistema funzionante, ma non performante. I limiti del processore - la prima versione è uscita nel 2000 - si vedono soprattutto se si lanciano più programmi contemporaneamente. Comunque, bisogna anche dire che tra i primi Pentium 4 e gli ultimi
usciti nel 2005 la differenza di prestazioni è abissale, e quindi le prestazioni potrebbero anche essere soddisfacenti.

Se le prestazioni non sono soddisfacenti, l'alternativa esiste e si chiama Lubuntu, di cui parlerò nella prossima recensione.

Per la macchina in prova, che monta un processore Intel Core 2 e 2 GB di RAM, non ci sono problemi. Il sistema è performante, e quasi ci si scorda di essere su una "live".

Installare e rimuovere programmi, Ubuntu Software Center

Per installare e rimuovere i programmi di Xubuntu 11.10, si utilizza Ubuntu Software Center, lo stesso identico programma di Ubuntu.

Xubuntu 11.10: le impostazioni del desktop (scrivania)

Il programma è stato completamente rinnovato, l'interfaccia ulteriormente migliorata. I programmi sono suddivisi per categoria, per facilitare la ricerca. In più, offre una serie di programmi "suggeriti", recensiti e valutati da altri utenti.

Tanta roba, che si paga poi in termini di prestazioni: il programma è un po' pesante, specie per i computer "anziani".

Le impostazioni

Tutte le impostazioni del desktop di Xubuntu 11.10 si trovano nel menu principale "Settings...". Da questo menu si accede facilmente all'impostazione dell'aspetto (tema), delle finestre, delle notifiche, del mouse e di quant'altro. La personalizzazione è completa.

Xubuntu 11.10: le impostazioni del desktop (scrivania)

Il gestore dei file

Il gestore dei file su Xubuntu 11.10 è Thunar, che merita una menzione foss'anche solo per il disegno stupendo del suo logo :-).

Xubuntu 11.10: Thunar, il gestore file

Facile, veloce e intuitivo, ricorda Nautilus e ne ricalca le medesime funzionalità.

I programmi per l'ufficio

Xubuntu utilizza abiword (elaboratore testi) e gnumeric (foglio elettronico), entrambi molto leggeri e veloci, che consentono però una gestione completa dei documenti. Inoltre, leggono e scrivono tutti i più famosi formati di file, sia aperti (Libre Office e Open Office) che proprietari (Word, Excel).

Xubuntu 11.10: abiword

Firefox e Thunderbird

Alla voce "Internet" troviamo 2 programmi che ormai sono diventati dei classici del Software Libero: Firefox, per la navigazione web, e Thunderbird per la posta elettronica.

Xubuntu 11.10: Firefox

Firefox è... il solito. Non chiedetemi la versione, perché tanto cambia continuamente e al momento del rilascio di Xubuntu 11.10, sarà sicuramente una versione diversa da quella attuale. Anche in questa versione, Firefox è un mangia memoria a sbafo: se avete poca RAM, se la mangia tutta lui!

Per chi dispone di poca RAM consiglio di provare Midori, che è il browser web predefinito di XFCE: veloce e consuma moooolta meno memoria.

Thunderbird è fratello di Firefox, e gestisce la posta elettronica. Al primo avvio, Thunderbird chiede subito i dati per impostare l'account di posta: basta il nome, l'indirizzo email e la password, al resto pensa lui.

Xubuntu 11.10: Thunderbird - impostazione dell'account

Con tre dati e due clic, la posta elettronica è configurata, e posso leggermi la posta elettronica anche da Xubuntu 11.10, anche da "Live"!

Xubuntu 11.10: Thunderbird configurato e funzionante

Parole parole parole

Parole è il lettore multimediale predefinito in XFCE, e di conseguenza anche in Xubuntu. Non ho potuto provarlo, in quanto non avevo installato i codec (=programmi di decodifica) che consentono la riproduzione dei formati MP3 o AVI.

Xubuntu 11.10: Parole

Attenzione! Questo non è un problema "vero": se Xubuntu fosse installato sul computer, chiederebbe automaticamente di installare i codec mancanti.

Tirando le somme

Xubuntu 11.10 è una conferma della bontà del lavoro fatto dal team di sviluppo di Xubuntu. Facile e veloce, durante tutta la prova non ha mai avuto un attimo di sbandamento. Buona parte di questa recensione è stata scritta utilizzando appunto Xubuntu 11.10 "Live".

Dal punto di vista di sistema, Xubuntu 11.10 gode dell'ottima infrastruttura di base di Ubuntu, con aggiornamenti regolari e un numero spropositato di programmi, installabili con un clic da Ubuntu Software Center.

Dal punto di vista dei programmi, la scelta predefinita è buona, potendo contare anche su GIMP (programma di gestione delle immagini), oltre che su scelte sicure come abiword, gnumeric, Firefox e Thunderbird. Firefox è ancora un po' troppo vorace di risorse, ma ci sono molte alternative, come Midori.

Svantaggi? Se avete una macchina "anzianotta", potreste avere tra le mani un sistema funzionante, ma non performante. Alcuni programmi, come Firefox e Ubuntu Software Center, sono molto pesanti, e l'esperienza utente ne risente.

Per questo c'è un rimedio: Lubuntu. Stay tuned! ;-)


Link:

Mia prova di Xubuntu 9.10
Post di Bl@ster su XFCE
Home page di Xubuntu

venerdì 30 settembre 2011

Ubuntu 11.10 countdown!?!?! ESAGERATO!

Questa volta per il countdown hanno proprio esagerato! Addirittura un sito con il countdown in attesa di Ubuntu 11.10 Oneirici Ocelot.

Qualcuno mi spiega come faccio a inserirlo sul mio sito? :-)

PS: ma è il countdown per Ubuntu 11.10, vero?!?!?


UPDATE (18.00): come nota Warp10 nei commenti, Ubuntu 11.10 esce tra 13 giorni, questo countdown scade tra 11 giorni. Odio il viral marketing.



Link:

ThiIsTheCountDown.com

martedì 20 settembre 2011

giovedì 15 settembre 2011

La più grossa novità di Windows 8

Altro che Metro UI!
La novità più sorprendente,
che tutti gli utenti di Windows attendevano da tempo,
e che sarà presente su Windows 8 è....

la nuova BSOD*! :-)


* BSOD è la "Blue Screen Of Death" (schermata blu della morte), la ben nota schermata che appare quando il Sistema Operativo Unico va in crash, senza possibilità di resurrezione.


Link:

Articolo originale su IT World (in inglese)
La BSOD su Wikipedia

lunedì 12 settembre 2011

In Italia ha vinto la "fusione fredda", in Francia invece...


Il 12 e 13 giugno 2011 il Popolo Italiano ha bocciato con un referendum per la seconda volta nella sua storia l'energia nucleare. I commenti a caldo furono per lo più improntati sulla lettura "emotiva" del voto: gli Italiani si hanno votato contro l'energia nucleare a causa dell'enorme eco negativa che aveva suscitato l'incidente nella centrale nucleare di Fukushima, in Giappone.

Sono invece del parere che gli Italiani abbiano freddamente valutato pro (pochi) e contro (molti) dell'energia nucleare, e deciso che era meglio farne a meno.

A distanza di 3 mesi giusti da allora, l'incidente odierno alla centrale di Marcoule, in Francia a qualche centinaio di chilometri dal confine con l'Italia, ha confermato che gli Italiani, una volta tanto, avevano visto giusto.



Link:

Notizia dell'incidente a Marcoule (da Corriere.it)
Miei precedenti post sul nucleare
Vukic blog

domenica 11 settembre 2011

11 Settembre 2001, dieci anni dopo

L'undici settempre duemilauno, al pomeriggio ero in treno, di ritorno da una trasferta di lavoro a Milano. Una mia amica e collega, in treno con me, ricevette una telefonata allarmata dalla madre, che le spiegava cosa stava succedendo. 
Sembrava uno scherzo, ma era tutto vero.

Un paio di mesi dopo festeggiavo in ufficio la nascita della mia primogenita, un collega mi si avvicinò e, mentre azzannava un tramezzino, mi disse "Ci vuole coraggio a mettere al mondo figli, oggi!". Lo guardai come se mi avesse appena detto che sua madre aveva otto braccia.
Pensavo scherzasse, ma era serio.

10 anni dopo, siamo qui a celebrare la memoria di quel giorno allucinante, tanti programmi in TV, testimonianze sui giornali, e sui social netword, hashtag su Twitter.

Il fatto che più ha sconvolto l'America 10 anni fa fu lo scoprirsi fragile e indifesa di fronte ad attacchi sul proprio sacro suolo. La miglior soluzione americana fu basarsi sul principio islamico di "occhio per occhio", e dichiarare guerra ai terroristi in tutto il mondo e in tutti i modi. Il Presidente G.W. Bush disse:
"Giustizieremo i nostri nemici, o li assicureremo alla giustizia. Giustizia sarà fatta."
I risultati, 10 anni, dopo sono quantomai discutibili e quantomai distanti dall'essere definitivi.

Mi vengono in mente allora le parole del premier norvegese Stoltenberg, pronunciate dopo il massacro di Utøya:
"Il massacro di Utøya è stato un attacco contro il sogno dei giovani di rendere il mondo un posto migliore.
I vostri sogni sono stati interrotti bruscamente.
Ma i vostri sogni possono essere esauditi.
Potete tenere vivo lo spirito di questa sera. Voi potete fare la differenza.
Fatelo!
Ho una semplice richiesta per voi.
Cercate di essere coinvolti. Di interessarvi.
Unitevi a una associazione. Partecipate ai dibattiti.
Andate a votare.
Le elezioni libere sono il gioiello di quella corona che è la democrazia.
Partecipando, voi state pronunciando un sì pieno alla democrazia.
"
Anche se più difficile, la strada del costruire qualcosa di buono, è forse migliore dello cercare di ditruggere tutto il cattivo.


Link:

La pagina di Wikipedia sugli attentati dell'11 Settembre
Discorso di Stoltenberg dopo gli attentati in Norvegia

giovedì 8 settembre 2011

Com'è bello cantar sui tetti - Red Hot Chili Peppers

Sottomarina, VE

Nelle città, il tetto di un edificio è il palco naturale per chi si vuole esibire.

Da piccolo negli anni '70 andavo al mare a Sottomarina. Sottomarina è una delle spiagge più popolari del Veneto, l'aria della spiaggia è piena di iodio, il paese è pieno di tristi palazzoni in cemento costruiti durante il boom economico.
Alla sera, durante le lunghe sere estive, c'era una bambina, avrà avuto 8-9 anni, che gridava tutte le canzoni di Raffaella Carrà dal terrazzo dell'appartamento, a qualche centinaio di metri dal residence dove ero in vacanza. Per sua fortuna, trasmissioni come "Piccoli fans" e "Bravo Bravissimo" con bambini (orrore!) che cantano canzoni adulte, erano di là da venire, e poteva esprimersi liberamente, senza gare, eliminarie e giudici.

Noi guardavamo la bimba come fosse in TV, non è che ci fosse molto da fare, alla sera a Sottomarina, per un bambino.

Probabile che quella bambina non sapesse dei Beatles, e della loro esibizione del 30 Gennaio del 1969, dal tetto della casa discografica Apple Records, a Londra. I Beatles furono i primi che la storia ricordi a esibirsi su un tetto.

Venice Beach, CA

Gli ultimi, in ordine di tempo, sono stati i Red Hot Chili Peppers. Il 30 Luglio 2011, alle 18.30 sono saliti sul tetto del MTA Bikini Store, al numero 1901 della Ocean Front Walk di Venice Beach, California, e da lì sopra hanno registrato il video ufficiale del singolo "The Adventures Of Rain Dance Maggie" tratto dal nuovo album "I'm With You."

La location del video su Google Maps

Flea, lo scatenato bassista dei RHCP, doveva aver paura di sentirsi solo lassù, e così qualche ora prima, ha mandato un twit su Twitter dal suo iPhone.


Negli Stati Uniti, Twitter è decisamente più diffuso che in Italia e al momento del video nelle strade attorno c'era una folla degna dei loro concerti, mica gente che passava di lì per caso.


Il video ufficiale

Su Youtube ci sono moltissimi, fatti dalla gente coi telefonini. Merita particolare nota quello di Tony Vera, che è una specie di "dietro le quinte" del video, con inquadrature sulla troupe presente sul tetto durante le riprese, le auto della polizia parcheggiate tutto attorno alla location (per sicurezza erano state chiuse le strade), la folla ammassata sui tetti e sotto, i RHCP ripresi per strada, e il siparietto di un'inviperita signora del posto (dal minuto 8:34) che vuole assolutamente passare sopra alla folla con la sua station wagon per tornare a casa.



Link:

Altri video e foto dei RHCP a Venice Beach
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