martedì 31 agosto 2010

Rinasce il Commodore 64 (?) con Ubuntu (!?!?)

 
Commodore 64 - quello originale (fonte www.wikipedia.org)

Un "fake"? 

Il "fake" è un falso, inteso sia come identità personale (qualcuno che ruba l'identità di qualcun altro), sia come prodotto industriale (un prodotto che in realtà non esiste, ma è il risultato di un abile ritocco fotografico).

Rimbalza da qualche giorno la notizia di una "rinascita" del mai dimenticato Commodore 64, il piccolo computer casalingo che, insieme all'acerrimo rivale del Sinclair ZX Spectrum, ha spopolato negli anni '80, su cui si sono fatti le ossa molti dei programmatori della mia generazione - quelli che cominciano adesso ad avere i capelli grigi. Meglio quelli che hanno ancora i capelli e cominciano ad averli grigi!

Ho letto questa notizia su parecchi siti internet, l'ultima segnalazione me l'ha mandata Carla ieri. La cosa che mi sembra strana era che nessuna delle notizie specifica il sito del produttore. Ancora, nessuna delle notizie specifica la fonte. Come l'ha comunicato Commodore che avrebbe rilasciato un "Nuovo Commodore 64"? Coi piccioni viaggiatori? Possibile, ma estremamente inefficiente per le lunghe distanze.

A prima vista, si trattava appunto di un "fake", cioè un falso. E anche una "notizia copia-incolla", un fenomeno molto diffuso su Internet, che consiste nel copiare una notizia da un sito e incollarla in un altro, senza avere la decenza di cambiare qualche parola qua e là - così da simulare un'intelligenza umana nel processo, senza citare la fonte, e senza neanche avere il buon senso di verificarla.

Si, è un fake! Ma anche no!!

La notizia è proprio una di quelle che rimbalzano, infatti dicono tutte la stessa cosa. Facendo una ricerca un po' più approfondita, si arriva anche alla notizia originale su engadget.com e da lì al comunicato stampa di sul sito di Commodore USA. Meglio della società che ha acquisito i diritti sul marchio Commodore, azienda morta e defunta da anni. Sul comunicato stampa del 25 Agosto 2010 - l'unico presente sul sito - si legge:
"In response to an overwhelming demand from former Commodore users worldwide, Commodore USA’s CTO Leo Nigro announced today that their new Commodore PC64 will be available for purchase this holiday season. Featuring an exact replica of the original beige chassis Commodore C64, this new addition to our lineup will include an Intel Atom 525 CPU with NVIDIA Ion2 graphics, 4GB DDR3 memory, 1TB Hdd, HDMI, DVD/CD optical drive (Blu-ray optional), dual-link DVI, six USB ports, integrated 802.11n WiFi, bluetooth and a 6-in-1 media card reader."
"In risposta alla travolgente domanda da ex utenti Commodore in tutto il mondo, il CTO Commodore USA Leo Nigro ha annunciato oggi che il loro nuovo Commodore PC64 sarà disponibile all'acquisto per le prossime feste (Natale ndt). Questo nuovo prodotto della nostra linea sarà dotato di una replica esatta dell'originale chassis color beige del Commodore C64, con CPU Intel Atom 525, scheda grafica NVIDIA Ion2, 4GB di memoria DDR3, disco fisso da 1TB, uscita HDMI, lettore CD/DVD ottico (Blu-ray opzionale), dual-link DVI, sei porte USB, 802.11n WiFi integrato, Bluetooth e un lettore di schede multimediali 6-in-1."
Si tratta quindi di una pura operazione di marketing marchettaro, architettato per riempire i siti di notizie, cercando acquirenti tra vecchietti sentimentalisti che affezionati a un glorioso passato.
 
Un'immagine in anteprima del nuovo Commodore 64! ;-) 
Voglio proprio vedere dove li mettono i tasti funzione!!

In realtà, Commodore USA già da qualche tempo vende PC all-in-one che somigliano vagamente al glorioso C64, come ad esempio il Phoenix (= fenice, l'animale che risorge dalle sue ceneri).

Commodore Phoenix (fonte http://www.commodoreusa.net)

Qualche sito ha anche scambiato il Phoenix per il nuovo C64!

E Ubuntu?

La buona notizia è che Ubuntu è fornito già adesso con tutti i PC di Commodore USA, insieme ad altri sistemi operativi. É quindi molto probabile che Ubuntu ci sarà anche sul "nuovo" Commodore 64. Come piccola pecca, dal sito si vede che Commodore usa Ubuntu 9.10, se passassero a Ubuntu 10.04 sarebbero più credibili, e al passo coi tempi.


Non ci resta quindi che aspettare Natale e vedere cosa c'è sotto l'albero Commodore.

Link:

Notizia originale su engadget.com (in inglese)
Comunicato stampa sul sito di Commodore USA (in inglese)
Storia di Commodere su Wikipedia (in inglese, la versione italiana è povera)

lunedì 30 agosto 2010

Ma che bella topa! (cit.)

La famiglia Cavedon si arrichisce di una nuova componente femmina, Mirtilla. 
Ne danno il lieto annuncio la madre adottiva, Greta
e le madri supplementari Giada e Stefania. 
Si accoda sconsolato e rassegnato l'inascoltato capo famiglia.



Link:

Che bella topa! (su yuotube)

venerdì 27 agosto 2010

Banda larga sui cellulari: avevo visto giusto.

Giusto un anno fa, scrissi un post di commento ai dati sulla diffusione della Banda Larga in Italia. In questo si vedeva come i cellulari fossero l'unico settore in cui la diffusione della Banda Larga fosse in forte crescita.

In un post successivo, pronosticavo poi la possibilità che i cellulari diventassero una sorta di "Cavallo di Troia" a favore della diffusione della Banda Larga (e di Internet) in Italia.

Oggi leggo un post di Mantellini, che cita a sua volta Mauro Lupi sulla diffusione degli smartphone (i telefoni cellulari più fighi del momento): l'Italia guida la classifica in termini di penetrazione (vedi sotto).

Penetrazione degli smartphone in percentuale (fonte: Nielsen)

Fa piacere trovare conferme a speranze e previsioni. Per adesso, non additatemi però a profeta. Sono esente da illuminazioni divine, e mi pare anche abbiano fatto quasi tutti una brutta fine! :-)

Piuttosto, come allora, mi domando se tutto questo bendidio si tradurrà in servizi e opportunità per cittadini, imprese e Stato, oppure rimanga relegato a fenomeno sociologico del tipo "A Mario piace lo stato di Samantha". Senza dimenticare poi che lo sviluppo della Banda Larga deve passare anche e necessariemente su cavo, che ha prestazioni e affidabilità (per adesso) molto maggiori della connessione wireless.

Comunque, perché la tecnologia diventi una leva che consenta all'Italia di stare al passo del resto del mondo, e non finisca in una sorta di "Serie B" dello sviluppo, serve l'impegno e l'ingegno di aziende e Stato in primis: sapere cogliere queste opportunità è la prossima Grande Sfida.


Link:

Post di mantellini
Post di Mauro Lupi

Mio post sul "cavallo di Troia" cellulare.
Mio post sull'argomento di un anno fa.

martedì 24 agosto 2010

A passeggio con Bill, tagliando l’America di traverso


More about Una passeggiata nei boschi

Bill Bryson - Una passeggiata nei boschi

I libro narra le vicende (romanzate?) autobiografiche di Bill Bryson, che imbattutosi per caso sull’Appalachian Trail, decide di farlo tutto a piedi. L’Appalachian Trail, è il sentiero più lungo del mondo (sempre esagerati, ‘sti americani!), e segue la catena dei monti Appalachi, tagliando per 3.400 kilometri, da sud a nord gran parte degli Stati Uniti orientali. Si fa accompagnare da un suo vecchio amico, Stephen Katz (uno pseudonimo), con cui aveva già fatto un viaggio in Europa molti anni prima. Entrambi i tipici americani di mezza età: sovrappeso, impreparati, fuori forma e senza la benché minima esperienza di montagna e campeggio. La miglior situazione per tirare fuori il miglior peggio da questa esperienza, con situazioni paradossali e divertenti, raccontate alla maniera di Bryson.

Ma il libro è più una serie di situazioni divertenti e paradossali, è anche uno spaccato della storia e della cronaca americana. Il sentiero taglia l’America, e Bryson taglia chirurgicamente gli americani. Partendo dal sentiero, l’autore si concede delle ampie divagazioni, inerpicandosi per strade, paesi e città che lo bordeggiano. Documentandosi sempre, con l’aiuto di libri e giornali, racconta fatti e personaggi della provincia americana. Ne emerge uno spaccato impietoso sugli americani. Sui loro limiti, come quello - non è un luogo comune - di non sapere staccare il culo dalle comodità moderne. Sui crimini, narrati nella cronaca nera dei giornali d’epoca. Sulle assurdità nella gestione dei parchi naturali, dove scorrono sotterranei fiumi di denaro e interessi, per niente ecologici. Sullo squallore delle cittadine di provincia, piene di tutto ma senza un’anima, come tante riproduzioni in piccola scala della metropoli alienata. Sull’americano medio, come il buon Katz, incapace di trovare un senso alla propria vita, se non in fondo a una birra.

Il libro è piacevole e si legge molto bene, 300 pagine scorrono veloci, una buona lettura estiva con in più ottimi spunti di riflessione.


Link:

La mia libreria su anobii

domenica 22 agosto 2010

Adesso chiunque può conoscere "I motivi per amare Ubuntu"

Un'afosa domenica pomeriggio di fine estate - oggi - a casa con la schiena bloccata da una fastidiosa lombagia, a stento tenuta a bada a botte di anti infiammatori. Momenti che suppongo immaginate - giustamente - intensi, e infatti li passo a leggere tutto quel che mi capita sotto mano, su carta e su web.

Per caso mi capita di leggere un post di Martin "DoctorMo" Owens, su un suo volantino (o poster?) davvero simpatico. Potrebbe essere utile per i prossimi appuntamenti autunnali mondani linuxiani, perché non tradurlo?

Detto & fatto! L'ho tradotto, prendendomi ampia discreta libertà nella traduzione, alcune espressioni davvero rendevano male in italiano. Il risultato è questo.


Il sorgente SVG è già caricato su spreadubuntu (vedi link sotto), a disposizione di chiunque voglia modificarlo e migliorarlo. Ma mi piacerebbe sapere cosa ne pensate - non della grafica, per quella rivolgetevi a DoctorMo! :-)


UPDATE 23/08/10 - 12.44: come giustamente notato da Paolo, il poster mancava del nuovo font Ubuntu, ho provveduto quindi a correggere l'immagine su questo post e su spreadubuntu.


Link:

Post originale sul blog di DoctorMo
Volantino tradotto in italiano su spreadubuntu

venerdì 20 agosto 2010

Ubuntu 10.10.10.10.10.10....



Nonostante il periodo di ferie (o forse proprio per questo!), c'è molta attività intorno a Ubuntu "Maverick" 10.10, il cui rilascio è atteso per il 10 Ottobre 2010.
Proprio oggi, Mark Shuttleworth ha lanciato dal suo blog un'altra iniziativa promozionale per Ubuntu 10.10: la creazione di 10 video che illustrino le 10 migliori caratteristiche di Maverick. Il primo video l'ha già "scovato" Mark stesso, e illustra le funzioni della nuova interfaccia "Unity", studiata apposta per Ubuntu Netbook Edition, la versione di Ubuntu per i cosi... i piccoli aggeggi... si, insomma, i computer preferiti dalla Comunità Ubuntu-it! ;-)
Per chi vuole partecipare all'iniziativa, c'è una pagina sul wiki internazionale in cui segnalare i propri video...

PS: mentre scrivevo questo post, qualcuno ha già inserito sul wiki un nuovo video: questo è su Shotwell, il programma di fotoritocco che sostituirà il deludente e insufficiente e inefficiente F-Spot.

Link:

Post originale sul blog di Mark Shuttleworth (in inglese)
Pagina sul wiki dedicata all'iniziativa (in inglese)

mercoledì 18 agosto 2010

Ubuntu 11.04: il prossimo a-N-imale Ubuntu sarà un Narvalo

Sogno di una notte di mezz’estate.

Notte a Londra.
Poche macchine per la strada, anche a Piccadilly Circus. Qualche topo dalle dimensioni preoccupanti contende la spazzatura alle pulitrici automatiche che lavano rumorosamente la strada.
L’aria è calda, come lo può essere solo una metropoli d’estate.
Alla sede delle Munifica Azienda Informatica, una sola luce accesa.
Alla sua scrivania, il Genio del Bene lavora da settimane a un solo progetto.
Niente lo può distrarre: il Blackberry è sepolto nel cassetto, il computer è spento, tutti gli appuntamenti cancellati.
Davanti a lui, solo 2 libri, un dizionario della lingua inglese e l’annuario della rivista “Nature”.
Ogni tanto si alza dalla sedia per prendere un caffè dal distributore automatico
Dalla finestra scorge un piccolo tratto dell’Umanità che dorme.
“Un giorno tutto questo sarà mio!”.
A un tratto l’illuminazione.
Torna alla scrivania e scrive velocemente su un foglietto il nome della Creatura Fantastica, che prenderà vita di lì a pochi mesi: sarà Natty Narwhal!
“Bene! Adesso viene il difficile:  trovare una spiegazione intelligente a questo nome”. 
Si rimette al lavoro, accende il computer e comincia a scrivere sul suo blog.

(Nota: il racconto è frutto della fantasia dell’autore, ogni fatto o persona realmente esistenti è da ritenersi casuale).

Sogno o son desto?

Il narvalo

Divagazioni a parte... Ubuntu 11.04, che sarà rilasciata ad Aprile 2011, avrà come nome in codice appunto “Natty Narwhal”, che si può tradurre in “Narvalo Raffinato”.
Il narvalo è un cetaceo, che è “as the closest thing to a real live unicorn” (quanto di più vicino a un vero unicorno). Come l’animale mitologico, il narvalo ha infatti un corno (un dente) che gli sporge dalla testa.

Il richiamo al narvalo, essendo un’animale a rischio estinzione, è un esplicito richiamo alla alla filosofia Ubuntu "io sono quel che sono per merito di ciò che tutti siamo", che in questo contesto comprende non solo l’Umanità, ma anche il Pianeta che la ospita, la Terra, sua Casa Natale, che in questi ultimi anni ha sempre più bisogno della nostra attenzione.

Nel concreto, le novità principali che distingueranno questo rilascio, saranno incentrate su:
  • Design: saranno sfruttate le migliori caratteristiche delle moderne schede grafiche, per spremere quanto di meglio (ed elegante) si possa avere, senza però rinunciare alla solidità di base.
  • Processori: Ubuntu 11.04 girerà anche su altri processori (ARM), che consentono un risparmio energetico, e quindi oltre ad essere l’ideale per cellulare e dispositivi mobili, hanno un occhi di riguardo per l'ambiente.
Con la scelta del nome, inizia a tutti gli effetti il ciclo di rilascio di Ubuntu 11.04, quindi... benvenuto Natty! Sentiremo ancora parlare di te! :-)


Link:

Post dell'annuncio di Natty Narwhal sul blog di Mark Shuttleworth

venerdì 13 agosto 2010

Questi son problemi, eh!

A Cortina gli elicotteri potranno utilizzare per l’atterraggio solo lo spazio dell’eliporto. Una specifica ordinanza in tal senso, che pone la parola fine a qualsiasi ipotesi di scali “fai da te”, tipo nella tenuta di casa, sarà varata la settimana prossima dal Comune a firma del sindaco, Andrea Franceschi: «Di fatto - ha detto il primo cittadino all’agenzia di stampa Ansa - vieteremo qualsiasi tipo di atterraggio in zone diverse da quella dell’attuale eliporto».


Link:

Notizia originale su "Il Secolo XIX"

domenica 8 agosto 2010

Vorrei una vita come... Fosco Maraini



More about Case, amori, universi


Fosco Maraini - Case, amori, universi

L'autore di questo libro, Fosco Maraini, oltre che padre della (ormai) ben più nota scrittrice Dacia Maraini, è stato un etnologo, orientalista, alpinista, fotografo e ovviamente scrittore. Figlio a sua volta di artisti (il padre scultore, la madre scrittrice) nonché persone molto agiate, ha avuto la fortuna di vivere una vita piena di avvenimenti. Il libro ne è la biografia. Anzi, la "biografia romanzata": l'autore sceglie di raccontarsi in terza persona, cambia i nomi a tutti i protagonisti, così da avere mano libera nelle divagazioni e nelle invenzioni.

Il libro comincia con l'infanzia dorata nei dintorni di Firenze, passa per esperienze giovanili che lo formano nell'alpinismo, nella conoscenza del mare, nella cultura tibetana, fino ad arrivare all'esperienza fondamentale giapponese. Partito per Hokkaido come professore di italiano con tutta la famiglia, lì si forma una cultura etnica sugli Ainu, antica popolazione giapponese. Con l'arrivo della Seconda guerra Mondiale, ne vive le difficoltà, prima come straniero in un paese in guerra, poi come nemico, quando si rifiuta di aderire alla Repubblica Sociale Italiana, ed è quindi internato in un campo di concentramento. Questa è la parte più dolorosa della storia, che riflette in tante parti chi ha vissuto analoghe esperienze nella Germania nazista. Una volta tornato in Italia, trova infine la sua vera vocazione di scrittore.

Il libro è scritto molto bene e si legge facilmente, nonostante utilizzi qualche termine inventato di sana pianta dallo scrittore, e fornisce a contorno un panorama delle vicende storiche dell'epoca. Denota però un paio di difetti: qualche "buco temporale", e una certa visione edulcorata e auto indulgente (ma chi non lo è??) delle vicende. Comunque, una lettura piacevole di una vita straordinaria.

Links:

La mia libreria su anobii

venerdì 6 agosto 2010

6 Agosto: 65 anni fa iniziava l'era atomica

"Il mattino del 6 agosto 1945 alle 8.16, l'Aeronautica militare statunitense lanciò la bomba atomica "Little Boy" sulla città giapponese di Hiroshima, seguita tre giorni dopo dal lancio dell'ordigno "Fat Man" su Nagasaki. Il numero di vittime dirette è stimato da 100.000 a 200.000, quasi esclusivamente civili. Per la gravità dei danni diretti ed indiretti causati dagli ordigni, e per il fatto che si è trattato del primo e unico utilizzo in guerra  di tali armi, i due attacchi atomici vengono considerati fra gli episodi bellici più significativi dell'intera storia dell'umanità." (fonte it.wikipedia.org)
The Unforgettable Fire

Gli U2, nel 1984, dedicarono a questi tragici fatti il titolo del loro album, un singolo e il video omonimo. Nel video si vedono alcuni riferimenti alla bomba, il più evidente è la giostra che si trasforma in fungo atomico.



Proprio stasera, gli U2 saranno a Torino per la ripresa del loro tour. Eseguiranno sicuramente questo pezzo, chissà se diranno 2 parole.


Link:

Voce di Wikipedia relativa ai bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki

mercoledì 4 agosto 2010

Nuovo logo per Full Circle Magazine?


Thorsten Wilms, sul suo bog, ha fatto alcune proposte (qui sopra) di come potrebbe essere il nuovo logo di Full Circle Magazine, la rivista indipendente della Comunità Ubuntu. Il logo ricalca il family feeling del  nuovo logo di Ubuntu, usando anche il nuovo font Ubuntu (ancora in beta release, ma che dovrebbe essere rilasciato nei prossimi giorni).

A voi quale piace di più?


Link:

Primo post sul nuovo logo di FCM
Secondo post sul nuovo logo di FCM

lunedì 2 agosto 2010

domenica 1 agosto 2010

Gli spiaggiati/1


Gli spiaggiati sono quelli che per far le ferie vanno al mare. Il “mare” beninteso, è quello che lambisce la costa italiana adriatica più (o meno) vicina a casa. Sennò mica si va al mare, si va in Croazia o in Grecia o in Sardegna.
Gli spiaggiati sono abitudinari. Non amano i rischi, dopo aver provato due o tre posti, hotel, residence, campeggio vanno sempre nel solito posto, hotel, residence, campeggio. Si portano la routine da casa, insieme alle valigie: casa-ufficio-casa diventa hotel-spiaggia-hotel.
Gli spiaggiati fanno chilometri sotto il sole accecante, passano ore dentro l’auto rovente, sull’asfalto bollente e finiscono sulla sabbia cocente. Arrivano tutti insieme nel fine settimana, a ondate, arenandosi sulla costa. Sono come conchiglie, alghe, trucioli e bottiglie che una burrasca porta sulla riva, dove trovano riposo, fino al prossimo fortunale.

Io sono uno spiaggiato.
Ho avuto occasione di conoscerne altri, e ne farò una breve carrellata estiva.

La sirena

L’ho vista una mattina sul bagnasciuga, mentre camminavo.
Carnagione brunita, età indefinibile, capelli umidi appiccicati sulle spalle, gambe affusolate dove mi aspettavo la coda, un bikini nero a coprire il necessario.
Era lì, prendeva il sole nel punto esatto dove la terra incontra il mare. Si faceva bagnare dall’acqua e asciugare dal sole.
Impossibile non notarla, tanto era affascinante. E tanto intralciava il traffico dei bagnanti.
Lei non vedeva nessuno, troppo intenta a bearsi del caldo tepore solare riflesso dalle onde. Ho avuto giusto il  tempo di notarla, ma la visione è durata poco.
Poi son dovuto proseguire, intralciavo il traffico.
Nei giorni seguenti, sono tornato altre volte nello stesso posto, con la scusa di passeggiare, ma non l’ho più vista.
Forse era tornata a nuotare al largo, lontano dal clamore della gente.
Forse si era dissolta, come un miraggio nel deserto.
Forse aveva finito le ferie.
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