mercoledì 1 agosto 2012

Aggiornare Ubuntu?? NO, grazie!

Storia di ordinaria assistenza

Ieri sera, allo Spazio Promozione Software Libero, riunione settimanale di AVi LUG. 
Pochi ospiti, complice il periodo estivo.
Uno di questi era  una persona anziana, mai vista prima, credo, che ha ricevuto assistenza da Matteo. Aveva un portatile con Ubuntu 10.04 e una chiavetta internet dal nome esotico che non ne voleva sapere di funzionare. Dopo un'ora abbondante di smanettamenti e alchimie, e dopo aver consultato tutte le guide disponibili su Internet sull'argomento: "come faccio a navigare su Internet con la mia chiavetta Hiauuei", a Matteo è bastato copiare gli antichissimi driver presenti sulla chiavetta per farla funzionare. Driver fatti appunto per Ubuntu 10.04.

Matteo ha fatto notare al distinto signore che stava usando una versione (quasi) non più supportata di Ubuntu, e che con una versione più recente, la chiavetta internet sarebbe stata riconosciuta subito. Il signore l'ha guardato male.

It's a Hard(y) Life

Un episodio simile mi capitò al Linux Day dell'anno scorso, quando si presentò una persona per chiedere assistenza sul suo portatile. Questa persona lamentava il fatto che non riceveva più aggiornamenti, anche se il PC funzionava benissimo. All'accensione del notebook vidi un'immagine che non vedevo da anni.


Ubuntu 8.04 "Hardy Heron", una delle versioni che ho più amato di Ubuntu, la prima che ho usato con regolarità (ricordo a tutti che sono un kubuntero della prima ora). Dopo qualche momento passato a ricordare i bei tempi andati, con il cuore che versava una lacrima di nostalgia, spiegai dettagliatamente il ciclo di vita dei rilasci di Ubuntu e consigliai a questa persona di aggiornare il proprio PC a una versione più recente.

Il tizio stette pazientemente ad ascoltarmi, fino a quando arrivai alla parte "aggiorna il tuo PC che ormai questa Ubuntu è passata a miglior vita". Non riuscii ad andare oltre: mi guardò come se gli avessi detto che doveva buttare la sua Lancia Beta Montecarlo del '75 per una nuova fiammante Fiat Panda BiPower. Farfugliò qualcosa che suonava tipo "va benissimo così, grazie!", richiuse il portatile, e se ne andò velocemente prima che riuscissi ad illuminarlo sui vantaggi dell'uso di programmi aggiornati che... (seguono parole che si spengono in gola).

Meglio così: avesse visto "Unity" gli sarebbe venuto un colpo.

Non so se ci sia una morale per queste due storie, ma un insegnamento sicuramente sì. Sappiamo già che non esiste una distribuzione giusta per tutti, ma che tutti possono trovare una distribuzione giusta. A questo concetto aggiungo che esiste un rilascio di una distribuzione giusta. Lo so: Ubuntu (e Linux in generale) migliora di rilascio in rilascio, e versioni di software libero più recenti garantiscono funzionalità più complete, e - udite udite - prestazioni migliori. Ma aggiornare una distribuzione implica comunque un cambiamento, cambiamento che alcuni potrebbero non essere in grado di sopportare. Io stesso ci misi anni a riprendermi quando Kubuntu ebbe la malaugurata idea di stringere in un abbraccio mortale "l'immaturo" KDE 4.0

Aggiornare, passare a un rilascio più recente, per molti utenti può un salto nel vuoto, e quindi quando un Linux evangelist consiglia l'aggiornamento deve valutare attentamente chi si trova di fronte. Le persone che usano Linux sono adesso molte di più che in passato, e molte di esse richiedo "sicurezza e stabilità" molto più che "novità" e "sperimentazione".


Link:

La migliore distribuzione Linux di tutti i tempi
La migliore distribuzione Linux di tutti i tempi - II parte

13 commenti:

Anonimo ha detto...

Condivido.
Probabilmente i cicli di rilascio di Ubuntu sono giusti "lato software", ma sono troppo frequenti per quasi tutti "lato utente", soprattutto quando implicano profonde ristrutturazioni dell'interfaccia utente come accaduto di recente.
Io, che non sono un novizio, ci ho messo un anno (due versioni) per decidermi di passare a Unity sul pc desktop (nonostante l'avessi già sul netbook. Per nessuna ragione razionale, ma solo per resistenza psicologica a un cambiamento così profondo.
Per questo, in tutte le circostanze in cui ho installato Ubuntu su computer di amici e parenti, mi regolo come te.

nakki ha detto...

Sono d'accordo, per la maggior parte delle persone non "smanettone" aggiornare ogni sei mesi o un anno è improponibile. Giustamente vogliono un sistema stabile, duraturo e coerente nel tempo. Cosa che si può dire sicuramente delle vecchie LTS. Io stesso non ho aggiornato all'ultimo rilascio, pur essendo uno a cui piace avere l'ultima versione, ma per motivi diversi: 1. Oneiric nel mio portatile è la release di ubuntu (anche se uso Xubuntu) che meglio supporta il mio pc. 2. Ho provato la nuova LTS in più salse ma devo dire che mi ha veramente deluso, instabile da morire e piena di bug, non parliamo poi di unity che è un gruviera...dovrebbero concentrarsi di più su risolvere bug critici che stare li a limare i pixel con la bolla e avere un bel sistema ma quasi inusabile dall'instabilità. Il signore venuto al lug non ha tutti i torti a voler rimanere a lucid!

Dario Cavedon ha detto...

@ marcoalici

Parenti e amici sono i "clienti" più spinosi! :-)

@ nakki

Sulla 12.04, dovresti provarla adesso, installando le tonnellate di bug fix che sono state rilasciate.

Unknown ha detto...

Ho due pc con Ubuntu in casa. Un desktop che malauguratamente ho aggiornato tempo fa ed un portatile con la 11.04 e Gnome 2 che mi guardo bene ad aggiornare. Faccio un uso semiprofessionale del pc, ho una discreta esperienza informatica iniziata nel 1984 col Commodore 64. Sono aperto alle innovazioni ma trovo Unity adatto solo agli smartphone o ai giocherelloni; non vedo una buona cosa lo scimmiottare windows. Ultimamente ho installato un NAS con Fedora 14. Molto seria e non gli manca nulla nel multimedia. Non vedo perché tagliare la possibilità di personalizzare l'interfaccia a seconda delle necessità di tutti gli utenti

Dario Cavedon ha detto...

@ mario1891

Unity (e GNOME 3) sono un tentativo di cambiare il modo con cui il computer si interfaccia con l'utente, in altre parole, per apprezzare Unity (e GNOME3) si deve cambiare il modo con cui si usa il desktop. Chiaro che qualcuno può trovarsi bene o male con questa nuova modalità, ma non si tratta di un tentativo di imitare Windows, bensì il tracciare strade nuove.

Il bello del Sotware Libero è che comunque ognuno è libero di cambiare e usare quello che più gli aggrada! :-)

Anonimo ha detto...

Ti rendi conto che la frase:
"Ubuntu (e Linux in generale) migliora di rilascio in rilascio"
E' una autentica sxxxxxxxa? No? male :(

Dario Cavedon ha detto...

@ Anonimo

Ognuno è libero di pensarla come vuole, e non sarò certo io a cercare di far cambiare idea a te. :-)

Anonimo ha detto...

Ciao.
Bel post.
Anch'io sono passato per 8.04 ed ora sono fermo alla 10.04.
Il motivo?
Semplice, il mio pc ha 12 anni di vita e non credo che la scheda grafica regga la 12.04. :-)
ma in generale a me piace cambiare, come penso sia per tutti gli appassionati di informatica.
Rimanere a vecchie versioni, può essere semplicemente una questione pratica, di hardware o di mancanza di tempo.
Una questione di priorità!
Ciao e grazie.
R.

Dario Cavedon ha detto...

@ robitex

Sì, rimanere alle versioni "vecchie" è anche per i motivi che esprimi tu.
Ho un solo dubbio, che è il motivo che mi spinge ad aggiornare il mio PC, ed è la sicurezza.

Guido ha detto...

Ragazzi, non si offenda nessuno, ma qua si stia scoprendo l'acqua calda.
Io e' gia' dal 2000/2001 che mi scontro con vari linuxisti su questo punto.

Cambiare e' fatica. Non c'e' ma che tenga!!!

Poi si puo' discutere su quanta fatica comporti e se i vantaggi poi superino gli svantaggi.

Faccio un esempio banale:

non mi ricordo in quale versione di Firefox hanno deciso di togliere il pulsante "vai alla cartella" nella finestra download.

Ora se non ci sono download scaricati o in corso da Firefox non posso saltare alla directory di download per vedere che cosa c'e' gia' in quella cartella.

In se e' veramente una stronzata, ma dopo avermi fatto abituare ad avere a disposizione quella scorciatoia, ci ho messo un po' per riabituarmi a fare senza.

In varie distribuzioni linux in ogni versione si cambiano 10000 dettagli come questo che rompono veramente le balle.

L'usabilita' e' dettata anche dall'abitudine, se ogni volta si cambia qualcosa e' una rottura.

Anonimo ha detto...

La questione ha tre diversi aspetti: il primo tecnico/pratico riguarda la convenienza ad aggiornare il sistema con valutazioni sull'hardware, sui benefici e svantaggi (affidabilità, sicurezza, nuove funzioni, ecc).
Il secondo rientra nella sfera psicologica, ed è il nostro atteggiamento mentale nei confronti del cambiamento.
Il terzo aspetto è la volontà (in azienda potresti anche decidere di lavorare il meno possibile...).

In generale preferirei che le persone, una volta valutate secondo l'importanza del cambiamento le questioni tecniche, scelgano di lavorare con intelligenza e coltivare un atteggiamento mentale dinamico ed aperto.
Ricordo una pagina del libro 'Memorie di Adriano' in cui la Yourcenar fa dire all'imperatore romano che egli nella propria vita ha in ogni istante lottato contro l'abitudine.

Si arriva sempre alla necessità di un equilibrio, tra la comodità dell'abitudine e la gioia e l'utilità del nuovo.

R.

Giuseppe Savo ha detto...

Caro Dario,
purtroppo quello che mi pare sfugga a molti sviluppatori o "comunitari" delle varie tribu linux è il fatto che non tutti sono smanettoni con l'ultimo hardware disponibile a disposizione, non per tutti è "piacevole" smanettare per ripristinare i driver della schedina pcmcia Onda incasinatisi ad ogni aggiornamento del kernel, ed in generale l'aggiornamento è sempre un "salto nel buio" anche quando va bene (io stesso ho avuto problemi con la riproduzione di filmati flash su firefox dopo un aggiornamento di firefox).
Io lo capisco quello che vuole rimanere alla 10.04, e la 10.04 di fatto mi ha "costretto" a cambiare il vecchio Dell inspiron 8500 con il suo bel pentium4.
Io stesso, alla fine, sono passato a Mint per avere una "ubuntu con mate" quando è uscita la 12.04, trovando tuttavia un sistema molto più reattivo di quanto fosse Lucid, cosa che mi lascia anche un po' perplesso.

Dario Cavedon ha detto...

@ Giuseppe Savo

In un altro post ho scritto "la migliore distribuzione Linux di tutti i tempi è quella che va bene per me", quindi hai fatto bene a cambiare - questo è uno dei grandi vantaggi del Software Libero.

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