lunedì 29 ottobre 2012

Due giorni immerso nel Software Libero - Primo giorno, Didattica Aperta

"Imparare è un'esperienza, tutto il resto è informazione"
Venerdì e sabato scorsi sono stati per me due giorni molto impegnativi ma ricchi di soddisfazione, dal momento che ho partecipato a due eventi molto belli e interessanti, venerdì 26 "Didattica Aperta 2012" a Mantova e sabato 27 il "Linux Day 2012" a Schio (VI). Oggi vi parlo del primo, domani (o quando ne avrò il tempo!) scriverò il resoconto del secondo.

"Didattica Aperta" a Mantova

Per quanti non sanno cos'è "Didattica Aperta", li invito a leggere il mio post precedente. In poche parole, si tratta del più importante evento "open" della Scuola Italiana, una giornata di studi sull’uso delle tecnologie informatiche aperte nella Scuola. In quanto tale, è totalmente snobbato dalla stampa italiana (trovatemi un-giornale-uno che ne abbia parlato).

Presenti all'evento molti nomi noti del mondo "open" italiano, come il Prof. Renzo Davoli dell'Università di Bologna, presidente di AssoLi, che ha fatto da moderatore, e Maurizio Napolitano, presidente di Italian Linux Society, che ha tenuto un talk su Copyright e licenze Creative Commons.

La Scuola Italiana si arrabatta con i pochissimi mezzi che ha a disposizione, ma nasconde delle pepite d'oro: esperienze e progetti che sono all'avanguardia, e che forse proprio la scarsità di mezzi ha contribuito a far partire. Mi sbilancio: il "nuovo Rinascimento italiano" potrebbe fiorire proprio dove l'ingegno italiano è libero di esprimersi senza essere condizionato dai troppi soldi.

Gli interventi

La giornata è stata caratterizzata da una serie di interventi molto interessanti, talk di 10-15 minuti che si sono svolti in rapida sequenza. Impossibile qui riassumerli tutti, scrivo giusto 2 parole su quelli che al sottoscritto - personalmente - hanno colpito di più. Ho comunque fatto una tweet-cronaca dell'evento, dove ho riportato anche qualche impressione a caldo.

Libri liberi

La cosa che più mi ha colpito è stato il progetto "Matematica C3", che ha prodotto una serie di testi scolastici utilizzando la scrittura collaborativa tra più insegnanti. Claudio Carbonicini, coordinatore del progetto, ha parlato di come sono nati i libri, grazie alla collaborazione di più docenti che si sono coordinati con un forum. Mi hanno colpito poi soprattutto i costi finali sulle tasche di chi acquista il libro stampato su carta (perché il PDF è gratuitamente scaricabile): 6,5 € per un libro di più di 300 pagine!


Vedete, quest'anno ho acquistato i libri di prima media per mia figlia, spendendo circa 300 €. I 2 libri di matematica acquistati sono costati circa 30 €. Se la scuola di mia figlia avesse invece adottato questi libri, io - e tutte le famiglie che hanno bambini in prima media - avrebbero speso metà. I libri di "Matematica C3" sono stati adottati da più di 200 scuole in tutta Italia, pensate cosa potrebbero risparmiare le famiglie italiane se tutte le scuole medie adottassero questi libri.

Un'altra riflessione, riguarda, come già scritto, l'indifferenza della stampa italiana: il progetto "Matematica C3" è completamente sconosciuto. Non sono riuscito a trovare nessun giornale che ne parlasse. Ancora, Flavia Marzano, da sempre attenta alle realtà "open", con la sua rubrica "Codice Aperto" su Wired, ha scritto un articolo sulle proposte di legge californiane di libri open, ma ha mai parlato del progetto italiano, che è già adesso realtà. Mica gliene faccio una colpa, ma spesso si guarda agli esempi dell'estero senza conoscere le realtà italiane.

Giovani liberi

L'altra cosa che mi ha colpito positivamente (oltre all'ottimo risotto offerto dagli organizzatori del LUGMan!) è stato l'ultimo talk della giornata, fatto dai giovani imprenditori di Kentstrapper, Lorenzo Cantini e Alessandro Carelli.

Hanno presentato la loro società, una startup attiva nel campo delle stampanti 3D, e la loro "creatura", la stampante 3D Galileo, sviluppata utilizzando software open source. Le stampanti 3D sono utilizzate nell'ambito del "prototyping", cioè produzioni di prototipi, ma anche in ambito di design.  Questo genere di stampanti esistono da alcuni anni, ma solo da un paio - grazie alle tecnologie aperte e costi accessibili - stanno avendo un'ampia diffusione.

La cosa particolare di Kentstrapper è che anche l'hardware della stampante è aperto: una volta assemblata la prima stampante, se ne può costruire un'altra, producendone il 50% dei pezzi con quella appena fatta. Il prezzo della stampante 3D è accessibile, anche una scuola se la potrebbe permettere, e quindi potrebbe innescare un ulteriore circolo virtuoso che parte proprio dalla Scuola.

La stampante 3D in azione a Didattica Aperta

La cosa che mi ha colpito dei ragazzi è il loro entusiasmo, la loro competenza e la loro voglia di fare. Anche in questo caso, l'ingegno italiano è molto maggiore dove molti meno sono i soldi che girano.

Googlando un po', ho visto che Kentstrapper già è famosa, avendo partecipato l'hanno scorso a "GeoMagazine" e anche a "Geo Scienza" su RAI3.


Pensieri liberi

Con il mio intervento - che riguardava Ubuntu e cosa Ubuntu può fare per la scuola - ho cercato di scuotere i presenti parlando niente di strumenti e molto di persone e opportunità che solo il Software Libero e la Cultura Libera possono offrire. Spero di essere riuscire a trasmettere questi concetti, anche se si semina sempre molto di più di quel che si raccoglie, almeno nell'immediato.

Riflettendo sulla giornata di venerdì, il fattore che accomuna anche tutti gli interventi è quello che mi gira in testa da qualche tempo: la Scuola italiana, a cominciare dai docenti, deve rendersi conto che è ci sono a disposizione moltissime esperienze utili che possono essere facilmente prese e trasportate nelle proprie realtà, senza aspettare l'intervento salvifico dello Stato o del Ministero. Certo, queste attività sono faticose e sicuramente vanno oltre le mansioni e le competenze dei singoli. Ma se c'è una cosa che si deve trasmettere agli studenti è che ognuno di noi ha il diritto e il dovere di scegliersi il futuro, e grazie al Software Libero questa scelta è alla portata di tutti. Il modo migliore per insegnare ai giovani questa pratica è quella di percorrerla per primi.


Dario Cavedon è un giovanotto di belle speranze, che ha passato i 40 ma non se li sente, è uno giovane dentro, anche se da fuori non si direbbe. Si dedica con passione alla diffusione del Software Libero, di Linux e di Ubuntu e di un sacco di altra roba, nel poco tempo che famiglia e lavoro gli concedono. Il resto lo potete leggere sulla breve biografia.
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