venerdì 4 ottobre 2013

Riempirsi la bocca di open source



Qualche mese fa mi capitò di "discutere animatamente" in una mailing list di appassionati del Software Libero riguardo un'azienda, il suo prodotto e la sua originale concezione di "open source" (evito di scrivere di che azienda si tratta perché voglio evitare loro pubblicità).

Questa azienda sosteneva che la licenza libera GNU GPL versione 2, con cui era rilasciato il loro software "open source", non li obbligava a rilasciare i sorgenti. Quando qualcuno gli fece notare che - essendo il loro software disponibile su rete - la licenza corretta da utilizzare era la GNU Affero GPL, arretrarono alla posizione difensiva "lo rilasceremo quando sarà stabile", rimandando così alle calende greche la pubblicazione dei codici sorgenti.

Da allora niente è successo, come testimonia la risposta dell'autore del fantomatico software "open source" al commento di un visitatore.

(traduzione: "Per visionare il codice vieni nella mia bat caverna, 
che si trova in un luogo segreto e irraggiungibile, 
portando anche Biancaneve e un unicorno rosa nano")

Rilasciare software con licenza Copyleft, è un po' come lanciare un messaggio in bottiglia: non sai bene chi, cosa e quando lo raccoglierà, e cose ne farà. Capisco il sentimento di "gelosia" per il proprio tessssorrrooo di chi ha dedicato parte della sua vita a sviluppare quel che ritiene buon codice.

Sentimento, la gelosia, tanto grande quanto è l'età dello sviluppatore - i giovani sono portati a condividere molto di più le loro opere (anche troppo in qualche caso).

Alzando però la testa e guardandosi intorno, ci si rende conto che questa è la società della condivisione (volontaria o no), opporsi a questa tendenza genera eremiti fuori tempo massimo, destinati all'oblio.

Vediamo quali sono le scuse più utilizzate da chi prende a piene mani Codice Libero e tiene per se l'opera derivata.

"Talk is cheap, show me the code"

La prima scusa - la più usata è: "È open source, ma non lo rilascio, perché tanto interessa a nessuno".

Fammi vedere cosa hai fatto: se è roba buona, magari ti aiuto a procedere più velocemente nello sviluppo. Se è roba fatta coi piedi, magari ti segnalo qualche bug, e anche tu impari qualcosa di nuovo. In entrambi i casi - male che vada - anche tu ne avrai beneficio.

Seconda scusa: "È open source, ma rilascio il codice più avanti, quando sarà stabile, bello, documentato e perfetto". Cioè mai.

Quando Linus Torvalds rilasciò la versione 0.01 di Linux, era (come ammetteva il suo stesso creatore) incompleta e assolutamente inutilizzabile. Linus rilasciava il suo software proprio per cercare qualcuno che gli desse una mano nello sviluppo. Credo sappiate com'è andata a finire.

Per la documentazione poi, non è un problema: io che non programmo potrei darti una mano proprio a documentare la tua opera, ma non mi sognerei mai di mettermi a creare della documentazione per un programma proprietario.

Terza scusa: "È open source, ma non ho tempo per rilasciarlo".

Se non hai tempo, o ne hai pochissimo, ne avrai poco anche per lo sviluppo, e questo è un altro motivo per rilasciarlo: se sei fortunato, qualcuno ti aiuterà a sviluppare il tuo programma.

In tutti i casi: se il progetto è buono, attirerai qualche sviluppatore. Se il progetto è molto buono, potrai anche formare una comunità, che si occupi di promozione, traduzioni e documentazione.

Qualcuno potrebbe "rubarti" il codice, e farne del software proprietario, ma la GNU GPL ti protegge.

Se il progetto invece vale poco, allora ti potrebbe capitare di dover pagare qualcuno per darti una mano! ;-)
Posta un commento
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...