sabato 18 dicembre 2010

Banda larga: Italia agli ultimi posti in Europa

I 4 lettori che leggono 'sto blog sanno che la Banda Larga, cioè l'accesso veloce a Internet, è uno dei miei chiodi fissi.
No, non per scaricare film e musica gratis e velocemente, bensì per permettere a persone e aziende di accedere a servizi avanzati, tipici del Web 2.0.
No, non sto parlando di Facebook e Twitter, ma dei servizi di come e-gov (e-governement o amministrazione digitale) o social media marketing, e altre forme che sfruttano a fondo le caratteristiche di Internet, ma che hanno bisogno di almeno una velocità di accesso alla rete di almeno 256 kbit per essere per lo meno decenti.

La situazione Europea

L'Eurostat ha recentemente pubblicato una piccola panoramica dell'accesso a Internet in Europa. La notizia in realtà parla di "80% of young internet users in the EU27 active on social media" (80% degli utenti giovani di Internet dei 27 Paesi dell'Europa utilizzano attivamente i media sociali), ma offre uno spunto di riflessione sull'accesso a Internet. La statistica è relativa al primo trimestre del 2010, ma è ragionevole pensare che, almeno in Italia, la situazione non sia cambiata di molto.
In testa all'acceso via Banda Larga a Internet ci sono i Paesi Nordici, con la Svezia (83% delle famiglie dispone di accesso) al primo posto, seguita da Danimarca (80%) e Finlandia (76%). L'Italia è in coda al gruppo, passando dal 16° del 2006 al 23° posto del 2010, con il 49%. Peggio dell'Italia solo da Romania (23%), Bulgaria (26%) e Grecia (41%).

Ma si può anche peggiorare

Difficile vedere il bicchiere mezzo pieno per quanto riguarda la situazione italiana, per una serie di fattori che imbrigliano le risorse o le dirottano altrove.
Si comincia dal Governo, che ha poca fiducia nello sviluppo della Banda Larga, basti pensare ai fantomatici 800 milioni di euro di risorse da destinarvi, più volte promessi, più volte rimandati, e di cui ne ho personalmente perso le tracce. Lancio un appello: se qualcuno ne ha notizia, mi contatti!
Si passa poi a Telecom Italia, il principale operatore telefonico del mercato italiano. Spetterebbero a Telecom i maggiori investimenti nella Banda Larga. Ma è indebitata fino al midollo e non può permetterseli. Poco interessa poi se evolve munifici stipendi ai propri manager e utili agli azionisti. Se non bastasse, è detenuta da un operatore concorrente straniero (Telefonica), che forse è più interessato a un ritorno immediato dell'investimento (sotto forma di utile) che a investire ulteriormente.

Ma le amministrazioni, nel loro piccolo

Le uniche piccole speranze di miglioramento sono in alcune amministrazioni locali, Comuni, Province e Regioni, che sono le uniche che credono nella Banda Larga, e che si mobilitano attivamente per coprire le proprie zone di competenza. Il risultato è una Banda Larga diffusa a macchia di leopardo. C'è solo da augurarsi che le macchie diventino sempre più grandi.


Link:

News Eurostat (in inglese) sulla diffusione della Banda Larga in Europa
Miei precedenti post sulla Banda Larga
E-government su Wikipedia
Social media marketing su Wikipedia
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