domenica 23 agosto 2015

Il Comune di Pesaro torna a Office sulla base di un report. Segreto.


AGGIORNAMENTO: Paolo Colli Franzone di Netics mi avvisa che il report è ora disponibile. Seguiranno ulteriori considerazioni... :-)

E' notizia di queste settimane il ritorno del Comune di Pesaro a Microsoft Office, dopo che l'amministrazione precedente aveva adottato OpenOffice, suite per l'ufficio libera e gratuita. La prima cosa sorprendente nel passaggio è senza dubbio il millantato risparmio nell'utilizzo della piattaforma proprietaria.

Questa scelta è controcorrente rispetto a molte altre amministrazioni che hanno scelto soluzioni open source, come Monaco di Baviera. Le domande poste da più parti: "perché non passare a LibreOffice?" o "è stata fatta la valutazione comparativa richiesta da AgiD?" (vedi qui e anche qui), sono - finora - cadute nel vuoto.

Facciamo che il silenzio conti come risposta.

La cosa che più mi lascia perplesso è che il rapporto (white paper) con cui si giustifica il passaggio è segreto. Più segreto della ricetta della Coca Cola. Almeno ai comuni mortali (sembra che qualche giornalista l'abbia letto).

Andando più a fondo si capisce perché di tanto riserbo: il rapporto è stato redatto da Netics Observatory e Microsoft stessa. Il fatto che un'azienda (Microsoft) partecipi alla redazione di un rapporto che esalta i vantaggi di un proprio prodotto (Office) fa dubitare pesantemente sull'obiettività dello stesso.

Il pomposo titolo del white paper "Cooperare e Collaborare nella PA: il Cloud abilitatore del cambiamento e del risparmio. L’esperienza del Comune di Pesaro" è largamente compensato dalla sua totale inconsistenza. Pur facendone riferimento non è stato pubblicato (ad oggi), e si conoscono solo alcuni stralci, (estratti ad arte?), in cui si glorifica la soluzione proprietaria.

Sono sicuro che tutti gli amministratori coinvolti abbiano agito al meglio delle loro possibilità e conoscenze, ma perché non imporre la pubblicazione del white paper?

Molto sobriamente, Paolo Vecchi su Tech Economy ha fatto i conti in tasca sul risparmio del Comune di Pesaro, traendone tutt'altre conclusioni (vedi qui sotto, per esempio).

(Confronto economico Office365 – LibreOffice - fonte)

Ho il timore che alla base di tanta segretezza ci siano degli NDA - mi domando quanto siano compatibili con quanto previsto dalla Pubblica Amministrazione trasparente.

Alle domande di cui sopra poi, me ne vengono delle altre, tipo: in Italia, nel recente passato c'è stata la virtuosa esperienza di LibreUmbria, progetto della Regione Umbra per l'adozione di LibreOffice nella Pubblica Amministrazione della regione. Mi domando perché ignorare esempi positivi? Perché soccombere ancora al colonialismo informatico?

Sono fiducioso che tutte queste domande troveranno una qualche risposta.
Prima o poi.
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