mercoledì 5 agosto 2009

Banda larga: Roma fa le cose in grande. L'Italia non fa neanche quelle in piccolo.

Roma caput mundi (digitali)

In questi giorni è stato presentato a Roma il progetto "Roma Città Digitale", che prevede un investimento di 600 milioni di euro, interamente finanziato da privati (per la maggior parte da Telecom Italia). Il piano prevede che, entro il 2014, la città avrà una rete di nuova generazione (NGN2) in fibra ottica fino a 100 Mbit/s. Sarà anche migliorata la rete mobile con una velocità fino a 28 Mbit/s.

"Con la nuova rete i servizi 'ultra-broadband' a 100 Mbit/s saranno portati a un milione di clienti; l'ADSL a 7 Mbit/s sarà garantita in tutte le aree del Comune; saranno ampliati i servizi Broadband Mobile a 14,4 Mbit/s e, in prospettiva, a 28 Mbit/s."

Sulla nuova rete passeranno sistemi per la gestione della sicurezza (videosorveglianza), applicazioni a supporto della mobilità e del turismo ("sistemi ITS" - sistemi di trasporto intelligente, una serie di sistemi che consente di gestire il traffico e informare gli automobilisti in tempo reale), nuovi servizi per le imprese (gestione digitalizzata della documentazione, e-learning, videolavoro e videoconferencing) e per i cittadini (sviluppo dell'e-government della P.A., teleassistenza e telemedicina). Insomma tutti i servizi che un solo una banda larga così riesce a supportare.

Il progetto è senza dubbio ambizioso, e punta a far diventare Roma la Capitale Europea (o una delle capitali) della banda larga.

A Roma insomma si pensa in Grande. Ma solo per Roma.

In Italia, invece

Il resto dell'Italia è al palo. I finanziamenti pubblici per lo sviluppo della banda larga non si vedono da nessuna parte. Dopo che il Governo aveva NON deciso a Giugno sullo sviluppo della banda larga in Italia, la palla era passata al CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica). Il CIPE - per intenderci lo stesso che ha appena deciso di erogare 4 miliardi di euro alla regione Sicilia (non so bene per cosa) - dopo 2 mesi non ha ancora stabilito come e quando erogare gli 800 milioni di euro da destinare allo sviluppo della banda larga. Dopo i proclami trionfali, il nulla.

Mentre, inesorabilmente, nani e ballerine digitali televisivi, stanno invadendo l'Italia, l'ADSL resta un sogno per il 14% degli italiani. 8.400.000 italiani che non possono avere a casa l'ADSL. In pratica, 8 milioni e rotti di italiani tagliati fuori dalla rete.

Notizia di oggi: secondo un rapporto della Commissione Europea, l'Italia è al quart'ultimo posto in Europa (peggio solo Grecia, Romani e Bulgaria) per l'utilizzo della banda larga.

La cosa triste è che questo rapporto parla di come l'economia digitale possa fare uscire l'Europa dalla crisi economica. Il commissario Viviane Reding scrive che "[l'economia digitale] offre un ampio potenziale per generare forti entrate in tutti i settori, ma per trasformare questa situazione favorevole in crescita sostenibile e nuovi posti di lavoro i governi devono prendere l’iniziativa e adottare politiche coordinate per eliminare le barriere che ostacolano i nuovi servizi".

Se servono ben 600 milioni per cablare solo Roma, è chiaro che con 800 milioni non si riuscirebbe a far fare all'Italia quel salto necessario per stare alla pari degli altri paesi europei. Però sarebbe un segnale di volontà politica. Segnale e volontà sono attualmente assenti, né si intravede nel futuro un cambio di rotta.

Invece ben attivo è il caratteristico "fai da te" italiano, con Comuni, Province e Regioni che in maniera disomogenea, senza nessuna sinergia, accavallandosi, superandosi e sprecando tempo e soldi si arrangiano, ognuno con i propri mezzi per diffondere la banda larga nel proprio territorio di competenza.

La mia personale speranza rimane nei telefoni cellulari, che in Italia sono molto (troppo?) diffusi, ma sono anche sempre più predisposti per l'accesso alla rete, e che quindi potrebbero diventare la base infrastrutturale della banda larga all'italiana.


Link:

Notizia del progetto "Roma Città Digitale" su APcom
Notizia della "sparizione" degli 800 milioni su ASCA
Notizia del fondo classifica in Europa
Il rapporto della Commissione UE
Il mio precedente post sulla "non decisione" (odio sentire la mia coscienza dirmi "avevi ragione!")
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