venerdì 23 aprile 2010

Aria... aria di casa mia...


22 Aprile 2010 - Frecciabianca Milano - Venezia

In treno, di ritorno da Milano, smanetto sul portatile, giusto per darmi un certo tono.
All'improvviso lo sento.
Alzo gli occhi dallo schermo e incrocio lo sguardo dell'uomo che mi sta di fronte.
Anche lui ha alzato lo sguardo proprio nello stesso momento.
Mi fa: "Siamo quasi a casa".
Rispondo: "Già!"
Non ha guardato fuori dal finestrino, e nemmeno io.
Però l'ha sentito anche lui.
Sorridiamo entrambi.
I vicini ci guardano un po' perplessi.
Probabile che non siano di Vicenza.
Oppure viaggiano poco in treno
Per chi è di Vicenza, e viaggia spesso in treno, c'è un momento ben preciso, un segnale che identifica subito che siamo a casa.
È qualcosa che non si può spiegare bene.
Qualcosa che dura lo spazio di pochi secondi.
Qualcosa che potrebbe sembrare irrilevante o addirittura ridicolo.
Però a me piace.
E non sono l'unico.
Una specie di aroma nell'aere.
Forse i francesi provano una sensazione simile quando sentono il profumo dai forni delle baguette appena sfornate.
Forse i contadini provano una sensazione simile quando sentono l'odore dell'erba appena tagliata.
Essenza di casa.
Non sono l'unico a pensare a quanto sia poetico tutto questo.
Non sono l'unico a pensare a quanto sia poetico il puzzo delle concerie della valle del Chiampo.
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