mercoledì 11 maggio 2011

In memoria di John Lennon

Qualche mese fa si sono successi in rapida successione l'anniversario della nascita (70esimo) e della morte (30esimo) di John Lennon. Con l'occasione volevo scrivere 2 righe alla sua memoria, ma sono troppo lento.

Già me lo diceva la maestra delle elementari, preoccupandosi che la lentezza nascondesse una qualche altra patologia ben più grave. Per fortuna (mia), si trattava solo di una certa lentezza nel mettere in pratica quanto apprendevo. Questa mio limite, poi, con il tempo, è diventato un punto di forza, che mi ha consentito di evitare di fare velocemente le cavolate più grosse.

Per contro, mi trovo solo ora, da solo, a celebrare la memoria di un Grande della Storia, mentre il resto del Mondo ha già sbaraccato, sgomberando piazza e palinsesti, e sui CD celebrativi si accumula la polvere dell'oblio. Il mio cruccio era trovare il modo giusto, un pensiero originale, qualcosa che non fosse già stato detto, scritto o visto. Compito difficile, se non impossibile, visto che sul Lennon s'è già detto, scritto e visto tutto. E anche il suo contrario.

L'altra sera poi mi trovavo a riascoltare "Instant Karma", una delle canzoni che al sottoscritto piace di più.



Di questa canzone ne esistono vari remake, di artisti più o meno famosi, tra cui gli U2 e i Duran Duran.



Il remake più bello l'hanno fatto però i Beady Eye, questo.



Si, lo so, questa è "Roller", e non è un remake di "Instant Karma", ma basta ascoltare le due canzoni in sequenza per sentire l'influenza della seconda sulla prima. E si, lo so, i Gallagher, da sempre, in qualunque loro forma, si sono anche fin troppo ispirati a Lennon & Co.

Se c'è un modo giusto e degno di ricordare Lennon, questo è quello: John Lennon è ancora qui, in mezzo a noi, rinfresca continuamente le nostre orecchie, come se avessero sparso le sue ceneri nell'immenso Gange della Musica.
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