domenica 19 aprile 2009

Mark Shuttleworth sui cicli a medio-lungo termine.

Mark Shuttleworth, fondatore di Ubuntu, è da sempre un sostenitore dei cicli di rilascio software a breve termine (6 mesi). Ma è anche da sempre a favore dei cicli a medio-lungo termine (2-3 anni)!

L'apparente contraddizione la spiega nel suo ultimo post. Chi abbia la pazienza di leggerlo tutto (come il sottoscritto) troverà delle idee molto interessanti, e anche una ciliegina, piazzata in fondo al post.

Scrivendo del ciclo a 6 mesi, scrive che porta benefici perché:

"energising the whole community, REALLY releasing early and often, shaking out good and bad code, rapid course correction"

("stimola tutta la comunità, si realizza DAVVERO il rilascio presto e spesso, si tira fuori il buon codice e anche il brutto, strada rapida per le correzioni" trad. by Dario)

Ma ha anche due ...
  • "It’s hard to communicate to your users that you have made some definitive, significant change,
  • It’s hard to know what to support for how long, you obviously can’t support every release indefinitely."
  • ("E' difficile comunicare ai propri utenti che sono state fatte alcune modifiche significanti e fondamentali,
  • E' difficile capire cosa sostenere e per quanto tempo, non si può supportare ogni rilascio all'infinito" trad. by Dario)
Per questo motivo, vorrebbe introdurre, oltre ai cicli a 6 mesi, anche dei cicli a cadenza più ampia, in quanto:
  • "Rapid, predictable releases are super for keeping energy high and code evolving cleanly and efficiently, they keep people out of a deathmarch scenario, they tighten things up and they allow for a shakeout of good and bad ideas in a coordinated, managed fashion.
  • Big releases are energising too. They are motivational, they make people feel like it’s possible to change anything, they release a lot of creative energy and generate a lot of healthy discussion. But they can be a bit messy, things can break on the way, and that’s a healthy thing."
  • ("I rilasci rapidi e regolari sono il massimo per tenere alta l'energia e l'evoluzione del codice pulita ed efficiente, tengono fuori la gente da uno scenario cruento (??), tengono le cose vicine all'obiettivo e permettono l'uscita di idee buone e cattive in maniera coordinata e gestita.
  • Ma anche i grossi rilasci sono energizzanti. Sono motivanti, fanno pensare alla gente che si possa cambiare tutto quanto, rilasciano un sacco di energia creativa e generano molte discussioni che fanno bene. Ma possono anche essere un po' disordinate, le cose di possono rompere sulla strada, e questa è una cosa salutare." trad. by Dario)
Sui rilasci a medio-lungo termine, già si lavora in casa Ubuntu, con le versioni LTS (Long Term Support, cioè Lungo Termine di Supporto), che sono rilasciate in media ogni 2 anni e supportate per almeno 3 anni. Mark vorrebbe fare di più, sincronizzando il rilascio di più distribuzioni, in maniera da concentrare gli sforzi di tutti in un unico obiettivo. E qui arriva la ciliegina: dopo aver parlato con alcuni esponenti delle altre distro, senza purtroppo ottenere molto, ha parlato con Steve McIntyre, il Debian Leader Project, e sembra che stia pensando a un rilascio Ubuntu LTS a Ottobre 2010, in sincronia con il prossimo rilascio di Debian, previsto proprio nello stesso periodo.

La proposta di Mark, ciliegina finale a parte - tutta da verificare, di focalizzare gli sforzi delle varie comunità del software libero verso obiettivi, almeno temporali, condivisi è condivisibile al 100%. Se da un lato il software libero ha avuto sempre un modello di bazar, che gli ha permesso di fare passi da gigante negli ultimi anni (se pensate ad esempio che GNOME 1.0 è stato rilasciato "solo" 10 anni fa!) , dall'altro continuare a seguire sempre e solo questo modello potrebbe portare alla stasi. Guarda caso, proprio questa infatti è una delle malattie che proprio GNOME sembra più soffrire in questi ultimi tempi.

Il post di Mark si conclude con una serie infinita di domande, rivolte a tutti quelli che vogliono contribuire a sviluppare la sua idea. E voi che ne dite?


Link:

Post di Mark Shuttleworth
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