domenica 12 aprile 2009

Privacy: gli allarmi del Garante e il Diritto violato

Qualche settimana fa, il presidente de l'Autorità Garante per la privacy, dott. Francesco Pizzetti, lanciò un paio di allarmi, che a parte un breve eco sulla stampa di quei giorni, rimasero inascoltati. Al contrario della breve vita riservata loro dalla stampa italiana, queste due notizie ancora mi frullano per la testa.

Il primo allarme riguardava Facebook, il noto social network. Secondo il Garante, "Rischiamo di essere la prima generazione destinata a portarsi dietro tutto il proprio passato, perché i dati che mettiamo in rete non sono cancellabili e possono sfuggire al nostro controllo". Una volta inseriti in rete infatti, i propri dati, le foto, i video possono essere copiati e diffusi a loro volta su altri canali, sfuggendo completamente al controllo del proprietario.

Il secondo allarme del Garante riguardava il contenuto del decreto "Milleproroghe" (diventato legge il 24 febbraio 2009) dell'attuale Governo che, tra le altre, contiene una norma che consente ai call center di poter utilizzare fino al 31 dicembre 2009 (il prossimo anno, c’è da scommetterci, seguirà un altro decreto "milleproroghe") i dati personali raccolti nelle banche dati costruite con gli elenchi telefonici pubblicati prima del 1 agosto 2005. In questo modo, il Governo ha completamente ignorato, anzi disatteso, quanto stabilito a Settembre 2008 dallo stesso Garante. Se n’è addiritture fatto beffe: al tempo il Garante aveva anche dato disposizione di distruggere questi elenchi.

Se c'era bisogno di una conferma, la nostra privacy è continuamente a rischio, sia per le nostre azioni (Facebook), che per quelle degli altri (Milleproroghe). Vivere è molto più complicato adesso che 5 anni fa, quando già era più complicato che nei 10 anni prima, e così via.

E’ fondamentale però capire una differenza.

Da un lato, Facebook è un atto volontario del cittadino, magari anche per certi versi imprudente, ma sempre volontario: chi si iscrive decide cosa mettere in rete, a chi farlo vedere, e può continuamente cambiare questi due parametri.
Dall’altro, questi elenchi telefonici, frutto di lucroso scambio illegale tra aziende senza troppi scrupoli, sono armi che vanno contro la volontà del cittadino, che si trova indifeso contro questi attacchi.

Lo Stato, deve in primis tutelare i propri cittadini, e rispettare la loro privacy. Questo è un Diritto inalienabile nelle democrazie occidentali, tanto da essere tutelato da un'apposita Autorità. Il malcostume, ora legge, non deve farcelo dimenticare. Questo Diritto è stato ignorato in nome del lucro e dell’interesse della lobby che fa capo alle aziende che, in un modo o nell’altro sono riuscite a procurarsi questi elenchi.

Fino all’anno scorso, quando uno di questi (poveri) operatori di call center mi chiamavano per propormi la solita TV via satellite, li ascoltavo pazientemente e alla fine chiedevo loro che non mi interessava e che dovevano cancellarmi dai loro elenchi. Dalla prossima volta chiuderò subito la comunicazione.

Link:

Allarme del Garante sull'uso Facebook
Allarme del Garante sull'uso dei vecchi elenchi telefonici
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