lunedì 16 novembre 2009

Per chi suona la banda(na)

Dopo aver agonizzato a lungo nei cassetti ministeriali (in legno di mogano intarsiato, una prematura bara di lusso), la Banda Larga italiana ha ripreso il giusto vigore necessario per... arrivare al più vicino cimitero. Le vicende sono note, ma vorrei riepilogarle. Visto che si tratta pur sempre di una "Banda", le accompagno con una degna colonna sonora che danno il nome ai paragrafi.

Per chi si è perso qualche puntata, in fondo trova i link ai miei post precedenti sull'argomento. Oppure googlate un po' sulla rete.

Overture dall'opera "Guglielmo Tell" - Gioacchino Rossini

Si parte in pompa magna: il Governo affida a Francesco Caio, il miglior (più costoso?) consulente del settore, uno studio di fattibilità sul futuro della Banda Larga in Italia. Lo stesso Caio aveva appena finito un lavoro simile per la Gran Bretagna. Dal suo lavoro, è nato il piano "Digital Britain" che si prefigge di portare a tutti i cittadini di sua Maestà la banda larga a minimo 2 Mbit/s entro il 2012.
Il buon Caio si mette all'opera, e il 17 marzo 2009 consegna al Governo quello che viene definito il "Piano Caio" (che fantasia!), in cui consiglia 3 possibili strade per la Banda Larga:
  1. "Leadership europea": creazione di una rete di tipo Ftth (fiber to the home), in parte in fibra ottica e in parte in rame, per coprire circa cento città e arrivare al 50% delle case italiane;
  2. "Per non arretrare in Europa": copertura del 25% delle abitazioni con una rete in fibra di nuova generazione;
  3. "Flessibilità sul territorio": promuovere la nascita di reti locali per la copertura di 10-15 città, grazie a partnership tra Telecom Italia e privati, con un investimento pubblico limitato.
Adagio in sol minore (o "Adagio di Albinoni") - Remo Giazotto

A questo punto il ritmo rallenta fino a quasi rallentare. Il "Piano Caio", in qualunque sua soluzione, prevede investimenti importanti. La prima, la più ambiziosa costa 10 miliardi di euro in 5 anni, e poi giù a scalare per le altre due. Questa soluzione prevede addirittura lo scorporo da Telecom Italia della rete in fibra ottica.

Il Governo prende tempo, lascia riposare (in pace) il piano in un cassetto per molti mesi, neanche fosse un buon vino (o un moribondo). Il piano, in una qualunque di quelle ipotesi, è giudicato troppo oneroso. In controtendenza mondiale, nessuno al Governo è realmente convinto che la banda larga possa apportare un qualche tipo di vantaggio all'Italia. Il "Piano Caio" è secretato, e lo resta fino a che wikileaks non lo pubblica su Internet. Senza questa mossa, il piano probabilmente non sarebbe mai stato reso pubblico.

A Giugno il Governo presenta il "Piano Romani" (dal nome del Sottosegretario alle telecomunicazioni), alla presenza a denti stretti di Francesco Caio. Il Governo butta sul tavolo 800 milioni di finanziamenti, più altrettanti da finanziamenti europei e privati, per un totale di circa 1,4 miliardi di euro. Caio prende la parcella e scappa, senza rilasciare dichiarazioni.
Il piano è un deciso ridimensionamento delle ambizioni iniziali di banda larga, niente più ipotesi di mega cablaggi in fibra ottica, ma un ben più modesto obiettivo di portare la banda larga a 2 Mb/s in tutte le case degli italiani, anche con il vetusto doppino in rame.

Dopo questo, di fatto, non succede nulla. Gli 800 milioni rimbalzano da un CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, cioè il Governo stesso) all'altro, senza trovare mai il momento giusto per essere approvati. Se si vedono i verbali del CIPE (disponibili su Internet), neanche se ne accenna.

You shook me all night long - AC/DC

Un colpo deciso al torpore lo da' con un colpo di rimbalzo il Ministro alle Comunicazione finlandese che dichiara non solo che entro il 2010 tutti i Finlandesi avranno accesso alla Rete ad almeno 1 Mb/s, ma anche che la stessa deve essere considerata un diritto per tutti, che lo Stato deve garantire come "servizio universale" (allo stesso livello di acqua, luce e gas).

Renato Brunetta, Ministro per la Pubblica Amministrazione e Innovazione, lo considera un affronto personale, e rilancia, promettendo per l'Italia un prossimo futuro con accesso alla rete ad almeno 2 Mb/s (Finlandesi "doppiati"!) in tutta Italia. Dal canto suo, il Ministro ha in mente il piano "e-Gov 2012", che mira ad efficientare la Pubblica Amministrazione, con notevole risparmio di soldi dello Stato e notevoli risparmi di soldi e tempo per i cittadini.

Tanta velleità viene smorzata a inizio novembre dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta che dichiara: ''C'è un piano per la banda larga e uno stanziamento nel bilancio. Ma è stato concepito prima della crisi (invece il piano è stato fatto tra a fine dell'anno scorso e marzo del 2009, in piena crisi n.d.a.) e, come su tutti i piani, va fatto ora un momento di riflessione in funzione della diversa scala di priorità che dalla crisi è emersa''. La crisi ''ci ha obbligato a cambiare l'ordine delle priorità del governo per fare gli investimenti necessari a uscirne. Abbiamo detto: 'bocce ferme'. I soldi stanno lì. Se le cose migliorano, usciti dalla crisi, si può riprendere un ordine normale delle priorità e la prima è la banda larga. Lo faremo quando sapremo che quelle risorse non dovranno essere occupate per risolvere le questioni sociali, l'occupazione che sono le prime nostre preoccuapazioni''."

In sostanza, il Governo considera la banda larga un lusso che l'Italia non si può permettere, piuttosto che uno strumento per uscire appunto dalla crisi.

It's the End of the World as We Know It (And I Feel Fine) - R.E.M.

A questo punto si scatena un'ondata di dichiarazioni che ricordano la Torre di Babele. Se si guarda la rassegna stampa sull'argomento (io lo faccio ogni giorno) ci sono dichiarazioni di politici, di destra centro e sinistra, imprenditori, associazioni di imprenditori, e associazioni dei consumatori, associazioni delle casalinghe e quant'altro. Non ho visto solo il comunicato stampa dell'Associazione Tamburello di Montegrotto Terme.

Ognuno di questi dice sostanzialmente la stessa cosa: "La banda larga è indispensabile allo sviluppo del Paese". Una ridda di voci che fa scandalo, se la si paragona al silenzio dei mesi scorsi. Purtroppo, non cambia di una virgola la posizione del Governo. Se si legge sul verbale dell'ultima riunione del CIPE (06 Novembre 2009): "Il Comitato ha inoltre preso atto [dell'] informativa del Ministro dello sviluppo economico in merito alla necessità di dare sollecita attuazione ad alcune previsioni legislative concernenti il piano nazionale banda larga [..]".

Questa è la prima volta in cui la banda larga compare ufficialmente nei varbali del CIPE. Tanto è alto l'interesse del Governo su questo tema.

A questo punto il film (dovrei dire "la telenovela") si interrompe. Non ho ancora il pezzo giusto per la colonna sonora. Difficilmente sarà "La marcia trionfale".


Link:

Articolo sul "Piano Caio" (Punto Informatico)
TV digitale VS Banda Larga
Presentazione del "Piano Caio"
NON decisione del Governo
Banda larga a Roma
Banda larga in Finlandia
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