venerdì 22 maggio 2009

Il nome della cosa (inutile)

C'è una cosa, estremamente inutile di cui non capisco perché si continui a farne regolarmente uso.

Qualche punto per dimostrare l'estrema inutilità della cosa. Comprereste una cosa che:
  • la usate una volta sola?
  • la usate al massimo (sarò buono) 10 minuti e poi la buttate?
  • non serve a niente se per disgrazia si buca?
La risposta più razionale è NO.

Eppure milioni di italiani usano questa cosa tutti i giorni, tanto da fare dell'Italia il maggior consumatore in Europa: solo noi ne usiamo il 25%, un quarto di tutte quelle che si usano in Europa!

"Italians do it better", direte voi.

Ecco, non mi sono spiegato: gli italiani sono i maggiori consumatori Europei "non-di-quello" che i maliziosi pensano, ma di... buste di plastica!

Le buste di plastica, dopo il breve utilizzo, si buttano via, e nel migliore dei casi vanno al riciclo come plastica, mentre nel peggiore vanno a inquinare l'ambiente (discarica) oppure l'aria (inceneritore). Il Governo precedente aveva varato una norma per disincentivarne progressivamente l'uso, per poi proibirlo dal 2010. Purtroppo, la norma è stata ignorata dall'attuale Governo. Si fa di tutto per restare al primo vergognoso posto (vedi la brutta notizia sotto), anche se per fortuna, in qualche caso, le decisioni "prese in alto", sono scavalcate dal basso (vedi la bella notizia sotto).

Una riflessione: da quanti anni vediamo nei film e telefilm americani le casalinghe, più o meno disperate, di ritorno dal supermercato, scaricare dalle enormi station wagon enormi buste di carta marrone? In Italia avete mai visto una scena del genere?

Personalmente, per la spesa, da qualche anno utilizzo solo borse di tela, che:
  • si usano centinaia di volte
  • non si bucano mai
  • sono di cotone, e quindi ecologiche e biodegradabili
  • costano meno delle buste di plastica, perché il loro costo è ammortizzato dalla loro lunga durata
Le borse di tela si trovano in vendita ovunque, non ci sono più scuse per non usarle. Voi cosa aspettate a farlo?


Link:

La brutta notizia su Ecologiae
La bella notizia su Repubblica.it
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