martedì 16 giugno 2009

Libero pensiero & libero software

Nei giorni scorsi si è riaccesa la discussione sull’opportunità che il Planet Ubuntu-it ospiti post di argomento politico. Data la delicatezza dell’argomento e la varietà di opinioni, nel passato si è ritenuto opportuno sconsigliare articoli su questo argomento.

Dov'è il confine?

E’ anche vero però che la politica è parte integrante della vita di ognuno di noi. Ogni giorno ci troviamo davanti a scelte che sono in sé atti politici. Un paio di esempi. Quando uso la bicicletta invece dell’auto faccio una scelta politica. Quando compro il caffè del commercio equo e solidale invece che quello del supermercato faccio una scelta di politica.

Adesso esagero!

Quando uso software libero faccio una scelta politica. Quando rompo le balle a tutti gli amici perché usino software libero faccio anche propaganda politica.

C’è poi un altro aspetto per cui la politica non si può tenere a parte, ed è il motivo per cui c’è il Planet. Il Planet è fatto per accogliere e raccogliere le voci dal mondo che ruota attorno a Ubuntu. Tutte le voci. Anche le più strampalate.

“La varietà è ricchezza!”

Questa è una frase con cui apro i talk a cui partecipo, aggiungendo che la Comunità di Ubuntu sostiene (ovvio) Ubuntu, ma è aperta a tutti, ascolta gli altri, perché da tutti c’è sempre qualcosa da imparare. Il Planet è una profusione di voci e punti di vista, che con il loro apporto fanno crescere non solo Ubuntu ma anche le altre distribuzioni, il software libero e l'intera Società (tu chiamala se vuoi, utopia :-).

Quando si evita di parlare di un certo argomento, si evita anche il confronto, e di conseguenza la crescita personale e del gruppo. Anche il mio miglior nemico potrebbe fare in qualche modo farmi crescere.

Io sono Ubuntu

Mi piace quindi pensare, che il Planet sia un posto dove tutte le opinioni sono ben accette, purché non siano mosse da secondi fini, siano essi politici o di altra natura. Dal momento che è impossibile stabilire a priori se una persona ha interessi nascosti, bisogna fidarsi della sua buona fede e della sua firma in calce al Codice di Condotta ubuntero:
"Disaccordi, sia politici che tecnici, avvengono ogni giorno e la comunità Ubuntu non ne è esente. L'obiettivo importante non è evitare i disaccordi o le diverse vedute, ma di risolverli costruttivamente".
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