giovedì 21 gennaio 2010

Energia nucleare: invisibile pericolo che incombe sull'Italia



L'energia nucleare non si vede, quindi non esiste.

Questo è quello che deve pensare la maggior parte degli italiani. Tanta è infatti l'indifferenza con cui sta passando lentamente e sotto silenzio il ritorno all'energia nucleare in Italia. Gli italiani, massimi esperti mondiali di estetica, sono dei pivelli per tutto quello che non si vede. Anche perché sono bravissimi a guardare dall'altra parte.

Il primo pericolo: la politica che avanza

Tra l'indifferenza (e l'ignoranza) il Governo italiano continua a fare tutti i piccoli passi legislativi necessari per il ritorno alle centrali termoelettriche alimentate a uranio.
Fra poco ci saranno le elezioni regionali. Dopo saranno resi noti i siti in cui si potranno costruire le centrali nucleari. I siti sono già stati scelti da tempo. Su Internet ne circolano alcuni (vedi articolo di Repubblica.it), che il Governo ha smentito categoricamente. In altre parole: i siti sono quelli, ma non li diciamo sennò perderemo voti alle prossime elezioni.

Il secondo pericolo: i tempi lunghi

Una volta scelti i siti si passerà alla fase di progettazione e realizzazione delle centrali nucleari. In altre parole: 15-20 anni di lavoro. Se va tutto bene! Nel frattempo, il petrolio salirà alle stelle e l'Italia avrà "perso il treno" delle energie rinnovabili: se non si investe adesso nella ricerca e sviluppo in questo campo, sarà troppo tardi.

Il terzo pericolo: l'approvvigionamento di uranio

Dalla padella alla brace: si vuole svincolarsi energicamente da risorse destinate a esaurirsi, come gas e petrolio, e se ne utilizza un'altra, l'uranio, che in Italia non c'è. Dovremo quindi andare a comprarlo sul mercato, al prezzo variabile di mercato. Senza dimenticare che anche l'uranio prima (40 anni) o poi (100 anni al massimo) finirà. Temo non sia una grande idea per chi spaccia il ritorno al nucleare come un passaggio dalla dipendenza all'autarchia energetica.

Il quarto pericolo:i fumi radioattivi



Una volta entrate in funzione le centrali emettono fumi radioattivi. Per carità, le emissioni sono blande. E le centrali nucleari non emettono CO2.
Incidentalmente quindi si rispetterà il "Trattato di Tokio", al prezzo di un blando inquinamento radioattivo. Chissà perché la prospettiva non mi entusiasma.

Il quinto pericolo: le scorie nucleari


Funzionando, le centrali nucleari producono anche scorie nucleari, radioattive per qualche migliaio di anni. Le scorie prodotte dalle vecchi centrali nucleari italiane sono ancora lì, nelle vecchie centrali in smantellamento, dove sono state prodotte. Non si è ancora trovato un posto dove metterle. Nessuno se ne vuole prendere carico. A tutti gli effetti, non esiste un sito al mondo dove buttarle. L'Italia dovrà quindi accumulare altre scorie nucleari, con tutti i pericoli che ne conseguono, soprattutto per le popolazioni locali.

L'unico pericolo visibile

L'unico pericolo davvero visibile lo vedranno i fortunati che si ritroveranno la centrale nucleare nel giardino dietro casa. Si sveglieranno quindi dal torpore italico, e guardando i loro bambini si domanderanno se davvero il nucleare fosse una buona idea. Ma sarà troppo tardi.


Link:

Articolo di Repubblica.it sui siti italiani
Mio post "Lo sapevate che?" sull'energia nucleare
Mio post sulle scorie nucleari
Mio post "Risposte nucleari"
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