giovedì 26 marzo 2009

last.fm diventa a pagamento

Con un annuncio a sorpresa sul blog, last.fm ha deciso di far pagare 3 € al mese a tutti i propri utenti, per il solo servizio di webradio, che è, tra tutti, quello più utilizzato. Gli altri servizi resteranno gratuiti. Altrettanto a sorpresa, gli utenti di Stati Uniti, Gran Bretagna e Germania manterranno ancora l'accesso gratuito. Quest'ultima decisione, si legge sul blog, è dovuta al fatto che in tali Paesi, last.fm è già adeguatamente finanziata (e non serve "spennare" gli utenti, aggiungo io).

Anche se il costo è davvero basso, è probabile una migrazione di massa degli utenti verso altre piattaforme, una su tutte www.deezer.com. Oppure una dispora tra le centinaia di webradio minori.

La notizia in sé mi lascia abbastanza indifferente. Ho usato last.fm solo occasionalmente, anche se devo ammettere che è davvero ben fatto.

La cosa che mi lascia perplesso è il marketing usato in questo caso, che ho personalmente chiamato "tecnica del gregge". La tecnica non è nuova, è già stata usata e collaudata in altre occasioni. Si tratta in beve di attirare un gregge di pecore (o di polli, scegliete voi l'animale che si adatta alle vostre caratteristiche) dentro al recinto, con promesse di erba verde gratis per tutti in quantità illimitata. Poi, una volta creato il bisogno, si chiude blandamente il recinto, intrappolando le pecore. Sono convinto, che nonostante la porta del recinto resti ben aperta, molti decideranno comunque di restare dentro, perché il posto è figo, fa figo esserci, c'ha un sacco di web-music-friends. In buona sostanza, perché ne hanno bisogno.

Questa tecnica è sicuramente legale, sicuramente legittima, ma mi dà enorme fastidio perché prende in giro la gente: bisognerebbe essere chiari fin dall'inizio su obiettivi e costi di un servizio. Chiaro che così molte meno pecore... OPS! utenti aderirebbero.

Personalmente però, chi mi prende non riuscirà a scucirmi (volontariamente) nemmeno un centesimo.

L'altra osservazione che mi viene in mente, è che questa mossa getta un'ombra sinistra anche su altri social network, come Facebook, Twitter, aNobii, Youtube, ecc. Se anche questi diventassero a pagamento? Saremmo in grado di rinunciare anche a questi servizi? O saranno diventati così naturali che ne avremo bisogno?


Link:

Annuncio sul blog di last.fm (in inglese)
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