domenica 22 aprile 2018

UbuCon Europe 2018, ci vediamo a Xixòn?

 

La prossima settimana parteciperò a UbuCon Europe 2018, a Xixòn (Gijon), nelle Asturie, in Spagna.

UbuCon Europe


UbuCon Europe è l'appuntamento europeo di sviluppatori e utenti di Ubuntu (e non solo). È l'evento che ha sostituito gli Ubuntu Developer Summit, organizzati da Canonical.
UbuCon è un'opportunità unica per incontrare di persona le tantissime persone che in un modo o nell'altro partecipano allo sviluppo e al supporto di Ubuntu. Ricordo che Ubuntu (anche se fondata dal benemerito dittatore Sudafricano Mark Shuttleworth) è un progetto nato in Europa (la Gran Bretagna ne fa ancora parte, almeno geograficamente ;-) ), e in Europa le comunità di volontari ubunteri sono particolarmente attive.

Per me sarà l'occasione di rivedere alcuni amici che hanno partecipato all'avventura degli Ubuntu Phone Insiders, e conoscere di persona molte delle persone che ho solo visto o letto su Internet. È sempre un'esperienza piacevole parlare a quattrocchi con chi si è abituati a leggere sulle mail o sui blog, perché il contatto umano e l'esperienza diretta valgono più di un milione di parole.

L'evento si tiene a Xixòn (Gijon in spagnolo), che è la città di Marcos Costales, contact della Comunità Spagnola di Ubuntu, e a cui si deve l'organizzazione di questa edizione di UbuCon Europe. Marcos, che conosco dai tempi degli Insiders, è una delle persone più attive nell'ambito di Ubuntu, e anche sviluppatore di uno dei più bei programmi per Ubuntu Phone: uNav. Devo proprio a Marcos la mia partecipazione: è stato lui che mi ha spinto a lasciare la mia pigrizia sul divano e prenotare il volo per Oviedo.

La scaletta dell'evento è molto ricca: nel momento migliore (o peggiore, visto che il sottoscritto non è dato il dono dell'ubuquità) ci sono ben quattro talk diversi contemporaneamente. Per me sarà un problema decidere quale seguire, sono così tante le cose da sapere e imparare! Alla fine credo mi dovrò focalizzare sugli argomenti che già seguo (poco) nell'ambito della comunità, evitando di impelagarmi in altri nuovi progetti.

Il mio intervento


Il mio talk sarà sabato mattina, e parlerò di "Social Media for Open Source Communities". Dello stesso argomento ho parlato (slide su Slideshare) anche al recente MERGE-it 2018, ma questo talk sarà più ampio, perché parlerò anche di strategie per i social media. Ma soprattutto sarà il mio primo talk in inglese: Sant'Aldo Biscardi, protettore degli Italiani che parlano male inglese, aiutami tu!

Per me si tratta di una bella sfida, spero di riuscire a non dire troppe cavolate, ma del resto l'argomento social è decisamente sottovalutato in molte comunità, quando invece il contatto diretto che consentono i canali sociali è importantissimo sia in fase di promozione, che per il supporto ai propri "clienti".

Resoconto e live tweeting


I talk e i workshop si sviluppano da venerdì 26 a domenica 28 Aprile, io cercherò di presenziare a quanti più possibile... ma non più di uno alla volta! Purtroppo non è previsto un web streaming, e neanche riprese video dei talk (anche se ho proposto a Marcos una soluzione che forse permetterà di coprire una parte dei talk).

Vi darò un resoconto dell'evento su questo blog, ma soprattutto seguirò l'evento anche con un live tweeting su Twitter, quindi seguitemi lì per essere aggiornati in tempo reale! :-)

Si tratta della mia prima volta a un evento internazionale dedicato al mondo FLOSS, e davvero non vedo l'ora!

venerdì 6 aprile 2018

MERGE-it 2018, com’è andato il primo incontro delle Comunità Open

Sabato 24 marzo si è svolto a Torino il primo MERGE-it, il primo incontro delle Comunità italiane che si dedicano all’Open Source, Open Data e Open Culture. Le comunità presenti erano praticamente tutte (quelle che conosco): ubuntu-it, Debian, LibreItalia (LibreOffice), Mozilla Italia, Wikimedia (Wikipedia), OpenStreetMap, GFOSS.it, Spaghetti Open Data e ovviamente ILS, organizzatore dell’evento.
L’evento si è svolto presso la Corte Interrata del Politecnico di Torino, una gran bella location, con una serie di aule disposte sui due lati di uno spazio verde, nelle quali ogni comunità ha trovato il proprio spazio.


Accoglienza 


Per l’accoglienza, c’era un banchetto all’entrata, non era richiesta la registrazione, ma si potevano acquistare le magliette e gadget dell’evento. Ubuntu-it era in un'aula assieme ai cugini di Debian Italia, che ormai conosciamo da anni, condividendo molto di più che pacchetti “.deb”.

Il programma della giornata 

In ogni aula si svolgevano talk delle comunità, e alcune avevano colto l’occasione per fare la propria assemblea oppure discutere delle prossime azioni tutti assieme.

Nella sala ubuntu-it, i lavori sono iniziati con un fuori programma: la presentazione delle “vending machine” utilizzate dalla Regione Lombardia per il referendum sull’autonomia, e donate poi alle scuole Lombarde. La particolarità di questi computer consiste nel fatto che montano il Ubuntu, e sono un ottimo metodo perché l’open source entri nei cuori dei professori. Ci riusciremo solo se li sapremo accompagnare nel percorso di apprendimento.

Per quanto più attinente alla comunità ubuntu-it, la relazione di Mattia Rizzolo sui lavori del Consiglio della Comunità è stata l’occasione per fare un checkup sullo stato di salute della comunità, che ha visto negli ultimi anni il diradarsi di contributi e membri. L’idea comune emersa è quella di restringere il campo d’azione, abbandonando i progetti che non riusciamo più a seguire, e concentrandoci su quello che si può fare al meglio con le poche risorse a disposizione.

Pietro Albini ha poi fatto una relazione sui numerosi lavori che il Gruppo Sistemisti ha portato avanti per recuperare la conoscenza perduta dopo la dipartita di alcuni membri della Comunità, e per aggiornare il parco macchine su cui girano le risorse web della comunità italiana di Ubuntu.

Foto di @faffa42 su Twitter

E’ stato quindi il turno del sottoscritto. Davanti a una discreta folla di curiosi e appassionati (vedi foto), ho ripercorso la storia di Ubuntu Touch (Ubuntu Phone), dalle meravigliose premesse di “one system to rule them all” del 2011, all’abbandono dello sviluppo da parte di Canonical del 2017, alla concreta realtà di Ubports del 2018, dove una piccola comunità di appassionati, supportati da un paio di sponsor, ancora persegue l’obiettivo di un dispositivo basato su Linux e Software Libero e rispettoso della privacy. Ubports sviluppa Ubuntu Touch su ben quattro diversi dispositivi (One Plus One, Fairphone 2, Nexus 5 e BQ M10), e supporta tutti i “vecchi” dispositivi rilasciati quando lo sviluppo era condotto da Canonical (LG Nexus 4, BQ E4.5 e E5, Meizu MX4 e PRO 5).


Mi fa piacere segnalare l’impegno originale di Smoose, che ho contattato in fase di preparazione del talk. Si tratta di piccola azienda Olandese che si dedica allo supporto con solo Software Libero di realtà olandesi, e che impiega ben il 10% delle proprie persone al supporto dello sviluppo e della promozione di Ubuntu Touch.
Ho infine tracciato il futuro prossimo di Ubports, con la nascente fondazione di diritto tedesco, sul modello di Document Foundation, che darà ulteriori certezze a chi si dedica al progetto. Per Ubuntu Touch, riposti nel cassetto i sogni di dominio del mondo, si tratta di risalire la lunga ed erta china che deve affrontare un progetto open che può contare sulle forze del volontariato e poco altro. La strada è difficile e densa di incognite, ma forse è proprio questo il motivo che più mi appassiona.
Dopo di me ha parlato il grande Marco Trevisan, che ha offerto il punto di vista “aziendale” dello sviluppo di Ubuntu. Marco infatti lavora per Canonical, e ha accesso a molti aspetti dello sviluppo che dall’esterno possono sfuggire. Interessante quindi la sua testimonianza della collaborazione Ubuntu/Fedora (Canonical/Red Hat) per il supporto ai monitor HDPI per GNOME (che purtroppo non è ancora stata implementata). Dall’anno scorso, dopo l’abbandono di Unity, Ubuntu utilizza una versione di GNOME Shell leggermente modificata. In quest’ottica, la collaborazione con GNOME sarà sempre più importante. Tra un talk e l’altro intanto era arrivata pausa pranzo e ne abbiamo approfittato per un abbondante pranzo in un ristorante nei dintorni.
La pausa pranzo è durata anche più del previsto (burp!), e il pomeriggio è volato via velocissimo. Prima il talk di Jeremie Tamburini su come contribuire alla documentazione di Ubuntu: è molto più facile di quel che si crede!

Poi, ancora un talk del sottoscritto, con un talk su come sia importante per tutte le comunità aumentare il social engagement sui social media. I social media fanno parte della vita quotidiana delle persone che popolano il web, ed è quindi fondamentale per le comunità trasmettere il loro messaggio su tutti i differenti canali a disposizione: Facebook, Twitter, (e addirittura) Google Plus sono un ottimo veicolo per far conoscere le proprie attività, differenziando messaggi e frequenza a seconda del mezzo.
Capisco le perplessità sui social media da chi frequenta il mondo open: Facebook e le altre piattaforme sono chiuse, e pongono seri problemi di privacy. Nonostante questo sono anche utilizzate ogni giorno da milioni di persone e, per molte di queste, coincidono con la loro visione di Internet. Fare un passo nella direzione di queste persone, creando delle opportunità di contatto sui social media, è uno strumento utile per introdurle nel mondo open source.

Dopo il talk, mentre stavo andando a prendere un caffè alle macchinette, sono stato bloccato più volte nei corridoi da varie persone, raccogliendo diversi contatti e qualche possibile iniziativa per ubuntu-it. Per contro, ho così perso gli altri talk del pomeriggio, e neanche sono riuscito a passare a salutare le persone delle altre Comunità, parecchie delle quali amiche. Un peccato! Ecco, se devo trovare una pecca a MERGE-it, è mancato un appuntamento in cui trovarsi con gli altri. Sarebbe stato bellissimo un keynote iniziale comune e anche un pranzo conviviale, magari sfruttando un servizio di catering. Ma sarebbe bastata una pizzata da asporto come fanno gli amici del LUG di Pordenone.

Concludendo

Mentre il Software Libero prende piede sempre più, e le iniziative si moltiplicano, è sempre un piacere rivedere qualche vecchia conoscenza, e conoscere qualche faccia nuova - pur nel limitato volgere di un giorno. MERGE-it ha offerto tutto questo, e con qualche limatura organizzativa (vedi sopra), lo si può rendere un appuntamento fisso, ampliando il coinvolgimento del pubblico generale e degli studenti del Politecnico.

martedì 20 marzo 2018

MERGE-it, 24 marzo: le community si incontrano a Torino


Per la prima volta nella storia (esclusa la fantastica ma limitata esperienza della DUCC-IT) le comunità italiane attive nel FLOSS, Cultura Libera e Open Data si incontrano tutte assieme, tutte nello stesso posto e nello stesso giorno.

Accadrà il 24 marzo prossimo, in occasione di MERGE-it, un evento organizzato da Italian Linux Society, in collaborazione con le migliori comunità open italiane, tra cui: LibreItalia (LibreOffice), Spaghetti Open Data, Industria Italiana Software Libero, Wikimedia (Wikipedia), Mozilla Italia (Firefox), GFOSS.it e ovviamente ubuntu-it, la magnifica comunità italiana di Ubuntu.


Il luogo dell'evento è il Politecnico di Torino, presso la Corte Interrata, accessibile da Via Castelfidardo oppure Via Pier Carlo Boggio.

Si tratta di un evento unico, il primo del suo genere in Italia, organizzato grazie alla volontà comune di trovarsi e ritrovarsi, per scambiarsi opinioni ed esperienze e soprattutto imparare dagli altri. Sono convinto che l'aspetto migliore del Software Libero riguarda proprio la condivisione e lo scambio di conoscenze ed esperienze. Quando io so una cosa e te la racconto, e tu ne sai un'altra e me la racconti, alla fine della giornata torniamo a casa con il doppio delle cose che sapevamo la mattina, e con la soddisfazione di aver contribuito a migliorare quel piccolo pezzo di mondo che ci sta attorno.

Il programma è davvero molto articolato e ricco, impossibile elencare qui tutti gli appuntamenti. Il sottoscritto sarà soprattutto nei pressi della sala dove si terranno i talk della Comunità ubuntu-it, ma farò sicuramente un giro anche nelle altre aule. Non ho ancora deciso quali, perché l'imbarazzo della scelta regna sovrano!

Per il sottoscritto, MERGE-it è anche un modo per ritrovare dei giovani amici che non vedo da molto tempo, come per esempio Giulio e Riccardo, e anche quelle vecchie volpi del software libero come Roberto "madbob" e Daniele "MTE90".

Sono molto curioso di sentire le esperienze di chi parteciperà, e spero anche qualcuno verrà a sentire quel poco che so su Ubuntu Touch e Social Media.

Chi vuole partecipare a MERGE-it basta che si presenti all'ingresso: nessun costo per partecipare, nessuna preiscrizione.


venerdì 9 febbraio 2018

Il ritorno di Linspire, con una veloce recensione a cura dell'esperto


Un po' di storia

Qualche secolo informatico fa, nel 2001, una nuova distribuzione commerciale (dove per commerciale significa "a pagamento") apparve nell'arena Linux: Lindows. Dopo qualche bega legale e 20 milioni di dollari venne poi rinominata in Linspire. La distribuzione era una creatura del discusso imprenditore americano Michael Robertson, e aveva delle caratteristiche peculiari che la rendevano molto interessante: massima compatibilità con i principali programmi Windows (grazie all'uso di Wine), e facilità di installazione e aggiornamento grazie al software "Click and Run" (CNR). Voleva essere un ponte per traghettare gli utenti da Windows a Linux.

L'approccio estremamente pragmatico della distribuzione, che mescolava software libero con altro proprietario, attirò parecchie critiche, tanto che Richard Stallman arrivò a dire che "passare da Windows a Linspire non porta alla libertà ma a un padrone diverso".

Nonostante le critiche, la distribuzione ebbe un discreto successo, specie negli USA. Sull'onda del successo, Linspire finanziò altri progetti open source, e anche eventi molto importanti. Nel 2007 arrivò a stringere un accordo con Canonical per utilizzare CNR su Ubuntu (che mai si concretizzò) e un altro accordo con Microsoft per favorire l'interoperabilità con Windows.

Nonostante questo, Linspire si perse poi nelle spire del tempo, tra acquisizioni e cambi di management.

Il ritorno (eh?)

Qualche giorno fa ho letto della rinascita di Linspire (e della sua gemella Freespire). La forumula di vendita è pressoché uguale: Linspire costa 80 $ mentre Freespire è gratuita. La differenza di prezzo sta nel supporto telefonico per un anno, e nell'uso legale dei codec multimediali - sembra che in qualche parte del Mondo sia ancora un reato perseguito ascoltare MP3 senza possederne la licenza.

Lispire adesso è sviluppata da PC/OpenSystems LLC, una piccola azienda di Franklinton, North Carolina. La stessa azienda rilascia anche Black Lab Linux, una distribuzione - che non conoscevo - basata su Ubuntu.

Zombie (a)Live

Incuriosito da questa apparizione, ho deciso di provare sul campo Linspire 7.0. I 30 $ di prezzo minimo (senza supporto) mi hanno fatto desistere. Ho quindi ripiegato su Freespire 3.0 (gratuita), atteso pazientemente il download degli 1,5 GB, formattata una chiavetta USB e avviata la versione "live".


Il desktop di Freespire 3.0 si fa notare per la barra posizionata in basso, particolarmente grande, con una "f" sulla destra. Il tutto ricorda molto Windows 7, che è forse l'effetto voluto.


La scelta delle icone mi crea un certo disagio: sembrano create negli anni '90, senza un minimo di criterio e omogeneità.

Per questa prova "live" uso un portatile HP, su cui è installato Ubuntu 16.04 con hardware del tutto standard, ma il wi-fi non funziona. Brutto segnale, sintomo di carenza nei test pre-rilascio.

Facendo clic sulla "f" appare il menu principale, si tratta del menu Whisker, presente anche in Xubuntu. E qui cominciano i primi sospetti "Vuoi vedere che...".

Le applicazioni preinstallate sono:
  • browser Firefox Quantum
  • e-mail client Geary 
  • Abiword e Gnumeric per documenti e fogli di calcolo
  • Parole Media Player per i video
  • Pinta per disegno e fotoritocco
  • Audacious per la musica
e poco altro. A parte Firefox, la scelta delle applicazioni lascia molto perplessi, ce ne sono altre molto più complete di queste!

Una sorpresa divertente che conferma i sospetti quando faccio clic sul salvagente, icona di "Help".


"Signore e signori, ecco a voi Stanislao... ehr... Xubuntu, in uno dei suoi più riusciti travestimenti!"
Mi viene da ridere, o piangere. Tanto clamore e articoli per una Xubuntu camuffata, roba che un qualsiasi LUG può mettere insieme in un pomeriggio. Anche "About" di XFCE conferma il delitto.


Apro qualche programma a caso, giusto per vedere di cosa si tratta e noto delle incongruenze nel tema delle finestre tra i programmi, basati su librerie diverse.


Notate la differenza tra i pulsanti delle finestre in alto a destra del tool di Backup e Thunar?

La prova termina sostanzialmente qui, Xubuntu 16.04 la conosco, l'ho già installata su uno dei PC di casa, e funziona bene anche senza questi baffi posticci.

Considerazioni finali

Freespire differisce da Linspire per alcune applicazioni fondamentali: Abiword/Gnumeric (Linspire ha LibreOffice), Geary (Thunderbird), Firefox (Chrome), Audacious (Rhythmbox), Parole (VLC) che ne fanno una versione impoverita della sorella. Credo sia un modo per spingere le persone a comprare Linspire (you can't be serious!!), ma si tratta di una scelta discutibile per almeno un paio di motivi. Primo: tutti i programmi disponibili su Linspire sono gratuiti, e quindi appunto NON è una questione di prezzo. In più, gli sviluppatori devono sobbarcarsi la fatica di mantenere due distribuzioni diverse, ognuna con diversi tempi di sviluppo, e diversi bug da correggere.

Freespire non ha niente a che vedere con Linspire/Freespire delle origini. A tutti gli effetti è una Xubuntu 16.04 aggiornata (alcuni pacchetti sono più recenti) e personalizzata, ma neanche tanto bene: qualche scritta Xubuntu appare qua e là (vedi sopra), la grafica è a volte incoerente (vedi i menu delle finestre) e la scelta delle applicazioni preinstallate è avvilente.

Distrowatch - che è un sito molto più serio di questo blog - ha fatto una bella recensione (in inglese) di Freespire 3.0 e Linspire 7.0, che vi invito a leggere, se avete il gusto sadico di ravanare nel torbido.

Freespire è pensata per chi si avvicina a Linux, ma chi si avvicina a Linux ha già moltissime altre distribuzioni migliori tra cui scegliere, le prime tre che mi vengono in mente: Xubuntu, Linux Mint, ZorinOS.

Auguro la miglior fortuna agli sviluppatori di Linspire/Freespire: ne avranno bisogno.

L'immagine del post "Zombie Penguin" è di Olga Karvitska.

lunedì 5 febbraio 2018

Chinotto omeopatico

 

Anni fa feci un post sul "Mistero del Chinotto", in cui disquisivo sulla composizione delle bevande che si pregiano di tale denominazione (o sue varianti tronche). Il dubbio riguardava la presunta presenza di vero chinotto nella bevanda definita "chinotto".

Ho scoperto che un'azienda è si è preocuppata di segnalarne la percentuale. Da tenere presente che una qualsiasi aranciata, per fregiarsi della denominazione "aranciata" deve avere almeno il 12% di succo di arancia.

Nel riconoscere il merito a questa eccezione, dove altre aziende più prestigiose che si pregiano di prestigiosi presidi, non posso che apprendere con estremo sconforto che si tratta di una dose esigua: 0,05%, pari a 1 cucchiano da tè per 10 litri.

mercoledì 24 gennaio 2018

Di corsa


Pochi sanno che da qualche mese ho iniziato a correre. All'inizio era per correr dietro a mia moglie, contagiata dal virus benefico del running. Poi ho preso l'impegno sul serio - come poche volte mi capita - vista anche l'impellente necessità di una vita più sana, dopo almeno vent'anni passati tra divano e scrivania del computer.

Per chi non corre è difficile capire le motivazioni dei runner. Direi una difficoltà simile la incontra chi usa Windows (=divano) e non ha mai usato Linux (=corsa). Sdraiati sul divano, è difficile capire cosa spinge una persona apparentemente normale, ad alzarsi il mattino presto (o la sera tardi) per andare fuori a correre, quando è troppo freddo, oppure troppo caldo, oppure potrebbe piovere da un momento all'altro come hanno detto in TV. Del resto chi è seduto sul suo Sistema Operativo Unico fa fatica a capire cosa spinge una persona apparentemente normale ad utilizzare un sistema totalmente diverso, che tocca imparare tutto un'altra volta e che (a volte) bisogna smanettare per farlo funzionare bene.

Beh, un Motivo per correre (e per usare Linux) non c'è. Uno solo non c'è, ce ne sono qualche migliaio. Se finora vi ho annoiato spiegando perché è cosa buona e giusta usare Linux (...e continuerò a farlo!), da oggi vi annoierò anche per spiegarvi perché è cosa buona e giusta mettersi un paio di scarpe da ginnastica e uscire a correre.

Sono sicuro che capirete.

giovedì 26 ottobre 2017

Linux Day 2017: "Riservatezza naturale"


Tempo di autunno (caldo), e tempo di Linux Day! Arriva il 28 ottobre, in parecchie città italiane l'appuntamento per eccellenza delle comunità FLOSS, quest'anno dedicato alla privacy e alla sicurezza online.

Il Linux Day è una manifestazione nazionale organizzata da Italian Linux Society, che si svolge contemporaneamente in molte città italiane, durante la quale LUG (Linux User Group) e associazione locali presentano le novità e i vantaggi dell’uso di Linux e del Software Libero a casa, nella scuola e nel lavoro.

Il tema del Linux Day di quest’anno è “riservatezza naturale”, ovvero la “privacy personale” che negli ultimi anni è stata rivoluzionata dall’avvento di Internet e di strumenti elettronici che permettono di condividere ogni aspetto della propria esistenza, e che hanno anche confinato la vita privata in ambiti sempre più ristretti.


Il comune cittadino che naviga su Internet, o che utilizza uno smartphone, si deve sempre più destreggiare tra virus come i ramsonware, Stati impiccioni e Giganti del Web che li fiancheggiano. E' però possibile sfuggire a questa morsa e vivere una sana vita digitale, senza doversi rifugiare su un'isola deserta. Essere consapevoli delle potenzialità e dei pericoli connessi all’utilizzo di app e smartphone è fondamentale per poter bilanciare la propria vita reale con quella online.

Anche a Schio


Con AVi LUG, il Linux Day arriva a Schio, con un programma ricco e accessibile a tutti. Saranno allestite due aree tematica. In “Area Talk”, presso l’Aula Studio del Comune, si svolgeranno una serie di talk dedicati a Linux, alla programmazione e alla cultura libera e condivisa. In “Area Demo”, presso l’Aula Informatica, ci sarà uno spazio dedicato a giochi per bambini, e uno spazio per l’assistenza e le dimostrazioni di Linux.

I talk del “Linux Day a Schio” dell’Area Talk avranno come tema: 
  • I certificati dei siti web, come funzionano e perché sono indispensabili
  • La navigazione sicura con Firefox, come evitare le trappole del Web
  • Le tante facce di Linux, quale è la migliore interfaccia utente per me?
  • La Privacy sulla Rete, mito o realtà?
  • Pensiero computAzionale e Python, una proposta per il Coderdojo
In “Area Demo” saranno organizzati giochi di carte e costruiti “Scrabot”, i simpatici robottini pittori (iniziativa per bambine e bambini dai 5 ai 10 anni).

Sempre in “Area Demo”, nella zona dedicata all’assistenza, sarà organizzato un “Install Party”: i soci AVi LUG aiuteranno chi vuole installare Linux sul proprio PC. Inoltre, saranno organizzate dimostrazioni, presentate soluzioni ai problemi più diffusi nella configurazione di Linux.

L’appuntamento è per sabato 28 ottobre 2017  a Palazzo Fogazzaro presso l’Aula Studio e l’Aula Informatica del Comune di Schio, in via Pasini 42 a Schio, dalle 15.30 alle 18.30.
L’ingresso è libero e gratuito.

La foto "Malware infection" è di Blogtrepreneur su Flickr.

martedì 24 ottobre 2017

Il nuovo smartphone Linux "Librem 5" si farà




La campagna di crowdfunding lanciata da Purism per il suo progetto di smartphone libero e rispettoso della privacy "Librem 5" ha ampiamente superato i 2 milioni di dollari, ben oltre il minimo necessario al suo finanziamento, fissato a 1,5 milioni. Per tenere a freno l'eccesso di entusiasmo dei Linux Boys, sottolineo che i volumi sono davvero modesti, per non dire irrisori, poco più di 3.000 pezzi preordinati. Librem 5 comunque concretizza la possibilità di un'alternativa ai sistemi proprietari dominanti, nonostante le incognite che comunque ne offuscano un luminoso orizzonte.



Un applauso va fatto ai ragazzi di Purism, per il coraggio e per il lavoro fatto finora!





lunedì 16 ottobre 2017

Ubuntu 17.10: la svolta del desktop (video)


La settimana scorsa ho avuto l'onore di essere ospitato dagli amici del LUG VI, per una serata sul tema "La svolta del desktop di Ubuntu, la distribuzione Linux più popolare".
Come sapete recentemente Ubuntu - per bocca del suo fondatore Mark Shuttleworth - ha scelto di abbandonare lo sviluppo di Unity, il proprio ambiente desktop, a favore di GNOME Shell, l’interfaccia predefinita di GNOME. Il nuovo volto di Ubuntu sarà visibile fin da Ubuntu 17.10 “Artful Aardvark” che sarà rilasciata tra qualche giorno, il 19 ottobre 2017. Questo cambiamento porterà, e in alcuni casi ha già portato, grossi cambiamenti, sia sul proprio PC che nel mondo Ubuntu in genere.

Con gli amici di LUG VI ho parlato di desktop e interfacce utente, divagando allegramente su Ubuntu Phone, pacchetti SNAP, derivate, e tanti altri argomenti connessi. Grazie al lavoro di +Stefano Spagnolo, il video del mio (lungo) talk è già disponibile su Youtube.

PS: ripeterò lo stesso talk domani sera martedì 17 ottobre a Schio, se siete in zona passate a trovarmi!

giovedì 21 settembre 2017

Librem 5 è già un successo, anche se...


Ammetto di essere strabiliato del consenso generale ricevuto da Librem 5, il progetto di uno smartphone basato su Linux, lanciato della statunitense Purism e di cui è in corso una campagna di crowdfunding per il finanziamento.

Librem 5 è un progetto finalizzato a realizzare uno smartphone che utilizzi un sistema aperto, sicuro e rispettoso della privacy - qualità che nè Google-Android nè Apple-iOS potranno mai garantire ai propri utenti. A un mese dalla conclusione della campagna, il progetto ha superato un terzo dei 1,5 milioni di dollari necessari al suo finanziamento, e sembra davvero prematuro capire se mai Librem 5 vedrà la luce.

I motivi del mio stupore sono molteplici. Innanzitutto sia la comunità KDE che quella di GNOME hanno annunciato il loro supporto al progetto. Certo, un bene per il progetto, ma mi domando come Purism riuscirà a conciliare le diverse esigenze tecniche di KDE e GNOME. Librem 5 monterà PureOS, una distribuzione basata su Debian Testing, con ambiente desktop GNOME, ma sarà possibile installarci - a detta di Purism - molte altre distribuzioni Linux.

Altra perplessità riguarda l'effettiva capacità di GNOME nel proporre una propria piattaforma adatta alle esigenze mobile. Se KDE può vantare fin da ora Plasma Mobile, mi risulta che l'ultima iniziativa di GNOME in tema risalga a più di 10 anni fa (!), con l'annuncio di GNOME Mobile & Embedded Initiative, di cui si sono perse le tracce da tempo. Sempre che GNOME non progetti di utilizzare GNOME Shell (l'interfaccia desktop) come unica piattaforma convergente.

Sono ancora più perplesso poi per le app che ci gireranno. Anche attingendo alla generosa dotazione di applicazioni presenti per Debian, e Linux in genere, molte di queste dovranno essere adattate per un uso in mobilità. Questo è un po' lo stesso problema che ha affrontato Ubuntu Phone, e uno dei motivi del suo fallimento.

L'ultimo dubbio riguarda il posizionamento sul mercato del telefono. Per la campagna di crowdfunding il prezzo è stato fissato in 599 dollari (compreso caricabatteria e spedizione in tutto il mondo), un prezzo medio-alto, che difficilmente può (potrà) essere alla portata di tutti. Se Linux su desktop gira tranquillamente su PC e notebook con qualche anno sulle spalle, il cui prezzo è accessibile a moltissimi utilizzatori, Linux su smartphone rischia di nascere già elitario, un pessimo segnale anche dal punto di vista etico: la privacy se la può permettere solo chi ha soldi.

Nonostante queste incognite, sinceramente, auguro il meglio al progetto. Il mercato è praticamente saturo di proposte, con Android a maramaldeggiare, ma c'è bisogno di un sistema indipendente che si prenda cura della privacy dei propri utenti.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...