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domenica 1 febbraio 2015

Ubuntu Phone, come funzionano gli scope.


Un paio di settimane fa, Canonical ha annunciato i vincitori del contest "Ubuntu Scope Showdown", un concorso per sviluppare in 6 settimane uno "scope" (vedi mio post precedente) per Ubuntu Phone. L'occasione mi offre la sponda per farvi un paio di esempi pratici del funzionamento degli "scope".

L'anatra perspicacie

Nessuna sorpresa per il sottoscritto quando ha letto il nome di +Riccardo Padovani tra i vincitori. Riccardo è attivo da tempo nello sviluppo (e divulgazione) di Ubuntu Phone. Grazie al suo "Discerning Duck" (qui sopra), Riccardo si è portato a casa un bel premio e la soddisfazione di vedere il suo nome tra i vincitori.

Discerning Duck è uno scope basato sul motore di ricerca DuckDuckGo, astro nascente nel settore, che merita un post a parte (chissà se ne avrò mai il tempo!). Lo scope di Riccardo permette di fare ricerche molto velocemente e facilmente, integrando le "instant answers", in un'interfaccia semplice, pulita e veloce.

Le ricerche si fanno con un tap sulla lente in alto, una prima schermata fornisce i risultati generali, con un tap si passano a vedere le informazioni di dettaglio.

In prospettiva poi, gli sviluppi sono anche più interessanti, perché come dice Riccardo: "DDG metterà a disposizione anche le Spice, che sono probabilmente le più interessanti, quindi potrai cercare un bug su Launchpad, il meteo, un convertitore e così via...". E magari anche un assistente personale.

Cinema


Il vincitore del primo premio del contest è un altro italiano, +Daniele Laudani, con il suo scope "Cinema". Lo scope permette di accedere in con pochissimi tap alle ultime uscite di film e serie TV, vederne le trame, i trailer, le trame e moltissime altre informazioni.

Il funzionamento dello scope è semplice: sulla prima schermata appaiono le icone delle ultime uscite al cinema (o delle ultime serie TV), un po' più sotto i film (o serie) che usciranno nelle prossime settimane. Con un tap è possibile limitare la ricerca a un genere specifico (avventura, azione, commedia, drammatico...).

Con un tap si accede alle informazioni specifiche del film, con un altro tap sulla locandina si passa a vederne il trailer su Youtube.

Non ricordate chi è il regista di Godzilla del 1998? Neanche io! Basta cercare "Godzilla" (un tap sulla lente in alto a destra) e si scopre che il regista è il Roland Emmerich (hey, non è tra i miei preferiti!).

Ho avuto modo di interagire un paio di volte con Daniele, anche se non lo conosco personalmente, per segnalargli un paio di piccoli bug minori, e mi ha sempre risposto in pochissimo tempo, davvero un ragazzo in gamba.

Il meglio deve ancora venire

Come dimostrano le opere di Riccardo e Daniele, gli scope sfruttano al meglio la possibilità di raccogliere e organizzare dati da fonti diverse, tagliando fuori le app, concepite per essere verticali, chiuse e autoreferenziali.

Dall'altra parte, i programmatori hanno a disposizione per sviluppare su Ubuntu Phone: strumenti di sviluppo gratuiti, possibilità di scegliere quale linguaggio utilizzare e un aiuto costante e disinteressato della Comunità. Nessun'altra piattaforma di sviluppo offre queste possibilità.

Ubuntu Phone con scope ha aperto una nuova strada nello sviluppo di software per dispositivi mobili (e desktop), sono sempre più convinto che molti altri sistemi seguiranno questa strada, o che - incapaci di percorrerla - tenteranno di bloccarla. Senza riuscirci.

sabato 24 gennaio 2015

Ubuntu Phone, vi spiego cosa sono gli "Aggregated Scope"


Da quando sono un Ubuntu Insider, ho il privilegio di leggere in anteprima alcune informazioni sul prossimo rilascio di Ubuntu Phone, disponibile da Febbraio in Europa sugli smartphone BQ Aquaris e4.5. Le informazioni sono rilasciate col contagocce, ma sono molto intriganti.

Le ultime info in arrivo da Canonical presentano gli "Aggregated Scope", una sorta di aggregatore di dati, che supera il concetto di app, e supera anche il modo di usare il telefonino, di cui avevo accennato nel precedente post su Ubuntu Phone.

Cosa ci sarà


Alcuni di questi scope saranno predefiniti sullo smartphone BQ, ma sono ancora inaccessibili a noi comuni mortali, in particolare il "Today scope" (qui sopra un'anteprima). Si tratta del primo scope che appare all'accensione del telefonino, e riporterà tutte le nostre più importanti del giorno in un unico pannello personalizzabile.

Nel Today Scope ci saranno: le informazioni locali (eventi e servizi vicini a dove ci si trova in quel momento), le informazioni sul tempo e le notizie più importanti. Sicuramente uno strumento molto utile, facile e veloce da consultare.

Un altro interessante scope è Video, che aggrega i video più interessanti di Youtube, TED e Vimeo. Questo scope è già disponibile. Personalmente lo uso poco, perché preferisco vedere i video su schermi più grandi, e la batteria del Nexus 4 dura sempre meno! :-P

Music Scope visto da vicino

Music Scope sul display
da 13,5'' del Nexus 4 ;-)

"Music" (Musica) è uno scope che invece conosco bene, uno di quelli che uso con maggiore frequenza. Gli scope sono molto simili gli uni agli altri, prendo quindi Musica come esempio per descriverne il funzionamento.

Un pannello semplice e ordinato (vedi qui a fianco) permette di avere sempre sottomano la propria musica preferita sul telefonino (La mia musica) oppure di vedere l'anteprima e le segnalazioni più interessanti da altre fonti su Internet, come il negozio online 7digital, o i siti web di condivisione SoundCloud e Grooveshark.

In più, grazie a Songkik, si possono conoscere i concerti in programmazione nelle vicinanze.

Se si cerca qualcosa in particolare, basta un tap sulla lente e si possono trovare brani, video e informazioni sui propri cantanti preferiti.

La selezione delle fonti è personalizzabile, basta un tap sulla rotellina e si accede alle fonti, che si possono attivare o disabilitare. Diventerebbe davvero interessante se fosse possibile aggiungere altre fonti, ma forse sto precorrendo troppo i tempi.

Facendo clic sulla stellina in alto a destra, lo scope si installa tra i pannelli predefiniti, è diventa immediatamente disponibile all'accensione, di fianco allo scope principale, quello delle app.

La cosa piacevolmente sorprendente è la facilità con cui si accede alla musica con un paio di tap. Pensare si tratti solo di widget è estremamente riduttivo, e comunque fuorviante: gli scope permettono di accedere direttamente a informazioni fornite da fonti diverse e metterle insieme in maniera congruente e omogenea.

Si può tranquillamente dire che la fantasia (degli sviluppatori) è il solo limite per gli scope, ed è probabile che nei prossimi mesi vedremo ulteriori miglioramenti.

Nel prossimo post parlerò di un paio di interessanti scope sviluppati da ragazzi italiani, giusto per farvi capire quanto sono in gamba i nostri anche in questo settore.

venerdì 5 dicembre 2014

Musica libera, questa sconosciuta.



L'altra sera ero a Schio, per tenere quello che è stato il mio ultimo talk (credo) per il 2014. La serata era sulla musica libera, quella protetta da licenza Creative Commons (o simili), che si può ascoltare, scaricare e copiare liberamente e gratuitamente da Internet. Per intendersi, quella che si trova su siti come Jamendo o Magnatune, giusto per citare i due più famosi, ma ce ne sono anche molti altri.

La cosa più divertente della serata è stata la discussione che ho avuto con un signore in prima fila, che ignorava totalmente la musica libera, ma che - da quanto ho capito - scaricava allegramente senza tanti patemi quella protetta da Copyright. Prima (e anche dopo) il talk, questo signore sosteneva che è "colpa dei siti internet se io scarico la musica, come posso sapere se loro l'hanno copiata o comprata?".

Questo pensiero è sbagliato per almeno un paio di motivi

  1. secondo la legge italiana si acquista un disco (coperto da copyright) per uso personale, per ascoltarlo in casa e basta - qualsiasi altro uso non si può - e non parlo neanche che sia reato o meno
  2. un artista che produce un'opera d'autore è giusto sia compensato acquistandone le opere

Quest'ultimo punto è un po' più debole del primo, perché credo che un artista - come chiunque altro - debba guadagnarsi la pagnotta giorno per giorno, e quindi esibirsi dal vivo cantando e suonando.

Poi, piuttosto che copiare musica coperta da copyright, che sia reato o no, è meglio ascoltare, scaricare e copiare musica rilasciata con Creative Commons. In questo modo si fa cadere l'accusa di pirateria, impugnata poi ciclicamente in ogni campagna di censura, e si abbassano i prezzi (=se pochi comprano, il prezzo cala della musica cala, è la legge del mercato).

E magari ogni tanto, comprare pure qualche canzone degli artisti che credono nella musica libera.

 

lunedì 23 giugno 2014

(I Can't Get No) Satisfaction


A poche ore di distanza dalla firma da parte del Ministro Dario Franceschini del decreto legge sull'equo compenso, che regalerà 200 milioni all'anno alla SIAE presieduta dall'ottuagenario Gino Paoli, gli ultra settantenni Rolling Stones salivano sul palco al Circo Massimo a Roma per guadagnarsi la pagnotta: due ore di concerto davanti a 70.000 spettatori, incasso record e pubblico in delirio.

Auguro una vita ancora lunga e felice a Gino Paoli, che si è garantito finalmente una tranquilla vecchiaia da trascorrere al parco. Ai Rolling Stones non auguro niente, la vecchiaia per loro è un momento molto in là nel tempo.

(foto: "Yankee Fan on that bench" by Rawle C. Jackman)

sabato 3 agosto 2013

Scissor Sisters copia M*A*S*H*?

Cos'ha a che fare M*A*S*H*, l'ironico film sulla guerra di Corea del 1970 di Robert Altman con Scissor Sisters, moderno gruppo Pop Dance americano? Una vaga somiglianza nel logo. Non sarebbe certo la prima volta che gli artisti si copiano, mi par di capire che le fonti di ispirazioni siano state molto diverse (!).

La locandina di M*A*S*H*
La copertina di "Invisible Light" dei Scissor Sisters

giovedì 19 luglio 2012

Le star e il difficile mestiere di invecchiare, CD edition

Quando ero piccolo succedeva che guardando la TV, mamma esclamasse "Uh, guarda quello/quella come è diventato vecchio/vecchia!". Senza volerlo, ammettevano la loro stessa vecchiaia, ma sopratutto testimoniavano l'inesorabile passare del tempo.

Adesso non succede (quasi) più.

L'altro giorno ero in pausa pranzo e stavo cazzeggiando in un negozio multimediale, tra i pochi banconi che ancora espongono CD, questo antidiluviano supporto da cui - si narra - qualche vecchio rimbecillito nostalgico ascolti ancora musica (=io). Non che volessi comprare qualcosa, per carità!, i CD li compro su Internet a prezzi molto inferiori di quelli esposti, ma davo un'occhio alle novità, scorrendo velocemente il resto.

A un certo punto una copertina ha attirato la mia attenzione, questa.


Il nome scritto in basso al CD mi ricordava una persona, il volto sulla copertina del CD no. Ho preso in mano il CD, e ho dovuto a malincuore constatare che il nome corrispondeva al volto "Povera Barbra, cosa ti hanno fatto?".

Barbra Streisand non è mai stata una bella donna, non nel senso canonico del termine... al massimo simpatica, via!, da giovane, con la luce giusta, la pettinatura giusta e la posa giusta, riusciva ad essere perlomeno interessante. E nascondere quel nasone! :-) Questa è la copertina del suo secondo (appunto) disco, del 1963 (49 anni fa!).


Adesso a 70+ anni, si nota in maniera clamorosa il ricorso alla generosa e decisiva mano del chirurgo plastico, che le ha dato un'immagine sicuramente più levigata e moderna, ma anche più anonima. Il nasone è stato in qualche maniera risparmiato dallo scempio.

Scorrendo il bancone dei CD, subito dopo c'era la copertina del nuovo CD di Sinéad O'Connor, che rende bene l'idea di come il tempo sia inesorabile per tutti, e di come ormai pochissime persone si permettano il lusso di fregarsene. Una di questa è appunto Sinéad.


Sinéad ha avuto una carriera e una vita piuttosto travagliata, agli esordi sembrava una ragazza fragile. Come nella copertina del suo album d'esordio del 1997.


Sembrava, visto che poi ha avuto modo di smentire più volte quell'apparenza, come quando in diretta TV strappò (1992) la foto di Papa Giovanni Paolo II, per protestare contro le presunte pratiche di pedofilia della Chiesa negli USA. Quello che successe poi dimostrarono che la sua colpa era quella di aver denunciato lo scandalo prima degli altri.

Il caso di Sinéad è comunque isolato. Quasi tutti i cantanti (e le "star" in genere) ricorrono a chirurgo,  botox e mezzi leciti e illeciti per fermare - almeno esteriormente - il passare del tempo. In alcuni casi i risultati sono perlomeno clamorosi. Una per tutti è Madonna. Miss Ciccone, a 54 anni e dopo aver dato alla luce un paio di figli (più uno adottato) è ancora in grandissima forma.


La cosa simpatica è che era in grandissima forma anche nel 1984, sulla copertina del suo secondo album, quello che la rese famosa in tutto il Mondo.


Certo, è difficile trovare somiglianze tra le due Madonna, quella giovane ventiseienne sexy del 1984 e quella giovane cinquantaquattrenne sexy del 2012.

La cosa è davvero strana, perché fino a quando non mi sono messo a scrivere questo post, pensavo che chirurgia estetica servisse a mantenere la stessa immagine nel tempo, quell'aria for-ever-young che tanto piace a chi si trova a stare su un palco. Guardando bene le foto, specie quelle di Madonna, si nota invece che comunque le facce cambiano, e il fisico si trasforma, in un modo o nell'altro. Restare giovani per sempre non si può, almeno per ora, al massimo si riesce ad darsi un aspetto giovanile, che comunque sarà qualcosa di diverso. Dove non arriva il tempo, ci pensa il chirurgo, ma le cose comunque cambiano. 

giovedì 29 dicembre 2011

I Dream Theater copiano i Supertramp, ma anche i Franz Ferdinand...

Ieri ho visto in negozio la copertina dell'album "A dramatic turn of events" dei Dream Theater, gruppo metal, un genere di musica che ascolto saltuariamente.


Non ho potuto non notare la drammatica somiglianza con la copertina di "Famous last words" dei Supertramp del 1982.


Del resto, prima di loro, anche altri hanno preso ispirazione da opere del passato. Per esempio, ricorderete tutti la copertina di "You could have it so much better" dei Franz Ferdinand.



Non è un mistero che il gruppo scozzese si sia "ispirato" al grande artista Alexander Rodchenko, uno dei pilastri dell'avanguardia russa, che nel 1924 così ritraeva Lilya Yuryevna Brik



Ma forse è più conosciuta in questa versione.


La stessa immagine è stata poi copiata, rimodellata e utilizzata migliaia di volte nella in poster pubblicitari, copertine e pubblicità. Come per esempio per la copertina di "Eretici digitali" di Massimo Russo e Vittorio Zambardino.


Ma copiare prendere liberamente spunto da opere del passato è una pratica molto diffusa nell'ambito dell'arte, e in tutti gli altri ambiti del sapere umano. Io sono da sempre favorevole alla libera circolazione delle idee, alla cultura libera. Avendo poche idee mie e poca cultura, devo far conto su quelle degli altri! :-) Di fondamentale importanza è riportare sempre le fonti delle proprie ispirazioni per dare agli autori originali i necessari riconoscimenti morali (e, se proprio serve, materiali).

lunedì 19 dicembre 2011

Qualche alternativa alle "solite" noiose canzoni di Natale

Se in questi giorni vi capita (e vi capita, sono sicuro) di frequentare negozi e centri commerciali, sarete sicuramente subissati dalle solite canzoni di Natale, nell'ordine crescente insofferenza:
  • "White Christmas" cantata da Dean Martin, o Frank Sinatra, o Micheal Bublé, o... sentita così tante volte che mi si è incisa nel timpano, e adesso mi pare di sentirla anche quando c'è silenzio
  • "Do they know it's Christmas time" cantata dalla Band Aid, super gruppo pop messo insieme da Bob Geldof e Midge Ure nel 1984, una delle tante volte che pensavamo una canzone potesse davvero cambiare il mondo 
  • "All I want for Christmas is you" cantata da Mariah Carey, troppo sdolcinata anche per incurabili inguaribili romantici cronici
  • "Last Christmas" dei Wham, la meno natalizia, in cui il Natale c'entra solo come periodo dell'anno (ricordate il video? neve, baita di montagna, capelli cotonati e...) 
Quest'anno ho deciso di compilare la mia personale scaletta per il Natale, con qualcosa di un po' più movimentato e divertente.

Buone Feste! :-)

The Ramones - Merry Christmas (I Don't Want To Fight Tonight): già allora si capiva quel che Natale stava diventando.



U2 - Christmas (Baby Please Come Home): quando gli U2 facevano gli americani



Queen - Thank God It's Christmas: da annoverare nei classici di tutti i tempi.



KoRn - Jingle Balls (Attenzione! Fate uscire i bambini dalla stanza)

sabato 19 novembre 2011

U2's Achtung Baby, 20 years later (prima parte)


"U2 set themselves up as the first of the new groups rather than the last of the old" (Bill Flanagan)

20 anni fa, nel giorno ufficiale dell'uscita, mi recai al negozio di dischi di Thiene "Il Discolo", e comprai il CD di "Achtung Baby" degli U2. Il titolare mi disse "Oggi tutti quelli che entrano chiedono questo disco. O quelli dei Guns 'N Roses" (Use your illusioni I e II). Andai a casa e mi ascoltai tutto il CD nella taverna di casa, dove c'era lo stereo, sul divano, le cuffie in testa. Il disco era oscuro, introspettivo, inquietante, insieme tribale e urbano.

Quando finì, salii a cenare. Sulle scale trovai mio fratello che mi chiese "Com'è?".

"Sconvolgente."

Dopo aver bagnato i panni nel Mississippi con il lungo tour che seguì "The Joshua Tree", da cui nacque "Rattle and Hum", gli U2 tornarono a casa inariditi e svuotati. Si presero una lunga pausa di riflessione.
Si ritrovarono nel 1990 a Berlino, negli Hansa Studio, una ex sala da ballo delle SS, per registrare un nuovo disco. Il muro era caduto l'anno prima e Berlino era nel turbine del processo di riunificazione delle due Germanie, dopo 45 anni di guerra fredda.

Anche la band era ancora in crisi e ci furono forti contrasti, tanto più che The Edge si era appena separato dalla moglie. Ma le mani sapienti di Brian Eno e Daniel Lanois, già produttori di "The Unforgettable Fire" e "The Joshua Tree", seppero trarre il meglio da quelle discussioni e ne uscì un album di completa rottura nei confronti del passato, e che aprì le porte a una nuova fase nella carriera degli U2.

20 anni dopo, provo a mettere nero su bianco le emozioni e i pensieri di quella sera e le cose che nel frattempo sono successe attorno a quell'album.  
Edit: ho deciso di spezzare in due questo post, stava diventando troppo lungo (=palloso). Stay tuned!

Zoo Station 

Si inizia subito pesante. Chi si era addormentato sulle note di "All I want is you" si risveglia in un incubo: esplosioni, strati e strati chitarre distorte, batteria metallica e Bono che canta da dentro un tubo. Eppure batti e ribatti, la melodia è coinvolgente e armoniosa.


Il titolo della canzone è rubato a una stazione della metro di Berlino, che ha "ricambiato" rinominando in U2 la linea della metropolitana che vi passa. 

Questa canzone è la copertina del nuovo corso degli U2, e aprirà tutti i loro concerti dello ZooTV Tour, il tour mondiale seguito alla pubblicazione del disco. 

EVERYTHING YOU 
KNOW IS WRONG

Qualche anno prima della rivoluzione comunicativa di Internet, gli U2 tramortiscono i loro fan con un suono potente e overload visiva. Il tour porta in giro un palco immenso, una vera Cattedrale Catodica, schermi giganteschi che lanciano messaggi inquietanti, ironicamente subliminali. Il concerto è una Messa Mediatica che celebra alienazione e follia della civiltà moderna.


Io l'ho visto passare 2 volte, ad Assago e a Verona. Vedere Bono che balla come una scimmia e scimmiotta il passo dell'oca davanti a schermi giganti disturbati da rumore bianco vale da solo il prezzo del biglietto. Ma questa è un'altra storia.

Even Better Than The Real Thing

Questa canzone è (IMHO) quanto di più ipnotico e psichedelico esista nella discografia degli U2. La chitarra elettrica imbizzarrita fa da padrone, Bono canta sussurrando le parole fino all'esplosione finale. Della canzone, Bono disse:
"It was reflective of the times [the band] were living in, when people were no longer looking for the truth, [they] were all looking for instant gratification."
(Rifletteva i tempi che la band stava vivendo, quando la gente non cercava la verità, ma cercavano tutti un piacere istantaneo) 
Il video altrettanto ipnotico e vertiginoso fece un discreto scandalo perché furono inseriti alcuni fotogrammi di discutibili opere d'arte dell'americano Jeff Koons, ritratto in atteggiamenti intimi con la moglie del tempo, che gli italiani ben conoscono.

One

Nella saga delle "ballad" degli U2, c'eravamo lasciati con l'Io narrante che non sapeva se poteva vivere con o senza la sua dolce metà. Ci ritroviamo in "One" che sì, possono vivere assieme, ma contrasti, incomprensioni e discussioni avvelenano il clima e incrinano l'unità della coppia, e definiscono il senso del brano.
We are One, but we're not the same (siamo Una Cosa Sola, ma non siamo la stessa cosa)
Testo e musica ne fanno indiscutibilmente una delle più belle canzoni degli U2, un vero pezzo di storia del rock.


Di questa canzone fu tratto anche un singolo, sulla cui copertina c'era una foto di bisonti che cadono nel vuoto, opera di  David Wojnarowicz, artista gay morto di AIDS. I bisonti spinti a morire nel vuoto dai cacciatori indiani simboleggiano appunto il fotografo e altri come lui spinti nell'ignoto da forze invisibili e oscure.

Until the end of the world

Il pezzo più oscuro dell'album, introdotto dal ritmo delle conga suonate dal produttore Daniel Lanois, tutto giocato sui bassi, con Bono che recita versi. Al primo ascolto non capivo cosa significassero. A complicare il tutto, il brano fa parte della colonna sonora dell'omonimo film di Wim Wenders, che però narra tutt'altra vicenda.
Scoprii più tardi che Bono aveva scritto quella canzone pensando a un dialogo tra Gesù e Giuda, che riepiloga i momenti salienti della passione: ultimo cena, incontro nel giardino del Getsemani e suicidio di Giuda.

 
Ai tempi della registrazione dell'album, Wenders era a Berlino e cercava un brano per il suo film, gli U2 un titolo per il loro brano, si scambiarono i favori con soddisfazione reciproca.

Who's Gonna Ride Your Wild Horses

Dell'album è la canzone che amo meno. Anche se ne hanno fatto un singolo, anche se l'hanno suonata dal vivo, ho come la sensazione che non dovesse far parte dell'album.
La leggenda narra che fosse stata ispirata e dedicata a una ragazza conosciuta, conosciuta bene intendo, da uno degli U2 durante la registrazione dell'album.

So Cruel

Questo è il pezzo più sofferto dell'album. Una ballad triste, amara e malinconica che parla della fine di un amore. Bono ha scritto questa canzone pensando alla rottura ta The Edge e la moglie, avvenuta proprio durante la registrazione di "Achtung Baby". Bisogna tenere presente che fino ad allora, a detta dello stesso Bono, gli U2 facevano tribù con famiglie e amici in comune. La fine del matrimonio di David Evans (The Edge) segna anche la fine dell'armonia di questa piccola comunità.
La canzone resta un piccolo gioiello incastonato nell'album che brilla di luce nera.

(fine prima parte)

giovedì 8 settembre 2011

Com'è bello cantar sui tetti - Red Hot Chili Peppers

Sottomarina, VE

Nelle città, il tetto di un edificio è il palco naturale per chi si vuole esibire.

Da piccolo negli anni '70 andavo al mare a Sottomarina. Sottomarina è una delle spiagge più popolari del Veneto, l'aria della spiaggia è piena di iodio, il paese è pieno di tristi palazzoni in cemento costruiti durante il boom economico.
Alla sera, durante le lunghe sere estive, c'era una bambina, avrà avuto 8-9 anni, che gridava tutte le canzoni di Raffaella Carrà dal terrazzo dell'appartamento, a qualche centinaio di metri dal residence dove ero in vacanza. Per sua fortuna, trasmissioni come "Piccoli fans" e "Bravo Bravissimo" con bambini (orrore!) che cantano canzoni adulte, erano di là da venire, e poteva esprimersi liberamente, senza gare, eliminarie e giudici.

Noi guardavamo la bimba come fosse in TV, non è che ci fosse molto da fare, alla sera a Sottomarina, per un bambino.

Probabile che quella bambina non sapesse dei Beatles, e della loro esibizione del 30 Gennaio del 1969, dal tetto della casa discografica Apple Records, a Londra. I Beatles furono i primi che la storia ricordi a esibirsi su un tetto.

Venice Beach, CA

Gli ultimi, in ordine di tempo, sono stati i Red Hot Chili Peppers. Il 30 Luglio 2011, alle 18.30 sono saliti sul tetto del MTA Bikini Store, al numero 1901 della Ocean Front Walk di Venice Beach, California, e da lì sopra hanno registrato il video ufficiale del singolo "The Adventures Of Rain Dance Maggie" tratto dal nuovo album "I'm With You."

La location del video su Google Maps

Flea, lo scatenato bassista dei RHCP, doveva aver paura di sentirsi solo lassù, e così qualche ora prima, ha mandato un twit su Twitter dal suo iPhone.


Negli Stati Uniti, Twitter è decisamente più diffuso che in Italia e al momento del video nelle strade attorno c'era una folla degna dei loro concerti, mica gente che passava di lì per caso.


Il video ufficiale

Su Youtube ci sono moltissimi, fatti dalla gente coi telefonini. Merita particolare nota quello di Tony Vera, che è una specie di "dietro le quinte" del video, con inquadrature sulla troupe presente sul tetto durante le riprese, le auto della polizia parcheggiate tutto attorno alla location (per sicurezza erano state chiuse le strade), la folla ammassata sui tetti e sotto, i RHCP ripresi per strada, e il siparietto di un'inviperita signora del posto (dal minuto 8:34) che vuole assolutamente passare sopra alla folla con la sua station wagon per tornare a casa.



Link:

Altri video e foto dei RHCP a Venice Beach

lunedì 5 settembre 2011

Buon compleanno, Freddy

Il doodle di Google di oggi, merita di passare giustamente alla storia, anche per celebrare degnamente Farrokh Bulsara, noto al mondo come Freddy Mercury I il Grande, cantante dei Queen, il cui regno ventennale ha segnato la storia della musica leggera, e che oggi avrebbe compiuto 65 anni.
Non voglio cambiare il mondo, lascio che siano le mie canzoni ad esprimere le sensazioni e i sentimenti che provo ed ho provato. Essere felici è il traguardo più importante per me, ora, e quando sono felice il mio lavoro lo dimostra. Alla fine tutti gli errori che ho commesso e tutte le relative scuse saranno da imputare solo a me: mi piace pensare di essere stato solo me stesso... Adesso voglio solamente avere tutta la gioia e la serenità possibili, e vivere quanta più vita possa, per tutto quel poco tempo che mi resta da vivere. (Freddy Mercury, dall'ultima intervista mai rilasciata)

martedì 9 agosto 2011

Josie Charlwood: one woman band!

Mi sono imbattuto per caso in questa signorina da Haywards Heath, UK, e mi sono detto "però!".



Poi ho visto anche questo suo rifacimento di "Feel Good Inc." dei Gorillaz, e ho pensato "però! non male".



Però, possibile sia ancora così sconosciuta?


Link:

Canale Youtube di Josie Charlwood

lunedì 23 maggio 2011

Welcome back, DJ River


Dopo un'assenza che durava da anni, è riapparso DJ River, al secolo River Edén, dj svedese, diventato famoso nella Rete per i suoi mix di musica chillout - downtempo - lounge.

Riappare con un messaggio nella sua newsletter, diretto ai suoi estimatori:
"Fellow fans, I know there's been a while since you heard from me. To make a long story short, I will begin to let you know that I am back from years with drug abuse problems. It almost killed me before I finally got to my senses.. The good news is that I did survive, and are now recieving help for it, and it's going really well.
At last, I want to apologize to all of you who have wondering where I have been these years. I hope you can forgive me. /DJ River"
"Cari fan che mi seguite, so che è da un bel po' che non avete mie notizie.  Per farla breve, vi dico subito che torno dopo anni di problemi per abuso di droghe. Sono quasi morto prima di rendermi conto di quel che facevo .. La buona notizia è che sono sopravvissuto, sto ricevendo aiuto per uscirne, e sta andando molto bene.
Voglio infine scusarmi con tutti voi che vi domandavate dove fossi finito in tutti questi anni. Spero che mi possiate perdonare. / DJ River " (trad. by Dario)
Riappare soprattutto con il suo ultimo lavoro, "The Gold Room", un bel viaggio attorno al mondo nello stile che caratterizza questo DJ, e che piacerà sicuramente a tutti i suoi fan.


È bello sentirlo di nuovo all'opera! Sarò un ingenuo, ma per un giorno, magari solo per stasera, mi piace pensare che una persona può fare mille errori nella sua vita, ma ha sempre la possibilità, se ne ha la volontà, di tornare dai suoi amici.


Link:

Sito ufficiale di DJ River

mercoledì 11 maggio 2011

In memoria di John Lennon

Qualche mese fa si sono successi in rapida successione l'anniversario della nascita (70esimo) e della morte (30esimo) di John Lennon. Con l'occasione volevo scrivere 2 righe alla sua memoria, ma sono troppo lento.

Già me lo diceva la maestra delle elementari, preoccupandosi che la lentezza nascondesse una qualche altra patologia ben più grave. Per fortuna (mia), si trattava solo di una certa lentezza nel mettere in pratica quanto apprendevo. Questa mio limite, poi, con il tempo, è diventato un punto di forza, che mi ha consentito di evitare di fare velocemente le cavolate più grosse.

Per contro, mi trovo solo ora, da solo, a celebrare la memoria di un Grande della Storia, mentre il resto del Mondo ha già sbaraccato, sgomberando piazza e palinsesti, e sui CD celebrativi si accumula la polvere dell'oblio. Il mio cruccio era trovare il modo giusto, un pensiero originale, qualcosa che non fosse già stato detto, scritto o visto. Compito difficile, se non impossibile, visto che sul Lennon s'è già detto, scritto e visto tutto. E anche il suo contrario.

L'altra sera poi mi trovavo a riascoltare "Instant Karma", una delle canzoni che al sottoscritto piace di più.


Di questa canzone ne esistono vari remake, di artisti più o meno famosi, tra cui gli U2 e i Duran Duran.



Il remake più bello l'hanno fatto però i Beady Eye, questo.


Si, lo so, questa è "Roller", e non è un remake di "Instant Karma", ma basta ascoltare le due canzoni in sequenza per sentire l'influenza della seconda sulla prima. E si, lo so, i Gallagher, da sempre, in qualunque loro forma, si sono anche fin troppo ispirati a Lennon & Co.

Se c'è un modo giusto e degno di ricordare Lennon, questo è quello: John Lennon è ancora qui, in mezzo a noi, rinfresca continuamente le nostre orecchie, come se avessero sparso le sue ceneri nell'immenso Gange della Musica.

giovedì 24 febbraio 2011

Banshee su Ubuntu 11.04 "Natty": decisione salomonica sulla spartizione dei (pochi) guadagni

 
L'antefatto (divenuto misfatto)

Come ormai noto, Banshee sarà il lettore multimediale predefinito su Ubuntu 11.04 "Natty Narwhal", sostituendo Rhythmbox, che ha equipaggiato Ubuntu fino alla 10.10 (e che merita di essere sostituito solo per quanto è difficile da scrivere! :-) - sfogo di blogger frustrato dall'inglese).

Nelle scorse settimana c'era stata un'acida polemica sulla scelta, "imposta" da Canonical, di far disattivare su Banshee il negozio online AmazonMP3, a favore del negozio online di  Canonical, Ubuntu One Music Store. La polemica verteva sul fatto che Amazon riconosce a Banshee una parte dei proventi della vendita di MP3, e che Banshee gira il 100% di questi alla GNOME Foundation. Con la decisione di Canonical, GNOME Foundation avrebbe perso (meglio, NON avrebbe guadagnato) parecchi soldi. Finora infatti questi soldi sono stati pochi, 3.000 dollari in 6 mesi. Ma con l'avvento di Banshee su Ubuntu 11.04 sarebbero diventati sicuramente molti di più!

L'equo compenso (quello vero)

Notizia di oggi: Canonical e gli sviluppatori di Banshee, hanno comunicato di comune accordo che:
  • su Ubuntu 11.04, saranno attivi in Banshee entrambi i negozi di musica AmazonMP3 e Ubuntu One;
  • Canonical devolverà il 25% di quanto incassato da AmazonMP3 alla GNOME Foundation;
  • Canonical inizierà a devolvere il 25% di quanto incassato da Ubuntu One Music Store, sia che venga da Banshee che da Rhythmbox alla GNOME Foundation.

Il fiuto di Canonical

Questa mossa conferma il fiuto di Canonical, sempre attenta agli umori della Comunità. Errori di valutazione ce ne possono sempre essere, ma è importante ammetterli e correggersi.
Noi abbiamo solo da imparare.


Link:

Post di Gabriel Burt di Banshee sul suo blog personale
Notizia sulle Ubuntu News

venerdì 6 agosto 2010

6 Agosto: 65 anni fa iniziava l'era atomica

"Il mattino del 6 agosto 1945 alle 8.16, l'Aeronautica militare statunitense lanciò la bomba atomica "Little Boy" sulla città giapponese di Hiroshima, seguita tre giorni dopo dal lancio dell'ordigno "Fat Man" su Nagasaki. Il numero di vittime dirette è stimato da 100.000 a 200.000, quasi esclusivamente civili. Per la gravità dei danni diretti ed indiretti causati dagli ordigni, e per il fatto che si è trattato del primo e unico utilizzo in guerra  di tali armi, i due attacchi atomici vengono considerati fra gli episodi bellici più significativi dell'intera storia dell'umanità." (fonte it.wikipedia.org)
The Unforgettable Fire

Gli U2, nel 1984, dedicarono a questi tragici fatti il titolo del loro album, un singolo e il video omonimo. Nel video si vedono alcuni riferimenti alla bomba, il più evidente è la giostra che si trasforma in fungo atomico.



Proprio stasera, gli U2 saranno a Torino per la ripresa del loro tour. Eseguiranno sicuramente questo pezzo, chissà se diranno 2 parole.


Link:

Voce di Wikipedia relativa ai bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki

lunedì 16 novembre 2009

Per chi suona la banda(na)

Dopo aver agonizzato a lungo nei cassetti ministeriali (in legno di mogano intarsiato, una prematura bara di lusso), la Banda Larga italiana ha ripreso il giusto vigore necessario per... arrivare al più vicino cimitero. Le vicende sono note, ma vorrei riepilogarle. Visto che si tratta pur sempre di una "Banda", le accompagno con una degna colonna sonora che danno il nome ai paragrafi.

Per chi si è perso qualche puntata, in fondo trova i link ai miei post precedenti sull'argomento. Oppure googlate un po' sulla rete.

Overture dall'opera "Guglielmo Tell" - Gioacchino Rossini

Si parte in pompa magna: il Governo affida a Francesco Caio, il miglior (più costoso?) consulente del settore, uno studio di fattibilità sul futuro della Banda Larga in Italia. Lo stesso Caio aveva appena finito un lavoro simile per la Gran Bretagna. Dal suo lavoro, è nato il piano "Digital Britain" che si prefigge di portare a tutti i cittadini di sua Maestà la banda larga a minimo 2 Mbit/s entro il 2012.
Il buon Caio si mette all'opera, e il 17 marzo 2009 consegna al Governo quello che viene definito il "Piano Caio" (che fantasia!), in cui consiglia 3 possibili strade per la Banda Larga:
  1. "Leadership europea": creazione di una rete di tipo Ftth (fiber to the home), in parte in fibra ottica e in parte in rame, per coprire circa cento città e arrivare al 50% delle case italiane;
  2. "Per non arretrare in Europa": copertura del 25% delle abitazioni con una rete in fibra di nuova generazione;
  3. "Flessibilità sul territorio": promuovere la nascita di reti locali per la copertura di 10-15 città, grazie a partnership tra Telecom Italia e privati, con un investimento pubblico limitato.
Adagio in sol minore (o "Adagio di Albinoni") - Remo Giazotto

A questo punto il ritmo rallenta fino a quasi rallentare. Il "Piano Caio", in qualunque sua soluzione, prevede investimenti importanti. La prima, la più ambiziosa costa 10 miliardi di euro in 5 anni, e poi giù a scalare per le altre due. Questa soluzione prevede addirittura lo scorporo da Telecom Italia della rete in fibra ottica.

Il Governo prende tempo, lascia riposare (in pace) il piano in un cassetto per molti mesi, neanche fosse un buon vino (o un moribondo). Il piano, in una qualunque di quelle ipotesi, è giudicato troppo oneroso. In controtendenza mondiale, nessuno al Governo è realmente convinto che la banda larga possa apportare un qualche tipo di vantaggio all'Italia. Il "Piano Caio" è secretato, e lo resta fino a che wikileaks non lo pubblica su Internet. Senza questa mossa, il piano probabilmente non sarebbe mai stato reso pubblico.

A Giugno il Governo presenta il "Piano Romani" (dal nome del Sottosegretario alle telecomunicazioni), alla presenza a denti stretti di Francesco Caio. Il Governo butta sul tavolo 800 milioni di finanziamenti, più altrettanti da finanziamenti europei e privati, per un totale di circa 1,4 miliardi di euro. Caio prende la parcella e scappa, senza rilasciare dichiarazioni.
Il piano è un deciso ridimensionamento delle ambizioni iniziali di banda larga, niente più ipotesi di mega cablaggi in fibra ottica, ma un ben più modesto obiettivo di portare la banda larga a 2 Mb/s in tutte le case degli italiani, anche con il vetusto doppino in rame.

Dopo questo, di fatto, non succede nulla. Gli 800 milioni rimbalzano da un CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, cioè il Governo stesso) all'altro, senza trovare mai il momento giusto per essere approvati. Se si vedono i verbali del CIPE (disponibili su Internet), neanche se ne accenna.

You shook me all night long - AC/DC

Un colpo deciso al torpore lo da' con un colpo di rimbalzo il Ministro alle Comunicazione finlandese che dichiara non solo che entro il 2010 tutti i Finlandesi avranno accesso alla Rete ad almeno 1 Mb/s, ma anche che la stessa deve essere considerata un diritto per tutti, che lo Stato deve garantire come "servizio universale" (allo stesso livello di acqua, luce e gas).

Renato Brunetta, Ministro per la Pubblica Amministrazione e Innovazione, lo considera un affronto personale, e rilancia, promettendo per l'Italia un prossimo futuro con accesso alla rete ad almeno 2 Mb/s (Finlandesi "doppiati"!) in tutta Italia. Dal canto suo, il Ministro ha in mente il piano "e-Gov 2012", che mira ad efficientare la Pubblica Amministrazione, con notevole risparmio di soldi dello Stato e notevoli risparmi di soldi e tempo per i cittadini.

Tanta velleità viene smorzata a inizio novembre dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta che dichiara: ''C'è un piano per la banda larga e uno stanziamento nel bilancio. Ma è stato concepito prima della crisi (invece il piano è stato fatto tra a fine dell'anno scorso e marzo del 2009, in piena crisi n.d.a.) e, come su tutti i piani, va fatto ora un momento di riflessione in funzione della diversa scala di priorità che dalla crisi è emersa''. La crisi ''ci ha obbligato a cambiare l'ordine delle priorità del governo per fare gli investimenti necessari a uscirne. Abbiamo detto: 'bocce ferme'. I soldi stanno lì. Se le cose migliorano, usciti dalla crisi, si può riprendere un ordine normale delle priorità e la prima è la banda larga. Lo faremo quando sapremo che quelle risorse non dovranno essere occupate per risolvere le questioni sociali, l'occupazione che sono le prime nostre preoccuapazioni''."

In sostanza, il Governo considera la banda larga un lusso che l'Italia non si può permettere, piuttosto che uno strumento per uscire appunto dalla crisi.

It's the End of the World as We Know It (And I Feel Fine) - R.E.M.

A questo punto si scatena un'ondata di dichiarazioni che ricordano la Torre di Babele. Se si guarda la rassegna stampa sull'argomento (io lo faccio ogni giorno) ci sono dichiarazioni di politici, di destra centro e sinistra, imprenditori, associazioni di imprenditori, e associazioni dei consumatori, associazioni delle casalinghe e quant'altro. Non ho visto solo il comunicato stampa dell'Associazione Tamburello di Montegrotto Terme.

Ognuno di questi dice sostanzialmente la stessa cosa: "La banda larga è indispensabile allo sviluppo del Paese". Una ridda di voci che fa scandalo, se la si paragona al silenzio dei mesi scorsi. Purtroppo, non cambia di una virgola la posizione del Governo. Se si legge sul verbale dell'ultima riunione del CIPE (06 Novembre 2009): "Il Comitato ha inoltre preso atto [dell'] informativa del Ministro dello sviluppo economico in merito alla necessità di dare sollecita attuazione ad alcune previsioni legislative concernenti il piano nazionale banda larga [..]".

Questa è la prima volta in cui la banda larga compare ufficialmente nei varbali del CIPE. Tanto è alto l'interesse del Governo su questo tema.

A questo punto il film (dovrei dire "la telenovela") si interrompe. Non ho ancora il pezzo giusto per la colonna sonora. Difficilmente sarà "La marcia trionfale".


Link:

Articolo sul "Piano Caio" (Punto Informatico)
TV digitale VS Banda Larga
Presentazione del "Piano Caio"
NON decisione del Governo
Banda larga a Roma
Banda larga in Finlandia

martedì 10 novembre 2009

Il muro di Berlino è caduto, ma quanti ne costruiamo ogni giorno

20 anni fa cadde il muro di Berlino. Adesso siamo tutti lì, a celebrarne l'allegro funerale. Si dice che ha segnato una svolta nella civiltà e nella costruzione della nuova Europa.

La società è migliorata? Ci sono muri ovunque:
muri di ignoranza e pregiudizio
muri di indifferenza verso chi soffre
muri di ipocrisia di chi governa e muri di ipocrisia di chi benedice chi governa
muri di difesa contro lo straniero, non più il comunista bolscevico ma l'immigrato morto di fame

Memorabile il concerto organizzato da Roger Waters pochi mesi dopo, a Berlino per festeggiare la caduta del muro, gli Scorpions che arrivano in limousine direttamente sul palco. Roger "Pink" Waters che dall'alto del successo cade nel baratro della droga e dell'isolamento, e ogni scalino che percorre verso il basso è un mattone che va su, in alto, a costruirgli il muro attorno. Fino a isolarlo completamente.
L'opera rock "The Wall", sembra fatta apposta per celebrare quanti muri restano ancora da abbattere, dentro e fuori di noi. E' triste constatare che per un muro che cade da una parte (Berlino), se ne costruisce un altro da qualche altra (Palestina).

Se davvero siamo migliorati, beh, abbiamo ancora tanta strada da fare.

Link:

"The Wall" su Wikipedia
"Live in Berlin" su Wikipedia

domenica 9 agosto 2009

Springsteen Bruce: dove sei?

IMAIE "Istituto per la tutela dei diritti degli artisti interpreti esecutori", è (oppure era) l'ente deputato a riscuotere per conto degli artisti i proventi dei diritti degli artisti stessi, interpreti o esecutori. Per chiarire meglio, l'istituto è (era) deputato alla riscossione dei diritti della "copia privata", cioè la tassa che si paga quando si acquista una cassetta vergine, tassa pagata nella certezza assoluta che la cassetta si usi per duplicare un'originale coperto da diritti d'autore.
Dopo 20 anni di attività, questo istituto si ritrova tra le mani 118 milioni di euro, quasi un Superenalotto, incassati in nome e per conto degli artisti. E' difficile capire di preciso quali attività abbia svolto in tutti questi anni, se ancora nelle sue casse ci sono così tanti soldi.

Andando a spulciare sul loro sito si trovano delle cose un po' bizzarre.

La prima cosa: dal loro sito web lanciano un appello (disperato): stanno cercando artisti sconosciuti ai più come tale Aguilera Cristina, chi l'ha mai sentita?, o gruppi dai nomi ridicoli come Aerosmith, Africa Bambaataa, A-Ha. Capisco come deve essere stato impossibile trovarli!

La seconda cosa: non si riesce ad accedere alla lista degli artisti "ricercati" con nomi che iniziano con le altre lettere dell'alfabeto, dopo la "A". Spulciando su internet, si vede che l'attuale è una pagina HTML, mentre prima esisteva una pagina dinamica ASP, con tanto di ricerca. La pagina non è più accessibile direttamente dal sito, ma con il link (qui sotto) al momento in cui scrivo, ci si può ancora accedere. In questa pagina, si possono trovare altri artisti sconosciuti ai più, che solo il mio raffinato gusto della musica ricercata mi permette di conoscere, come Springsteen Bruce, Jackson Micheal, Sinatra Frank, Ciccone Louise Veronica e Stewart * (gli "Stewart" sono davvero tanti, neanche io li conosco tutti!). Trovo anche un tale "Stills Crosby"! Che casualità: questo qui come nome ha il nome di uno dei componenti del famoso gruppo "Stills Crosby Nash & Young"!

La terza cosa strana: il funzionamento dell'istituto, se leggete l'ottimo articolo di Guido Scorza su Punto Informatico (link qui sotto, per chi vuole approfondire) capirete perché adesso l'IMAIE è giunta al termine dei suoi giorni. La conferma della chiusura dell'ente è arrivata dal Consiglio di Stato il 16 Luglio scorso, dopo che il prefetto di Roma ne aveva disposta la chiusura perché "incapace di raggiungere gli scopi statutari".


Link:

Articolo di Guido Scorza su "Punto Informatico"
Pagina HTML di "Ricerca degli artisti" (versione attuale della ricerca)
Pagina ASP di "Ricerca degli artisti" (versione precedente della ricerca, ancora attiva)
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