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sabato 9 novembre 2019

Ubuntu Wellness at Ubucon Europe 2019


(Segue Italiano)

🇬🇧🇺🇸 Last october I attended Ubucon Europe 2019, at Sintra in Portugal. Still need some time to gather the right words to explain how well I felt standing there with Ubuntu mates, and how many different good talks I saw.
Meanwhile, you can take a look at the video of my talk, where I speak about my running story: how I began running, why I still run, and why (almost) everybody can do it. Oh! Obviously I explain also what open source software you can use to track safely and securely your runs.
Let me know what you think about it! :-)

🇮🇹 Lo scorso ottobre ho partecipato a Ubucon Europe 2019, a Sintra in Portogallo. Ho bisogno di ancora un po' di tempo per mettere insieme le parole giuste per spiegare come mi sono sentito stare lì con gli amici ubunteri, e quanti bei talk ho sentito.
Intanto, potete dare un'occhiata al video del mio talk, dove parlo della mia storia di corsa: come ho cominciato, perché corro ancora e perché (quasi) tutti possono farlo. Oh! Ovviamente spiego anche che software open source si può usare per tracciare in le proprie corse in modo sicuro.
Fatemi sapere cosa ne pensate! :-)


Thanks very much Ubuntu & Canonical for funding my travel expenses!

(The picture in this post is from Marco Trevisan on Twitter)

venerdì 12 aprile 2019

Bloccato da Apple. Grazie!


Tediato oltre misura dall'invasiva pubblicità su Twitter del noto marchio di diavolerie elettroniche, che intende rifarsi la verginità sulla privacy a forza di video emotivamente pucciosi, ho risposto a tono a un suo tweet. Sono stato subito bloccato.

Morale della favola: mi sarà impossibile vedere le prossime pubblicità ipocrite di Apple. Grazie Apple!

mercoledì 29 agosto 2018

A "ESC 2018" per parlare di Ubuntu Touch


Venerdì 31 agosto prossimo parteciperò a ESC 2018 che si tiene presso il Forte Bazzera, nelle vicinanze dell'Aeroporto di Venezia. 

ESC - End Summer Camp - si svolge dal 29 agosto al 2 settembre, ed è un evento particolarmente interessante, ricco di appuntamenti su temi che riguardano open source, hacking, open data e... beh, il programma è talmente vasto che è impossibile riassumerlo in poche righe, dategli un'occhiata anche voi!

Il sottoscritto sarà a ESC per parlare di Ubuntu Touch, che è l'attività che ultimamente mi sta prendendo più tempo, del mio poco tempo libero. Dopo che l'anno scorso Canonical ha abbandonato lo sviluppo di Ubuntu Touch, una comunità - sempre più numerosa - si è aggregata attorno al progetto UBports, inizialmente portato avanti dal solo benemerito Marius Gripsgard, che ha proseguito il lavoro da dove Canonical si era fermata. Proprio pochi giorni fa, UBports ha ufficialmente rilasciato OTA4, il primo aggiornamento basato su Ubuntu 16.04, ma soprattutto una serie lunghissima di bug fix e miglioramenti, dopo un lungo lavoro di assestamento e pulizia.

Still Alive!


Adesso è tempo che tutto il mondo sappia che Ubuntu Touch è vivo, e probabilmente la migliore cosa che sta accadendo in tutto il panorama dell'Open Source mondiale. Passato lo scandalo delle rivelazioni di Snowden, sembra che le persone si siano dimenticate (rassegnate?) di quanto invasiva sia la sistematica violazione della privacy personale operata da tutti gli smartphone in commercio. Pratica questa che espone la propria vita non solo alle ben note aziende tecnologiche americane del settore (Apple, Google, Facebook, Yahoo), ma anche a tutti i pirati che ogni giorno rubano tonnellate di dati personali alle stesse aziende.

Ubuntu Touch è la risposta open source alla domanda di maggiore controllo e tutela dei propri dati, oltre che un sistema operativo davvero libero e aperto.

Se venite a Forte Bazzera venerdì 31 agosto alle 11.30 vi parlerò di questo (e anche tanto altro!). Vi aspetto!

domenica 22 aprile 2018

UbuCon Europe 2018, ci vediamo a Xixòn?

 

La prossima settimana parteciperò a UbuCon Europe 2018, a Xixòn (Gijon), nelle Asturie, in Spagna.

UbuCon Europe


UbuCon Europe è l'appuntamento europeo di sviluppatori e utenti di Ubuntu (e non solo). È l'evento che ha sostituito gli Ubuntu Developer Summit, organizzati da Canonical.
UbuCon è un'opportunità unica per incontrare di persona le tantissime persone che in un modo o nell'altro partecipano allo sviluppo e al supporto di Ubuntu. Ricordo che Ubuntu (anche se fondata dal benemerito dittatore Sudafricano Mark Shuttleworth) è un progetto nato in Europa (la Gran Bretagna ne fa ancora parte, almeno geograficamente ;-) ), e in Europa le comunità di volontari ubunteri sono particolarmente attive.

Per me sarà l'occasione di rivedere alcuni amici che hanno partecipato all'avventura degli Ubuntu Phone Insiders, e conoscere di persona molte delle persone che ho solo visto o letto su Internet. È sempre un'esperienza piacevole parlare a quattrocchi con chi si è abituati a leggere sulle mail o sui blog, perché il contatto umano e l'esperienza diretta valgono più di un milione di parole.

L'evento si tiene a Xixòn (Gijon in spagnolo), che è la città di Marcos Costales, contact della Comunità Spagnola di Ubuntu, e a cui si deve l'organizzazione di questa edizione di UbuCon Europe. Marcos, che conosco dai tempi degli Insiders, è una delle persone più attive nell'ambito di Ubuntu, e anche sviluppatore di uno dei più bei programmi per Ubuntu Phone: uNav. Devo proprio a Marcos la mia partecipazione: è stato lui che mi ha spinto a lasciare la mia pigrizia sul divano e prenotare il volo per Oviedo.

La scaletta dell'evento è molto ricca: nel momento migliore (o peggiore, visto che il sottoscritto non è dato il dono dell'ubuquità) ci sono ben quattro talk diversi contemporaneamente. Per me sarà un problema decidere quale seguire, sono così tante le cose da sapere e imparare! Alla fine credo mi dovrò focalizzare sugli argomenti che già seguo (poco) nell'ambito della comunità, evitando di impelagarmi in altri nuovi progetti.

Il mio intervento


Il mio talk sarà sabato mattina, e parlerò di "Social Media for Open Source Communities". Dello stesso argomento ho parlato (slide su Slideshare) anche al recente MERGE-it 2018, ma questo talk sarà più ampio, perché parlerò anche di strategie per i social media. Ma soprattutto sarà il mio primo talk in inglese: Sant'Aldo Biscardi, protettore degli Italiani che parlano male inglese, aiutami tu!

Per me si tratta di una bella sfida, spero di riuscire a non dire troppe cavolate, ma del resto l'argomento social è decisamente sottovalutato in molte comunità, quando invece il contatto diretto che consentono i canali sociali è importantissimo sia in fase di promozione, che per il supporto ai propri "clienti".

Resoconto e live tweeting


I talk e i workshop si sviluppano da venerdì 26 a domenica 28 Aprile, io cercherò di presenziare a quanti più possibile... ma non più di uno alla volta! Purtroppo non è previsto un web streaming, e neanche riprese video dei talk (anche se ho proposto a Marcos una soluzione che forse permetterà di coprire una parte dei talk).

Vi darò un resoconto dell'evento su questo blog, ma soprattutto seguirò l'evento anche con un live tweeting su Twitter, quindi seguitemi lì per essere aggiornati in tempo reale! :-)

Si tratta della mia prima volta a un evento internazionale dedicato al mondo FLOSS, e davvero non vedo l'ora!

venerdì 6 aprile 2018

MERGE-it 2018, com’è andato il primo incontro delle Comunità Open

Sabato 24 marzo si è svolto a Torino il primo MERGE-it, il primo incontro delle Comunità italiane che si dedicano all’Open Source, Open Data e Open Culture. Le comunità presenti erano praticamente tutte (quelle che conosco): ubuntu-it, Debian, LibreItalia (LibreOffice), Mozilla Italia, Wikimedia (Wikipedia), OpenStreetMap, GFOSS.it, Spaghetti Open Data e ovviamente ILS, organizzatore dell’evento.
L’evento si è svolto presso la Corte Interrata del Politecnico di Torino, una gran bella location, con una serie di aule disposte sui due lati di uno spazio verde, nelle quali ogni comunità ha trovato il proprio spazio.


Accoglienza 


Per l’accoglienza, c’era un banchetto all’entrata, non era richiesta la registrazione, ma si potevano acquistare le magliette e gadget dell’evento. Ubuntu-it era in un'aula assieme ai cugini di Debian Italia, che ormai conosciamo da anni, condividendo molto di più che pacchetti “.deb”.

Il programma della giornata 

In ogni aula si svolgevano talk delle comunità, e alcune avevano colto l’occasione per fare la propria assemblea oppure discutere delle prossime azioni tutti assieme.

Nella sala ubuntu-it, i lavori sono iniziati con un fuori programma: la presentazione delle “vending machine” utilizzate dalla Regione Lombardia per il referendum sull’autonomia, e donate poi alle scuole Lombarde. La particolarità di questi computer consiste nel fatto che montano il Ubuntu, e sono un ottimo metodo perché l’open source entri nei cuori dei professori. Ci riusciremo solo se li sapremo accompagnare nel percorso di apprendimento.

Per quanto più attinente alla comunità ubuntu-it, la relazione di Mattia Rizzolo sui lavori del Consiglio della Comunità è stata l’occasione per fare un checkup sullo stato di salute della comunità, che ha visto negli ultimi anni il diradarsi di contributi e membri. L’idea comune emersa è quella di restringere il campo d’azione, abbandonando i progetti che non riusciamo più a seguire, e concentrandoci su quello che si può fare al meglio con le poche risorse a disposizione.

Pietro Albini ha poi fatto una relazione sui numerosi lavori che il Gruppo Sistemisti ha portato avanti per recuperare la conoscenza perduta dopo la dipartita di alcuni membri della Comunità, e per aggiornare il parco macchine su cui girano le risorse web della comunità italiana di Ubuntu.

Foto di @faffa42 su Twitter

E’ stato quindi il turno del sottoscritto. Davanti a una discreta folla di curiosi e appassionati (vedi foto), ho ripercorso la storia di Ubuntu Touch (Ubuntu Phone), dalle meravigliose premesse di “one system to rule them all” del 2011, all’abbandono dello sviluppo da parte di Canonical del 2017, alla concreta realtà di Ubports del 2018, dove una piccola comunità di appassionati, supportati da un paio di sponsor, ancora persegue l’obiettivo di un dispositivo basato su Linux e Software Libero e rispettoso della privacy. Ubports sviluppa Ubuntu Touch su ben quattro diversi dispositivi (One Plus One, Fairphone 2, Nexus 5 e BQ M10), e supporta tutti i “vecchi” dispositivi rilasciati quando lo sviluppo era condotto da Canonical (LG Nexus 4, BQ E4.5 e E5, Meizu MX4 e PRO 5).


Mi fa piacere segnalare l’impegno originale di Smoose, che ho contattato in fase di preparazione del talk. Si tratta di piccola azienda Olandese che si dedica allo supporto con solo Software Libero di realtà olandesi, e che impiega ben il 10% delle proprie persone al supporto dello sviluppo e della promozione di Ubuntu Touch.
Ho infine tracciato il futuro prossimo di Ubports, con la nascente fondazione di diritto tedesco, sul modello di Document Foundation, che darà ulteriori certezze a chi si dedica al progetto. Per Ubuntu Touch, riposti nel cassetto i sogni di dominio del mondo, si tratta di risalire la lunga ed erta china che deve affrontare un progetto open che può contare sulle forze del volontariato e poco altro. La strada è difficile e densa di incognite, ma forse è proprio questo il motivo che più mi appassiona.
Dopo di me ha parlato il grande Marco Trevisan, che ha offerto il punto di vista “aziendale” dello sviluppo di Ubuntu. Marco infatti lavora per Canonical, e ha accesso a molti aspetti dello sviluppo che dall’esterno possono sfuggire. Interessante quindi la sua testimonianza della collaborazione Ubuntu/Fedora (Canonical/Red Hat) per il supporto ai monitor HDPI per GNOME (che purtroppo non è ancora stata implementata). Dall’anno scorso, dopo l’abbandono di Unity, Ubuntu utilizza una versione di GNOME Shell leggermente modificata. In quest’ottica, la collaborazione con GNOME sarà sempre più importante. Tra un talk e l’altro intanto era arrivata pausa pranzo e ne abbiamo approfittato per un abbondante pranzo in un ristorante nei dintorni.
La pausa pranzo è durata anche più del previsto (burp!), e il pomeriggio è volato via velocissimo. Prima il talk di Jeremie Tamburini su come contribuire alla documentazione di Ubuntu: è molto più facile di quel che si crede!

Poi, ancora un talk del sottoscritto, con un talk su come sia importante per tutte le comunità aumentare il social engagement sui social media. I social media fanno parte della vita quotidiana delle persone che popolano il web, ed è quindi fondamentale per le comunità trasmettere il loro messaggio su tutti i differenti canali a disposizione: Facebook, Twitter, (e addirittura) Google Plus sono un ottimo veicolo per far conoscere le proprie attività, differenziando messaggi e frequenza a seconda del mezzo.
Capisco le perplessità sui social media da chi frequenta il mondo open: Facebook e le altre piattaforme sono chiuse, e pongono seri problemi di privacy. Nonostante questo sono anche utilizzate ogni giorno da milioni di persone e, per molte di queste, coincidono con la loro visione di Internet. Fare un passo nella direzione di queste persone, creando delle opportunità di contatto sui social media, è uno strumento utile per introdurle nel mondo open source.

Dopo il talk, mentre stavo andando a prendere un caffè alle macchinette, sono stato bloccato più volte nei corridoi da varie persone, raccogliendo diversi contatti e qualche possibile iniziativa per ubuntu-it. Per contro, ho così perso gli altri talk del pomeriggio, e neanche sono riuscito a passare a salutare le persone delle altre Comunità, parecchie delle quali amiche. Un peccato! Ecco, se devo trovare una pecca a MERGE-it, è mancato un appuntamento in cui trovarsi con gli altri. Sarebbe stato bellissimo un keynote iniziale comune e anche un pranzo conviviale, magari sfruttando un servizio di catering. Ma sarebbe bastata una pizzata da asporto come fanno gli amici del LUG di Pordenone.

Concludendo

Mentre il Software Libero prende piede sempre più, e le iniziative si moltiplicano, è sempre un piacere rivedere qualche vecchia conoscenza, e conoscere qualche faccia nuova - pur nel limitato volgere di un giorno. MERGE-it ha offerto tutto questo, e con qualche limatura organizzativa (vedi sopra), lo si può rendere un appuntamento fisso, ampliando il coinvolgimento del pubblico generale e degli studenti del Politecnico.

martedì 20 marzo 2018

MERGE-it, 24 marzo: le community si incontrano a Torino


Per la prima volta nella storia (esclusa la fantastica ma limitata esperienza della DUCC-IT) le comunità italiane attive nel FLOSS, Cultura Libera e Open Data si incontrano tutte assieme, tutte nello stesso posto e nello stesso giorno.

Accadrà il 24 marzo prossimo, in occasione di MERGE-it, un evento organizzato da Italian Linux Society, in collaborazione con le migliori comunità open italiane, tra cui: LibreItalia (LibreOffice), Spaghetti Open Data, Industria Italiana Software Libero, Wikimedia (Wikipedia), Mozilla Italia (Firefox), GFOSS.it e ovviamente ubuntu-it, la magnifica comunità italiana di Ubuntu.


Il luogo dell'evento è il Politecnico di Torino, presso la Corte Interrata, accessibile da Via Castelfidardo oppure Via Pier Carlo Boggio.

Si tratta di un evento unico, il primo del suo genere in Italia, organizzato grazie alla volontà comune di trovarsi e ritrovarsi, per scambiarsi opinioni ed esperienze e soprattutto imparare dagli altri. Sono convinto che l'aspetto migliore del Software Libero riguarda proprio la condivisione e lo scambio di conoscenze ed esperienze. Quando io so una cosa e te la racconto, e tu ne sai un'altra e me la racconti, alla fine della giornata torniamo a casa con il doppio delle cose che sapevamo la mattina, e con la soddisfazione di aver contribuito a migliorare quel piccolo pezzo di mondo che ci sta attorno.

Il programma è davvero molto articolato e ricco, impossibile elencare qui tutti gli appuntamenti. Il sottoscritto sarà soprattutto nei pressi della sala dove si terranno i talk della Comunità ubuntu-it, ma farò sicuramente un giro anche nelle altre aule. Non ho ancora deciso quali, perché l'imbarazzo della scelta regna sovrano!

Per il sottoscritto, MERGE-it è anche un modo per ritrovare dei giovani amici che non vedo da molto tempo, come per esempio Giulio e Riccardo, e anche quelle vecchie volpi del software libero come Roberto "madbob" e Daniele "MTE90".

Sono molto curioso di sentire le esperienze di chi parteciperà, e spero anche qualcuno verrà a sentire quel poco che so su Ubuntu Touch e Social Media.

Chi vuole partecipare a MERGE-it basta che si presenti all'ingresso: nessun costo per partecipare, nessuna preiscrizione.


venerdì 9 febbraio 2018

Il ritorno di Linspire, con una veloce recensione a cura dell'esperto


Un po' di storia

Qualche secolo informatico fa, nel 2001, una nuova distribuzione commerciale (dove per commerciale significa "a pagamento") apparve nell'arena Linux: Lindows. Dopo qualche bega legale e 20 milioni di dollari venne poi rinominata in Linspire. La distribuzione era una creatura del discusso imprenditore americano Michael Robertson, e aveva delle caratteristiche peculiari che la rendevano molto interessante: massima compatibilità con i principali programmi Windows (grazie all'uso di Wine), e facilità di installazione e aggiornamento grazie al software "Click and Run" (CNR). Voleva essere un ponte per traghettare gli utenti da Windows a Linux.

L'approccio estremamente pragmatico della distribuzione, che mescolava software libero con altro proprietario, attirò parecchie critiche, tanto che Richard Stallman arrivò a dire che "passare da Windows a Linspire non porta alla libertà ma a un padrone diverso".

Nonostante le critiche, la distribuzione ebbe un discreto successo, specie negli USA. Sull'onda del successo, Linspire finanziò altri progetti open source, e anche eventi molto importanti. Nel 2007 arrivò a stringere un accordo con Canonical per utilizzare CNR su Ubuntu (che mai si concretizzò) e un altro accordo con Microsoft per favorire l'interoperabilità con Windows.

Nonostante questo, Linspire si perse poi nelle spire del tempo, tra acquisizioni e cambi di management.

Il ritorno (eh?)

Qualche giorno fa ho letto della rinascita di Linspire (e della sua gemella Freespire). La forumula di vendita è pressoché uguale: Linspire costa 80 $ mentre Freespire è gratuita. La differenza di prezzo sta nel supporto telefonico per un anno, e nell'uso legale dei codec multimediali - sembra che in qualche parte del Mondo sia ancora un reato perseguito ascoltare MP3 senza possederne la licenza.

Lispire adesso è sviluppata da PC/OpenSystems LLC, una piccola azienda di Franklinton, North Carolina. La stessa azienda rilascia anche Black Lab Linux, una distribuzione - che non conoscevo - basata su Ubuntu.

Zombie (a)Live

Incuriosito da questa apparizione, ho deciso di provare sul campo Linspire 7.0. I 30 $ di prezzo minimo (senza supporto) mi hanno fatto desistere. Ho quindi ripiegato su Freespire 3.0 (gratuita), atteso pazientemente il download degli 1,5 GB, formattata una chiavetta USB e avviata la versione "live".


Il desktop di Freespire 3.0 si fa notare per la barra posizionata in basso, particolarmente grande, con una "f" sulla destra. Il tutto ricorda molto Windows 7, che è forse l'effetto voluto.


La scelta delle icone mi crea un certo disagio: sembrano create negli anni '90, senza un minimo di criterio e omogeneità.

Per questa prova "live" uso un portatile HP, su cui è installato Ubuntu 16.04 con hardware del tutto standard, ma il wi-fi non funziona. Brutto segnale, sintomo di carenza nei test pre-rilascio.

Facendo clic sulla "f" appare il menu principale, si tratta del menu Whisker, presente anche in Xubuntu. E qui cominciano i primi sospetti "Vuoi vedere che...".

Le applicazioni preinstallate sono:
  • browser Firefox Quantum
  • e-mail client Geary 
  • Abiword e Gnumeric per documenti e fogli di calcolo
  • Parole Media Player per i video
  • Pinta per disegno e fotoritocco
  • Audacious per la musica
e poco altro. A parte Firefox, la scelta delle applicazioni lascia molto perplessi, ce ne sono altre molto più complete di queste!

Una sorpresa divertente che conferma i sospetti quando faccio clic sul salvagente, icona di "Help".


"Signore e signori, ecco a voi Stanislao... ehr... Xubuntu, in uno dei suoi più riusciti travestimenti!"
Mi viene da ridere, o piangere. Tanto clamore e articoli per una Xubuntu camuffata, roba che un qualsiasi LUG può mettere insieme in un pomeriggio. Anche "About" di XFCE conferma il delitto.


Apro qualche programma a caso, giusto per vedere di cosa si tratta e noto delle incongruenze nel tema delle finestre tra i programmi, basati su librerie diverse.


Notate la differenza tra i pulsanti delle finestre in alto a destra del tool di Backup e Thunar?

La prova termina sostanzialmente qui, Xubuntu 16.04 la conosco, l'ho già installata su uno dei PC di casa, e funziona bene anche senza questi baffi posticci.

Considerazioni finali

Freespire differisce da Linspire per alcune applicazioni fondamentali: Abiword/Gnumeric (Linspire ha LibreOffice), Geary (Thunderbird), Firefox (Chrome), Audacious (Rhythmbox), Parole (VLC) che ne fanno una versione impoverita della sorella. Credo sia un modo per spingere le persone a comprare Linspire (you can't be serious!!), ma si tratta di una scelta discutibile per almeno un paio di motivi. Primo: tutti i programmi disponibili su Linspire sono gratuiti, e quindi appunto NON è una questione di prezzo. In più, gli sviluppatori devono sobbarcarsi la fatica di mantenere due distribuzioni diverse, ognuna con diversi tempi di sviluppo, e diversi bug da correggere.

Freespire non ha niente a che vedere con Linspire/Freespire delle origini. A tutti gli effetti è una Xubuntu 16.04 aggiornata (alcuni pacchetti sono più recenti) e personalizzata, ma neanche tanto bene: qualche scritta Xubuntu appare qua e là (vedi sopra), la grafica è a volte incoerente (vedi i menu delle finestre) e la scelta delle applicazioni preinstallate è avvilente.

Distrowatch - che è un sito molto più serio di questo blog - ha fatto una bella recensione (in inglese) di Freespire 3.0 e Linspire 7.0, che vi invito a leggere, se avete il gusto sadico di ravanare nel torbido.

Freespire è pensata per chi si avvicina a Linux, ma chi si avvicina a Linux ha già moltissime altre distribuzioni migliori tra cui scegliere, le prime tre che mi vengono in mente: Xubuntu, Linux Mint, ZorinOS.

Auguro la miglior fortuna agli sviluppatori di Linspire/Freespire: ne avranno bisogno.

L'immagine del post "Zombie Penguin" è di Olga Karvitska.

giovedì 26 ottobre 2017

Linux Day 2017: "Riservatezza naturale"


Tempo di autunno (caldo), e tempo di Linux Day! Arriva il 28 ottobre, in parecchie città italiane l'appuntamento per eccellenza delle comunità FLOSS, quest'anno dedicato alla privacy e alla sicurezza online.

Il Linux Day è una manifestazione nazionale organizzata da Italian Linux Society, che si svolge contemporaneamente in molte città italiane, durante la quale LUG (Linux User Group) e associazione locali presentano le novità e i vantaggi dell’uso di Linux e del Software Libero a casa, nella scuola e nel lavoro.

Il tema del Linux Day di quest’anno è “riservatezza naturale”, ovvero la “privacy personale” che negli ultimi anni è stata rivoluzionata dall’avvento di Internet e di strumenti elettronici che permettono di condividere ogni aspetto della propria esistenza, e che hanno anche confinato la vita privata in ambiti sempre più ristretti.


Il comune cittadino che naviga su Internet, o che utilizza uno smartphone, si deve sempre più destreggiare tra virus come i ramsonware, Stati impiccioni e Giganti del Web che li fiancheggiano. E' però possibile sfuggire a questa morsa e vivere una sana vita digitale, senza doversi rifugiare su un'isola deserta. Essere consapevoli delle potenzialità e dei pericoli connessi all’utilizzo di app e smartphone è fondamentale per poter bilanciare la propria vita reale con quella online.

Anche a Schio


Con AVi LUG, il Linux Day arriva a Schio, con un programma ricco e accessibile a tutti. Saranno allestite due aree tematica. In “Area Talk”, presso l’Aula Studio del Comune, si svolgeranno una serie di talk dedicati a Linux, alla programmazione e alla cultura libera e condivisa. In “Area Demo”, presso l’Aula Informatica, ci sarà uno spazio dedicato a giochi per bambini, e uno spazio per l’assistenza e le dimostrazioni di Linux.

I talk del “Linux Day a Schio” dell’Area Talk avranno come tema: 
  • I certificati dei siti web, come funzionano e perché sono indispensabili
  • La navigazione sicura con Firefox, come evitare le trappole del Web
  • Le tante facce di Linux, quale è la migliore interfaccia utente per me?
  • La Privacy sulla Rete, mito o realtà?
  • Pensiero computAzionale e Python, una proposta per il Coderdojo
In “Area Demo” saranno organizzati giochi di carte e costruiti “Scrabot”, i simpatici robottini pittori (iniziativa per bambine e bambini dai 5 ai 10 anni).

Sempre in “Area Demo”, nella zona dedicata all’assistenza, sarà organizzato un “Install Party”: i soci AVi LUG aiuteranno chi vuole installare Linux sul proprio PC. Inoltre, saranno organizzate dimostrazioni, presentate soluzioni ai problemi più diffusi nella configurazione di Linux.

L’appuntamento è per sabato 28 ottobre 2017  a Palazzo Fogazzaro presso l’Aula Studio e l’Aula Informatica del Comune di Schio, in via Pasini 42 a Schio, dalle 15.30 alle 18.30.
L’ingresso è libero e gratuito.

La foto "Malware infection" è di Blogtrepreneur su Flickr.

martedì 24 ottobre 2017

Il nuovo smartphone Linux "Librem 5" si farà




La campagna di crowdfunding lanciata da Purism per il suo progetto di smartphone libero e rispettoso della privacy "Librem 5" ha ampiamente superato i 2 milioni di dollari, ben oltre il minimo necessario al suo finanziamento, fissato a 1,5 milioni. Per tenere a freno l'eccesso di entusiasmo dei Linux Boys, sottolineo che i volumi sono davvero modesti, per non dire irrisori, poco più di 3.000 pezzi preordinati. Librem 5 comunque concretizza la possibilità di un'alternativa ai sistemi proprietari dominanti, nonostante le incognite che comunque ne offuscano un luminoso orizzonte.



Un applauso va fatto ai ragazzi di Purism, per il coraggio e per il lavoro fatto finora!





lunedì 16 ottobre 2017

Ubuntu 17.10: la svolta del desktop (video)


La settimana scorsa ho avuto l'onore di essere ospitato dagli amici del LUG VI, per una serata sul tema "La svolta del desktop di Ubuntu, la distribuzione Linux più popolare".
Come sapete recentemente Ubuntu - per bocca del suo fondatore Mark Shuttleworth - ha scelto di abbandonare lo sviluppo di Unity, il proprio ambiente desktop, a favore di GNOME Shell, l’interfaccia predefinita di GNOME. Il nuovo volto di Ubuntu sarà visibile fin da Ubuntu 17.10 “Artful Aardvark” che sarà rilasciata tra qualche giorno, il 19 ottobre 2017. Questo cambiamento porterà, e in alcuni casi ha già portato, grossi cambiamenti, sia sul proprio PC che nel mondo Ubuntu in genere.

Con gli amici di LUG VI ho parlato di desktop e interfacce utente, divagando allegramente su Ubuntu Phone, pacchetti SNAP, derivate, e tanti altri argomenti connessi. Grazie al lavoro di +Stefano Spagnolo, il video del mio (lungo) talk è già disponibile su Youtube.

PS: ripeterò lo stesso talk domani sera martedì 17 ottobre a Schio, se siete in zona passate a trovarmi!

giovedì 21 settembre 2017

Librem 5 è già un successo, anche se...


Ammetto di essere strabiliato del consenso generale ricevuto da Librem 5, il progetto di uno smartphone basato su Linux, lanciato della statunitense Purism e di cui è in corso una campagna di crowdfunding per il finanziamento.

Librem 5 è un progetto finalizzato a realizzare uno smartphone che utilizzi un sistema aperto, sicuro e rispettoso della privacy - qualità che nè Google-Android nè Apple-iOS potranno mai garantire ai propri utenti. A un mese dalla conclusione della campagna, il progetto ha superato un terzo dei 1,5 milioni di dollari necessari al suo finanziamento, e sembra davvero prematuro capire se mai Librem 5 vedrà la luce.

I motivi del mio stupore sono molteplici. Innanzitutto sia la comunità KDE che quella di GNOME hanno annunciato il loro supporto al progetto. Certo, un bene per il progetto, ma mi domando come Purism riuscirà a conciliare le diverse esigenze tecniche di KDE e GNOME. Librem 5 monterà PureOS, una distribuzione basata su Debian Testing, con ambiente desktop GNOME, ma sarà possibile installarci - a detta di Purism - molte altre distribuzioni Linux.

Altra perplessità riguarda l'effettiva capacità di GNOME nel proporre una propria piattaforma adatta alle esigenze mobile. Se KDE può vantare fin da ora Plasma Mobile, mi risulta che l'ultima iniziativa di GNOME in tema risalga a più di 10 anni fa (!), con l'annuncio di GNOME Mobile & Embedded Initiative, di cui si sono perse le tracce da tempo. Sempre che GNOME non progetti di utilizzare GNOME Shell (l'interfaccia desktop) come unica piattaforma convergente.

Sono ancora più perplesso poi per le app che ci gireranno. Anche attingendo alla generosa dotazione di applicazioni presenti per Debian, e Linux in genere, molte di queste dovranno essere adattate per un uso in mobilità. Questo è un po' lo stesso problema che ha affrontato Ubuntu Phone, e uno dei motivi del suo fallimento.

L'ultimo dubbio riguarda il posizionamento sul mercato del telefono. Per la campagna di crowdfunding il prezzo è stato fissato in 599 dollari (compreso caricabatteria e spedizione in tutto il mondo), un prezzo medio-alto, che difficilmente può (potrà) essere alla portata di tutti. Se Linux su desktop gira tranquillamente su PC e notebook con qualche anno sulle spalle, il cui prezzo è accessibile a moltissimi utilizzatori, Linux su smartphone rischia di nascere già elitario, un pessimo segnale anche dal punto di vista etico: la privacy se la può permettere solo chi ha soldi.

Nonostante queste incognite, sinceramente, auguro il meglio al progetto. Il mercato è praticamente saturo di proposte, con Android a maramaldeggiare, ma c'è bisogno di un sistema indipendente che si prenda cura della privacy dei propri utenti.

sabato 13 maggio 2017

WannaCry e la lezione inascoltata


Nei giorni scorsi un virus di tipo "ramsonware" chiamato WannaCry ha colpito più di 230.000 computer con Windows in 99 Paesi in tutto il mondo. L'attacco è particolarmente notevole in quanto avvenuto in maniera simultanea, e ha devastato centinaia di aziende come la compagnia telefonica spagnola Telefonica, il corriere internazionale Federal Express, le Ferrovie Tedesche, il Servizio Sanitario Britannico, l'Università Bicocca a Milano, giusto per citarne alcuni.

Mi auguro che questa vicenda serva a tutti come lezione per prendere seriamente il tema di sicurezza informatica, dato che il virus ha colpito versioni vecchie e non aggiornate di Windows (anche se la correzione era disponibile da mesi).

Ma se un sistema aggiornato - qualsiasi sistema - pone al riparo da molti rischi, sono molto meno ottimista sull'effetto della lezione sui rischi impliciti nell'utilizzo di sistemi proprietari: nessuno è in grado di stabilire quali software fanno cosa e in che modo. Si può venire a scoprire - per caso - che il driver audio dei PC HP registra i tasti premuti dall'utente, in sostanza un virus di tipo "keylogger". 

Quest'ultima di sicuro resterà una lezione inascoltata.

(l'immagine è tratta da Wikipedia)

sabato 29 aprile 2017

Torna DUCC-IT: il meglio del Software Libero a Vicenza


Tra una settimana giusta giusta si terra DUCC-IT 2017, la Debian/Ubuntu Community Conference Italia, a Vicenza, ospitati dall'Amministrazione del Comune di Vicenza a Villa Lattes (vedi foto qui sopra). È la prima volta che il DUCC-IT si tiene in Veneto, e sono abbastanza orgoglioso di far parte del piccolo gruppo che sta organizzando la manifestazione. 

Dopo Perugia, Fermo, Cesena e Milano (e un anno di pausa), le comunità di Debian e Ubuntu tornano a incontrarsi, e invitano anche tutti gli appassionati di GNU/Linux e del Software Libero.
Il tema di quest'anno è “Open communities for a better world” (comunità aperte per un mondo migliore), a sottolineare il generoso contributo che le comunità hanno donato allo sviluppo e al supporto di GNU/Linux e del Software Libero in tutto il mondo, diventando anche una concreta possibilità occupazionale.

Il programma


Il programma di quest'anno è ricco di spunti, rappresentato dal meglio delle Comunità Debian e Ubuntu, ma anche delle comunità Mozilla Italia, LibreItalia, Wikimedia e OpenStreetMap, con ben sedici talk tenuti da quindici relatori provenienti da tutta Italia (e Germania! ;-) )
I talk in programma tratteranno tre filoni principali: utilizzo degli strumenti liberi, esperienze di software libero sul campo e come contribuire a progetti liberi. Il pubblico potrà interagire con i relatori, grazie a uno spazio apposito destinato all’approfondimento.
Tra i numerosi ospiti dell’evento: Marina Latini (Presidente) e Florian Effemberger (Executive Director) di The Document Foundation che sovrintende lo sviluppo della suite per ufficio LibreOffice, Roberto Guido Presidente di Italian Linux Society che organizza il Linux Day, Marco Chemello “wikipediano in residenza” di BEIC (Biblioteca Europea di Informazione e Cultura), Paolo Dongilli, coordinatore del Progetto FUSS della Provincia di Bolzano, per l’adozione di Software Libero nella scuola pubblica.
Uno spazio sarà dedicato all’adozione di Zorin OS da parte del Comune di Vicenza, il sistema operativo basato su GNU/Linux che ha portato alla ribalta il comune Veneto tra i pionieri dell’innovazione nell’ambito della Pubblica Amministrazione.


Il sottoscritto...


... parteciperà con un paio di talk: la presentazione della Comunità ubuntu-it, per chi fosse interessato a contribuire alla migliore distribuzione Linux del Mondo :-) Anche se Ubuntu ha bisogno di ben poche presentazioni, negli ultimi anni s'è andato affievolendo l'interesse attorno a Linux, e resta ancora molto da fare per promuovere in maniera adeguata il Software Libero tra le persone comuni. Di per contro, mai come adesso è necessario utilizzare strumenti digitali che garantiscano privacy e sicurezza e diritti di chi li usa. Cose che solo il Software Libero può garantire.
Nel mio secondo talk, parlerò dell'esperienza di Coderdojo fatta con AVi LUG. Iniziato nel 2015, grazie alla generosa partecipazione di mentor in gamba come Nicola Gramola, abbiamo fatto una ventina di incontri, e un corso di ben sei lezioni su Scratch, che abbiamo chiamato SupercoderDojo, costruendo una palestra per crescere giovani cittadini digitali. Ne siamo particolarmente orgogliosi, e con la mia testimonianza spero di contribuire alla nascita di altre esperienze analoghe in Italia.


Altre info per chi arriva


Per chi arriva da fuori Vicenza, sul sito web dell’evento sono disponibili le informazioni su come arrivare in auto o con i mezzi pubblici. Per chi soggiorna a Vicenza, è stata stipulata una convenzione con l’Hotel Verdi. L’accesso all’evento è libero e gratuito. 

Vi aspettiamo! :-)

mercoledì 22 febbraio 2017

Working for a better Remmina, working for a better world: meet Massimo, our new friend in Kenya.

Guest post from the Remmina Community.


When we started working on Remmina back in 2014, we were trying to solve our little issues. Indeed, we use Remmina on the day-by-day work, and sometimes we were facing some bugs here and there. So our common thinking was: why can’t we just solve these annoying little problems? We started contributing to Remmina: that’s how all started!

Well, more than two years after, Remmina still has a bunch of little annoying problems, but now it’s at his best, and it’s used by thousands of users all over the world.

One of them is our new friend Massimo, a volunteer working for the “North Kinangop Catholic Hospital” in Kenya. We met him today. He's just come home – he lives in Padua (Italy) – and we took a coffee together.

The hospital he volunteers is located about 130 kilometers north of Nairobi, on the plateau of Nyandarua at the foot of the Aberdare ranges. It’s not only a hospital but an entire autonomous community with its houses, nursing school, mechanical workshop and many other laboratories. It was created more than 50 years ago by the Catholic Diocese of Nyahururu, with the support of Italian Diocese of Padua. Now it has more than 350 beds and 4 operating rooms.

In the hospital, they use a custom program, entering data from RaspberryPis connected to the main Windows server via Remmina. When Massimo contacted us, they were using an old version of Remmina 1.0, running on Raspbian distribution. Remmina 1.0 has a lot of bugs, and it’s out of maintenance, so Massimo sent us an email requesting help.

With our remote support, he easily upgraded their RaspeberryPIs to Xubuntu 16.04 and Remmina 1.2, in only few hours of work. “When you are over there, and you’re away from everything, you have to carry all you need from Italy. When I was in trouble with Remmina, I sent a message to maintainers, and I didn’t expect any particular help, but within few hours it all was up and running!” Massimo said.

Thanks Massimo for your kind words! We are proud to help others!

mercoledì 15 febbraio 2017

Monaco torna al software proprietario?

Apprendo dalla stampa internazionale che l'amministrazione comunale Monaco di Baviera intende tornare al Software Proprietario. Un'inversione di marcia rispetto a quanto fatto negli ultimi 10 anni, dedicati a passare 15.000 computer alla propria distribuzione Linux, denonimata LiMux e a LibreOffice.

Si è detto molto sulle motivazioni di questo cambiamento di rotta, ma al di là dei proclami ne esiste solo una decisiva, quella politica, basti pensare che l'attuale Sindaco di Monaco Dieter Reiter si è proclamato "fan di Microsoft" già durante la sua campagna elettorale. A questo si aggiunga il recente spostamento della sede di Microsoft proprio a Monaco e si capisce quanto peso possa mettere il monopolista dalla propria parte della bilancia.

Come supporto alla decisione, l'Amministrazione si appoggia a un corposo studio di Accenture (decennale partner di Microsoft, guarda caso!), che però punta il dito contro la disorganizzazione del Reparto IT della municipalità tedesca.

Quasi superfluo elencare i danni economici di questa decisione: una spesa maggiore del 36% in sei anni rispetto all'attuale soluzione (90 milioni di euro invece di 66), a cui si aggiungono 15 milioni di euro per l'acquisto di nuovi PC.

Ma la cosa peggiore è il tradimento dello spirito per cui era stata decisa la migrazione: l'indipendenza da un singolo fornitore. Scegliendo la soluzione proprietaria si mette il proprio destino nelle mani di un solo fornitore, e i propri dati chiusi a chiave nella cassaforte di un fornitore unico.

Se Monaco abbandonerà il software open source, sarà sicuramente un fallimento per Linux e il Software Libero. Credo che sia tempo di pensare come rafforzare l'azione di lobbying a favore del software open source, che sta diventando sempre più importante.

sabato 4 febbraio 2017

In memoria del Prof. Antonio Cantaro


E' mancato il Prof. Antonio Cantaro dell'Istituto Majorana di Gela. Ne ha dato notizia il fratello Fabio, con un breve post sulla pagina Facebook del professore.

Il professore Antonio Cantaro insegnava all'Istituro Majorana di Gela, dove aveva fondato un popolare Forum su Linux e Ubuntu. Era inoltre autore di numerose guide per principianti, di una versione italianizzata di Ubuntu e Linux Mint, animatore del locale Linux Day e di moltissime altre iniziative a favore del Software Libero. Costante era il suo impegno per facilitare e rendere accessibile a tutti il software Open Source.

In rete esistono numerose testimonianze della sua opera, tra cui vi segnalo questa illuminante intervista RAI Radio1 al Prof., e il resoconto di una visita all'istituto Majorana.

Non ho mai avuto la fortuna di conoscerlo, ma seguivo le sue iniziative, per molti versi uniche nel panorama italiano. Nel piangere la sua mancanza, non posso che gioire e ringraziare il professore per l'immenso patrimonio di conoscenza prodotto in questi anni, nella speranza che i suoi allievi ne valorizzino al meglio l'eredità morale.

(la foto di questo post è di Roberto del LUG PN)

lunedì 30 gennaio 2017

Ancora notebook con Linux: KDE Slimbook


L'offerta di PC con Linux preinstallato continua a crescere. Solo pochi giorni fa, Vi avevo dato notizia dei nuovi portatili Dell motorizzati Ubuntu, disponibili anche in Italia. Il 26 gennaio scorso, KDE ha annunciato la disponibilità di KDE Slimbook, portatile nato grazie alla collaborazione tra l'azienda spagnola Slimbook e sviluppatori KDE, motorizzato da KDE Neon.

Di Slimbook avevo già scritto nella mia "Guida 2016 all'acquisto PC e notebook con Linux preinstallato", dal momento che offriva alcuni notebook con varie distribuzioni Linux preinstallate, ma questa novità merita un approfondimento.

KDE Slimbook

 

Il KDE Slimbook è un portatile da 13,3'' interamente in alluminio, dalle caratteristiche tecniche interessanti:
  • CPU Intel i5-6200U o Intel i7-6500U di ultima generazione
  • Scheda grafica Intel Graphics HD 520
  • RAM da 4 GB a 16 DDR3 - 1600 Mhz
  • Hard disk da 120GB a 500GB SSD
  • Monitor 13.3" Full HD 1920x1080px LED
  • Tastiera retro illuminata
  • Bluetooth 4.0 
  • Wireless Intel Dual Band: 3160 (oppure 7265 N / 7265 AC)
  • 2 porte USB 3.0
  • Dimensioni  33 x 22 x 1,8 cm
  • Peso 1,36 kg
  • Batteria 6800mAH high litio
L'aspetto è (volutamente) simile in tutto e per tutto a un MacBook Air, con però caratteristiche hardware migliori, prezzo inferiore e... logo KDE inserito al posto della mela.  Le caratteristiche tecniche sono uguali a quelle dello Slimbook Katana, che però è offerto nei colori oro (orrore!) oppure nero.


In fase di configurazione si possono scegliere differenti RAM, Hard Disk, Wi-Fi e tastiera (manca purtroppo quella italiana!), e bisogna evitare di farsi prendere la mano sennò il prezzo schizza verso l'alto.

Impressioni 

La cosa più interessante è la collaborazione Slimbook - KDE, mi sembra sia la prima volta che KDE collabori direttamente con un produttore. Per realizzare questo notebook, Slimbook ha contattato KDE, che ha accolto con entusiasmo la proposta di collaborazione. Alcuni sviluppatori KDE hanno lavorato per migliorare alcuni aspetti di KDE e realizzare un prodotto bello e affidabile. Si tratta sicuramente un bel segnale sia per KDE che per gli utenti, che grazie a questa collaborazione vedono ampliarsi le loro possibilità di avere un PC con Linux.

La seconda annotazione riguarda il binomio Linux - aziende spagnole: BQ è stato il primo produttore mondiale di Ubuntu Phone. Adesso Slimbook è il primo a fare un accordo con KDE. Mi domando a questo punto se sarà spagnolo anche il primo a fare un accordo con GNOME.. :-)

La terza annotazione riguarda la scelta di utilizzare  KDE Neon, una specie di distribuzione, rilasciata con una specie di rolling release, di cui esiste anche una versione LTS basata su Ubuntu. KDE Neon si propone il duplice scopo di dare agli sviluppatori un ambiente congruente e agli utilizzatori una piena esperienza KDE. La scelta di Slimbook è indubbiamente coraggiosa, ma inevitabile quando si vogliono creare alternative ai sistemi più diffusi.

L'impressione generale è quella di avere di fronte un notebook potente, a un prezzo adeguato, ma soprattutto ficherrimo. Tanto che potrebbe indurre i vicini a voltarsi incuriositi. Se non altro per interrogarsi per quale dannato motivo quel particolare MacBook non abbia la mela-lampadina accesa sul retro!?!!?

Per quanto riguarda la solidità e affidabilità di questo notebook, non saprei proprio dire, mi manca purtroppo il materiale tra le mani. Sarei contento se tra i miei lettori ci fosse un acquirente Slimbook (scrivetemi!), ma sarei ancora più contento se mi leggessero i Cari Amici di Slimbook: nel caso, mandatemene uno in prova! :-P

domenica 15 gennaio 2017

Dell adesso crede in Linux: disponibili ulteriori PC con Ubuntu


È notizia di un qualche giorno fa che Dell, il colosso americano dei PC, ha reso disponibile alla vendita in tutto il mondo un nuovo portatile con Ubuntu preinstallato, il Precision 3520. Si tratta del primo di una serie di portatili (e un desktop) che Dell metterà in vendita nel corso della prima metà del 2017.

Gli amanti di Linux saranno sicuramente contenti di questa decisione. Dopo qualche anno di rodaggio con il super notebook XPS 13 Developer Edition, e qualche modello in vendita solo negli USA, la famiglia pinguina di prodotti Dell si allarga con ulteriori macchine, che hanno anche un prezzo più accessibile. Da precisare che questi nuovi computer sono disponibili anche per il mercato italiano, cosa che è una notizia nella notizia.
La seconda bella notizia è che la versione con Ubuntu 16.04 costa 105 € in meno rispetto alla versione con il sistema operativo proprietario. La libertà adesso costa meno! ;-)

Personalmente, come scritto nella mia "Guida all'acquisto di PC e notebook con Linux preinstallato", consiglio di acquistare computer con Linux dai piccoli produttori, che hanno delle configurazioni più modulari ed economiche rispetto ai Big del settore. Resta comunque da dire che questi nuovi PC Dell sono senza dubbio dei gran bei pezzi di tecnologia.

Quando "solo io" volevo un PC con Ubuntu

Ricordo che nel 2015 un lettore di questo blog mi segnalò che Dell vendeva il suo Precision M3800 (ora fuori produzione) preinstallato con Ubuntu solo negli USA. Il Precision M38000 era una bella macchina, che aveva anche il suo bel prezzo, ma non si poteva in nessuna maniera acquistare in Italia.

Volendo verificare la segnalazione, contattai io stesso Dell Italia via chat (vedi sotto il resoconto di quella conversazione). Ebbene, da quanto riportato dal (poco informato) reparto marketing, al tempo risultavo l'unica persona in Italia che voleva un PC con Ubuntu.

Bello sapere che è bastato solo un anno per fargli cambiare idea! :-P


mercoledì 28 dicembre 2016

La brutta fine di CyanogenMod, che poi non è una fine


Al momento in cui scrivo il sito web ufficiale di CyanogenMod è definitivamente offline. È quindi giunto al termine il viaggio della più famosa ROM (= versione alternativa) per smartphone Android? Sì. E anche no. Vediamo perché.

CyanogenMod e Cyanogen OS


CyanogenMod nacque a settembre 2008 per opera di Steve Kondik, come versione alternativa ad Android, però libera, aperta e sviluppata dalla comunità. Nel giro di pochi anni, CyanogenMod ebbe un notevole e costante sviluppo, fino ad arrivare ad essere utilizzata da 50 milioni di persone in tutto il Mondo, con più di 150 dispositivi supportati. I vantaggi dell'utilizzo di CyanogenMod rispetto ad Android erano molteplici: totale assenza di spyware e bloatware, supporto ai temi, CPU overclock, e molte altre migliorie, alcune delle quali arrivate su Android solo successivamente.

Sull'onda del successo, nel 2013 Steve Kondik fondò Cyanogen Inc. azienda destinata a commercializzare una versione "professionale" chiamata Cyanogen OS, che doveva inglobare il meglio di CyanogenMod più alcuni moduli aggiuntivi. Cyanogen OS partì bene, andando a sostituire CyanogenMod sui dispositivi One Plus One.
Nell'Aprile 2015, CyanogenOS siglò una collaborazione con Microsoft, per portare app (Skype, Cortana, ...) e servizi Microsoft sulla piattaforma Android/CyanogenOS, rilasciati poi su Cyanogen OS 13.0 a febbraio 2016.

Le cose però vanno peggio del previsto, e a luglio 2016 Cyanogen Inc. licenzia 30 persone, e chiude la sede di Seattle. Lo stesso Steve Kondik lascia l'azienda a novembre. Tra le cause del fallimento, sicuramente i dissidi con One Plus, e chissà cos'altro.

LineageOS


Per niente scoraggiato dell'uscita da Cyanogen Inc., Steve Kondik prima propone e poi realizza un fork del codice di CyanogenMod. Il fork era inevitabile, dato che nome e marchio originali di CyanogenMod sono rimasti a Cyanogen Inc.

Così, mentre Cyanogen Inc. provvede con solerzia a spegnere server e servizi di CyanogenMod avviandosi a un futuro pieno di incognite, l'erede LineageOS (trad. "stirpe" o "casata") comincia ad attivare la propria struttura indipendente. Il primo post sul blog si intitola "Yes, this is us" (trad. "Sì, siamo noi"), e vuole rassicurare gli utilizzatori di CyanogenMod.

Tutto come prima quindi? Troppo presto per dirlo. Partire dalle fondamenta di CyanogenMod garantisce una base solida, e la comunità di sviluppatori abbraccerà LineageOS senza remore. Anzi: aver tolto di mezzo il doppio binario commerciale - volontario potrebbe portare nuova linfa al progetto alternativo ad Android.

Questo caso è però esemplare nel dimostrare quanto un progetto open source possa essere debole, specie quando scende nell'agguerrito terreno degli affari, scontrandosi con interessi commerciali enormi e un colosso inavvicinabile come Google. Resta poi l'incognita del modello di business: pur essendoci numerose aziende che vivono sull'open source, è impossibile stabilire un modello valido per tutte. Del resto la storia insegna che avere un valido prodotto è solo uno dei requisiti necessari per riuscire ad avere successo.

Allo stesso tempo un progetto open source è indistruttibile: quando il codice è aperto, nessun progetto è mai veramente finito.

sabato 10 settembre 2016

Il Comune di Roma verso l'open source (ma non lo leggerete).


Ieri su Twitter, intercettavo questo tweet di Flavia Marzano, neo Assessore "Roma Semplice" del Comune di Roma, nonché Professoressa alla Sapienza di Roma, fondatrice degli Stati Generali dell'Innovazione, da sempre sostenitrice del Software Libero:
Per capire la causa del malumore della Prof. Marzano, basta leggere l'articolo linkato, che parla una riunione della Commissione Bilancio del Comune di Roma, a cui Repubblica.it dedica due righe per parlare di... nozze gay!

Anche un articolo apparso su Corriere.it parla della stessa riunione, ma manca la parte di competenza della neo Assessore, che trovo solo qui, e che trascrivo testualmente
Marzano: "Sì all'uso del software libero"
[..] Rientra invece nell'ottica della spending review la proposta di delibera sull'open source per l'utilizzo del software libero. Al posto dei programmi Windows (oltre 14 mila licenze pagate fino al 2018 per una spesa di 10 milioni di euro) Marzano ha in mente di utilizzare Libre Office: "Di queste licenze, ed esagero - le parole dell'assessora alla Semplificazione - per 5 mila è essenziale avere Office, ma per almeno 10 mila no".
Le notizie buone ci sono, ma difficilmente si trovano sui giornali. Comunque, dopo Libre Umbria e Libre Difesa (150.000 PC passati a Libre Office) speriamo di vedere presto Libre Roma! :-)

(foto "Suddenly there were penguins" di Beth Wilson su Flickr)
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