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lunedì 30 aprile 2018

Basta calcio


"Il bello della sconfitta sta innanzitutto nel saperla accettare. Non sempre è la conseguenza di un demerito. A volte sono stati più bravi gli altri. Più sei disposto a riconoscerlo, quando è vero, quando non stai cercando di costruirti un alibi, più aumentano le possibilità di superarla. Anche di ribaltarla. La sconfitta va vissuta come una pedana di lancio: è così nella vita di tutti i giorni, così deve essere nello sport. Sbaglia chi la interpreta come uno stop nella corsa verso il traguardo: bisogna sforzarsi di trasformarla in un riaccumulo di energie, prima psichiche, nervose, e poi fisiche." (Enzo Bearzot)
Quando ero giovane, molto giovane, giocavo a calcio. Tutti i bambini giocavano a calcio. Era lo sport preferito, anzi, era il passatempo preferito dei bambini. In estate si stava praticamente tutto il giorno sul campetto vicino a casa, a tirare calci al pallone. Quando non eravamo al campetto, eravamo sul cortile di casa, sempre a tirare calci al pallone. Io ero universalmente considerato scarso - forse il più scarso. Giocavo in difesa, ma spesso finivo a giocare in porta, dove nessuno voleva mai stare.

Fatalmente, ogni tanto si rompeva qualche vetro: è incredibile quanto facilmente si possa rompere un vetro, pur tirando pianissimo il pallone. Mamma si "vendicava" a modo suo: il giardino limitrofo al cortile era cosparso di rose con spine così appuntite da bucare anche il miglior pallone di cuoio. 
Si può dire che la mia infanzia sia trascorsa così, tra vetri rotti, palloni bucati e jeans rovinati dalle scivolate sull'erba. Altri tempi.

Non lo so come sia finito il calcio al suo attuale livello, qualche anno fa ne descrissi alcune disgrazie, alcune sono ancora attuali, altre sono addirittura peggiorate. Ricordo anche un tentativo di Roberto Baggio di cambiare direzione, finito nel nulla. Adesso però basta.

Nel mio immaginario romantico, i principali sentimenti che accompagnano lo sport sono il divertimento, lo spirito olimpico di partecipazione, l'agonismo positivo che insegna a migliorare e superare i propri limiti. Potrò anche sbagliarmi, ma vedo poco di tutto questo nel calcio italiano.

Gioire delle sconfitte altrui, augurare il peggio all'avversario, vedere solo le colpe altrui, immaginare complotti a favore di questa o quella squadra, rende persone tristi e astiose. Rende le persone peggiori, e (esagero) il anche il mondo un po' peggio di quello che era prima.

Preferisco spendere le mie poche energie per costruire un mondo - quel poco che mi circonda - un po' migliore di quello che ho trovato.

(Nella foto: Bearzot gioca a scopone al ritorno dai vittoriosi mondiali di Spagna 1982, in coppia con Causio e contro Zoff e il presidente Pertini).


venerdì 25 marzo 2016

Solo due righe su Johan Cruyff (una piccola storia)


Di ieri la notizia della morte di Johan Cruyff, forse il più grande calciatore di tutti i tempi, il primo a vincere tre Palloni D'oro, sicuramente il più completo, e sicuramente l'unico che è riuscito a replicare da allenatore i successi del giocatore. Personalmente sono troppo giovane per ricordarlo da giocatore, i primi Mondiali che ricordo sono quelli del 1978 in Argentina, ai quali rifiutò di parteciparvi.

Delle mille storie che accompagnano Cruyff, ce n'è una che mi ha sempre fatto sorridere, che stranamente nessun giornale italiano (ancora) riporta. Johan Cruyff è stato un innovatore anche nel professionismo del calcio, tanto che aveva un suo contratto di sponsorizzazione personale con la Puma, azienda fondata da Rudolf Dassler, fratello-coltello di Adolf "Adi" Dassler, fondatore della Adidas. Ebbene, Adidas al tempo era anche sponsor e fornitore della Nazionale Olandese, di cui Cruyff era l'elemento migliore, nonché capitano. Ai Mondiali tedeschi del 1974, Cruyff - per onorare il contratto - si rifiutò di indossare i capi dello sponsor "nemico" - l'idea di giocare in mutande sembra fosse stata scartata quasi subito.

Dopo qualche momento di imbarazzo si trovò la soluzione: strappare una delle tre bande - simbolo da sempre di tutti i capi Adidas - da maglietta e calzoncini, facendo diventare la divisa numero 14 di Cruyff qualcosa di diverso, eppur uguale a quelle dei suoi compagni.
"In 1974 Cruyff introduced his personalised twin taped Dutch national team shirt. A unique individual marketing tool that certainly served the group."
La cosa piacque così tanto a Cruyff che fece della sua maglietta un suo personale marchio, nonostante le minacce degli avvocati di Adidas. Un giocatore unico, fin nei dettagli.

venerdì 27 giugno 2014

Mondiali 2014: il meglio di Italia - Uruguay (0 - 1)


Questo è il post più difficile da scrivere dei Mondiali di calcio in Brasile. Il più difficile perché è quello della sconfitta, della delusione e ritorno a casa con la coda tra le gambe.

A chi mi dice (e sono in tanti, ormai) "Ma perché segui il calcio? Con tutti quelli affaristi senza scrupoli, giocatori miliardari viziati, e gioco d'azzardo che falsa i risultati?", a tutti rispondo: perché mi piace il calcio! E' come se ti piacesse meno il cinema dopo aver visto un brutto film, o ti piacesse meno il tiramisù dopo averne mangiato uno scadente. Il fatto che ci siano pessimi attori o pasticcieri o calciatori non per questo smetti di andare al cinema, mangiare dolci o guardare il calcio. Passiamo quindi alla nostra rassegna.

Solo da noi (nel resto del Mondo c'era invece l'Uruguay)

Estensione creativa nell'uso dello spray

Supereroi?

Fame di vittoria

Sul campo succede solo questo (oltre al gol incassato, intendo), e ci è servito subire questo profonda ingiustizia per esorcizzare uno sconfitta che altrimenti sarebbe stata inconsolabile.







Mario uno di noi (dall'altra parte dello schermo)

giovedì 26 giugno 2014

Mondiali 2014, quando Roberto Baggio tentò di cambiare il settore tecnico FIGC

"Rinnovare dalle fondamenta la formazione di chi insegna calcio ai bambini e a i ragazzi con l'obbiettivo di crescere buoni calciatori ma soprattutto buoni uomini. Oggi più che mai l'etica e i valori devono diventare i punti fondamentali nell'educazione e nell'insegnamento anche nel calcio."
Nei processi, analisi, critiche, accuse e scarica barile che sono seguiti all'uscita al primo turno dell'Italia dai Mondiali 2014 in Brasile, la quasi totalità dei commentatori ha puntato l'indice all'abbandono da parte dei grandi club del settore calcistico giovanile in favore del molto più facile e remunerativo (?) ingaggio dei campioni stranieri di grido.

Mi ritorna in mente allora quando Roberto Baggio annunciò il suo abbandono dalla FIGC, dopo aver lavorato per 2 anni a un progetto di riforma del settore tecnico, rilasciò un'intervista al TG1, parlando del suo progetto "riassunto" in un libro di 900 pagine (!), dicendo cose giuste e intrise di amarezza.
Forse è arrivato il momento di riaprire quel libro.  

(la foto del giovanissimo Roberto Baggio con la maglia del glorioso Lanerossi Vicenza è tratta da Wikipedia)

venerdì 20 giugno 2014

Mondiali 2014: il meglio di Italia - Costarica (0 - 1)


Questo post è il più difficile dei Mondiali 2014, perché vede la prima sconfitta della Nazionale Italiana in Brasile. Tanto più difficile quando più meritata la sconfitta, che ha visto i nostri perdere contro una squadra di un Paese piccolissimo, che molta parte degli italiani neanche sa dove si trova.

Lezione di geografia

Mentre in Italia è già cominciato il Processo Massimo, e il carro dei Vincitori s'è già svuotato, cominciamo dalle base quindi: la Costa Rica si trova in America Centrale, quel piccolo pezzetto di terra che unisce Nord e Sud America (immagine da Wikipedia).


Lezione di calcio


Cattivi presagi - 1

Chi li ha visti? - 1

Chi li ha visti? - 2

Risparmio energetico

La partita sul campo




La dieta mediterronea

Cattivi presagi - 2

Un avversario in meno

"... E al terzo (incontro) risorse"

Riti tragici

Ha fatto la differenza

La classifica del girone

Rivogliamo il polpo Paul - 1

Rivogliamo il polpo Paul - 2
Kiss me kiss me Mario

domenica 15 giugno 2014

Mondiali 2014: il meglio di Italia - Inghilterra (2 - 1)

Con Buffon e De Sciglio infortunati e una serie di grigi pareggi nelle ultime 7 partite, l'Italia si presenta all'esordio nelle peggiori condizioni possibili. Insomma, la situazione ideale.

Lo stile siamo noi.

La partita inizia ben prima del fischio dell'arbitro, e già si vede perché gli italiani sono famosi nel mondo, altro che i soldatini inglesi.

Attenzione! Vernice fresca!

Lo stadio è stato costruito in tutta fretta, e si vede: il campo ha il manto erboso di un campetto parrocchiale.


#vinciamonoi sugli spalti - 1

Sono cose brutte, ma la gente deve sapere.


#vinciamonoi sugli spalti - 2



#vinciamonoi sugli spalti - 3

Questa signora la voglio vedere anche alla finale.


Marchisio trafigge gli inglesi

Marchisio infila l'angolo giusto da fuori area, col pallone che passa tra un 12-13 gambe.


"Fisioterapista cura te stesso"

Neanche il tempo di esultare e gli inglesi pareggiano. Nei tumulti popolari che ne seguono, il fisioterapista inglese rimane a terra.

Faccia a terra!

Grazie a un perfetto cross di Candreva, Balotelli stende gli inglesi.



Nella rete dell'Italia

Quel simpaticone di Mario

Dopo la partita Super Mario si preoccupa di ricordare il risultato ai telespettatori inglesi.


In caso di emergenza

venerdì 13 giugno 2014

Mondiale 2014: il meglio di Brasile - Croazia


Le cose peggiori le ha fatte l'arbitro: grazia Neymar che si macchia di un fallo da espulsione e concede un rigore generoso al Brasile. Le cose migliori - come spesso accade - si sono viste fuori dal campo, forse addirittura fuori dal Brasile.

Agli amici a cui schifa il calcio: coraggio, dura solo un mese, poi... ricomincia la serie A! ;-)

Complottisti 

Svelati gli intrighi di Blatter, in un Mondiale in cui si capisce già come andrà a finire.

Separati alla nascita - 1

L'ex CT della Nazionale Arrigo Sacchi (era lui, vero?) canta alla cerimonia con Jennifer Lopez e... e... chi ca..lo era l'altra?!?

Cinema

Sugli spalti anche Leo DiCaprio, che ha visto in campo il suo peggiore incubo ricorrente.

Tuffo sincronizzato

Il tuffo in area di Fred, grazie al quale il Brasile ha avuto un immeritato calcio di rigore, secondo i giudici a bordo vasca.

Lavori in corso

Qualche piccolo problema con la bomboletta per segnare la distanza della barriera, chiesto l'aiuto di un geometra.

Separati alla nascita - 2

Il giocatore Marcelo sarà ricordato più per la somiglianza a Ficarra che per l'autogol.

Giallo ai Mondiali

Dopo la partita, l'arbitro della partita, il giapponese Nishimura ha preferito la vasca alla doccia.

lunedì 12 luglio 2010

Il "meglio" dei Mondiali di calcio 2010 in Sudafrica

Ieri sera, dopo aver visto la finale Olanda - Spagna dei mondiali, mi stavo chiedendo se si potesse fare una sintesi del meglio di questi campionati. Qualche immagine, qualche parola che ci resterà indelebilmente impressa. Ho provato a buttare giù velocemente qualche appunto, in ordine sparso.

Scassabalotes Vuvuzelas


C'hanno rotto le scatole per tutti i mondiali. Ma c'è di peggio: le ritroveremo anche in tutte le prossime manifestazioni internazionali... già vedo gli atleti con i timpani martoriati alle prossime Olimpiadi.
Con buona pace dello spirito olimpico. COSA?? NON SENTO!!

Gol fantasma


Il gol fantasma che ha buttato fuori l'Inghilterra dai Mondiali resterà nella storia. Così come il fatto che le gli arbitri non possano ricorrere alle immagini TV. Un giorno guarderemo a tutto questo come il medioevo del calcio.

Fuorigioco fantasma


Il gol in fuorigioco dell'Argentina che ha buttato fuori il Messico dai Mondiali resterà anche questo nella brutta storia. Resterà anche l'ottusa decisione di Blatter di proibire il replay sui mega schermi degli stadi. Serve un'altra prova per dimostrare che Blatter non ne capisce una cippa di calcio?

Rigore sulla traversa al 93'


Asamoah Gyan calcia sulla traversa il rigore al 93' che avrebbe portato il Ghana in semifinale, e piange disperato.

Loew e la sua maglia azzurra


Il CT tedesco Joachim Loew, con la sua maglia azzurra sotto la giacca, rimasto 20 anni indietro nel look. Non vi ricorda qualcuno? Suggerimento...


Gli occhiali di Mazzocchi


Una delle cose più brutte di tutti i campionati, gli occhiali di Mazzocchi, ma anche l'unica cosa rilevante della trasmissione della RAI "Notti Mondiali".

Larissa Riquelme (chi!?!?? questa qua :)


Famosa per il più "strano" porta cellulare della storia moderna, non ha mai fatto niente per farsi notare. Una ragazza qualunque, venuta fuori per caso. Solo un fotografo molto attento e malizioso l'ha scovata in mezzo a milioni di tifosi paraguayani.
Raggiunta un'insperata e inattesa popolarità, ha minacciato di spogliarsi se il Paraguay fosse arrivato alle semifinali.
Per fortuna il Paraguay è stato eliminato prima.
Ah, mi dicono che s'è spogliata lo stesso.
Vabbé, c'è di peggio: per esempio finire alla TV italiana.

Linda Santaguida (chi!?!?? questa qua :)


A lei è appunto andato peggio, finendo sulla TV italiana.
Per chi si domanda chi è, era anche lei a "Notti Mondiali".
Per chi si domanda chi è, era quella di fianco a Collovati.
Per chi si domanda chi è, beh, lasciate stare, non avete perso niente.
L'hanno messa sul trespolo perché è intelligente ed esperta di calcio. Oppure: era un modo come un altro per far sembrare Marino Bartoletti un giornalista.

Il polpo Paul
 

Dicono che non ha mai sbagliato un pronostico, e che i bookmaker hanno dovuto cambiare le quote delle puntate dopo i suoi pronostici. Per quello (azzeccato) di Germania - Spagna ha rischiato di finire in pentola, e forse c'è finito per davvero, e quello che abbiamo visto dopo è il suo sostituto. Tanto, chi se ne accorge?

Il peggio dei Mondiali: Joseph Blatter

L'oro per la Spagna, l'argento per l'Olanda e la faccia di bronzo per Blatter, presidente della FIFA, tutto felice sul carro dei vincitori spagnoli.
A settembre, dopo le brutte figure dei mondiali, forse cambieranno alcune regole del calcio.
Ma basterebbe cambiare presidente.

venerdì 9 luglio 2010

Quel che ricordo di Germania - Spagna


Mercoledì sera era mia ferma intenzione vedere la partita Germania - Spagna, seconda semifinale dei Campionati Mondiali di calcio 2010 in Sudafrica. Oh, almeno questa! La mia volontà adamantina è stata però sgretolata da mia figlia Giada. A casa c'eravamo solo lei e io, il più grande nella parte del papà, la più piccola nella parte della bimba capricciosa.
Risultato: impossibile vedere una partita tutta assieme.
Mi restano nella mente solo ricordi sparsi, gli stessi che ho di Italia - Argentina del 1978... aspetta, vediamo cosa ricordo.

Primo tempo

E chi l'ha visto? La telecronaca telegrafica si può riassumere in: bambina molto vivace, corre per tutto il campo la casa, io a inseguirla. Mi ricorda la difesa inglese che cerca di marcare Maradona ai Mondiali dell'86. Tengo il volume della TV alto, sperando di sentire almeno la cronaca della partita, ma riesco solo a sentire qualche sprazzo di commento qua e là, senza capire bene se stessero parlando di calcio o delle previsioni del tempo.

Secondo tempo

E chi l'ha visto? Bambina ancora bella attiva, anche se sta dando i primi segni di cedimento. Riesco a tenerla nei pressi della TV, leggendole qualche libretto e mangiando insieme un gelato.
Qualcosa vedo, insomma: la Spagna domina i primi 20 minuti, creando continue occasioni da gol. Ma che bello vedere una squadra che gioca a calcio! Gli spagnoli creano più occasioni di quanto ha fatto l'Italia in tutto il 2010. A fronte di tanto frenetico gioco, il CT spagnolo Del Bosque in panchina sembra una mummia. Ma quanti anni ha? Ma lo tirino fuori dal frigo subito prima delle partite?

In compenso il CT tedesco "hey-guardatemi-sono-giovane" Loew sembra il fratello di Sonny Crockett, con il suo look anni '80.
Mi piace solo perché ha una maglia azzurra.
L'unica maglia azzurra che si vede in questi Mondiali di calcio.
Intanto, dopo una piccola reazione tedesca, la Spagna riprende in mano la situazione.
Nel momento esatto in cui la Spagna segna, io sono lontano dalla TV, in cucina, a prendere un succo di frutta per la bambina. Guardo il replay del gol, incurante delle urla disperate della piccola, che sta sicuramente morendo di sete.

Terzo tempo

Subito dopo la partita, con la scusa di essere stanco, obbligo la bambina ad andare a letto. Ovviamente, la piccola fa un sacco di storie, non ne vuole sapere di andare a letto! Urla, invoca la mamma e il telefono azzurro. Appena appoggia la testa sul cuscino, si addormenta all'istante.
Scendo di soppiatto, come un ladro, accendo la TV, tolgo l'audio e guardo gli highlight della partita,
Mazzocchi parla, parla, parla - ho l'audio spento o sto dormendo? - dirà sicuramente cose interessanti e intelligenti.
Adesso c'è Una in studio - non è una giornalista - ma chi è? Ma cosa sto guardando?
Vado a letto.

lunedì 28 giugno 2010

Come gli italiani sono fuori dai Mondiali di calcio in 3 mosse

Prima mossa: perdere prima di cominciare a giocare (e piangere dalla vergogna).

La mossa più facile: basta che il politico di turno "prestato al calcio" metta in panchina un vecchio ex allenatore campione del mondo, arrogante e supponente, affezionato ai suoi (ex) campioni del mondo. A questo si aggiunga una lunga serie di prestazioni e risultati deludenti (sarà un caso che l'Italia non abbia vinto 1 partita in tutto il 2010?), una certa dose di cattiva sorte, e tutta la pressione mediatica negativa che solo la stampa italiana sa esprimere.

L'Italia è fuori dai Mondiali.

Seconda mossa: farsi rubare gol (e star lì a piangere sui gol rubati)


Qua già bisogna essere abbastanza bravi: basta che una federazione illuminata e perdente (quella inglese), metta in panchina un vecchio ex allenatore italiano, arrogante e supponente, affezionato solo alla sua immagine e ai suoi occhiali. A questo si aggiunga il gol fantasma più bello della storia e una smania poco british ma molto italiana di cercare sempre scuse.

L'unico allenatore italiano di una squadra straniera è fuori dai Mondiali.

Terza mossa: non vedere i gol in fuorigioco (e non piangere dalla vergogna)

 

Qui bisogna essere proprio bravi bravi: prendete il miglior arbitro internazionale italiano, affiancategli il miglior guardalinee milanista italiano, e fategli arbitrare l'ottavo di finale della migliore squadra sudamericana del momento, il Messico. A questo si aggiunga un gol in fuorigioco che avrebbe visto anche mio nonno, un replay sul tabellone che grida F-U-O-R-I-G-I-O-C-O-! a caratteri cubitali e l'ottusità che solo un arbitro italiano può avere.

L'unico arbitro italiano è fuori (spero) dai Mondiali.

Mossa extra: rubare i gol e fare finta di non vederli (e far piangere dal ridicolo)

Notizia di oggi, la FIFA disapprova l'uso dei maxi schermi negli stadi: diffondono immagini vere (e quindi pericolose per il buon calcio - vedi link sotto).

Joseph Blatter è fuori dal Mondo.


Link:

Notizia da Gazzetta.it sull'uso dei maxi schermi negli stadi
Mio post su Italia - Slovacchia
Mio post su Italia - Nuova Zelanda 

venerdì 25 giugno 2010

Italia - Slovacchia 2 - 3: cronaca semitragica


Prima della partita

Ah, che bello, uscire dal lavoro prima del solito, per fuggire a casa a guardarsi la partita in santa pace! Dopotutto mica si vive solo per lavorare, è giusto - ogni 4 anni - prendersi un po' di tempo per sé, e dedicarsi ai propri hobby!

Non arrivo neanche a casa, che mi chiamano al cellulare dal lavoro, un problema del tipo "tsunami marrone" sta sommergendo i pochi validi calciofobi rimasti in ufficio. Tocca collegarsi da casa con il PC, ma sì, capita. Tanto posso guardare la partita, seduto comodo sul divano con il mio fido 29 pollici a 2 metri, volume al massimo.

Arrivo a casa, saluto moglie e figlie (frettolosamente, lo ammetto), vado in salotto. Supero con una certa difficoltà i giochi delle bimbe, sparsi per tutta la stanza. Ma è esplosa una bomba qua dentro?
Mi piazzo davanti alla TV, il portatile sulle ginocchia, telecomando e telefonino sul bracciolo del divano.

Primo tempo

La partita inizia con la telecronaca dei soliti interminabili stacchi pubblicitari, tra cui l'insopportabile cuoco della Nazionale (ma esiste?) che ci racconta come i giocatori vivano di pane e crema-da-spalmare-alle-nocciole (neanche fossero degli adolescenti! sarà per questo che invece di correre saltellano per il campo??!).

Finalmente tornano le immagini dal campo, a prima vista lo stadio sembra tutto per l'Italia, ma i realtà anche i tifosi slovacchi hanno la maglia azzurra. I telecronisti danno i numeri: 4-2-3-1... 4-4-2... 4-4-3 come se davvero importasse a qualcuno!
Durante gli inni, tutti gli azzurri cantano l'inno, che belli e fieri che sono, meglio dello Zecchino d'oro (senza offesa per lo Zecchino d'oro). Lippi esagera, canta anche il "poporo popopo popopo".


Altro stacco pubblicitario.

Eccoci di nuovo sul campo: i giocatori fanno qualche esercizio di riscaldamento, Gattuso affila i denti, Hamsik si tira il ciuffo dei capelli. Finalmente si parte, azzurri sembrano più pimpanti e gli slovacchi sembrano dei giocatori di calcio (i neozelandesi non lo sono). C'è molto nervosismo in campo, e i falli si susseguono, dall'una e dall'altra parte. Gli slovacchi ci fanno prendere subito un colpo, Hamsik sbaglia un gol già fatto. Sembra che con la crisi economica, tutta la squadra slovacca non ce la possiamo comprare, ma un giocatore si.
Passano pochi minuti e la Slovacchia va in gol!
Al primo tiro in porta.
Come con la Nuova Zelanda.
Come con il Paraguay.
Giusto per tenere la media.

GRETAAAAAAAAAAAA! VIENI A FARTI LA DOCCIA!
(mia moglie rincorre la bimba più grande per mezza casa, sovrastando il suono di 20.000 vuvuzelas)

I giocatori italiani si danno un gran daffare: Gattuso randella tutti quelli che gli passano attorno, De Rossi si siede in panchina per fumarsi una sigaretta (chi l'ha visto in campo?), Montolivo fà l'occhiolino a una tifosa slovacca (e non ha tutti i torti, vedendo la tifosa).


Secondo tempo

Il secondo tempo è come il primo. Azzurri evanescenti, slovacchi che controllano la partita (ma chi è tra le due squadre in campo quella Campione del Mondo?). Dopo 20 minuti finalmente un'occasione per l'Italia, un quasi gol, col difensore slovacco che ribatte sulla linea (o era dentro?) un tiro di Quagliarella. Che iella! E che brutto presagio. Infatti, dopo pochi minuti la Slovacchia raddoppia, su calcio d'angolo inesistente. Tanto per confermare la iella!
In giornate così niente può andare dritto!
In panchina, Lippi ha una faccia da funerale. Il suo.
E infatti pochi minuti dopo, la Slovacchia raddoppia: 2 a 0. Ormai siamo fuori.

GIADAAAAAAAAAAAAAA! 
NON TIRARE I CAPELLI A TUA SORELLA!
(mia moglie rincorre la bimba più piccola per mezza casa, sovrastando il suono di 20.000 vuvuzelas... ah! la pace famigliare!) 

Alla fine della partita, negli ultimi 10 minuti, gli italiani in campo si ricordano di essere dei giocatori di calcio e cominciano a giocare a calcio. Di Natale segna un gol su una bella azione con palla a terra.
Dai che si rimonta!
Neanche il tempo di pensarlo e la Slovacchia fa il terzo gol, sfruttando un errore (da polli) della difesa.

La partita finisce qui.
Almeno per me.
Spengo la TV, mi concentro sul lavoro.

Dalle stanze vicine odo solo silenzio, le mie donne sono andate al parco giochi.
Dalle finestre aperte, altrettanto silenzio, non c'è nessuno per la strada.
Più tardi vado a mettere via la bandiera.
Ci si vede fra quattro anni, forse.

PS: almeno ci siamo levati di torno il cuocodellanazionale!


Link:

Mio post su Italia - Nuova Zelanda

lunedì 21 giugno 2010

Italia - Nuova Zelanda 1 - 1: cronaca semiseria

Il pollo neozelandese, altrimenti noto come kiwi

Mentre i giornalisti italiani sono intenti nel loro compito preferito, incolpare i CT della Nazionale di tutti i mali del mondo, vorrei ricordare com'è andata veramente la partita ieri.

Primo tempo

Italia e Nuova Zelanda in campo nei loro colori tradizionali, lo stadio delle giraffe è davvero bello, forse la cosa migliore di tutta la serata.
I neozelandesi sono dei bei ragazzotti iper vitaminizzati, che non si capisce perché giocano a calcio, invece che a rugby. Degli 11, solo uno, il capitano, sembra abbia giocato a calcio prima della partita. Gli altri si piazzano nella propria metà campo e stanno lì ad aspettare che passi qualcuno di lì.
Gli azzurri trotterellano per il campo, sembra non vogliano infierire e cominciano piano piano.
Come sottofondo le inevitabili scassabalottes vuvuzelas. Per fortuna alla RAI si ricordano che si può abbassare il rumore di fondo, e il fastidio si attenua.
Intanto Fallon (un nome, un programma) pensa di giocare a rugby e assesta gomitate un po' a tutti. L'arbitro, prima lo guarda male, poi gli dice "biricchino" e infine lo ammonisce "smettila di fare il cattivo!".
L'Italia inizia così piano, che la Nuova Zelanda segna! Calcio di punizione da metà campo direttamente in area, pallone che rimbalza tra 2-3 difensori e arriva a Smeltz (chi!?!?) che con un tocco di punta beffa Marchetti. Dopo il gol Marchetti si siede in tribuna, per vedere meglio la partita.
Poi si scoprirà che Smeltz (ma chi è!?!?!) era in fuorigioco.
Poi il CT Lippi dirà "Ci hanno fatto 2 gol in 2 partite con 2 tiri in porta!". Ecco, io sarei più preoccupato della difesa, che dell'attacco.

L'Italia reagisce prontamente e trotterella con furore per il campo per altri 20 minuti, buttando palloni a caso in mezzo all'area. Poi finalmente al 28 minuto pareggia, sempre per merito di Daniele "Bubu" De Rossi (ma quanto è tenero con quella barba?!). Cross di Chiellini in area, un difensore trattiene De Rossi per la maglia, e lui si butta come solo un calciatore italiano sa fare. Rigore! Iaquinta, che non vede un pallone in nazionale da anni, se ne appropria e si piazza davanti al dischetto. L'arbitro controlla millimetricamente la posizione di tutti i giocatori, e chiede al portiere italiano Marchetti che va bene stare in tribuna, ma che almeno non fumi! Rigore: piattone di Iaquinta, portiere da una parte, pallone dall'altra.

La partita finisce qui.

Secondo tempo

Anche se la partita è finita, nessuno sembra accorgersene. Lippi mette in campo tutti gli attaccanti che ha, ma nella speranza di fare 1 gol, ma non serve a niente.

Dopo partita

Lippi è bersagliato dalle critiche e dalle domande insidiose dei giornalisti. Tutto quello che di male non possono dire della politica, lo sfogano nel calcio. La conferenza stampa offre uno spettacolo impietoso. Lippi vorrebbe andarsene dopo 2 domande, fa finta di non capire le domande in inglese, si mette le cuffie e ascolta un po' di musica, se le toglie e risponde una cosa che non c'entra niente con la domanda. Lippi sa che deve fare la sua parte sul teatrino mediatico (quella del cittì che difende le sue scelte tecniche), e sa che i giornalisti devono fare la loro (quella dei biscardi che cercano la rissa), ma non gliene frega niente, e risponde a caso alle altre domande. Alla fine, i giornalisti desistono e finisce lì.

Morale della storia: non è cambiato niente! Prima di questa partita "bisogna vincere la prossima partita", dopo questa partita "bisogna vincere la prossima partita".

lunedì 24 agosto 2009

Come distruggere lo sport più bello del mondo in xx mosse

Ieri, oppure l'altro ieri, o magari venerdì, chi lo sa, è iniziato il Campionato di calcio di Serie A.
Un senso di malinconia e di tristezza si è impossessato del bambino calciatore che mi è rimasto dentro, quello che calcava con risultati pietosi i peggiori campetti di calcio della provincia.

Chissà perché sono triste, poi.
Il Campionato si preannuncia bello e combattuto.
I calciatori sono onesti e sanno giocare senza fare le dive.
Gli allenatori allenano senza sparlare.
La classe arbitrale è rispettata.
La classe dirigente è prestigiosa e autorevole.
I giornalisti riportano con rigore professionale e imparzialità tutte le notizie.

Ma... chissà!

Ecco, potrei immaginare come le cose potrebbero andare, per poi tornare felice nella splendida realtà del calcio italiano. Potrei immaginare di essere un manager, avido di soldi, raccomandato dal potente politico di turno, senza scrupoli, con un bel Nain a foderarmi lo stomaco.

Allora, per distruggere lo sport più bello del mondo, farei così, in ordine sparso:
  • Metterei in piedi il campionato "spezzatino", con partite il venerdì, sabato, domenica e lunedì: l'anticipo, il posticipo, il post-posticipo, il pre-anticipo, l'anticipo per la Coppa, il posticipo per la Nazionale. Nessuno saprebbe bene quando inizia e finisce una giornata di campionato.
  • Riempirei di soldi fin dalla più tenera età tutti i possibili talenti, potenziali talenti, promesse e promesse mancate del calcio italiano. Li corromperei con dio denaro, facendoli sentire arrivati, come se a 21 anni avessero già fatto una carriera ventennale. Li circonderei di veline e procuratori, in modo che si credano dei scesi sulla Terra.
  • Ingaggerei tutti gli stranieri possibili, anche i più sconosciuti, purché in arrivo da qualsiasi altra nazione che non sia Italia, San Marino e Città del Vaticano.
  • Romperei in tutte le maniere possibili tutte le possibili aggregazioni di tifosi, accusandoli delle peggiori disgrazie e catastrofi, vere o presunte.
  • Metterei il cognome di ogni giocatore di calcio, anche l'ultimo panchinaro, sulle casacche della squadra, in modo che il tifoso sia invogliato a comprarsene più di una. Le maglie dei panchinari se le comprerebbero i parenti e gli amici più cari.
  • Cambierei ogni anno le maglie della squadra, ritoccandole leggermente ma significativamente, così che i tifosi siano invogliati a comprarsene almeno una nuova ogni anno.
  • Inventerei ogni anno una seconda maglia ufficiale, del colore più strampalato possibile, senza nessuna attinenza storica e cromatica con la prima maglia ufficiale, così che i tifosi più accaniti e stupidi siano invogliati a comprarsi anche questa.
  • Riempirei tutti i canali pubblici, privati e locali, da Agosto a Giugno di decine trasmissioni uguali, con il solito circo di nani, pagliacci e ballerine.
  • Nelle trasmissioni di cui sopra, inventerei una polemica - o più - ogni settimana, prendendotela a rotazione con: allenatori, calciatori, tifosi, dirigenti, giornalisti.
  • Nelle trasmissioni di cui sopra, colpirei sempre la classe arbitrale, anche senza giustificato motivo, anche per fuorigioco da misurare con il centimetro.
  • Nelle trasmissioni di cui sopra, utilizzerei solo giornalisti consenzienti, rigorosamente tifosi di qualche squadra milanese (TV privata) o romana (TV pubblica). Le altre squadre si arrangino.
  • Nelle trasmissioni di cui sopra, inviterei solo improbabili opinionisti di professione, arroganti, ciarlatani, sboccati e irascibili.
  • Nelle trasmissioni di cui sopra, metterei la ballerina di turno, scosciata quanto basta e anche oltre, tanto il calcio lo guardano solo uomini.
  • Nelle trasmissioni di cui sopra, inserirei pubblicità esplicita e occulta ogni 10 minuti, e farei durare il programma almeno 2 ore, più la gente sta attaccata, più pubblicità ci posso inserire.
  • Metterei sponsor dappertutto: maglie, scarpe, crema spalmabile alla nocciola e grassi idrogenati che mangiano in Nazionale, e acqua minerale che fa fare plin-plin.
  • Venderei a caro prezzo i diritti del calcio in TV, radio, in chiaro o criptato, su satellite o cellulare, spezzettandoli più possibile in modo da ottenere lauti guadagni.
  • Con tutte le partite in TV, gli stadi si svuoterebbero, e obbligherei le società calcistiche a dipendere dalla spartizione dei diritti: in questo modo ce le avrei sempre in pugno, per avere i soldi devono fare quello che voglio io.
  • Farei gestire il tutto ai "soliti noti", gente di comprovata esperienza manageriale nel settore calcistico, che non si capisce bene che lavoro farebbero se mai dovessero lavorare.
  • Considererei il silenzio di chi non vuol prendere parte a questo immenso Giuoco come un atto di implicita ammissione di colpa.
Ah! Adesso che mi sono sfogato, mi sento meglio! Fortuna che non siamo a questo punto, e che mai ci arriveremo!

Adesso vado a vedermi "90° minuto", condotto da un Grande Giornalista, Paolo Valenti, dura mezz'ora, fa vedere tutti i gol della serie A.

Addì, Vicenza, 24 Agosto 1989.


Link:

Sito web dedicato a Paolo Valenti
Paolo Valenti su Wikipedia

martedì 23 giugno 2009

Confederation Cup 2009: Brasile - Italia 3 0

C'è poco da dire sulla partita, oltre a quanto già scritto nel titolo.

In estrema sintesi: l'Italia prova a "fare la partita", 10 minuti e molte più occasioni da gol di quelle avute con l'Egitto. Dopo 30 minuti però il Brasile prende le misure e piazza 3 botte in rapida sequenza che stendono l'Italia al tappeto.

Secondo tempo con sterile assalto dell'Italia, il Brasile controlla in "surplace".

3 gol di scarto e 3 spanne sopra.

Italia a casa, azzurri in ferie. Ma forse dovrei dire "in pensione".

Dopo i "messicani del 1970", le "mummie del 2009". Il prossimo anno ci sono in Mondiali in Sudafrica, abbiamo un po' di tempo per correre ai ripari. Forse anche Marcello "Cippo" Lippi lo ha capito.

martedì 16 giugno 2009

Ma quanto è brutta la nuova maglia della Nazionale Italiana?

Ieri sera guardando la partita Italia - USA, non riuscivo a godermela! La partita, intendo.

I giocatori italiani vestivano una maglia celestina, pallida e triste, con calzoncini di un indefinito e indefinibile colore marron-grigio, che neanche Dolce&Gabbana.
Maglietta stinta, sembrava la lavanderia avesse sbagliato lavaggio. Calzoncini orrendi, sembrava che il magazziniere li avesse presi in prestito all'ultimo minuto dal negozio all'angolo.

La vittoria 3-1 agli Stati Uniti ha mitigato il mal di pancia.

PS: notate in foto l'entusiasmo con cui Gattuso ha presentato la nuova maglia.
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