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domenica 1 febbraio 2015

Ubuntu Phone, come funzionano gli scope.


Un paio di settimane fa, Canonical ha annunciato i vincitori del contest "Ubuntu Scope Showdown", un concorso per sviluppare in 6 settimane uno "scope" (vedi mio post precedente) per Ubuntu Phone. L'occasione mi offre la sponda per farvi un paio di esempi pratici del funzionamento degli "scope".

L'anatra perspicacie

Nessuna sorpresa per il sottoscritto quando ha letto il nome di +Riccardo Padovani tra i vincitori. Riccardo è attivo da tempo nello sviluppo (e divulgazione) di Ubuntu Phone. Grazie al suo "Discerning Duck" (qui sopra), Riccardo si è portato a casa un bel premio e la soddisfazione di vedere il suo nome tra i vincitori.

Discerning Duck è uno scope basato sul motore di ricerca DuckDuckGo, astro nascente nel settore, che merita un post a parte (chissà se ne avrò mai il tempo!). Lo scope di Riccardo permette di fare ricerche molto velocemente e facilmente, integrando le "instant answers", in un'interfaccia semplice, pulita e veloce.

Le ricerche si fanno con un tap sulla lente in alto, una prima schermata fornisce i risultati generali, con un tap si passano a vedere le informazioni di dettaglio.

In prospettiva poi, gli sviluppi sono anche più interessanti, perché come dice Riccardo: "DDG metterà a disposizione anche le Spice, che sono probabilmente le più interessanti, quindi potrai cercare un bug su Launchpad, il meteo, un convertitore e così via...". E magari anche un assistente personale.

Cinema


Il vincitore del primo premio del contest è un altro italiano, +Daniele Laudani, con il suo scope "Cinema". Lo scope permette di accedere in con pochissimi tap alle ultime uscite di film e serie TV, vederne le trame, i trailer, le trame e moltissime altre informazioni.

Il funzionamento dello scope è semplice: sulla prima schermata appaiono le icone delle ultime uscite al cinema (o delle ultime serie TV), un po' più sotto i film (o serie) che usciranno nelle prossime settimane. Con un tap è possibile limitare la ricerca a un genere specifico (avventura, azione, commedia, drammatico...).

Con un tap si accede alle informazioni specifiche del film, con un altro tap sulla locandina si passa a vederne il trailer su Youtube.

Non ricordate chi è il regista di Godzilla del 1998? Neanche io! Basta cercare "Godzilla" (un tap sulla lente in alto a destra) e si scopre che il regista è il Roland Emmerich (hey, non è tra i miei preferiti!).

Ho avuto modo di interagire un paio di volte con Daniele, anche se non lo conosco personalmente, per segnalargli un paio di piccoli bug minori, e mi ha sempre risposto in pochissimo tempo, davvero un ragazzo in gamba.

Il meglio deve ancora venire

Come dimostrano le opere di Riccardo e Daniele, gli scope sfruttano al meglio la possibilità di raccogliere e organizzare dati da fonti diverse, tagliando fuori le app, concepite per essere verticali, chiuse e autoreferenziali.

Dall'altra parte, i programmatori hanno a disposizione per sviluppare su Ubuntu Phone: strumenti di sviluppo gratuiti, possibilità di scegliere quale linguaggio utilizzare e un aiuto costante e disinteressato della Comunità. Nessun'altra piattaforma di sviluppo offre queste possibilità.

Ubuntu Phone con scope ha aperto una nuova strada nello sviluppo di software per dispositivi mobili (e desktop), sono sempre più convinto che molti altri sistemi seguiranno questa strada, o che - incapaci di percorrerla - tenteranno di bloccarla. Senza riuscirci.

martedì 12 agosto 2014

Robin Williams: un professore così


Mi ha fatto ridere, mi ha fatto piangere, in tutti i suoi film mi ha sempre emozionato. Questo era Robin Williams, morto oggi.

venerdì 13 giugno 2014

Mondiale 2014: il meglio di Brasile - Croazia


Le cose peggiori le ha fatte l'arbitro: grazia Neymar che si macchia di un fallo da espulsione e concede un rigore generoso al Brasile. Le cose migliori - come spesso accade - si sono viste fuori dal campo, forse addirittura fuori dal Brasile.

Agli amici a cui schifa il calcio: coraggio, dura solo un mese, poi... ricomincia la serie A! ;-)

Complottisti 

Svelati gli intrighi di Blatter, in un Mondiale in cui si capisce già come andrà a finire.

Separati alla nascita - 1

L'ex CT della Nazionale Arrigo Sacchi (era lui, vero?) canta alla cerimonia con Jennifer Lopez e... e... chi ca..lo era l'altra?!?

Cinema

Sugli spalti anche Leo DiCaprio, che ha visto in campo il suo peggiore incubo ricorrente.

Tuffo sincronizzato

Il tuffo in area di Fred, grazie al quale il Brasile ha avuto un immeritato calcio di rigore, secondo i giudici a bordo vasca.

Lavori in corso

Qualche piccolo problema con la bomboletta per segnare la distanza della barriera, chiesto l'aiuto di un geometra.

Separati alla nascita - 2

Il giocatore Marcelo sarà ricordato più per la somiglianza a Ficarra che per l'autogol.

Giallo ai Mondiali

Dopo la partita, l'arbitro della partita, il giapponese Nishimura ha preferito la vasca alla doccia.

martedì 13 maggio 2014

"The Internet's Own Boy" un documentario su Aaron Swartz


È passato poco più di un anno dalla morte di Aaron Swartz, programmatore e attivista statunitense, morto suicida a soli 26 anni nel gennaio del 2013, ultima via di fuga dallo spettro di una pesante condanna a 35 anni di carcere per aver "trafugato" alcuni migliaia di articoli della biblioteca digitale JSTOR.

Swartz è stato talento unico, co-autore (solo per citare alcuni esempi) di RSS 1.0, delle licenze Creative Commons e di Reddit. Attivo anche nella difesa dei diritti digitali, è stato uno dei promotori della vittoriosa campagna contra la SOPA, una proposta di legge americana "anti pirateria" che mirava a punire severamente le violazioni del copyright.

Nel 2011, Aaron fu accusato di aver violato la rete del MIT, scaricando migliaia di documenti da JSTOR per poi renderli disponibili in una rete peer-to-peer. Documenti che, per la legge americana del copyright, sarebbero stati di pubblico dominio, ma la cui versione digitalizzata era coperta da copyright.

Il 27 giugno 2014 uscirà un documentario sulla vita di Aaron Swartz, finanziato grazie a una campagna di crowdfunding (qui sotto il trailer). Il film è stato presentato in anteprima al Sundance Film Festival, il festival del cinema indipendente americano, dove ha ottenuto una unanime critica positiva.



Per chi vuole farsi un'idea della complessa personalità di Aaron Swartz, consiglio caldamente la lettura dell'ebook "AARON SWARTZ - una vita per la cultura libera e la giustizia sociale", che raccoglie la traduzione di alcuni suoi post e interventi, e numerosi articoli di amici e attivisti. Il libro curato da Bernardo Parella e Andrea Zanni è liberamente scaricabile dal sito tributo.

(grazie a +Carla Sella per la segnalazione)

giovedì 2 maggio 2013

Bisogna avere il fisico giusto

(fonte: Wikipedia)

Quando Dio creò l'uomo lo fece con braccia abbastanza lunghe e articolate da permettere alle loro estremità, le mani, di svolgere normali azioni quotidiane, compresa l'igiene personale. Non Gli saremo mai grati abbastanza per questo.

Oppure.

L'Evoluzione delle speci ha permesso all'uomo di sviluppare arti superiori sufficientemente lunghi e articolati da permettere ecc. ecc.

Sebbene molte persone sfruttino poco le mani in chive igienizzante, questi Doni di Dio (o dell'Evoluzione) hanno un serio svantaggio: la mancanza precisa di un posto dove metterle. Se infatti qualche milione di anni fa aveva un certo senso andare in giro con una pietra (o lancia o ascia) in una mano e un pezzo di cibo nell'altra, ai giorni nostri difesa personale e viveri possono essere comodamente riposti in appositi contenitori. Venendo così a mancare la loro occupazione primaria, il Genio umano ha creato la Tasca, bene rifugio di tutte le mani disoccupate.

Certo, il problema di come occupare le mani è un problema tipicamente maschile. Le donne sanno dove mettere le mani, non chiedetemi perché. Come spiegare altrimenti la totale mancanza di tasche in gonne e abiti femminili, o anche addirittura nei pantaloni femminili! (quest'ultimo fatto, che i pantaloni femminili mancano delle tasche, personalmente l'ho scoperto solo in tarda età). Le tasche di vestiti, gonne e pantaloni femminili, se e quando presenti, sono pefettamente inutili, avendo dimensioni talmente ridotte da poter contenere a stento una moneta da 1 cent.

Invece, per tutti gli uomini (grazie all'Uomo) esistono le tasche, comode e abbondanti, dove vanno regolarmente riposte le mani (la mano destra nella tasca destra, la mano sinistra in quella sinistra), specie durante i tragitti, o comunque quando si è in piedi. Altri atteggiamenti come incrociare le braccia (che denota chiusura verso l'interlocutore) o il grattarsi gli zebedei (che denota disinteresse) sono altamente sconsigliati.

Personalmente, mi sono sempre trovato bene con le tasche, utili anche un po' per dissimulare la timidezza, un po' per nascondere un evidente difetto genetico: ho le braccia corte e le maniche delle giacche mi sono regolarmente troppo lunghe di almeno un paio di centimetri. 

Neanche le tasche sono immuni da difetti, a cui neanche l'italico genio ha ancora trovato rimedio. Le mani in tasca denotano insicurezza, impaccio oppure (orrore!) il voler nascondere qualcosa all'interlocutore

Ricordo quella volta a Mosca, mentre facevo l'interminabile fila davanti al mausoleo di Lenin. Era fine agosto, dopo 4 giorni di caldo umido, cominciavano ad arrivare le prime correnti fredde, dalla Siberia credo. Me ne stavo lì, con le mani in tasca, niente smartphone su cui twittare al tempo. Ero quasi arrivato all'entrata della tomba, quando una guardia mi chiamò fuori dalla fila, intimando qualcosa in russo. Dopo due minuti di difesa a colpi di "I don't understand!", capii che bastava togliessi le mani dalle tasche. Cosa potevo nascondere? Una fotocamera per far foto e rivenderle al mercato nero? Una mini bomba capitalista per distruggere il culto della pesonalità bolscevico? Una penna-stilo-pistola con cui avrei immobilizzato le guardie per poi fuggire con la mummia sottobraccio? (erano i tempi d'oro di James Bond, quando i Russi erano ancora i Cattivi, e anche Sting li guardava con sospetto)

Che poi esiste un efficacie rimedio, che fa sparire impaccio e aria imbarazzata, ma solo pochi ne sono dotati: basta guardare tutti dall'alto di 1,91 mt di altezza, come Jimmy Stewart. Lassù gli abiti si portano con disinvolta eleganza, e le mani in tasca servono solo per evitare di che tanta presenza fisica intimorisca i presenti.
Bisogna avere il fisico giusto.

sabato 12 maggio 2012

The Tube, il nuovo film di animazione dall'autore di Elephants Dream


All'inizio venne Elephants Dream

Bleder Foudation, è l'organizzazione non-profit che sostiene lo sviluppo del software open source Blender, il software di animazione tridimensionale più famoso e diffuso nell'ambito del Software Libero.
Nel 2005, Tom Rosendaal, CEO di Blender Foundation, nonché principale (unico?) sviluppatore di Blender,  annunciò la decisione di re un corto, un piccolo film di animazione, denominato "Open movie project Orange", con lo scopo di dimostrare le potenzialità di Blender, anche nell'impiego professionale. Il corto sarebbe stato "open" in tutti i sensi: costruito con soli strumenti open, rilasciato sotto licenza open, e rilasciati anche tutti i sorgenti, gli script, i modelli e quant'altro utilizzato per realizzare il film.

La direzione della regia fu affidata al giovane Bassam Kurdali, e qualche mese dopo nel 2006 venne alla luce "Elephants Dream", un corto cupo, ambientato in un mondo calustrofobico in cui si aggirano due strambi personaggi, creature fantastiche e marchingegni impossibili.



Il corto, non aveva una vera trama, ma ebbe un buon successo, che superò l'elite dell'ambito del Software Libero, fino a vincere il "European 3D Film Festival" del 2010.

Incoraggiata dal successo ottenuto, la Blender Foundation produsse altri corti, come il famoso "Big Buck Bunny" e il recente "Sintel". Adesso è impegnata nelle riprese di "Mango Open Movie Project", un film vero e proprio, con attori e creature create al computer.

The Tube

Nel 2009, Kurdali si impegnò in un altro progetto "The Tube Open Movie", anche in questo caso utilizzando solo Software Libero, e anche in questo caso con la promessa di rilasciare tutto il materiale usato per la creazione, e il corto stesso, con licenza libera "Creative Commons". Il progetto ha base nel New England, ma si avvale della collaborazione di artisti e programmatori da tutto il mondo, collegati tra loro grazie a (ovvio) Internet.

"The Tube" è un corto di 10 minuti, e si tratta una riedizione ambientata ai nostri tempi del mito sumero di Gilgamesh: la ricerca dell'immortalità da parte dell'Uomo, e il suo inevitabile fallimento. Ma è anche, secondo lo stesso Kurdali:
"a love letter to free software and open culture that marks their convergence with independent filmmaking"
"una lettera d'amore al software libero e alla cultura libera per evidenziare la loro convergenza con il cinema indipendente"
Una curiosità "italiana" riguarda uno strumento usato da Kurdali, che è stato chiamato "Geppetto", dal nome del burattinaio papà di Pinocchio, dalla favola di Collodi:
"Geppetto (named after the puppet- maker) is our tool, written in Python , which allows us to do things like: add a shot to the movie, remove a shot, rename a shot, or resequence a shot. it maintains a breakdown (ordered list of the shots in the film) with names, descriptions etc. and manages our image files for the animatics, keeping them in svn and in sync with the edit. It's mostly a housekeeping tool that keeps everything organized and consistent, so we don't have to do that by hand."
"Geppetto (dal nome del burattinaio) è il nostro strumento, scritto in Python, che ci permette di fare cose come: aggiungere una sequenza al film, rimuoverla, rinominarla, riordinare le sequenze. Mantiene la scaletta (un'elenco ordinato delle sequenze del film), con nomi, descrizioni, ecc. e gestisce i nostri file immagini per l'animazione, tenendoli nel svn e sincronizzati con il montaggio. Si tratta insomma di uno strumento di gestione che tiene tutto organizzato e consistente, così non dobbiamo farlo a mano"
In Aprile è stata lanciata una campagna di "crowd funding" (finanziamento dal basso) su Kickstarter, per pagare disegnatori, progettisti, programmatori e quant'altro necessario a terminare il progetto. Il primo obiettivo (22.000 dollari) è stato raggiunto e adesso puntano a raggiungere l'obiettivo di 50.000 dollari per assumere altre persone e finire il film.
 



Ormai dovrebbe mancare davvero poco all'uscita ufficiale, non ci resta che attendere per godersi un'altro piccolo capolavoro.

PS: Bassam Kurdali ha un proprio profilo su G+ e Twitter, seguitelo se volete essere aggiornati sul progetto.


Link:

Elephant Dream su Wikipedia (in inglese)
Sito ufficiale di Elephant Dream
Sito ufficiale di Mango Open Movie
Gilgamesh su Wikipedia
L'annuncio di "The Tube" sul blog blendernation (in inglese)
Sito ufficiale di URCHN, lo studio di Bassam Kurdali
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