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domenica 9 agosto 2015

Recensione di "Dove nascono le grandi idee" di Steven Johnson

Ho smesso di pubblicare sul bog le recensioni dei libri che leggo, perché ho un profilo su anobii (e anche su Goodreads!). Ma questa è un'eccezione che vale la pena fare, perché il libro è ricco di spunti interessanti e vicino alla cultura libera.


Una certa cultura delle invenzioni ci spinge a immaginare genii assoluti rinchiusi nella penombra della loro stanzina a studiare per anni, fino alla scoperta - o invenzione rivoluzionaria. Un altro immaginario ci mostra gli inventori baciati dalla fortuna per una serie incredibili di circostanze, che trovano la soluzione che cambia la nostra vita, e anche la loro, specie dal punto di vista economico.
Niente è più lontano della realtà dell'innovazione e delle scoperte, specie quelle contemporanee. L'autore ripercorre l'epopea dei genii e inventori del passato (Darwin, Gutemberg), spiegando come l'innovazione passa per una serie di meccanismi hanno da sempre accompagnato l'Umanità e che ai giorni sono sempre più necessari per il Progresso comune. Per esempio, l'adiacente possibile: da una stanza si può passare solo alla successiva. Oppure la sorprendente “exattazione”: l'utilizzo di esperienze e invenzioni note da tempo per creare una nuova invenzione in un campo completamente diverso.
Senza voler rivelare il finale, anticipo solo che la filosofia open source e in genere la cultura libera sono molto vicine alle conclusioni dell'autore.

Libro leggevole e scorrevole, che si legge come un romanzo, ma ricchissimo di spunti interessanti, da leggere.

venerdì 26 agosto 2011

Uomini del mare, all'abbordaggio!

More about Il Corsaro Nero

Emilio Salgari: Il Corsaro Nero


Avrei dovuto leggere questo libro 30 anni fa. Purtroppo o per fortuna, dopo aver visto in TV il film con Kabir Bedi e Carol André (gli stessi attori protagonisti della saga di Sandokan) mi restava ben poca curiosità sul romanzo di Emilio Salgari.

Me lo sono letto quest'estate. Sotto l'ombrellone divoravo le pagine del romanzo, e su Internet ne scoprivo i numerosi aneddoti e retroscena. Come il fatto che Emilio Salgari non s'era mai mosso dall'Italia, e sopperiva con la fantasia alla mancanza di informazioni di prima mano dai paesi tropicali, luoghi dove si svolgevano le trame dei suoi numerosi libri. O come il fatto che per molti anni ha lavorato a Torino, anche per merito della Regina Margherita (sì, quella della pizza, ma questa è un'altra storia). A tale devozione si devono le origini nobili e piemontesi di Emilio di Roccabruna, noto in tutto il Caribe come il Corsaro Nero.

Il Corsaro Nero è appunto un nobile, di gusti sopraffini, fuorilegge per onore, che insegue il suo acerrimo nemico, il traditore Wan Guld. In questo libro si narra la prima parte del suo inseguimento (la seconda ne "La regina dei Caraibi"), tra abbordaggi e battaglie, maledizioni e superstizioni marinare, amori e vendette.

Nel complesso un bel libro, che si legge in un fiato, meglio se avete ancora i calzoni corti.



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lunedì 25 luglio 2011

La Russia vista con gli occhi di una giornalista.


Anna Stepanovna Politkovskaja - La Russia di Putin

Anna Stepanovna Politkovskaja era una giornalista russa, assassinata nel 2006 nell'ascensore di casa. Politkovskaja era una giornalista "con la schiena dritta", implacabile e incorruttibile nel denunciare lo sfascio dello Stato Russo.

"La Russia di Putin" narra della Russia attuale fino alla fine del 2004, ed è un libro brutto, anzi brutale, diretto, e non si digerisce. Politkovskaja scrive di fatti scomodi, episodi che dopo anche il lettore vorrebbe dimenticare. Ma che si devono conoscere: la guerra infame in Cecenia, dove i militari russi si macchiano di violenze di ogni tipo, anche sulla popolazione inerme, la deriva dell'esercito russo, allo sbando, in disarmo e ridotto alla fame, il fallimento del sistema giudiziario, sottomesso al corrotto potere politico e mafioso. Mafia e politica, appunto, non hanno contorni ben definiti, si sovrappongono, si completano, braccio destro e sinistro che lavorano alla conservazione del potere. I politici italiani che guardano con occhio benevolo alla leadership russa, dovrebbero essere più prudenti nei loro giudizi.

Poi ancora: il terrorismo, con le stragi di Beslan e del teatro Debrovna, nelle quali il Governo non si fa scrupoli di assassinare bambini e adulti pur di sbarazzarsi dei terrorismi.

Questo libro è anche (probabilmente) la causa della morte di Politkovskaja, come lo sono gli altri articoli apparsi sul suo giornale, la Novaja Gazeta. Infatti, lo scenario che si percepisce alla fine del libro è inquietante e desolante: la Russia del sovrano assoluto Zar Vladimir Putin è uno Stato totalitario e corrotto, governato con pugno di ferro dall’ex capo del KGB, che col suo Governo persegue il fine unico del potere assoluto.

Anna Politkovskaja

Il libro si legge velocemente, lo stile è quello dell’inchiesta giornalistica, ma si deve sorbire a piccole dosi perché è davvero difficile assimilare tante brutte storie di seguito.



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domenica 27 febbraio 2011

Graham Greene: Il nostro agente all'Avana


Altro che 007! :-)

Al tempo della Guerra Fredda, con agenti segreti che si passano il destino del mondo tra le mani, tra un cifrario segreto e una pistolettata, un rappresentante spiantato, per compiacere i capricci della figlia, si fa passare per spia al servizio di sua Maestà, spacciando informazioni inventate di informatori inesistenti.
Tutto giocato tra l'ironia e la suspense, questo libretto si legge in un baleno. Graham Grene in ottima forma dimostra che per essere Grandi non serve scrivere tomi.


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martedì 23 novembre 2010

Apre amazon.it, ma attenti a cosa comprate

Il messaggio di benvenuto (e marchettaro!) di Jeff Bezos su amazon.it

Atteso da tempo, con tanto di messaggio di benvenuto, scritto da Jeff Bezos in persona, di suo pugno, e in italiano :-), ha finalmente aperto amazon.it.

Un paio di osservazioni.

Sbarcare in Italia?

Per prima cosa, fa un po' strano vedere che un'azienda internazionale sbarca in Italia, visto che già c'era in Gran Bretagna, e la Gran Bretagna non è poi così "lontana" dall'Italia, e comunque è sempre in Europa. Vabbé non hanno ancora l'euro, ma dopotutto sono inglesi! Vi ricordate quando i tedeschi fecero tutte quelle storie per abbandonare il caro vecchio marco e passare all'euro? Beh, è più probabile che il resto dell'Europa adotti la sterlina, piuttosto che la Gran Bretagna adotti l'euro!

Tradizioni a parte, lo sbarco in Italia è comprensibile solo per motivi di immagine, cosa che si sarebbe potuta fare molto facilmente, traducendo le pagine in italiano - come del resto altri hanno fatto.

Ma conviene?

Amazon.it per festeggiare la nuova apertura, offre il 30% di sconto su praticamente tutto il catalogo. Ma è vera convenienza?
Ho fatto un piccolo esperimento, simulando lo stesso acquisto su amazon.co.uk (il sito della filiale britannica di amazon) e il neonato amazon.it. I libri che ho provato ad acquistare sono libri che ho comprato recentemente, o che comprerò a breve, tutti in lingua inglese. Nell'ordine:
  1. Presentation Zen: Simple Ideas on Presentation Design and Delivery (Voices That Matter) - Garr Reynolds; Paperback
  2. Made to Stick: Why some ideas take hold and others come unstuck - Dan Heath; Paperback
  3. Brain Rules: 12 Principles for Surviving and Thriving at Work, Home and School - John Medina; Paperback
  4. slide:ology: The Art and Science of Creating Great Presentations: The Art and Science of Presentation Design - N Duarte; Paperback
A questi ho aggiunto anche un libro italiano:
  1. Gomorra: Viaggio Nell'impero Economico e Nel Sogno di Dominio Della Camorra (Strade Blu) - Roberto Saviano; Paperback
Com'era prevedibile, i prezzi sono abbastanza diversi, e prevedibilmente a favore di amazon.co.uk per i libri in inglese, come si può vedere nella seguente tabellina (prezzi in euro):

Libro amazon.co.uk amazon.it
Presentation Zen: Simple Ideas on Presentation Design and Delivery (Voices That Matter) - Garr Reynolds; Paperback 12,91 19,62
Made to Stick: Why some ideas take hold and others come unstuck - Dan Heath; Paperback 5,80 8,43
Brain Rules: 12 Principles for Surviving and Thriving at Work, Home and School - John Medina; Paperback 18,71 14,08
slide:ology: The Art and Science of Creating Great Presentations: The Art and Science of Presentation Design - N Duarte; Paperback 10,43 23,14
Gomorra: Viaggio Nell'impero Economico e Nel Sogno di Dominio Della Camorra (Strade Blu) - Roberto Saviano; Paperback 15,95 10,85
TOTALE 47,85 76,12
(ho convertito i prezzi da sterline a euro al cambio attuale di 1 sterlina = 1,1733 euro)

Le spese postali

Vero che nel totale si deve tener conto anche delle spese postali, e qui il conto si complica perché da una parte (amazo.co.uk) non si pagano spese postali per ordini superiori alle 25 sterline (circa 30 euro) con l'offerta "FREE Super Saver Shipping" valida anche per ordini dall'Italia. Dall'altra (amazon.it) non si pagano spese postali per tutti gli ordini superiori ai 19 euro.
Che è la stessa offerta di ww.ibs.it e di www.bol.it.
Che a loro volta offrono molti titoli in offerta speciale.

Tempi di consegna

Da tenere infine presente anche il fattore tempo: provenendo dalla Gran Bretagna, i libri ordinati su amazon.co.uk ci metteranno (quasi sempre) più tempo ad arrivarvi a casa!

Consiglio

Il consiglio è sempre quello: non fatevi ingannare da promozioni e offerte speciali, provate a fare più preventivi su vari siti e poi confrontateli!
Il vostro portafoglio ringrazia.

Se poi volete anche devolvere in beneficienza quanto avete risparmiato, vi farò sapere il numero del mio conto corrente :-)


Link (servono?):

www.amazon.co.uk
www.amazon.it
www.ibs.it
www.bol.it

domenica 31 ottobre 2010

Flavia e Luca l'hanno fatto un'altra volta!

Ma no, ma che pensate, maliziosi che non siete altro! :-)

Flavia Weisghizzi e Luca Ferretti, hanno dato alle stampe la loro ultima fatica, "Ubuntu Linux 10.10 - guida compatta", un prezioso volume di ben 322 pagine, pieno zeppo di consigli, suggerimenti e trucchi su Ubuntu 10.10 "Maverick Meerkat". La buona notizia è che se lo comprate entro il 27 novembre dal sito dell'editore potrete usufruire di uno sconto del 20% sul prezzo di copertina.


Sono nate due stelle? :-)

Quando feci loro la ormai "famosa" intervista doppia (vedi link qui sotto), giusto un anno fa, erano due persone normalissime, avulsi dai riflettori e sconosciuti ai media. Adesso collezionano interviste in TV, presentazioni alle fiere di elettronica e sembra siano stati contattati per la prossima edizione de "L'isola dei famosi". 

L'intervista però ce l'ho solo io! 

PS: il sottoscritto dichiara di NON ricevere soldi o altro tipo di favore materiale in cambio di questo post!

Link:

Ubuntu Linux 10.10 su Hoepli.it (con buono sconto!)
Intervista doppia a Flavia e Luca (esclusiva!)

martedì 24 agosto 2010

A passeggio con Bill, tagliando l’America di traverso


More about Una passeggiata nei boschi

Bill Bryson - Una passeggiata nei boschi

I libro narra le vicende (romanzate?) autobiografiche di Bill Bryson, che imbattutosi per caso sull’Appalachian Trail, decide di farlo tutto a piedi. L’Appalachian Trail, è il sentiero più lungo del mondo (sempre esagerati, ‘sti americani!), e segue la catena dei monti Appalachi, tagliando per 3.400 kilometri, da sud a nord gran parte degli Stati Uniti orientali. Si fa accompagnare da un suo vecchio amico, Stephen Katz (uno pseudonimo), con cui aveva già fatto un viaggio in Europa molti anni prima. Entrambi i tipici americani di mezza età: sovrappeso, impreparati, fuori forma e senza la benché minima esperienza di montagna e campeggio. La miglior situazione per tirare fuori il miglior peggio da questa esperienza, con situazioni paradossali e divertenti, raccontate alla maniera di Bryson.

Ma il libro è più una serie di situazioni divertenti e paradossali, è anche uno spaccato della storia e della cronaca americana. Il sentiero taglia l’America, e Bryson taglia chirurgicamente gli americani. Partendo dal sentiero, l’autore si concede delle ampie divagazioni, inerpicandosi per strade, paesi e città che lo bordeggiano. Documentandosi sempre, con l’aiuto di libri e giornali, racconta fatti e personaggi della provincia americana. Ne emerge uno spaccato impietoso sugli americani. Sui loro limiti, come quello - non è un luogo comune - di non sapere staccare il culo dalle comodità moderne. Sui crimini, narrati nella cronaca nera dei giornali d’epoca. Sulle assurdità nella gestione dei parchi naturali, dove scorrono sotterranei fiumi di denaro e interessi, per niente ecologici. Sullo squallore delle cittadine di provincia, piene di tutto ma senza un’anima, come tante riproduzioni in piccola scala della metropoli alienata. Sull’americano medio, come il buon Katz, incapace di trovare un senso alla propria vita, se non in fondo a una birra.

Il libro è piacevole e si legge molto bene, 300 pagine scorrono veloci, una buona lettura estiva con in più ottimi spunti di riflessione.


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domenica 8 agosto 2010

Vorrei una vita come... Fosco Maraini



More about Case, amori, universi


Fosco Maraini - Case, amori, universi

L'autore di questo libro, Fosco Maraini, oltre che padre della (ormai) ben più nota scrittrice Dacia Maraini, è stato un etnologo, orientalista, alpinista, fotografo e ovviamente scrittore. Figlio a sua volta di artisti (il padre scultore, la madre scrittrice) nonché persone molto agiate, ha avuto la fortuna di vivere una vita piena di avvenimenti. Il libro ne è la biografia. Anzi, la "biografia romanzata": l'autore sceglie di raccontarsi in terza persona, cambia i nomi a tutti i protagonisti, così da avere mano libera nelle divagazioni e nelle invenzioni.

Il libro comincia con l'infanzia dorata nei dintorni di Firenze, passa per esperienze giovanili che lo formano nell'alpinismo, nella conoscenza del mare, nella cultura tibetana, fino ad arrivare all'esperienza fondamentale giapponese. Partito per Hokkaido come professore di italiano con tutta la famiglia, lì si forma una cultura etnica sugli Ainu, antica popolazione giapponese. Con l'arrivo della Seconda guerra Mondiale, ne vive le difficoltà, prima come straniero in un paese in guerra, poi come nemico, quando si rifiuta di aderire alla Repubblica Sociale Italiana, ed è quindi internato in un campo di concentramento. Questa è la parte più dolorosa della storia, che riflette in tante parti chi ha vissuto analoghe esperienze nella Germania nazista. Una volta tornato in Italia, trova infine la sua vera vocazione di scrittore.

Il libro è scritto molto bene e si legge facilmente, nonostante utilizzi qualche termine inventato di sana pianta dallo scrittore, e fornisce a contorno un panorama delle vicende storiche dell'epoca. Denota però un paio di difetti: qualche "buco temporale", e una certa visione edulcorata e auto indulgente (ma chi non lo è??) delle vicende. Comunque, una lettura piacevole di una vita straordinaria.

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domenica 18 aprile 2010

Niccolò Ammaniti: Come Dio comanda


More about Come Dio comanda

Come Ammaniti comanda

"Come Dio comanda" di Niccolò Ammaniti è un pessimo libro sgradevole.

Pessimo perché è qualcosa di già visto da qualche altra parte. La copertina somiglia troppo a un vecchio disco dei Dire Straits. La trama si può riassumere nel racconto di Cappuccetto Rosso che attraversa il bosco inseguita dal Lupo Cattivo. Il titolo tira Dio per il lembo della veste, tanto per dare un titolo al libro. I personaggi sono da barzelletta, tipo: "allora, c’erano un nazista, un alcolizzato e un matto che...".

Sgradevole perché va a ravanare nel torbido, le peggiori cose che si possano immaginare per suscitare il disgusto, la cronaca nera del peggiore telegiornale pulp.

Ammaniti si diverte un mondo, arriva a prendere in giro il lettore, come nell’episodio del severo frate francescano che si porta dietro cani dai ridicoli nomi fedifraghi.
Il lettore invece, si diverte ben poco, affogato in questo brodino misero e lungo, lungo ben oltre la pazienza. Troppe pagine, nessuna idea, zero originalità.


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sabato 20 marzo 2010

Walter Bonatti: In terre lontane

More about In terre lontane
L’avventura a ogni costo

Per capire questo libro, bisogna capire chi è Walter Bonatti.
Walter Bonatti, è uno dei più grandi alpinisti e avventurieri di tutti i tempi.
Questa frase potrebbe suonare pomposa, in realtà dà una minima idea della vita di questo uomo. Giusto per dire: a 24 anni scala il K2, durante la quale sopravvive una notte all’addiaccio a 8600 metri di altezza, negli anni seguenti scala di tutto Monte Bianco, Ande, Karakorum, parete nord del Cervino in inverno, apre nuove vie, sopravvive a mille disavventure.
La bravura di quest’uomo è seconda solo alla considerazione che egli ha di sé stesso, e precede di poco la sua buona sorte. O forse sono la stessa cosa.
Comunque: carattere, bravura e fortuna gli consentono di meritarsi riconoscimenti di tutti i tipi. Ma anche di attirarsi l'antipatia e l'invidia di molti.
A 35 anni, all’apice della carriera alpinistica, decide di mollare le montagne, rendendosi conto che non saprebbe più come superarsi. Accetta l’invito del direttore di "Epoca", e per 15 anni diventa il "reporter dell’avventura" per eccellenza, andando in giro per il mondo, spingendosi nelle terre più lontane (appunto) e inospitali come Klondike, Patagonia, Africa, foresta amazzonica, Guyana, Antartide, Australia, e tante altre. Da ognuna di queste scrive servizi e scatta foto stupende. Il libro è la summa di queste esperienze.
Si pensi che allora c’erano pochi mezzi di comunicazione e trasporto moderni. Le sue escursioni in questi luoghi riescono a cogliere paesaggi e situazioni che restano testimonianze uniche. Oggi, 40 anni dopo, in molti casi non esistono più.
Bonatti è allo stesso tempo l’ultimo avventuriero, romantico e idealista, e il primo turista dell’avventura, organizzato e moderno. Nei suoi viaggi, si trova nel perenne conflitto del voler tornare a uno stato di "uomo selvaggio" che vive perfettamente integrato nella natura e nei suoi meccanismi, a volte spietati, e nella consapevolezza di non poter esserlo, essendo ormai troppo integrato della civiltà, prigioniero della creatura che l’Uomo stesso ha creato.
Il libro si legge bene, bellissime le descrizioni della natura e dei suoi incontri con gli animali. Qualche passaggio lento sulle riflessioni personali di Bonatti, ispirate da una retorica d'altri tempi. Per qualche mistero dell’editoria, è uscito da poco un altro libro di Bonatti, "Un mondo perduto", che è esattamente uguale a questo, a parte due capitoletti finali in più.


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lunedì 1 febbraio 2010

Dory Rotnemer, Marc-Alain Ouaknin: Così giovane e già ebreo

More about Così giovane e già ebreo
Siamo tutti ebrei. Almeno un po'

Questo libro è una raccolta di storielle e barzellette della tradizione yiddish, la cultura ebraica europea. Yiddish è probabilmente una parola sconosciuta alla maggior parte delle persone, e sembra cosa molto lontana dalla nostra realtà. Invece, basta leggere alcune delle storielle per capire che ci è più vicina di quello che conosciamo e sappiamo.
Il fatto stesso che capiamo le barzellette e ne ridiamo dovrebbe farci riflettere: un giapponese o un indiano non le capirebbe e neanche ne riderebbe. Anche se non si conosce minimamente la cultura ebraica, questa è una dimostrazione semplice di come siamo culturalmente vicini agli ebrei. Sempre dello stesso tipo di cultura si potrebbero citare (perché no?) anche film come "Frankstein Jr" o "L’aero più pazzo del mondo".
Inoltre la mamma yiddish onnipresente e protezionista ad oltranza assomiglia in maniera terribile alla mamma mediterranea. Questo non è sicuramente un caso.
E' quindi facile trovare punti di contatto, specie nei difetti, che da buoni italiani teniamo ben nascosti.
La cosa che invece mi ha più sorpreso è stata la incredibile capacità degli ebrei di prendersi in giro, anche in maniera atroce.
Il libro è diviso in capitoli, ognuno dei quali tratta un aspetto della cultura ebraica: la mamma, il rabbino, il rapporto con Dio, quello con i soldi, ecc. Libro godibilissimo che si legge in un baleno, ma per apprezzarlo andrebbe gustato lentamente.


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domenica 17 gennaio 2010

Walter Moers: Le tredici vite e mezzo del capitano Orso Blu

More about Le tredici vite e mezzo del Capitano Orso Blu
Un fantasy per chi non ama i fantasy

Se nani, streghe, orchi e hobbit vi sono venuti a noia, ma anche se non avete mai letto un fantasy in vita vostra, dovete leggere questo libro. Walter Moers s’è inventato un mondo completamente a parte, Zamonia, e personaggi assolutamente originali, nessuno di essi umano, ma tutti molto umani nei loro molti vizi e poche virtù. Uno su tutti, il simpatico e assolutamente inaffidabile gaglioffo delle spelonche.
Il libro narra le vicende di metà della vita di Orso Blu (tutti sanno che gli orsi blu vivono 27 vite!?!?!), promosso sul campo (anzi sul mare) capitano, dagli eventi più che per meriti propri. La trama non è molta, ma non è neanche molto importante: il divertimento è garantito dalla prima all’ultima delle 700 pagine. Le ultime vite, gli ultimi capitoli, del libro sono poi davvero spassose.
Il libro è scritto in modo scorrevole, si legge in un baleno. Se proprio devo trovare un difetto al libro, è quando lo scrittore parte in lunghi elenchi, che alla lunga stancano.



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domenica 22 novembre 2009

Nicolas Bouvier - La polvere del mondo

La polvere del mondo

Uno strano destino per un magnifico libro

Strano destino per questo magnifico libro. Strano che in Italia sia praticamente sconosciuto, mentre in Francia ha venduto milioni di copia. Ma del resto anche Al Bano ha venduto milioni di dischi in Russia e in Italia non se lo fila (più) nessuno. Strano che la sua casa editrice lo distribuisca con contagocce, neanche fosse riservato a una ristretta elite di appassionati. Con un po’ di marketing decente potrebbe vendere milioni di copie. Strano anche perché su Internet si trovano molte recensioni che lo giudicano “il più bel libro di viaggio di tutti i tempi”, come lo ha definito recentemente anche Giuseppe Cederna nella trasmissione radio “Damasco”.

Nicolas Bouvier sulla Topolino

Il libro è scritto dallo sconosciuto (in Italia) svizzero francofono Nicolas Bouvier, che oltre scrittore è stato anche fotografo e iconografo. Completano il libro, gli stupendi disegni di Thierry Vernet, pittore francese, e suo compagno di viaggio. Il viaggio è quello che compiono appunto Bouvier e Vernet, partendo da Sarajevo nel giugno del 1953, fino al Khyber Pass in Afganistan un anno e mezzo più tardi, nel dicembre del 1954. In mezzo, migliaia di chilometri percorsi a bordo, o spesso spingendo, una Fiat Topolino, che, per tener fede alla qualità del marchio, li lascia molto spesso a piedi, tanto che sono costretti a smontarla e rimontarla più volte, anche con l’aiuto di pezzi di ricambio e meccanici approssimativi.
Il libro comincia e finisce con Bouvier solo, mentre legge una lettera dell’amico Vernet che lo invita a raggiungerlo in un posto stupendo, declamandone la bellezza. E comincia il viaggio. Un viaggio nello spazio, passando per città come Sarajevo, Istanbul (Costantinopoli), Tabriz, Isfahan, Teheran, Kabul. Un viaggio nel tempo, che descrive queste città molto diverse da come le conosciamo sentendo le tragiche cronache dei giorni nostri. Città magnifiche, culture antiche e diverse, migliaia di anni avanti rispetto al medioevo moderno che stanno e che stiamo vivendo oggi. Il taglio del racconto che le descrive è completamente diverso dall’attuale, senza quel fanatismo religioso – a volte esagerato – che condisce ogni servizio proposto dal moderno giornalismo occidentale, senza i bollettini di guerra che costituiscono le corrispondenze attuali.

Come l’ambra cattura un istante di vita, così la scrittura di Bouvier cattura la magia delle emozioni e la tramanda intatta, diventando sempre più preziosa col passare del tempo. Occhi arguti che osservano talvolta con candore poetico e talaltra con ironia tagliente.

Il libro si legge facilmente, nonostante (per me) qualche parola da dizionario. Alcune frasi si devono leggere 3-4 volte tanto sono belle, non ne trascrivo nessuna, per non rubare il godere di scoprirle da soli. Un libro da non perdere.


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sabato 31 ottobre 2009

Intervista doppia a Flavia & Luca, i magnifici autori del libro "Ubuntu Linux 9.10"

Breve storia dello scoop del secolo.

La notizia giunge come un fulmine a ciel sereno: Flavia (Weisghizzi) e Luca (Ferretti), due tra le personalità più estroverse e acclamate della Comunità italiana Ubuntu-it hanno scritto un libro "Ubuntu Linux 9.10"! Esce praticamente in contemporanea all'uscita di Ubuntu 9.10 "Karmic Koala".

Volo in libreria per documentarmi, ma l'entusiasmo dura fino allo scaffale del reparto "Informatica": tutta la documentazione possibile immaginabile sul mondo informatico, purché non parli di Linux. Nessun libro che parli del nostro amato pinguino! Tanto meno il nuovo libro ubuntero.
La strada per il dominio del mondo è ancora abbastanza lunga!

L'illuminazione.

Ma perché non ci ho pensato prima? Scrivo 2 righe a Flavia e Luca e mi faccio spiegare com'è il libro! Anzi, gli faccio una serie di domande a tappeto.
Anzi...
Anzi...
Gli faccio un'intervista doppia sul modello di quella trasmissione lì, con quella là, che prima c'era quell'altra, e con quei 2 lì che fanno gli scemi.
Si, mi avete capito.
No, non è il telegiornale!
Mi metto gli occhiali scuri, e il gioco è fatto!

L'intervista doppia.

Blog: Presentatevi, chi siete?
Flavia Weisghizzi: Piacere, Flavia Weisghizzi, per servirvi!
Luca Ferretti: Salve sono Luca e tu (donna) sei molto lieta.

Bl: Che lavoro fate per vivere? (mica sarete scrittori professionisti, spero!)
FW: Imbrattapagine ovviamente! Bè, mica solo quelle, pure l'etere se capita a portata di voce...
LF: Ecco questo pregiudica un po' il test... Aspirerei al ruolo di uomo di fatica in una casa di riposo.

Bl: Qual è la vostra ultima opera editoriale? :-)
FW: Aspetta... La piazza di pietra? No, scusa... Parlando di nuvole? Neppure... ah sì! Fedora for dummies... Ubuntu Linux 9.10 guida compatta (per il professionista...) Hoepli editore :)
LF: Opera?
(per chi avesse dubbi dopo queste risposte, stiamo parlando di "Ubuntu Linux 9.10 Guida Compatta"...)

Bl: Chi ha avuto l'idea del libro?
FW: Milo? Diciamo che ci è capitato tra capo e collo e lo abbiamo coccolato un po'...
LF: Di certo non io... a me hanno solo detto “Che hai da fare questa estate?”

Bl: Chi l'ha scritto?
FW: Io tutto io, solo io nient'altro che io (oddio, attento agli occhi, sto naso così lungo...)
LF: Flavia. E anche un po' il correttore ortografico di Microsoft Word 2007 (versione di valutazione... in prova 60 gg).
(l'ideale per scrivere un libro su Linux! se Stallman leggesse queste parole...)

Bl: Com'è fatto il libro?
FW: Eh, c'è la copertina, le pagine dentro, la prefazione di Fabio Marzocca. Se poi lo apri ci sono le immagini (purtroppo in B/N) e un sacco di lettere nere su sfondo bianco....
LF: Verde... anche se avremmo preferito un caldo color castagna...
(due cime! era chiaro che la domanda è "come è strutturato il libro?", lasciamo perdere, andiamo avanti)

Bl: Quale parte del libro preferite?
FW: Il primo capitolo... quello introduttivo su tutto quello che è Ubuntu e come è diventato nel tempo... Un ottimo modo per tirare le fila di tutto il nostro lavoro... mi è piaciuto un sacco scriverlo!
LF: Le schermate... non immaginate quanti easter egg ci sono nascosti...

Bl: Perché la gente dovrebbe comprarlo?
FW: Perché l'abbiamo scritto io e Luca no? Va bè, perché è utile e poi perché parla della comunità di Ubuntu-it!
LF: Perché è l'unico libro che spiega in maniera chiara e dettagliata come funziona APT (e ricordate che gli alieni non esistono)
(ecco l'elle.uca che conosco! alzi la mano chi ha capito la battuta sugli alieni!)

Bl: Quanto avete pagato Hoepli per pubblicarvi il libro?
FW: Volevano l'anima... ma stiamo contrattando...
LF: Ci si era accordati su un paio di prosciutti di Norcia e un sacco di castagne, io avevo anche offerto qualche fungo porcino, ma Flavia ha detto che se erano di quelli raccolti da me, c'era il rischio di avvelenare tutti.

Bl: Qualcuno ha già comprato il libro, a parte voi e i vostri parenti?
FW: mmm, hai la domanda di riserva?
LF: Eh, visto che non abbiamo ancora ricevuto critiche per le *cough*sciocchezze*cough* che ci sono scritte, direi di no.

Bl: Pensate di fare qualcos'altro insieme?
FW: Eh... Andare a festeggiare l'uscita del libro, tanto per cominciare!
LF: No... Ma sei matto? Un altro giorno con la Weisghizzi e mi avrebbe chiesto l'affitto.

Bl: Flavia, cosa ti piace di Luca?
FW: I boccoli! (Mica vorrai davvero che dica la professionalità???)

Bl: Luca, cosa ti piace di Flavia?
LF: Il cervello... con un buon chianti...[cit]

Bl: Flavia, cosa non ti piace di Luca?
FW: Nulla.... è meraviglioso come è...tecnicamente perfetto (Dario, ma hai mai visto Luca? Ti metteresti mai contro 1,90 di muscoli e boccoli?)
(no, soprattutto contro i boccoli!)

Bl: Luca, cosa non ti piace di Flavia?
LF: Il fatto che odia i punti e virgola. Me li ha fatti togliere tutti.

Bl: Come avete festeggiato l'uscita del libro?
FW: Facendo quella cosa top secret in quel luogo top secret!
LF: Per ora non posso rivelarlo. Abbiamo girato un video, stiamo cercando di venderlo a qualche agenzia fotografica. Oooops...
(acc... mi son fatto predere la mano, peggio di Signorini a Verissimo, aspetta che risollevo il livello dell'intervista)

Bl: Flavia, ma riesci a capire sempre quello che dice/scrive Luca?
FW: Oh sì sempre! Lucaaaaa, passami il dizionarioooooo!

Bl: Luca, ma come fai a sopportare Flavia-la-precisina?
LF: È semplicissimo. Flavia ha una katana.

Bl: Flavia, qual è il maggior pregio di Luca?
FW: È infaticabile... non ha una fine...
(il sogno di ogni donna!)

Bl: Luca, qual è il maggior pregio di Flavia?
LF: La capacità di tirare fuori il meglio da chi la circonda. Anche senza katana.
(non so se sia il sogno di ogni uomo...)

Bl: Flavia, qual è il peggior difetto di Luca?
FW: È testardo! Che capoccia che ha!

Bl: Luca, qual è il peggior difetto di Flavia?
LF: L'ho già detto che ha una katana? OK allora... ammesso sia un difetto, lava i piatti con il Cif.
(aaaaagh! spero non mi inviti a mangiare a casa sua!)

Bl: Flavia, fai un complimento a Luca.
FW: Sei un vulcano!

Bl: Luca, fai un complimento a Flavia.
LF: Parolaia!

(l'intervista finisce qui, avevo altre 237 domande, ma Flavia ha cominciato a lucidare con insistenza la katana, e ho pensato che forse si era fatto un po' tardi)

Bl: Grazie di aver dedicato parte del vostro prezioso tempo a questa intervista! Anche da parte dei lettori che sono arrivati a leggere fin qua. Ciao alla prossima!

Sconto!

Per finire una chicca imperdibile: fino al 24 Novembre, Hoepli offre uno sconto del 25% sul prezzo di copertina a chi compra il libro su Internet. Andate alla pagina sul wiki qui sotto per tutte le informazioni a proposito.


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mercoledì 23 settembre 2009

Ernest Hemingway: Addio alle armi

La guerra di Ernest

Un libro in chiaroscuro, diviso in due: la prima parte noiosa, in cui non succede praticamente niente, la seconda in cui il ritmo si alza e i fatti si susseguono senza respiro fino alla fine del libro. In tutto il libro, la sottile ironia e la costante critica alla guerra. Una guerra inutile, i personaggi del libro non ne conoscono i motivi, e se ne augurano la fine rapida. Una guerra canaglia, come un proiettile che arriva da dove non dovrebbe, e sbatte a terra, la faccia nel fango, sotto la pioggia di una giornata grigia e fredda. Di pari passo, una vita canaglia, che ti sbatte a terra dopo averti fatto toccare il cielo.
Il libro è facile da leggere, anche se la traduzione andrebbe rivista ("You are welcome" tradotto in "Sarai sempre il benvenuto"!).


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martedì 1 settembre 2009

Mauro Corona: L'ombra del bastone

Leggere Mauro Corona è come ascoltarlo.

Leggere Mauro Corona è come ascoltarlo. Non è difficile, se avete avuto fortuna l’avete visto in TV, dove va ogni tanto per promuovere i suoi libri.
Questo libro va quindi letto così, immaginando che ve lo racconti lui. Magari in osteria, così da ricreare l'ambientazione. Magari davanti a un mezzo di rosso, così da ricreare il clima.
Il libro è l'autobiografia di Severino Corona, detto Zino, boscaiolo, pastore, casaro e assassino, scritta da lui medesimo, studi da quarta elementare, su un quadernetto da latteria.
Il racconto è ritrovata per caso molti anni dopo e consegnato al Corona scrittore, che si limita a riportarlo così com'è - magari scrive di fare così per pararsi dalle critiche - correggendo qua e là, e integrandolo con introduzione e finale.
Zino vive nel microcosmo montanaro di Erto, val Zemola, al confine tra Veneto e Friuli, all'inizio del '900, tra gente forte e solidale, capace però di tradimenti, passioni e crimini inconfessabili. Sullo sfondo, la mitologia montanara, alimentata da eroi come Nacio Baldo, capace di uccidere un asino con un pugno, e streghe come Melissa, l’avida padrona dell’antro della Palazza. Nello stesso universo però anche la miseria della montagna. La dura realtà dei contadini che vivono in un mondo bello ma duro, dei poveri che sopravvivono grazie alla carità del prete, degli ignoranti che sempre soccombono ai più forti, degli alcolizzati che nella bottiglia trovano l’unica strada per fuggire dalla prigione dolomitica.
Il libro è molto facile e si legge in un baleno, con qualche piccola difficoltà per chi non conosce il dialetto. Corona usa il friulano come Camilleri il siciliano, dando ancor più realismo alla storia.
Da leggere per capire come si viveva in montagna fino a cent'anni fa.


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lunedì 23 marzo 2009

Saul Bellow - La resa dei conti

Senza via di scampo

Saul Bellow è praticamente sconosciuto al grande pubblico, anche se è stato premio Nobel nel 1976.
Questo piccolo libro può essere quindi un buon inizio, per chi non lo conosce. Un buon inizio, ma questo non vuol dire un facile inizio.
Il libro descrive infatti la giornata di un uomo di mezza età alle prese con il fallimento della sua intera vita. Un libro spietato: lo scrittore non lascia tregua al povero "Tommy" Wilhelm Adler, lo insegue in ogni pagina, gli mette davanti i suoi errori, le sue facili illusioni, indagando con scrupolo investigativo. Quasi un dossier d'accusa per l'implicito processo in corso, fino alla condanna finale, alla resa finale, con il protagonista, nudo davanti al suo fallimento, senza lavoro, soldi, amore, pietà.
Il libro si legge facilmente, ma si devono mandare giù molti bocconi amari, e per questo è meglio concedersi una tregua, ogni tanto.


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Saul Bellow su Wikipedia
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lunedì 16 marzo 2009

I miei libri su aNobii

aNobii è un social network dedicato ai libri e ai lettori. Dà la possibilità di creare una propria libreria, commentarla, votare i libri letti, creare gruppi di lettura e scambiarsi pareri sui forum, e altre decine di cose, che lascio scoprire a chi voglia registrarsi.

Da qualche tempo registro su aNobii tutti i libri che leggo, belli e brutti. Un modo per ricordarmi cosa ho letto e se mi è piaciuto o meno. Mi capita infatti di leggere un libro, e dimenticare completamente cosa ne penso (che sia l'età?!?!).

"Chi non ha memoria, se la fa di carta", e in questo caso me la sto facendo (la memoria) di Web 2.0, nella speranza che aNobii non chiuda. Comunque, da bravo informatico, ogni tanto estraggo quello che ho scritto su file .csv e ne salvo una copia di sicurezza sul PC, non si sa mai!

Stamattina pensavo che forse era interessante per l'umanità intera valicare il confine di aNobii e rendere disponibile anche sul blog il mio lapidario giudizio sui libri che leggo (che sia il delirio di onnipotenza che governa l'italia ad avermi contagiato!?!?!?). Non ho trovato strumento migliore del copia-incolla.

Comincio quindi con l'ultimo letto, "Firmino" di Tom Savage.

Firmino vale meno di Topolino

Quando mi venne in mano, avevo molte aspettative su questo libro. Il battage pubblicitario era al suo massimo, e non erano ancora uscite le voci del presunto plagio (che non posso confermare, non ho letto l'altro libro).
L'ho cominciato a leggere quindi con entusiasmo, aspettandomi grandi cose. All'inizio in effetti il ritmo è incalzante, il libro si scopre pian piano, così come Firmino scopre le sue innaturali capacità di lettura, e il mondo che lo circonda, in una girandola di citazioni e battute divertenti.
Nella seconda parte però, il ritmo cala, diminuiscono le nuove scoperte di Firmino, le battute praticamente scompaiono, le aspettative rimangono deluse. Resta un librettino così così, 2 stelline misere, adeguate al disfacimento finale, che non ha neanche la consolazione di un finale a sorpresa.
Il libro si legge facilmente, ma si fa fatica a finirlo per la delusione, meglio leggere un Topolino.


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