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sabato 9 novembre 2019
Ubuntu Wellness at Ubucon Europe 2019
(Segue Italiano)
🇬🇧🇺🇸 Last october I attended Ubucon Europe 2019, at Sintra in Portugal. Still need some time to gather the right words to explain how well I felt standing there with Ubuntu mates, and how many different good talks I saw.
Meanwhile, you can take a look at the video of my talk, where I speak about my running story: how I began running, why I still run, and why (almost) everybody can do it. Oh! Obviously I explain also what open source software you can use to track safely and securely your runs.
Let me know what you think about it! :-)
🇮🇹 Lo scorso ottobre ho partecipato a Ubucon Europe 2019, a Sintra in Portogallo. Ho bisogno di ancora un po' di tempo per mettere insieme le parole giuste per spiegare come mi sono sentito stare lì con gli amici ubunteri, e quanti bei talk ho sentito.
Intanto, potete dare un'occhiata al video del mio talk, dove parlo della mia storia di corsa: come ho cominciato, perché corro ancora e perché (quasi) tutti possono farlo. Oh! Ovviamente spiego anche che software open source si può usare per tracciare in le proprie corse in modo sicuro.
Fatemi sapere cosa ne pensate! :-)
Thanks very much Ubuntu & Canonical for funding my travel expenses!
(The picture in this post is from Marco Trevisan on Twitter)
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mercoledì 29 agosto 2018
A "ESC 2018" per parlare di Ubuntu Touch
Venerdì 31 agosto prossimo parteciperò a ESC 2018 che si tiene presso il Forte Bazzera, nelle vicinanze dell'Aeroporto di Venezia.
ESC - End Summer Camp - si svolge dal 29 agosto al 2 settembre, ed è un evento particolarmente interessante, ricco di appuntamenti su temi che riguardano open source, hacking, open data e... beh, il programma è talmente vasto che è impossibile riassumerlo in poche righe, dategli un'occhiata anche voi!
Il sottoscritto sarà a ESC per parlare di Ubuntu Touch, che è l'attività che ultimamente mi sta prendendo più tempo, del mio poco tempo libero. Dopo che l'anno scorso Canonical ha abbandonato lo sviluppo di Ubuntu Touch, una comunità - sempre più numerosa - si è aggregata attorno al progetto UBports, inizialmente portato avanti dal solo benemerito Marius Gripsgard, che ha proseguito il lavoro da dove Canonical si era fermata. Proprio pochi giorni fa, UBports ha ufficialmente rilasciato OTA4, il primo aggiornamento basato su Ubuntu 16.04, ma soprattutto una serie lunghissima di bug fix e miglioramenti, dopo un lungo lavoro di assestamento e pulizia.
— Rosa Guillén (@novatillasku) August 28, 2018
Still Alive!
Adesso è tempo che tutto il mondo sappia che Ubuntu Touch è vivo, e probabilmente la migliore cosa che sta accadendo in tutto il panorama dell'Open Source mondiale. Passato lo scandalo delle rivelazioni di Snowden, sembra che le persone si siano dimenticate (rassegnate?) di quanto invasiva sia la sistematica violazione della privacy personale operata da tutti gli smartphone in commercio. Pratica questa che espone la propria vita non solo alle ben note aziende tecnologiche americane del settore (Apple, Google, Facebook, Yahoo), ma anche a tutti i pirati che ogni giorno rubano tonnellate di dati personali alle stesse aziende.
Ubuntu Touch è la risposta open source alla domanda di maggiore controllo e tutela dei propri dati, oltre che un sistema operativo davvero libero e aperto.
Se venite a Forte Bazzera venerdì 31 agosto alle 11.30 vi parlerò di questo (e anche tanto altro!). Vi aspetto!
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domenica 22 aprile 2018
UbuCon Europe 2018, ci vediamo a Xixòn?
La prossima settimana parteciperò a UbuCon Europe 2018, a Xixòn (Gijon), nelle Asturie, in Spagna.
UbuCon Europe
UbuCon Europe è l'appuntamento europeo di sviluppatori e utenti di Ubuntu (e non solo). È l'evento che ha sostituito gli Ubuntu Developer Summit, organizzati da Canonical.
UbuCon è un'opportunità unica per incontrare di persona le tantissime persone che in un modo o nell'altro partecipano allo sviluppo e al supporto di Ubuntu. Ricordo che Ubuntu (anche se fondata dal benemerito dittatore Sudafricano Mark Shuttleworth) è un progetto nato in Europa (la Gran Bretagna ne fa ancora parte, almeno geograficamente ;-) ), e in Europa le comunità di volontari ubunteri sono particolarmente attive.
Per me sarà l'occasione di rivedere alcuni amici che hanno partecipato all'avventura degli Ubuntu Phone Insiders, e conoscere di persona molte delle persone che ho solo visto o letto su Internet. È sempre un'esperienza piacevole parlare a quattrocchi con chi si è abituati a leggere sulle mail o sui blog, perché il contatto umano e l'esperienza diretta valgono più di un milione di parole.
L'evento si tiene a Xixòn (Gijon in spagnolo), che è la città di Marcos Costales, contact della Comunità Spagnola di Ubuntu, e a cui si deve l'organizzazione di questa edizione di UbuCon Europe. Marcos, che conosco dai tempi degli Insiders, è una delle persone più attive nell'ambito di Ubuntu, e anche sviluppatore di uno dei più bei programmi per Ubuntu Phone: uNav. Devo proprio a Marcos la mia partecipazione: è stato lui che mi ha spinto a lasciare la mia pigrizia sul divano e prenotare il volo per Oviedo.
La scaletta dell'evento è molto ricca: nel momento migliore (o peggiore, visto che il sottoscritto non è dato il dono dell'ubuquità) ci sono ben quattro talk diversi contemporaneamente. Per me sarà un problema decidere quale seguire, sono così tante le cose da sapere e imparare! Alla fine credo mi dovrò focalizzare sugli argomenti che già seguo (poco) nell'ambito della comunità, evitando di impelagarmi in altri nuovi progetti.
Il mio intervento
Il mio talk sarà sabato mattina, e parlerò di "Social Media for Open Source Communities". Dello stesso argomento ho parlato (slide su Slideshare) anche al recente MERGE-it 2018, ma questo talk sarà più ampio, perché parlerò anche di strategie per i social media. Ma soprattutto sarà il mio primo talk in inglese: Sant'Aldo Biscardi, protettore degli Italiani che parlano male inglese, aiutami tu!
Per me si tratta di una bella sfida, spero di riuscire a non dire troppe cavolate, ma del resto l'argomento social è decisamente sottovalutato in molte comunità, quando invece il contatto diretto che consentono i canali sociali è importantissimo sia in fase di promozione, che per il supporto ai propri "clienti".
Resoconto e live tweeting
I talk e i workshop si sviluppano da venerdì 26 a domenica 28 Aprile, io cercherò di presenziare a quanti più possibile... ma non più di uno alla volta! Purtroppo non è previsto un web streaming, e neanche riprese video dei talk (anche se ho proposto a Marcos una soluzione che forse permetterà di coprire una parte dei talk).
Vi darò un resoconto dell'evento su questo blog, ma soprattutto seguirò l'evento anche con un live tweeting su Twitter, quindi seguitemi lì per essere aggiornati in tempo reale! :-)
Si tratta della mia prima volta a un evento internazionale dedicato al mondo FLOSS, e davvero non vedo l'ora!
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venerdì 6 aprile 2018
MERGE-it 2018, com’è andato il primo incontro delle Comunità Open
Sabato 24 marzo si è svolto a Torino il primo MERGE-it, il primo incontro delle Comunità italiane che si dedicano all’Open Source, Open Data e Open Culture. Le comunità presenti erano praticamente tutte (quelle che conosco): ubuntu-it, Debian, LibreItalia (LibreOffice), Mozilla Italia, Wikimedia (Wikipedia), OpenStreetMap, GFOSS.it, Spaghetti Open Data e ovviamente ILS, organizzatore dell’evento.It's a beautiful day! #mergeit #mergeit18 #ubuntu #torino #politecnicoditorino https://t.co/EFxFKnUnyp pic.twitter.com/k6JiUuadXy— Dario Cavedon (@dcavedon) 24 marzo 2018
L’evento si è svolto presso la Corte Interrata del Politecnico di Torino, una gran bella location, con una serie di aule disposte sui due lati di uno spazio verde, nelle quali ogni comunità ha trovato il proprio spazio.
Accoglienza
Il team di accoglienza <3 #mergeit18 pic.twitter.com/vyoicUDSz3— Spaghetti Open Data (@spaghetti_folks) March 24, 2018
Per l’accoglienza, c’era un banchetto all’entrata, non era richiesta la registrazione, ma si potevano acquistare le magliette e gadget dell’evento. Ubuntu-it era in un'aula assieme ai cugini di Debian Italia, che ormai conosciamo da anni, condividendo molto di più che pacchetti “.deb”.
Il programma della giornata
— Dario Cavedon (@dcavedon) March 24, 2018In ogni aula si svolgevano talk delle comunità, e alcune avevano colto l’occasione per fare la propria assemblea oppure discutere delle prossime azioni tutti assieme.
Nella sala ubuntu-it, i lavori sono iniziati con un fuori programma: la presentazione delle “vending machine” utilizzate dalla Regione Lombardia per il referendum sull’autonomia, e donate poi alle scuole Lombarde. La particolarità di questi computer consiste nel fatto che montano il Ubuntu, e sono un ottimo metodo perché l’open source entri nei cuori dei professori. Ci riusciremo solo se li sapremo accompagnare nel percorso di apprendimento.
Per quanto più attinente alla comunità ubuntu-it, la relazione di Mattia Rizzolo sui lavori del Consiglio della Comunità è stata l’occasione per fare un checkup sullo stato di salute della comunità, che ha visto negli ultimi anni il diradarsi di contributi e membri. L’idea comune emersa è quella di restringere il campo d’azione, abbandonando i progetti che non riusciamo più a seguire, e concentrandoci su quello che si può fare al meglio con le poche risorse a disposizione.Breve report sul consigli di Ubuntu-it #MERGEIT18 pic.twitter.com/dXIhpDosVO— Alessandro Cecchin (@Acn0w) March 24, 2018
Pietro Albini ha poi fatto una relazione sui numerosi lavori che il Gruppo Sistemisti ha portato avanti per recuperare la conoscenza perduta dopo la dipartita di alcuni membri della Comunità, e per aggiornare il parco macchine su cui girano le risorse web della comunità italiana di Ubuntu.
![]() |
| Foto di @faffa42 su Twitter |
E’ stato quindi il turno del sottoscritto. Davanti a una discreta folla di curiosi e appassionati (vedi foto), ho ripercorso la storia di Ubuntu Touch (Ubuntu Phone), dalle meravigliose premesse di “one system to rule them all” del 2011, all’abbandono dello sviluppo da parte di Canonical del 2017, alla concreta realtà di Ubports del 2018, dove una piccola comunità di appassionati, supportati da un paio di sponsor, ancora persegue l’obiettivo di un dispositivo basato su Linux e Software Libero e rispettoso della privacy. Ubports sviluppa Ubuntu Touch su ben quattro diversi dispositivi (One Plus One, Fairphone 2, Nexus 5 e BQ M10), e supporta tutti i “vecchi” dispositivi rilasciati quando lo sviluppo era condotto da Canonical (LG Nexus 4, BQ E4.5 e E5, Meizu MX4 e PRO 5).
Mi fa piacere segnalare l’impegno originale di Smoose, che ho contattato in fase di preparazione del talk. Si tratta di piccola azienda Olandese che si dedica allo supporto con solo Software Libero di realtà olandesi, e che impiega ben il 10% delle proprie persone al supporto dello sviluppo e della promozione di Ubuntu Touch.
Ho infine tracciato il futuro prossimo di Ubports, con la nascente fondazione di diritto tedesco, sul modello di Document Foundation, che darà ulteriori certezze a chi si dedica al progetto. Per Ubuntu Touch, riposti nel cassetto i sogni di dominio del mondo, si tratta di risalire la lunga ed erta china che deve affrontare un progetto open che può contare sulle forze del volontariato e poco altro. La strada è difficile e densa di incognite, ma forse è proprio questo il motivo che più mi appassiona.
— Alessandro Cecchin (@Acn0w) 24 marzo 2018Dopo di me ha parlato il grande Marco Trevisan, che ha offerto il punto di vista “aziendale” dello sviluppo di Ubuntu. Marco infatti lavora per Canonical, e ha accesso a molti aspetti dello sviluppo che dall’esterno possono sfuggire. Interessante quindi la sua testimonianza della collaborazione Ubuntu/Fedora (Canonical/Red Hat) per il supporto ai monitor HDPI per GNOME (che purtroppo non è ancora stata implementata). Dall’anno scorso, dopo l’abbandono di Unity, Ubuntu utilizza una versione di GNOME Shell leggermente modificata. In quest’ottica, la collaborazione con GNOME sarà sempre più importante. Tra un talk e l’altro intanto era arrivata pausa pranzo e ne abbiamo approfittato per un abbondante pranzo in un ristorante nei dintorni.
La pausa pranzo è durata anche più del previsto (burp!), e il pomeriggio è volato via velocissimo. Prima il talk di Jeremie Tamburini su come contribuire alla documentazione di Ubuntu: è molto più facile di quel che si crede!Un po' di Ubuntu-it e forestieri, non discriminano nessuno al #MERGEIT18 @ubuntuit 🥂✌️🤗 pic.twitter.com/eGyF2ucO4w— Alessandro Cecchin (@Acn0w) 24 marzo 2018
Poi, ancora un talk del sottoscritto, con un talk su come sia importante per tutte le comunità aumentare il social engagement sui social media. I social media fanno parte della vita quotidiana delle persone che popolano il web, ed è quindi fondamentale per le comunità trasmettere il loro messaggio su tutti i differenti canali a disposizione: Facebook, Twitter, (e addirittura) Google Plus sono un ottimo veicolo per far conoscere le proprie attività, differenziando messaggi e frequenza a seconda del mezzo.
Capisco le perplessità sui social media da chi frequenta il mondo open: Facebook e le altre piattaforme sono chiuse, e pongono seri problemi di privacy. Nonostante questo sono anche utilizzate ogni giorno da milioni di persone e, per molte di queste, coincidono con la loro visione di Internet. Fare un passo nella direzione di queste persone, creando delle opportunità di contatto sui social media, è uno strumento utile per introdurle nel mondo open source.
Dopo il talk, mentre stavo andando a prendere un caffè alle macchinette, sono stato bloccato più volte nei corridoi da varie persone, raccogliendo diversi contatti e qualche possibile iniziativa per ubuntu-it. Per contro, ho così perso gli altri talk del pomeriggio, e neanche sono riuscito a passare a salutare le persone delle altre Comunità, parecchie delle quali amiche. Un peccato! Ecco, se devo trovare una pecca a MERGE-it, è mancato un appuntamento in cui trovarsi con gli altri. Sarebbe stato bellissimo un keynote iniziale comune e anche un pranzo conviviale, magari sfruttando un servizio di catering. Ma sarebbe bastata una pizzata da asporto come fanno gli amici del LUG di Pordenone.
Concludendo
Mentre il Software Libero prende piede sempre più, e le iniziative si moltiplicano, è sempre un piacere rivedere qualche vecchia conoscenza, e conoscere qualche faccia nuova - pur nel limitato volgere di un giorno. MERGE-it ha offerto tutto questo, e con qualche limatura organizzativa (vedi sopra), lo si può rendere un appuntamento fisso, ampliando il coinvolgimento del pubblico generale e degli studenti del Politecnico.#MERGEIT18 Oh Boy!! Che evento!😍 Prossima volta riempiremo tutto il #politecnicoTorino :D un grazie va soprattutto al mitico @madbob mentre e cuore dell'evento! Grazie a tutto lo staff, a tutta bella gente che è venuta a fare un salto e a tutte le comunità 🤩🤩 pic.twitter.com/0kGemdlUwx— Alessandro Cecchin (@Acn0w) 25 marzo 2018
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martedì 20 marzo 2018
MERGE-it, 24 marzo: le community si incontrano a Torino
Per la prima volta nella storia (esclusa la fantastica ma limitata esperienza della DUCC-IT) le comunità italiane attive nel FLOSS, Cultura Libera e Open Data si incontrano tutte assieme, tutte nello stesso posto e nello stesso giorno.
Accadrà il 24 marzo prossimo, in occasione di MERGE-it, un evento organizzato da Italian Linux Society, in collaborazione con le migliori comunità open italiane, tra cui: LibreItalia (LibreOffice), Spaghetti Open Data, Industria Italiana Software Libero, Wikimedia (Wikipedia), Mozilla Italia (Firefox), GFOSS.it e ovviamente ubuntu-it, la magnifica comunità italiana di Ubuntu.
Il luogo dell'evento è il Politecnico di Torino, presso la Corte Interrata, accessibile da Via Castelfidardo oppure Via Pier Carlo Boggio.
Si tratta di un evento unico, il primo del suo genere in Italia, organizzato grazie alla volontà comune di trovarsi e ritrovarsi, per scambiarsi opinioni ed esperienze e soprattutto imparare dagli altri. Sono convinto che l'aspetto migliore del Software Libero riguarda proprio la condivisione e lo scambio di conoscenze ed esperienze. Quando io so una cosa e te la racconto, e tu ne sai un'altra e me la racconti, alla fine della giornata torniamo a casa con il doppio delle cose che sapevamo la mattina, e con la soddisfazione di aver contribuito a migliorare quel piccolo pezzo di mondo che ci sta attorno.
Il programma è davvero molto articolato e ricco, impossibile elencare qui tutti gli appuntamenti. Il sottoscritto sarà soprattutto nei pressi della sala dove si terranno i talk della Comunità ubuntu-it, ma farò sicuramente un giro anche nelle altre aule. Non ho ancora deciso quali, perché l'imbarazzo della scelta regna sovrano!
Per il sottoscritto, MERGE-it è anche un modo per ritrovare dei giovani amici che non vedo da molto tempo, come per esempio Giulio e Riccardo, e anche quelle vecchie volpi del software libero come Roberto "madbob" e Daniele "MTE90".
Sono molto curioso di sentire le esperienze di chi parteciperà, e spero anche qualcuno verrà a sentire quel poco che so su Ubuntu Touch e Social Media.
Chi vuole partecipare a MERGE-it basta che si presenti all'ingresso: nessun costo per partecipare, nessuna preiscrizione.
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sabato 29 aprile 2017
Torna DUCC-IT: il meglio del Software Libero a Vicenza
Tra una settimana giusta giusta si terra DUCC-IT 2017, la Debian/Ubuntu Community Conference Italia, a Vicenza, ospitati dall'Amministrazione del Comune di Vicenza a Villa Lattes (vedi foto qui sopra). È la prima volta che il DUCC-IT si tiene in Veneto, e sono abbastanza orgoglioso di far parte del piccolo gruppo che sta organizzando la manifestazione.
Dopo Perugia, Fermo, Cesena e Milano (e un anno di pausa), le comunità di Debian e Ubuntu tornano a incontrarsi, e invitano anche tutti gli appassionati di GNU/Linux e del Software Libero.
Il tema di quest'anno è “Open communities for a better world” (comunità aperte per un mondo migliore), a sottolineare il generoso contributo che le comunità hanno donato allo sviluppo e al supporto di GNU/Linux e del Software Libero in tutto il mondo, diventando anche una concreta possibilità occupazionale.
Il programma
Il programma di quest'anno è ricco di spunti, rappresentato dal meglio delle Comunità Debian e Ubuntu, ma anche delle comunità Mozilla Italia, LibreItalia, Wikimedia e OpenStreetMap, con ben sedici talk tenuti da quindici relatori provenienti da tutta Italia (e Germania! ;-) )
I talk in programma tratteranno tre filoni principali: utilizzo degli strumenti liberi, esperienze di software libero sul campo e come contribuire a progetti liberi. Il pubblico potrà interagire con i relatori, grazie a uno spazio apposito destinato all’approfondimento.
Tra i numerosi ospiti dell’evento: Marina Latini (Presidente) e Florian Effemberger (Executive Director) di The Document Foundation che sovrintende lo sviluppo della suite per ufficio LibreOffice, Roberto Guido Presidente di Italian Linux Society che organizza il Linux Day, Marco Chemello “wikipediano in residenza” di BEIC (Biblioteca Europea di Informazione e Cultura), Paolo Dongilli, coordinatore del Progetto FUSS della Provincia di Bolzano, per l’adozione di Software Libero nella scuola pubblica.
Uno spazio sarà dedicato all’adozione di Zorin OS da parte del Comune di Vicenza, il sistema operativo basato su GNU/Linux che ha portato alla ribalta il comune Veneto tra i pionieri dell’innovazione nell’ambito della Pubblica Amministrazione.
Il sottoscritto...
... parteciperà con un paio di talk: la presentazione della Comunità ubuntu-it, per chi fosse interessato a contribuire alla migliore distribuzione Linux del Mondo :-) Anche se Ubuntu ha bisogno di ben poche presentazioni, negli ultimi anni s'è andato affievolendo l'interesse attorno a Linux, e resta ancora molto da fare per promuovere in maniera adeguata il Software Libero tra le persone comuni. Di per contro, mai come adesso è necessario utilizzare strumenti digitali che garantiscano privacy e sicurezza e diritti di chi li usa. Cose che solo il Software Libero può garantire.
Nel mio secondo talk, parlerò dell'esperienza di Coderdojo fatta con AVi LUG. Iniziato nel 2015, grazie alla generosa partecipazione di mentor in gamba come Nicola Gramola, abbiamo fatto una ventina di incontri, e un corso di ben sei lezioni su Scratch, che abbiamo chiamato SupercoderDojo, costruendo una palestra per crescere giovani cittadini digitali. Ne siamo particolarmente orgogliosi, e con la mia testimonianza spero di contribuire alla nascita di altre esperienze analoghe in Italia.
Altre info per chi arriva
Per chi arriva da fuori Vicenza, sul sito web dell’evento sono disponibili le informazioni su come arrivare in auto o con i mezzi pubblici. Per chi soggiorna a Vicenza, è stata stipulata una convenzione con l’Hotel Verdi. L’accesso all’evento è libero e gratuito.
Vi aspettiamo! :-)
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mercoledì 28 dicembre 2016
La brutta fine di CyanogenMod, che poi non è una fine
Al momento in cui scrivo il sito web ufficiale di CyanogenMod è definitivamente offline. È quindi giunto al termine il viaggio della più famosa ROM (= versione alternativa) per smartphone Android? Sì. E anche no. Vediamo perché.
CyanogenMod e Cyanogen OS
CyanogenMod nacque a settembre 2008 per opera di Steve Kondik, come versione alternativa ad Android, però libera, aperta e sviluppata dalla comunità. Nel giro di pochi anni, CyanogenMod ebbe un notevole e costante sviluppo, fino ad arrivare ad essere utilizzata da 50 milioni di persone in tutto il Mondo, con più di 150 dispositivi supportati. I vantaggi dell'utilizzo di CyanogenMod rispetto ad Android erano molteplici: totale assenza di spyware e bloatware, supporto ai temi, CPU overclock, e molte altre migliorie, alcune delle quali arrivate su Android solo successivamente.
Sull'onda del successo, nel 2013 Steve Kondik fondò Cyanogen Inc. azienda destinata a commercializzare una versione "professionale" chiamata Cyanogen OS, che doveva inglobare il meglio di CyanogenMod più alcuni moduli aggiuntivi. Cyanogen OS partì bene, andando a sostituire CyanogenMod sui dispositivi One Plus One.
Nell'Aprile 2015, CyanogenOS siglò una collaborazione con Microsoft, per portare app (Skype, Cortana, ...) e servizi Microsoft sulla piattaforma Android/CyanogenOS, rilasciati poi su Cyanogen OS 13.0 a febbraio 2016.
Le cose però vanno peggio del previsto, e a luglio 2016 Cyanogen Inc. licenzia 30 persone, e chiude la sede di Seattle. Lo stesso Steve Kondik lascia l'azienda a novembre. Tra le cause del fallimento, sicuramente i dissidi con One Plus, e chissà cos'altro.
LineageOS
Per niente scoraggiato dell'uscita da Cyanogen Inc., Steve Kondik prima propone e poi realizza un fork del codice di CyanogenMod. Il fork era inevitabile, dato che nome e marchio originali di CyanogenMod sono rimasti a Cyanogen Inc.
Così, mentre Cyanogen Inc. provvede con solerzia a spegnere server e servizi di CyanogenMod avviandosi a un futuro pieno di incognite, l'erede LineageOS (trad. "stirpe" o "casata") comincia ad attivare la propria struttura indipendente. Il primo post sul blog si intitola "Yes, this is us" (trad. "Sì, siamo noi"), e vuole rassicurare gli utilizzatori di CyanogenMod.
Tutto come prima quindi? Troppo presto per dirlo. Partire dalle fondamenta di CyanogenMod garantisce una base solida, e la comunità di sviluppatori abbraccerà LineageOS senza remore. Anzi: aver tolto di mezzo il doppio binario commerciale - volontario potrebbe portare nuova linfa al progetto alternativo ad Android.
Questo caso è però esemplare nel dimostrare quanto un progetto open source possa essere debole, specie quando scende nell'agguerrito terreno degli affari, scontrandosi con interessi commerciali enormi e un colosso inavvicinabile come Google. Resta poi l'incognita del modello di business: pur essendoci numerose aziende che vivono sull'open source, è impossibile stabilire un modello valido per tutte. Del resto la storia insegna che avere un valido prodotto è solo uno dei requisiti necessari per riuscire ad avere successo.
Allo stesso tempo un progetto open source è indistruttibile: quando il codice è aperto, nessun progetto è mai veramente finito.
mercoledì 7 settembre 2016
OpenOffice è morto. Viva OpenOffice!
Con una lunga email sulla mailing list di sviluppo, il Vice Presidente di Apache OpenOffice Dennis Hamilton ha aperto nei giorni scorsi una (intensa!) discussione sul futuro della più famosa suite per l'ufficio libera. La questione è se lo sviluppo del progetto sia ancora sostenibile. La cronica mancanza di sviluppatori, impossibilitati anche a chiudere i problemi più seri (come questo, risolto poi con fatica), mette in serio pericolo il destino del software, tanto è vero che da ormai quasi un anno non si vedono nuovi rilasci.
Una lunga storia, tra alti e bassi
La storia di OpenOffice è costellata da mille vicissitudini. La suite nacque nel lontano 1985, con il nome di StarOffice, come alternativa alla più famosa suite per l'ufficio. Fu acquisita poi nel 1999 da Sun Microsystems, che l'anno dopo decise di rendere disponibili i codici sorgenti.
Mentre StarOffice rimase ancora per qualche tempo come progetto proprietario, senza nessun reale sbocco, Sun diede vita a OpenOffice.org (detto anche OOo), che fu a lungo la migliore piattaforma libera per l'ufficio, con decine di milioni di download e installazioni.
La bella storia subisce un brusco scossone nel 2010, quando Oracle acquisisce Sun Microsystems, e con essa anche OpenOffice. Alcuni membri del progetto OOo creano un fork indipendente, a cui viene dato il nome di LibreOffice. Oracle - evidentemente poco interessata allo sviluppo di OpenOffice - la cede nel 2011 alla Apache Foundation.
Da allora, lo sviluppo delle due suite libere è proseguita in maniera indipendente e parallela, ma mentre LibreOffice acquisiva popolarità e attirava sviluppatori, arricchendosi di nuove funzionalità, e venendo adottata da numerose distribuzioni Linux (Ubuntu, per esempio), OpenOffice vivacchiava di ricordi del glorioso passato, rilasciando pochissime nuove versioni.
La fine della storia (?)
Come scrive lo stesso Dennis Hamilton, in questo momento ci sono "una mezza dozzina di sviluppatori che tengono insieme il progetto, e nessuna prospettiva di ulteriori aiuti". Del resto i sintomi di un abbandono c'erano già nell'aria da tempo: nell'ultimo anno, nello stesso tempo nel quale OpenOffice usciva con un nuovo rilascio, LibreOffice rilasciava quattordici aggiornamenti (!). Il più grande rammarico per questo bellissimo progetto è il non avere saputo attirare nuovi contributori, dopo la scissione di LibreOffice.
Ma la situazione è ancora tutta in divenire. La mail di Hamilton ha generato un'accesa discussione sulla mailing list di sviluppo, e sono emerse proposte di fusione con LibreOffice, mentre altri volontari si sono fatti avanti offrendo il loro supporto (dubbio: cosa aspettavano?).
Non ho idea se questo momento per OpenOffice sarà un nuovo punto di partenza, oppure - dopo questa fiammata di interesse - lo sviluppo tornerà a languire. Sono però immensamente grato a chi ha permesso di rompere il monopolio del Grande Monopolista, a chi ha gettato le basi per un altro meraviglioso progetto qual è LibreOffice, a chi ha lavorato nell'ombra per sviluppare, tradurre, documentare e diffondere OpenOffice. A tutti loro, tutti noi sostenitori del Software Libero dobbiamo rendere un gigantesco GRAZIE, perché quello che noi adesso usiamo tutti i giorni e diamo per scontato, pochi anni fa non lo era affatto.
venerdì 8 luglio 2016
Ubuntu Phone su altri dispositivi, grazie a Marius.
Il progetto UBPorts è una bella iniziativa per portare Ubuntu Phone su dispositivi diversi da quelli ufficiali. Seguevo distrattamente il progetto, che dopo uno sprint iniziale era quasi passato nel dimenticatoio. Un paio di post recenti hanno mostrato che il progetto è più vivo che mai.
Indipendente
Sono quindi andato a dare un'occhiata da vicino e ho scoperto un paio di fatti. Il primo è che si tratta di un progetto completamente indipendente da Canonical. Il secondo è che il promotore principale dell'iniziativa è Marius Gripsgard un giovanotto norvegese che porta avanti da solo la maggior parte delle attività, cercando di conciliare lavoro e hobby.
Alla data in cui scrivo, secondo il sito del progetto, Ubuntu Phone è portato completamente su One Plus One e Nexus 5, e in lista di attesa ce ne sono molti altri: OnePlus Two, Nexus 6, Fairphone 2, LG Optimus L90.
"Patroni" cercasi
Leggendo i post di Marius, si capisce che il maggior limite al porting è il poco tempo a disposizione! Per dare una mano a questo bravo ragazzo, vi consiglio prendere in considerazione la possibilità di diventare un patrono (sponsor) di UBPorts: bastano 2 euro al mese - solo 24 euro all'anno - per contribuire a fare la differenza.
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giovedì 12 maggio 2016
Il vegano dell'Open Source
Commentando un mio post sulla scellerata scelta della Provincia di Bolzano di preferire un soluzione "closed" a LibreOffice, un mio accanito fan mi ha definito "vegano dell'open source". Temo che con quell'appellativo mi volesse in qualche modo dipingere come un estremista dalla mentalità chiusa, come forse qualcuno vede le persone vegane.
All'inizio la definizione mi ha lasciato interdetto, dato che sono onnivoro. Poi pensando al fatto che un qualunque vegano - in virtù delle sue sole scelte alimentari - ha più rispetto della popolazione media per l'ambiente e per le creature che lo popolano, beh, in verità ne posso solo essere contento.
Chiamatemi pure il "vegano dell'open source", grazie.
domenica 28 febbraio 2016
Ubuntu Phone: tutte le novità del MWC 2016 - 2
Le novità di Barcellona
Secondo e ultimo post sul Mobile World Congress di Barcellona, che si è svolto la settimana scorsa. Quest'anno è stato l'edizione che ha presentato la più importante presenza di Canonical, che ha portato in Spagna tutto il meglio del mondo Ubuntu, dai telefoni ai droni. Nel mio primo post su MWC 2016 vi avevo riferito delle “novità ufficiali” presenti al padiglione Ubuntu, in questo post completo la descrizione con i primi feedback e le novità della community Ubuntu.
Recensioni in chiaroscuro
Ho visto (credo) tutti i numerosi video anteprima delle novità Ubuntu - lo smartphone Meizu Pro 5 e il tablet “convergente” BQ Aquaris M10 - e l’impressione che ne risulta è in chiaroscuro. Da una parte si esalta la novità di avere un dispositivo convergente – BQ Aquaris M10 - usabile sia in mobilità che a casa o in ufficio, dall’altra si nota come il sistema sia abbastanza lento, considerato che Meizu Pro 5 è motorizzato da un processore octa-core, ed è la “flagship” della flotta Ubuntu Phone.
Bisogna dire che – pur avendo fatto passi da gigante nell’ultimo anno – Ubuntu Phone è ancora indicato per gente entusiasta che ha il coraggio di acquistare un dispositivo con un sistema innovativo, e che può sopportare il disagio di uno scalino di differenza dai dispositivi Android o Apple.
Ubuntu ha ottenuto comunque ben tre premi al MWC 2016, un giusto premio al lavoro fatto e all'innovazione portata in un settore ormai statico.
Smartphone dalla comunità
Al padiglione Ubuntu erano presenti due modelli: One Plus One e Sony Xperia Z1. Canonical ha ringraziato pubblicamente la comunità One Plus e Sony per il supporto nell’operazione, ma il lavoro su questi telefoni è ancora in corso, mancando di alcune funzionalità (ad esempio la fotocamera e il GPS).
Da quanto visto, pur mancando di alcune funzioni, Ubuntu gira bene, e difficilmente si nota la differenza con uno smartphone ufficiale.
That doesn't look like Android? Seems someone put Ubuntu on the OnePlus One— Android News (@AndroidNews6368) 23 febbraio 2016
by androidcent… https://t.co/JWM5v5frem pic.twitter.com/7lk0XpdUki
XPeria Z1 et One Plus One sous Ubuntu : ✅ #MWC16 pic.twitter.com/VwIhTkz0GR— Next INpact L@bs (@Next_Labs) 22 febbraio 2016
Ancora più interessante poi è che entrambi questi smartphone montano processori quad-core Qualcomm Snapdragon della serie 800. Queste CPU supportano monitor esterni HDMI fino a 4K. La convergenza potrebbe arrivare su questi prima che sullo smartphone ufficiale su cui stanno lavorando da qualche tempo Canonical e BQ!UbuntuなOnePlusとSONYもあった pic.twitter.com/Y7M6Zuo6Qq— ysk_knd (@ysk_knd) 22 febbraio 2016
Altri porting sono comunque in corso. Da tempo è aperta una sezione apposita su XDA Developers, ed è nata anche l’iniziativa Ubports, portata avanti da un paio di sviluppatori, Marius Gripsgård e Louis Popi. Questi due coraggiosi pionieri stanno lavorando su alcuni smartphone tra cui One Plus One appunto, One Plus Two e Fairphone 2.
Cosa farà Fairphone?
A proposito di Fairphone, qualche mese fa si era sparsa la voce di un prossimo accordo per portare ufficialmente Ubuntu su questi telefoni.
Fairphone è un’azienda olandese che pone al primo posto l’attenzione alle filiere di produzione sostenibili e alla riduzione dei rifiuti. A testimonianza della serietà del progetto, Fairphone ha da poco guadagnato la certificazione Fairtrade per la fornitura dell'oro presente nei circuiti (l'industria elettronica è il terzo maggior consumatore di oro al Mond!). In più, Fairphone è impegnata nel allungare il più possibile la vita dei propri dispositivi per evitare la rottamazione programmata, e in generale ridurre lo spreco di risorse e l’inquinamento. A questo proposito, il continuo rilascio di nuove versioni Android è particolarmente costoso in termini di manutenzione del progetto.
In questo contesto, l’utilizzo di Ubuntu potrebbe soddisfare il requisito di “allungare la vita al dispositivo”, grazie agli aggiornamenti periodici garantiti dal progetto - ad oggi Ubuntu Phone ha “abbandonato” il supporto solo per un paio di dispositivi usati per il test e lo sviluppo.
Alle voci iniziali sono seguiti segni di interesse, e poco altro. A rilanciare adesso l’idea è stata la stessa casa madre, con un tweet in cui chiedeva ai propri follower quale sistema volessero vedere sullo smartphone.
The community works on #SailfishOS #FirefoxOS & #Ubuntu ports.— Fairphone (@Fairphone) 24 febbraio 2016
Which one will make you get a #Fairphone2? #MWC16
Su più di 1.000 votanti è prevalso SailfishOS di Jolla, che forse è visto dai fan un progetto più comunitario rispetto a Ubuntu. Jolla ha avuto recentemente più diqualche problema, licenziando parecchi dipendenti e abbandonando la produzione del proprio tablet. Nei giorni scorsi, ha stretto un paio di accordi commerciali con produttori OEM, auguriamo loro di riuscire a superare le difficoltà!
Per ora è tutto! Ma presto arriveranno altre novità, stay connected!
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mercoledì 30 settembre 2015
Il Sistema Operativo Universale.
All'ultimo DUCC-IT di Milano, a pranzo mi sono ritrovato a parlare con alcuni dei presenti su come promuovere al meglio la nostra distribuzione GNU/Linux preferita al grande pubblico.
Avevo appena terminato il mio talk su "Social Media Engagement & Communities", in cui spiegavo (a modo mio) il social media engagement, cioè come attrarre nuovi clienti (nel nostro caso, nuovi utilizzatori di Linux) tramite l'uso dei social media, come Facebook e Twitter.
L'utilizzo di tali media è inviso a una parte della comunità "open source", in quanto basati per larga parte su software proprietario, e soprattutto sono "poco attenti" alla privacy dei propri clienti. Ma l'argomento di oggi è un altro.
Parlando dopo il mio talk, discutevo su come fosse possibile che una distrubuzione meravigliosa come Debian, sostenuta da una stupenda comunità, sia così poco utilizzata dal pubblico generico. Eppure Debian è "The Universal OS", il sistema operativo universale. "Universale" perché in grado di girare su tantissime architetture. Un sistema che va su tutti i tipi di computer dovrebbe anche essere il più popolare.
Poi ci ho pensato meglio, e sono giunto alla banale conclusione che il sistema operativo universale è quello in grado di girare su tantissime persone.
(foto di C.C. Chapman su Flickr - Creative Commons NC-ND)
lunedì 27 luglio 2015
Welcome KDE. Seriously.
Con una mossa a sorpresa sono apparsi sito web e video dimostrativo di Plasma Mobile, il nuovo sistema per smartphone basato su KDE.
Il video mostra un prototipo di Plasma Mobile girare su un Nexus 5, in maniera fluida e con già alcune app e widget perfettamente funzionanti. Alcune delle app sono di Ubuntu Phone, a dimostrazione dell'ottimo lavoro fatto dal team di sviluppo guidato da Canonical.
Anzi: pur essendo finora circolato il solo il video del prototipo, alcuni già vedono migliore il lavoro KDE rispetto a Ubuntu Phone.
Dopo la disavventura di KDE Active e del tablet Vivaldi, scomparsi dalla scena prima ancora di entrarvi, la notizia può fare solo piacere: un altro sistema completamente libero e aperto, basato su Linux nel mercato degli smartphone. In più, completamente indipendente dal controllo diretto di un'azienda, con la comunità che può quindi decidere in totale autonomia il suo miglior sviluppo.
Da sostenitore convinto del Software Libero, ex utilizzatore di Kubuntu, ma soprattutto da uno che ha la fortuna di partecipare - in maniera marginale - al progetto Ubuntu Phone, auguro un futuro luminoso a Plasma Mobile.
Spero di vedere presto il loro piano di sviluppo e sapere delle trattative in corso con i produttori hardware per la sua commercializzazione: il mercato dei sistemi per smartphone è altamente competitivo. É entusiasmante avere anche un altro attore dalla stessa parte, no?
venerdì 1 maggio 2015
ubuntu-it alla Fiera di Pordenone, grazie!
La settimana scorsa a Pordenone c'è stata la 50^ edizione della "Fiera del Radioamatore". Anche quest'anno la comunità ubuntu-it è stata invitata a partecipare alla Linux Arena, organizzata dal PN LUG.
Quest'anno come Comunità abbiamo presenziato allo spazio riservato a Ubuntu e Ubuntu Phone, ma anche a quello dedicato a Debian, grazie al DM Mattia, ottenendo un enorme successo di pubblico.
In particolare, nello spazio riservato a Ubuntu Phone, abbiamo presentato in anteprima esclusiva italiana il nuovo Meizu MX4 con Ubuntu Phone, gentilmente prestato da Canonical per l'occasione.
— Dario Cavedon (@dcavedon) 25 Aprile 2015
So che interpreto il sentire della Comunità, ringraziando il PN LUG, in particolare a +Alain Modolo, +Paolo Garbin e +Sergio Zanchetta, ma soprattutto grazie ai giovani di ubuntu-it: +Luca Lumetti, +Giulio Collura e +Mattia Rizzolo che hanno partecipato con entusiasmo.
Un grazie particolare a +Stefano Verzegnassi, sviluppatore di Ubuntu Phone, che il sottoscritto ha "preso al volo" e dirottato alla Linux Arena, quando lui credeva di venire solo a farsi un giretto in Fiera. :-)
Un saluto infine a +Pietro Albini e +Riccardo Padovani che solo delle disavventure fisiche hanno tenuto lontano da Pordenone: andrà meglio il prossimo anno!
Il prossimo appuntamento con la Comunità di Ubuntu è al DUCC-IT di Milano, il 23 e 24 maggio. Vi aspettiamo!
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Ubuntu Phone
sabato 14 febbraio 2015
I primi giorni con Ubuntu Phone
A una settimana dall' Ubuntu Phone Insider Event di Londra, è giunto il momento di dare un primo feedback sull'uso quotidiano sull'Aquaris E4.5 motorizzato Ubuntu.
Minimal design
Sul bordo solo due pulsanti, sul lato destro del telefono: accensione/spegnimento e volume. Sul bordo inferiore il microfono, su quello sinistro i due alloggiamenti per le schede micro sim (è un dual-sim), sul bordo superiore lo slot per una scheda microSD.
Sul retro, la camera da 8 megapixel con flash led. Non si può accedere alla batteria, che quindi si potrà sostituire solo a un centro di assistenza.
Dal punto di vista delle prestazioni, nella versione androidiana, Aquaris E4.5 è leggermente superiore al suo precursore Nexus4, pur avendo 1 GB di RAM (contro 2 GB) e 8 GB di memoria.
L'Aquaris degli insider è bianco, mentre quello destinato alla vendita è nero. Forse anche questa è una strategia di marketing.
Ubuntu in da house
All'accensione appare la (ormai abbastanza nota) schermata iniziale, uno swipe laterale e si accede alla schermata di login dove si digita il codice di accesso di 4 cifre (si può anche scegliere di accedere con una password, o disabilitare il tutto).

La prima schermata a cui si accede è il nuovo scope Oggi (Today, a lato), che permette di avere una visione immediata delle informazioni più importanti del giorno: il meteo, la prossima vacanza (=festività!), gli eventi in calendario. In più, l'elenco delle ultime chiamate e messaggi, le notizie del giorno, le tendenze su Twitter.
Come sapete, gli scope raccolgono informazioni da varie fonti e le riportano in una interfaccia modulare di comprensione immediata. Le fonti infatti possono essere selezionate, accedendo al menu di configurazione dello scope, basta un tap sulla rotellina in alto a destra.
Lo scope "Oggi" è una delle novità rilasciate in occasione del lancio di Ubuntu Phone e (per adesso) disponibile solo su Aquaris E4.5.
I più precisini, noteranno che la prossima festività in calendario è "Venerdì Santo", che è effettivamente giorno di ferie in mezza Europa, ma non in Italia. Credo che dovrò aprirgli un bug!

Con uno swipe verso sinistra si passa al secondo scope, l'altro nuovo di questo primo Ubuntu Phone. Si tratta di NearBy (a lato), un altro aggregated scope che riporta le informazioni della zona, in base alla propria posizione sul globo terracqueo. Su questo abbiamo: il meteo (ancora), i luoghi storici da visitare, i migliori locali e ristoranti segnalati su Yelp, le migliori foto dei dintorni trovate su Flickr, gli articoli di Wikipedia del luogo e i prossimi concerti su SongKick.
Devo dire che la scelta di Yelp è abbastanza infelice, almeno per la mia zona: pochissimi i locali segnalati! Già spostandosi a Vicenza c'è qualche locale in più, in una grande città sicuramente ancora meglio.
Per rimediare alle deficienze di Yelp, ho già cominciato a censire la mia pizzeria preferita. Un po' alla volta censirò altri locali della zona. Se al sottoscritto si aggiungeranno qualche migliaio di ubunteri ubuntuphonizzati in giro per l'Italia, in poco tempo anche questo aspetto sarà a posto.
Per ora, vedo un utilizzo limitato di questo scope nella quotidianità, però quando si è in giro per lavoro o in ferie sicuramente aiuta, specie per trovare locali in cui mangiare. Certo che ci saranno sicuramente sviluppi, per integrare

Le care "vecchie" App
Un altro swipe verso sinistra e siamo allo scope delle App, che tanto piace agli aficionado di modernariato. Eh sì, perché l'approccio delle app è (quasi) superato, ma ancora se ne sente il forte bisogno. Ecco quindi le nostre app, marzialmente in fila per tre in ordine alfabetico, a regalarci tutta la sicurezza di cui abbiamo bisogno (bambinoni!).
Rispetto alle app che avevo provato sul Nexus 4, c'è qualche novità: un paio di giochini (già monopolizzati dalle mie bambine), le mappe Here, le web-app dei giornali spagnoli Cinco Dias e El Pais e soprattutto l'app ufficiale di Telegram, uscita nello stesso giorno della presentazione di Aquaris, lo scorso 6 febbraio.
A proposito di Ubuntu Store: al momento in cui scrivo ci sono 732 app, che sono una bazzecola rispetto alla concorrenza, ma Ubuntu Phone non può e non deve inseguire la concorrenza su questo campo. La strada giusta da fare è proseguire sul doppio binario della libertà e apertura da una parte, e contenuti centrali e trasversali, rompendo i gli stretti vincoli delle singole app.
TelegramCome scrivevo, è finalmente disponibile l'app ufficiale di Telegram (a lato), il servizio di messaggistica istantanea più diffuso dopo Whatsapp.
La app funziona bene, si integra perfettamente con il sistema account di Ubuntu Phone, comprese le notifiche. Manca forse qualcosa dal punto di vista della condivisione: non posso condividere le foto su Twitter! (gravissimo! :-).
La scelta di usare Telegram conferma la volontà di trovare alternative alle più note e diffuse app, creando un eco sistema indipendente.
Giudizio sintetico
Aquaris E4.5 è un buon smartphone, semplice e robusto. Le performance sono lontane da quello che può essere un sostituto di PC+smartphone, ma possiamo considerarlo un primo gradino sulla scala che ci porterà (speriamo) alla convergenza totale entro i prossimi due anni. L'esperienza utente è gradevole, fluida e lineare: abbiamo davanti Ubuntu Phone 1.0, mica una beta. Una persona dotata di intelligenza media (come il sottoscritto), impara a usare Ubuntu Phone in 15-20 minuti, anche grazie al mini tutorial disponibile al primo avvio dello smartphone.
"We have a phone"
Anche se non è chiaro quanti ne siano stati venduti, le prime "flash sale" hanno registrato il tutto esaurito in pochissimo tempo, ma niente paura: ne seguiranno altre. La decisione di puntare sull'Europa come primo mercato si è rivelata vincente.
Rick Spencer dixit: "abbiamo un telefono, siamo sul mercato e da qui possiamo solo migliorare".
Questa prima versione ufficiale di Ubuntu Phone è perfettamente utilizzabile da chiunque, ha un approccio innovativo ai contenuti, è praticamente esente da bug, e soprattutto completamente estraneo al duopolio statunitense Apple-Google, con tutti i danni che ha provocato ai consumatori, come ha rivelato Ed Snowden.
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martedì 10 febbraio 2015
Ubuntu Phone Insider Event, dalla A alla Zeta
Mentre notizia del rilascio ufficiale del primo Ubuntu Phone sta facendo il giro del mondo, mi piace tornare all'evento di presentazione di venerdì 6 febbraio a Londra, riservato agli "Ubuntu Insiders".
Credo sia la prima volta in vita mia che capito in un evento così esclusivo, sono quasi imbarazzato nel parlarne, perché penso alle decine di altre persone che avrebbero dovuto essere invitate. Sarebbe però anche ingiusto non parlarne, perché questo evento è la dimostrazione tangibile dell'attenzione di Canonical per la Comunità. Condivido quindi qualche breve pensiero, partiamo dalla...
A Aquaris E4.5 è il primo modello al mondo di Ubuntu Phone. Sarà venduto solo in Europa da bq (vedi sotto), iniziando da domani 10 febbraio, con delle "vendite rapide" annunciate sul sito web di Ubuntu e sui principali social network di Ubuntu e bq. Chi vuole accaparrarsi
B bq è la giovane azienda spagnola che produce Aquaris E4.5. Si tratta di un'azienda fondata nel 2009 come "Mundo Reader", inizialmente importava e-reader cinesi, poi ha cominciato a progettare e produrre anche smartphone, tablet, stampanti 3D e robot (!) per insegnare l'elettronica ai bambini. Durante la presentazione di Ubuntu Phone, Rodrigo del Prado di bq mi ha impressionato di quanto gli obiettivi aziendali (libertà e apertura, importanza primaria nell'educazione dei bambini) coincidano con quelli della Comunità Ubuntu e di Canonical.
C +Carla Sella (qui a lato), è una delle persone più in gamba nella Comunità di Ubuntu. Sudafricana di nascita, ma stirpe Italiana, stalker di Mark (per ammissione della stessa! ;-), è attiva nel Gruppo QA: una tester determinata e precisa. In Canonical la conoscono tutti, all'evento la fermavano per salutarla e parlarci. Se il vostro Ubuntu Phone è così dannatamente perfetto lo dovete anche a lei. Se masticate un po' di inglese, Carla ha scritto un bel report sull'evento. Il sottoscritto passerà alla storia come "Dario who!?!? Ah! That italian man with Carla!".
D +David Planella è il Community Team Manager di Ubuntu. Spagnolo, segue anche la traduzione di Ubuntu e GNOME in catalano. Non gli sarò mai abbastanza grato per avermi contattato per l'evento di Londra, ed è sempre lui che mi ha consegnato il mio primo Ubuntu Phone.
E España (Spagna) era il Paese più rappresentato all'evento. Oltre a David Planella (vedi sopra), c'era Rodrigo del Prado (di bq, vedi sopra) e un nutrito gruppo della Comunità spagnola, tra cui mi piace ricordare Marco (vedi sotto) e +Rosa Guillén, con cui ho parlato un po' prima e dopo l'evento.
F Fish and chips, uno degli obblighi morali quando si va a Londra, da mangiare al pub, rigorosamente accompagnato da birra locale. Niente a che vedere con la frittura mista a cui siamo abituati in Italia. Fortunatamente, ho potuto cibarmi di tale prelibatezza solo il venerdì sera, dopo aver girovagato per parecchi pub, tutti pieni per la tradizionale bevuta del venerdì sera alla fine della settimana lavorativa. A proposito: alcuni insiders hanno abusato abbondantemente di tale usanza, rientrando in hotel al sabato mattina.
G giffgaff è una compagnia inglese di telefonia mobile (virtuale), derivata da O2. Sarà una delle prime a fare un'offerta Aquaris E4.5 Ubuntu + piano tariffario, insieme a 3 Sweden, amena.com (Spagna), e Portugal Telecom. giffgaff ha anche sponsorizzato le SIM comprese nel pacco regalato agli Ubuntu Insider (grazie!). Quale sarà la compagnia telefonica italiana che (prendendo il coraggio a due mani) lo farà?
H Hotel Le Meridien, a due passi da Piccadilly Circus, è l'hotel che ci ha ospitati, mentre l'evento si è svolto allo Ham Yard. Due hotel al di sopra delle mie aspettative, e molto al di sopra delle mie tasche. Bisogna ammettere che Canonical non ha badato a spese.
I Insider eravano noi, 30 (circa) persone della Comunità internazionale all'evento. Tra quelli che conosco oppure ho conosciuto: Carla, Riccardo (vedi sotto), +Vincent JOBARD (Francia), +Sujeevan Vijayakumaran (Germania), +Marcos Costales e +Rosa Guillén (Spagna, forse il gruppo più numeroso). Non ho avuto la fortuna di parlare come avrei voluto +Joey-Elijah Sneddon (UK, editore di OMG Ubuntu) e +Jono Bacon (USA, ex Ubuntu Community Manager). Il gruppo comunque era molto meno eterogeneo di quello che potrebbe sembrare: pur venendo da Paesi diversi e con culture e tradizioni diverse mi sono accorto che siamo molto uniti in quello che Ubuntu rappresenta come filosofia.
J Jane Silber (a lato) è il CEO di Canonical, una bella signora, gentile e disponibile: ha avuto una parola con tutti e per tutti, arrivando addirittura a fare una foto col sottoscritto! :-) Durante la presentazione ha avuto parole molto belle per noi insider, dicendo (più o meno): "Parlando con voi prima, molti si sono detti grati e stupiti dell'invito, ma se voi siete qui oggi è perché ve lo meritate, e siamo noi ad esservi grati per quanto avete fatto in tutti questi anni per arrivare a questo traguardo".
K Kick off Una cosa che dovete tenere bene a mente quando si parla di questo Ubuntu Phone è che questo è il calcio di inizio: abbiamo cominciato adesso il viaggio verso la convergenza, e il cammino è ancora lungo prima di avere per le mani un super-smartphone-PC che funziona-da-smartphone-ma-anche-da-PC. A scanso si equivoci: niente super-smartphone qui. Piuttosto: un passo nella direzione giusta.
L Londra è la città che ha ospitato l'evento. Ero stato a Londra 15 anni fa e da allora è cambiata, in meglio. In a hurry: stanno ristrutturando la Battersea Power Station per farne appartamenti, sistemato la zona attorno alla Torre di Londra, patrimonio dell'UNESCO, aggiunto un'altra pesante cancellata di sicurezza all'ingresso di Downing Street. Ancora: Piccadilly Circus è ancora un enorme TV i cui i canali trasmettono solo pubblicità, è emerso un enorme negozio pieno di cioccolatini colorati (4 piani!), molte delle strade sono ancora invase 24 ore per 7 giorni da odori e profumi delle cucine di mezzo mondo, alcune delle quali anche commestibili. Se il clima fosse meno ostile a noi mediterranei, sarebbe anche un bel posto dove lavorarci. Viverci magari no.
M +Marcos Costales è un ubuntero di Gijon, nelle Asturie, in Spagna. Contact di ubuntu-es, sviluppatore, traduttore, membro di Ubuntu LoCo Council e decine di altre cose in Ubuntu. Una bella persona tranquilla e umile, ci ha stracciato nella partita a bowling. Mi diceva con una punta di orgoglio che Ubuntu Phone è il primo smartphone disponibile in lingua asturiana.N note sono quelle che si sentivano nella metro di Londra. Musicisti giovani o ambulanti possono infatti esibirsi a turno in appositi spazi creati alle fermate della metro, basta prenotare il posto. Per uno strano caso ho sentito in fermate diverse due volte "Space Oddity" di David Bowie.
O Origami la scatola che conteneva Ubuntu Phone era un grande origami nero, una edizione speciale per gli insider. Oltre all'Aquaris E4.5 bianco, una lettera di +Mark Shuttleworth, cuffie e schedina SIM giffgaff.
P +Cristian Parrino italiano, VP Mobile e Online Services di Canonical. Da una vita a Londra, ha accolto gli insider all'entrata dell'evento e ha poi tenuto la presentazione di Ubuntu Phone. Aprendo la presentazione ha detto "Abbiamo aspettato questo giorno per più due anni, non il giorno in cui lo presentiamo alla stampa, ma il giorno in cui l'avremo condiviso con gli insider, in cui l'avremo dato a queste persone, ancora prima dei dipendenti Canonical, prima ancora della Stampa". Una cosa che ci ha fatto particolarmente piacere.
Q Quello che non si sa ancora è la data di rilascio del telefonino di Meizu, nonostante le voci si inseguono da mesi. L'evento di lancio di Aquaris E4.5 non ha dipanato la nebbia.
R +Riccardo Padovani (a lato) è uno dei giovani più promettenti di +Ubuntu-it, anzi, una delle certezze della Comunità.Studia all'università, coordina i lavori del Gruppo Web e sviluppa su Ubuntu Phone. Conosciuto da tutti i Canonical, è stato grazie a lui che siamo riusciti ad "agganciare" +Alan Pope e visitare gli uffici di +Canonical (vedi sotto).
S Scopes sono la novità forse più importante di Ubuntu Phone, non vi annoio ancora su cosa sono, andate a leggervi questo post e anche quest'altro. La buona notizia è che su Ubuntu Phone ci sono un paio di aggregated scope nuovi: "Today" (Oggi) e "Nearby", vi parlerò anche di questi nel prossimo post. Leggendo i primi articoli (superficiali) molta parte della stampa deve ancora capire di cosa si tratta. Pensare che bastava leggere i miei post! :-)
T Telegram per chi vuole restare in costante contatto, chattando con amici e amiche, su Ubuntu Phone è presente l'app ufficiale di Telegram, la migliore alternativa esistente al popolare Whatsapp, grazie anche all'opera di +Giulio Collura. L'app funziona benissimo, è priva di pubblicità, totalmente gratuita e in parte open source. Dovete provarla!
U Uffici di Canonical (qui a fianco l'entrata), che abbiamo visitato la mattina prima dell'evento, con Alan a farci da cicerone. Si trovano nel Bluefin Building vicino al centro a Londra, un palazzone nuovo e moderno con terrazza e ristorante all'ultimo piano. Ci lavorano circa 80 persone (Canonical ha più di 600 dipendenti in tutto il mondo). A parte l'arancione presente ovunque sono dei normalissimi uffici open space, ma per noi ubunteri si trattava quasi di un pellegrinaggio, un po' infantile vero?V +Vincent JOBARD della Comunità francese, fa parte dell'organizzazione di Ubuntu Party, evento parigino che richiama 3.000 persone. Mi spiagava Vincent che il Comune di Parigi è un convinto sostenitore del Software Libero, e finanzia attivamente l'evento, anche grazie al fatto che ubuntu-fr è un'associazione formalmente riconosciuta (credo l'unica a livello mondiale), che conta circa 70 persone.
W "We have a phone!" sono le parole che ho sentito da Rick Spencer, CTO di Canonical, mentre parlava con Carla. Come dire: abbiamo finalmente un prodotto sul mercato!
Z Zero smartphone venduti, trenta regalati. Si parte da qui, domani forse capiremo se quel numero può diventare in qualche modo significativo.
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