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venerdì 12 aprile 2019

Bloccato da Apple. Grazie!


Tediato oltre misura dall'invasiva pubblicità su Twitter del noto marchio di diavolerie elettroniche, che intende rifarsi la verginità sulla privacy a forza di video emotivamente pucciosi, ho risposto a tono a un suo tweet. Sono stato subito bloccato.

Morale della favola: mi sarà impossibile vedere le prossime pubblicità ipocrite di Apple. Grazie Apple!

mercoledì 29 agosto 2018

A "ESC 2018" per parlare di Ubuntu Touch


Venerdì 31 agosto prossimo parteciperò a ESC 2018 che si tiene presso il Forte Bazzera, nelle vicinanze dell'Aeroporto di Venezia. 

ESC - End Summer Camp - si svolge dal 29 agosto al 2 settembre, ed è un evento particolarmente interessante, ricco di appuntamenti su temi che riguardano open source, hacking, open data e... beh, il programma è talmente vasto che è impossibile riassumerlo in poche righe, dategli un'occhiata anche voi!

Il sottoscritto sarà a ESC per parlare di Ubuntu Touch, che è l'attività che ultimamente mi sta prendendo più tempo, del mio poco tempo libero. Dopo che l'anno scorso Canonical ha abbandonato lo sviluppo di Ubuntu Touch, una comunità - sempre più numerosa - si è aggregata attorno al progetto UBports, inizialmente portato avanti dal solo benemerito Marius Gripsgard, che ha proseguito il lavoro da dove Canonical si era fermata. Proprio pochi giorni fa, UBports ha ufficialmente rilasciato OTA4, il primo aggiornamento basato su Ubuntu 16.04, ma soprattutto una serie lunghissima di bug fix e miglioramenti, dopo un lungo lavoro di assestamento e pulizia.

Still Alive!


Adesso è tempo che tutto il mondo sappia che Ubuntu Touch è vivo, e probabilmente la migliore cosa che sta accadendo in tutto il panorama dell'Open Source mondiale. Passato lo scandalo delle rivelazioni di Snowden, sembra che le persone si siano dimenticate (rassegnate?) di quanto invasiva sia la sistematica violazione della privacy personale operata da tutti gli smartphone in commercio. Pratica questa che espone la propria vita non solo alle ben note aziende tecnologiche americane del settore (Apple, Google, Facebook, Yahoo), ma anche a tutti i pirati che ogni giorno rubano tonnellate di dati personali alle stesse aziende.

Ubuntu Touch è la risposta open source alla domanda di maggiore controllo e tutela dei propri dati, oltre che un sistema operativo davvero libero e aperto.

Se venite a Forte Bazzera venerdì 31 agosto alle 11.30 vi parlerò di questo (e anche tanto altro!). Vi aspetto!

domenica 22 aprile 2018

UbuCon Europe 2018, ci vediamo a Xixòn?

 

La prossima settimana parteciperò a UbuCon Europe 2018, a Xixòn (Gijon), nelle Asturie, in Spagna.

UbuCon Europe


UbuCon Europe è l'appuntamento europeo di sviluppatori e utenti di Ubuntu (e non solo). È l'evento che ha sostituito gli Ubuntu Developer Summit, organizzati da Canonical.
UbuCon è un'opportunità unica per incontrare di persona le tantissime persone che in un modo o nell'altro partecipano allo sviluppo e al supporto di Ubuntu. Ricordo che Ubuntu (anche se fondata dal benemerito dittatore Sudafricano Mark Shuttleworth) è un progetto nato in Europa (la Gran Bretagna ne fa ancora parte, almeno geograficamente ;-) ), e in Europa le comunità di volontari ubunteri sono particolarmente attive.

Per me sarà l'occasione di rivedere alcuni amici che hanno partecipato all'avventura degli Ubuntu Phone Insiders, e conoscere di persona molte delle persone che ho solo visto o letto su Internet. È sempre un'esperienza piacevole parlare a quattrocchi con chi si è abituati a leggere sulle mail o sui blog, perché il contatto umano e l'esperienza diretta valgono più di un milione di parole.

L'evento si tiene a Xixòn (Gijon in spagnolo), che è la città di Marcos Costales, contact della Comunità Spagnola di Ubuntu, e a cui si deve l'organizzazione di questa edizione di UbuCon Europe. Marcos, che conosco dai tempi degli Insiders, è una delle persone più attive nell'ambito di Ubuntu, e anche sviluppatore di uno dei più bei programmi per Ubuntu Phone: uNav. Devo proprio a Marcos la mia partecipazione: è stato lui che mi ha spinto a lasciare la mia pigrizia sul divano e prenotare il volo per Oviedo.

La scaletta dell'evento è molto ricca: nel momento migliore (o peggiore, visto che il sottoscritto non è dato il dono dell'ubuquità) ci sono ben quattro talk diversi contemporaneamente. Per me sarà un problema decidere quale seguire, sono così tante le cose da sapere e imparare! Alla fine credo mi dovrò focalizzare sugli argomenti che già seguo (poco) nell'ambito della comunità, evitando di impelagarmi in altri nuovi progetti.

Il mio intervento


Il mio talk sarà sabato mattina, e parlerò di "Social Media for Open Source Communities". Dello stesso argomento ho parlato (slide su Slideshare) anche al recente MERGE-it 2018, ma questo talk sarà più ampio, perché parlerò anche di strategie per i social media. Ma soprattutto sarà il mio primo talk in inglese: Sant'Aldo Biscardi, protettore degli Italiani che parlano male inglese, aiutami tu!

Per me si tratta di una bella sfida, spero di riuscire a non dire troppe cavolate, ma del resto l'argomento social è decisamente sottovalutato in molte comunità, quando invece il contatto diretto che consentono i canali sociali è importantissimo sia in fase di promozione, che per il supporto ai propri "clienti".

Resoconto e live tweeting


I talk e i workshop si sviluppano da venerdì 26 a domenica 28 Aprile, io cercherò di presenziare a quanti più possibile... ma non più di uno alla volta! Purtroppo non è previsto un web streaming, e neanche riprese video dei talk (anche se ho proposto a Marcos una soluzione che forse permetterà di coprire una parte dei talk).

Vi darò un resoconto dell'evento su questo blog, ma soprattutto seguirò l'evento anche con un live tweeting su Twitter, quindi seguitemi lì per essere aggiornati in tempo reale! :-)

Si tratta della mia prima volta a un evento internazionale dedicato al mondo FLOSS, e davvero non vedo l'ora!

lunedì 16 ottobre 2017

Ubuntu 17.10: la svolta del desktop (video)


La settimana scorsa ho avuto l'onore di essere ospitato dagli amici del LUG VI, per una serata sul tema "La svolta del desktop di Ubuntu, la distribuzione Linux più popolare".
Come sapete recentemente Ubuntu - per bocca del suo fondatore Mark Shuttleworth - ha scelto di abbandonare lo sviluppo di Unity, il proprio ambiente desktop, a favore di GNOME Shell, l’interfaccia predefinita di GNOME. Il nuovo volto di Ubuntu sarà visibile fin da Ubuntu 17.10 “Artful Aardvark” che sarà rilasciata tra qualche giorno, il 19 ottobre 2017. Questo cambiamento porterà, e in alcuni casi ha già portato, grossi cambiamenti, sia sul proprio PC che nel mondo Ubuntu in genere.

Con gli amici di LUG VI ho parlato di desktop e interfacce utente, divagando allegramente su Ubuntu Phone, pacchetti SNAP, derivate, e tanti altri argomenti connessi. Grazie al lavoro di +Stefano Spagnolo, il video del mio (lungo) talk è già disponibile su Youtube.

PS: ripeterò lo stesso talk domani sera martedì 17 ottobre a Schio, se siete in zona passate a trovarmi!

sabato 13 maggio 2017

WannaCry e la lezione inascoltata


Nei giorni scorsi un virus di tipo "ramsonware" chiamato WannaCry ha colpito più di 230.000 computer con Windows in 99 Paesi in tutto il mondo. L'attacco è particolarmente notevole in quanto avvenuto in maniera simultanea, e ha devastato centinaia di aziende come la compagnia telefonica spagnola Telefonica, il corriere internazionale Federal Express, le Ferrovie Tedesche, il Servizio Sanitario Britannico, l'Università Bicocca a Milano, giusto per citarne alcuni.

Mi auguro che questa vicenda serva a tutti come lezione per prendere seriamente il tema di sicurezza informatica, dato che il virus ha colpito versioni vecchie e non aggiornate di Windows (anche se la correzione era disponibile da mesi).

Ma se un sistema aggiornato - qualsiasi sistema - pone al riparo da molti rischi, sono molto meno ottimista sull'effetto della lezione sui rischi impliciti nell'utilizzo di sistemi proprietari: nessuno è in grado di stabilire quali software fanno cosa e in che modo. Si può venire a scoprire - per caso - che il driver audio dei PC HP registra i tasti premuti dall'utente, in sostanza un virus di tipo "keylogger". 

Quest'ultima di sicuro resterà una lezione inascoltata.

(l'immagine è tratta da Wikipedia)

sabato 29 aprile 2017

Torna DUCC-IT: il meglio del Software Libero a Vicenza


Tra una settimana giusta giusta si terra DUCC-IT 2017, la Debian/Ubuntu Community Conference Italia, a Vicenza, ospitati dall'Amministrazione del Comune di Vicenza a Villa Lattes (vedi foto qui sopra). È la prima volta che il DUCC-IT si tiene in Veneto, e sono abbastanza orgoglioso di far parte del piccolo gruppo che sta organizzando la manifestazione. 

Dopo Perugia, Fermo, Cesena e Milano (e un anno di pausa), le comunità di Debian e Ubuntu tornano a incontrarsi, e invitano anche tutti gli appassionati di GNU/Linux e del Software Libero.
Il tema di quest'anno è “Open communities for a better world” (comunità aperte per un mondo migliore), a sottolineare il generoso contributo che le comunità hanno donato allo sviluppo e al supporto di GNU/Linux e del Software Libero in tutto il mondo, diventando anche una concreta possibilità occupazionale.

Il programma


Il programma di quest'anno è ricco di spunti, rappresentato dal meglio delle Comunità Debian e Ubuntu, ma anche delle comunità Mozilla Italia, LibreItalia, Wikimedia e OpenStreetMap, con ben sedici talk tenuti da quindici relatori provenienti da tutta Italia (e Germania! ;-) )
I talk in programma tratteranno tre filoni principali: utilizzo degli strumenti liberi, esperienze di software libero sul campo e come contribuire a progetti liberi. Il pubblico potrà interagire con i relatori, grazie a uno spazio apposito destinato all’approfondimento.
Tra i numerosi ospiti dell’evento: Marina Latini (Presidente) e Florian Effemberger (Executive Director) di The Document Foundation che sovrintende lo sviluppo della suite per ufficio LibreOffice, Roberto Guido Presidente di Italian Linux Society che organizza il Linux Day, Marco Chemello “wikipediano in residenza” di BEIC (Biblioteca Europea di Informazione e Cultura), Paolo Dongilli, coordinatore del Progetto FUSS della Provincia di Bolzano, per l’adozione di Software Libero nella scuola pubblica.
Uno spazio sarà dedicato all’adozione di Zorin OS da parte del Comune di Vicenza, il sistema operativo basato su GNU/Linux che ha portato alla ribalta il comune Veneto tra i pionieri dell’innovazione nell’ambito della Pubblica Amministrazione.


Il sottoscritto...


... parteciperà con un paio di talk: la presentazione della Comunità ubuntu-it, per chi fosse interessato a contribuire alla migliore distribuzione Linux del Mondo :-) Anche se Ubuntu ha bisogno di ben poche presentazioni, negli ultimi anni s'è andato affievolendo l'interesse attorno a Linux, e resta ancora molto da fare per promuovere in maniera adeguata il Software Libero tra le persone comuni. Di per contro, mai come adesso è necessario utilizzare strumenti digitali che garantiscano privacy e sicurezza e diritti di chi li usa. Cose che solo il Software Libero può garantire.
Nel mio secondo talk, parlerò dell'esperienza di Coderdojo fatta con AVi LUG. Iniziato nel 2015, grazie alla generosa partecipazione di mentor in gamba come Nicola Gramola, abbiamo fatto una ventina di incontri, e un corso di ben sei lezioni su Scratch, che abbiamo chiamato SupercoderDojo, costruendo una palestra per crescere giovani cittadini digitali. Ne siamo particolarmente orgogliosi, e con la mia testimonianza spero di contribuire alla nascita di altre esperienze analoghe in Italia.


Altre info per chi arriva


Per chi arriva da fuori Vicenza, sul sito web dell’evento sono disponibili le informazioni su come arrivare in auto o con i mezzi pubblici. Per chi soggiorna a Vicenza, è stata stipulata una convenzione con l’Hotel Verdi. L’accesso all’evento è libero e gratuito. 

Vi aspettiamo! :-)

mercoledì 8 marzo 2017

Slimbook Katana, ultrabook con Linux preinstallato - recensione


Nel 2013 Alejandro López, un giovane imprenditore spagnolo appassionato di open source, era alla ricerca di un notebook che funzionasse bene con Debian, la sua distribuzione preferita, e che non gli costasse un occhio della testa. Insoddisfatto dell’offerta, decise di costruirsene uno lui. Si potrebbe riassumere in queste tre righe la storia di Slimbook, che dal 2015 produce “ultrabook” con Linux preinstallato, assemblando in Spagna componentistica proveniente dai migliori costruttori cinesi.
Slimbook Katana è forse il migliore dell’offerta, e io ho la fortuna di averne uno tra le mani. Vediamolo assieme.

Fuori dalla scatola


Slimbook Katana arriva in una scatola bianca di cartone, molto semplice, con una foto del portatile sul fronte. Dentro c’è il notebook, il cavo di alimentazione, il connettore esterno per la rete e un paio di fogli di istruzioni in inglese su “come iniziare”. Il portatile è contenuto in un ulteriore involucro di plastica. Tutto odora di “nuovo”, una sensazione che mi mancava da molto tempo!

Tocchiamo con mano



I portatili della categoria “ultrabook” sono pensati per il cliente figherrimo – o che si sente tale – e che vuole un laptop estremamente leggero, senza rinunciare alle prestazioni.

Slimbook Katana è molto figherrimo.

La linea riprende il cuneo del MacBook Air, e aggiunge qualche piccola caratteristica distintiva. Per esempio, le due nervature sul retro dello schermo, che gli donano personalità e aumentano la rigidità del telaio. Sempre sul retro dello schermo è presente il logo del costruttore, che si illumina all’accensione (sì, come l’altro).

Slimbook Katana è offerto in due colorazioni: oro e (fortunatamente anche) nero. Il color oro è troppo raffinato essere apprezzato dal sottoscritto, che altresì adora la versione color nero satinato opaco. A dispetto della leggerezza (1,36 kg), e della apparente delicatezza, la rigidità del telaio permette di aprirlo con una mano, anche agendo su un angolo del display, senza pregiudicare l’integrità dello schermo (provate a farlo con un notebook in vendita nei supermercati), e senza compromettere l’immagine. Una rientranza del telaio, in corrispondenza del touchpad aiuta nell’operazione.

Le cerniere dello schermo sono rigide, e tengono saldamente il display in posizione senza oscillazioni, anche se l’angolo massimo di apertura è un po’ limitato.

Il fondo del Katana è un unico pezzo in alluminio completamente chiuso, con quattro piedini di gomma per l’appoggio e dieci viti torx che lo saldano allo chassis. Una delle viti è coperta da un adesivo argentato, credo per la garanzia. Resisto alla tentazione di aprire quelle viti, per dare un’occhiata dentro.

Nel complesso, il notebook risulta leggero e solido. Ho qualche dubbio sulla tenuta del colore nero, che col passare del tempo potrebbe presentare qualche imperfezione sulle zone sottoposte a maggiore usura.

Tutte le porte che servono






Guardandolo di lato (destro) la prima cosa che si nota è la mancanza della porta RJ45 per la rete. Al suo posto, una porta strana a cui si connette l’adattatore esterno, da montare all’occorrenza. Poco male, visto che ormai l’uso del wi-fi è universale. Sullo stesso lato sono presenti l’uscita mini HDMI per monitor esterno, un piccolo led blu che segnala la connessione all’alimentazione elettrica, una porta USB 3.0, e l’ingresso per l’alimentatore.


Sull’altro lato (sinistro) sono presenti una porta USB 3.0, un lettore di schede SD e MMC, l’uscita per le casse esterne e il microfono. Niente altro, fronte e retro sono privi di qualsiasi apertura.

Una linea che risulta un compromesso sobrio tra pulizia delle linee e praticità. Chi ha bisogno di ulteriori connessioni, può acquistare a parte una dock station.

Schermo e casse


Il display è un full HD 1920x1080 antiriflesso, che si vede bene da qualsiasi angolo di visualizzazione. Una nota di merito la scelta dello schermo antiriflesso: pur pagando qualche punto alla bellezza del “lucido”, la praticità e piacevolezza è impagabile, specie in ambienti molto luminosi.

Le casse sono nascoste all’interno dello chassis. Per una questione estetica, avrei preferito che fossero posizionate ben in evidenza sui lati del display, ma la qualità dell’audio è comunque buona, senza particolari distorsioni quando il volume è alto.

Tastiera e touchpad


La tastiera di Slimbook Katana ha una buona escursione, ed è retroilluminata con tre livelli di luminosità. Per cambiare livello di luminosità dei tasti basta premere Fn+F5. Manca il led che avvisa dell’accensione del CAPS LOCK (al suo posto un tool presente sulla barra superiore di Ubuntu). Da notare che è disponibile la tastiera italiana.

Un paio di piccoli difetti: il tasto “Enter” è orizzontale - io sono abituato ad averlo più grande, e verticale - e il tasto “Delete” è pericolosamente vicino al tasto di accensione/spegnimento. Bisogna comunque dire che a entrambi i tasti ci si abitua molto velocemente. Da notare anche la mancanza del tasto “Canc”.

Curiosità: il tasto “Super” riporta salomonicamente il pinguino simbolo di Linux e la finestrella simbolo del-sistema-operativo-proprietario. Gli Slimbook sono offerti infatti sia con Linux che (pagando un sovrapprezzo) con Windows. Altra curiosità: la posizione dei tasti “Control” e “fn” è invertita rispetto al solito, come sui Lenovo.

Il sottoscritto preferisce utilizzare il mouse, ma il touchpad è sensibile e preciso, anche se un po' piccolo, specie quando lo si usa con due dita per fare scrolling delle pagine. L’area touch incorpora i pulsanti destro e sinistro, che però non si usano mai: basta un colpetto sul touch con un dito, per un “clic normale” e un colpetto con due dita per “clic con tasto destro”. Et voilà!

Prestazioni


Lo Slimbook Katana in prova monta una CPU Intel Core i5 6200U con 2 core / 4 threads, 8 GB di RAM DDR3L (4 GB nella versione "base", che possono arrivare a 16 GB), e 120 GB di hard disk SSD Kingston. La CPU è della serie Sky Lake, penultima generazione della fortunata serie di processori Intel. Nell’uso quotidiano, in coppia con il disco SSD è di una velocità notevole! Qualche grafico professionista o gamer intossicato potrebbe avere esigenze più estreme, e a loro consiglio di spendere qualche euro in più e orientarsi sulla versione di Slimbook Katana con CPU i7-6500U. Le caratteristiche tecniche complete del notebook sono:
  • CPU Intel Core i5-6200U 
  • Scheda grafica Intel HD Graphics 520    
  • RAM 4GB DDR3L (espandibile a 16GB) 
  • Disco SSD mSata 120GB Kingston        
  • Display LED antiriflesso 13.3" FullHD 1920x1080              
  • Tastiera retroilluminata
  • Rete Convertitore esterno RJ45 (LAN)            
  • Wireless Intel Dual Band 7265 N
  • Bluetooth 4.0  
  • Webcam 0,3 Mpixel        
  • Uscita video Mini HDMI        
  • Lettore schede SD and MMC    
  • USB 2 x USB 3.0        
  • OS Ubuntu 16.04    
  • Colore Nero opaco
  • Materiale Allluminio      
  • Dimensioni 33 x 22 x 1,8 cm            
  • Peso 1,36 kg ~ inclusa la batteria
  • Batteria al litio a 4 celle 6800mAh 50Wh              
  • Caricabatterie AC100-240V/50-60Hz; DC19V/ 2.1A        
  • Garanzia Europea di 2 anni

Rumore e calore


Il sistema di raffreddamento di Slimbook Katana prevede l’uscita dell’aria calda dalla fessura tra chassis e display, quasi completamente nascosta alla vista. Il sistema è silenzioso, anche perché la ventola di raffreddamento parte raramente, e solo in caso di utilizzo intenso (come grafica e montaggio video). La temperatura massima raggiunta dalla CPU durante le mie prove è di 40° C, un leggero calore sulle ginocchia nel caso lo si usi in cotal maniera. Per il resto il notebook rimane a una temperatura più che accettabile.

Batteria


La batteria al litio a 4 celle di Slimbook Katana è inglobata nello chassis e non si può sostituire, se non smontando il fondo del notebook. La durata dichiarata dal produttore per un uso normale è dalle 6 alle 8 ore, spegnendo il bluetooth e abbassando la luminosità dello schermo. La mia prova sul campo conferma più o meno questi tempi.

Il software


Il sistema è già installato e configurato “out of the box”, basta accenderlo ed è già pronto all’uso.  La mia macchina ha Ubuntu 16.04, ma Slimbook Katana può essere configurato con molte altre distribuzioni Linux, e anche con Windows 10 (pagando un sovrapprezzo).

La versione di Ubuntu 16.04 preinstallata ha qualche personalizzazione che ne facilita l’uso, come l’utility “Slimbook Essentials”. Slimbook Essentials permette di installare software aggiuntivo, configurare l'hardware, aggiornare il sistema e molto altro. Un chicca per i principianti, però è disponibile solo in spagnolo.

Ho speso un po’ di tempo a personalizzare l’installazione, a cominciare dall’utente, che alla prima accensione è “slimbook”, e la lingua predefinita, che è lo spagnolo.

Ubuntu su Slimbook Katana funziona a meraviglia: il sistema si avvia e si spegne in pochi secondi, i programmi che servono sono già tutti installati, e anche il reparto multimediale è già configurato.

I miei voti


Software e supporto 8,5
Nessun problema con Ubuntu 16.04, peccato solo che l’utility “Slimbook Essentials”, sia solo in spagnolo e questo gli costa un punto dal computo totale (ho contattato il supporto commerciale, che mi ha detto che stanno lavorando per tradurla almeno in inglese).  Per il supporto, Slimbook Katana gode della garanzia europea di 2 anni, ma in caso di guasto, il notebook va spedito in Spagna per la riparazione e la spedizione è a carico del cliente (la spedizione di ritorno è invece a carico di Slimbook).

Possibilità di aggiornamento 10
Sì può aggiornare tutto: RAM, hard disk e anche la scheda wi-fi. Da notare però che facendolo “in casa” prima dei due anni si invalida la garanzia della casa madre.

Usabilità 9,5
Si estrae dalla scatola, si accende ed è pronto! Ovviamente poi ognuno se lo configura come vuole, ma si potrebbe usare così come arriva senza nessun problema. Mezzo punto in meno perché la lingua configurata è lo spagnolo, sarebbe forse stato meglio inglese.

Design: 9,5 
Un punto in meno per la mancanza di originalità (lo stile è quello del Mac) e l’apertura limitata dello schermo, e mezzo in più per le nervature sul retro, che lo rendono a suo modo originale. Nel complesso è davvero una bella macchina.

Performance 9,0
Le prestazioni sono notevoli, e davvero non saprei cosa rimproverargli. Gli tolgo mezzo punto a questa configurazione perché c’è una versione più potente con CPU Intel Core i7, e un altro mezzo perché i processori Intel sono avanzati di una generazione.

Connessioni esterne 9,0
La mancanza di una porta standard RJ45 gli costa mezzo punto, perché amo poco gli adattatori esterni, specie se sono fuori casa. A questo si aggiunga che anche la porta mini HDMI ha bisogno di un adattatore (altro mezzo punto in meno). Per il resto ha tutto quel che serve. Chi vuole di più può acquistare la dock station.

Qualità/Prezzo Rating 10
Guardandosi intorno vedo poche alternative a questo prezzo, e nessuna di queste è già configurata con Linux. Da notare che al prezzo di 729,00 € bisogna aggiungere 65 € per la spedizione in Europa, ma comunque rimane competitivo.


In sintesi
Slimbook Katana è davvero una macchina stupenda, venduta a un prezzo giusto da un’azienda giovane e votata all’open source. Ho dovuto pensarci parecchio per trovare difetti da mettere nei “contro”! In questo momento, è la scelta migliore per tutti gli utenti Linux (e non solo) che abbiano a disposizione quei 7-800 € necessari per portarselo a casa.

Pro
  • Leggero, compatto e veloce
  • Possibilità di espandere RAM e hard disk
  • Rapporto qualità/prezzo
Contro
  • Apertura del display un po’ limitata.
  • Manca la porta rete RJ45 (disponibile con adattatore esterno)
Voto finale: 9,0

NOTA: Le opinioni espresse in questa recensione sono solo mie (e ci mancherebbe!). Slimbook NON ha pagato il sottoscritto in nessun modo per questa recensione, e i link al loro sito sono esenti da qualsiasi sponsorizzazione e remunerazione nei miei confronti.

mercoledì 22 febbraio 2017

Working for a better Remmina, working for a better world: meet Massimo, our new friend in Kenya.

Guest post from the Remmina Community.


When we started working on Remmina back in 2014, we were trying to solve our little issues. Indeed, we use Remmina on the day-by-day work, and sometimes we were facing some bugs here and there. So our common thinking was: why can’t we just solve these annoying little problems? We started contributing to Remmina: that’s how all started!

Well, more than two years after, Remmina still has a bunch of little annoying problems, but now it’s at his best, and it’s used by thousands of users all over the world.

One of them is our new friend Massimo, a volunteer working for the “North Kinangop Catholic Hospital” in Kenya. We met him today. He's just come home – he lives in Padua (Italy) – and we took a coffee together.

The hospital he volunteers is located about 130 kilometers north of Nairobi, on the plateau of Nyandarua at the foot of the Aberdare ranges. It’s not only a hospital but an entire autonomous community with its houses, nursing school, mechanical workshop and many other laboratories. It was created more than 50 years ago by the Catholic Diocese of Nyahururu, with the support of Italian Diocese of Padua. Now it has more than 350 beds and 4 operating rooms.

In the hospital, they use a custom program, entering data from RaspberryPis connected to the main Windows server via Remmina. When Massimo contacted us, they were using an old version of Remmina 1.0, running on Raspbian distribution. Remmina 1.0 has a lot of bugs, and it’s out of maintenance, so Massimo sent us an email requesting help.

With our remote support, he easily upgraded their RaspeberryPIs to Xubuntu 16.04 and Remmina 1.2, in only few hours of work. “When you are over there, and you’re away from everything, you have to carry all you need from Italy. When I was in trouble with Remmina, I sent a message to maintainers, and I didn’t expect any particular help, but within few hours it all was up and running!” Massimo said.

Thanks Massimo for your kind words! We are proud to help others!

mercoledì 15 febbraio 2017

Monaco torna al software proprietario?

Apprendo dalla stampa internazionale che l'amministrazione comunale Monaco di Baviera intende tornare al Software Proprietario. Un'inversione di marcia rispetto a quanto fatto negli ultimi 10 anni, dedicati a passare 15.000 computer alla propria distribuzione Linux, denonimata LiMux e a LibreOffice.

Si è detto molto sulle motivazioni di questo cambiamento di rotta, ma al di là dei proclami ne esiste solo una decisiva, quella politica, basti pensare che l'attuale Sindaco di Monaco Dieter Reiter si è proclamato "fan di Microsoft" già durante la sua campagna elettorale. A questo si aggiunga il recente spostamento della sede di Microsoft proprio a Monaco e si capisce quanto peso possa mettere il monopolista dalla propria parte della bilancia.

Come supporto alla decisione, l'Amministrazione si appoggia a un corposo studio di Accenture (decennale partner di Microsoft, guarda caso!), che però punta il dito contro la disorganizzazione del Reparto IT della municipalità tedesca.

Quasi superfluo elencare i danni economici di questa decisione: una spesa maggiore del 36% in sei anni rispetto all'attuale soluzione (90 milioni di euro invece di 66), a cui si aggiungono 15 milioni di euro per l'acquisto di nuovi PC.

Ma la cosa peggiore è il tradimento dello spirito per cui era stata decisa la migrazione: l'indipendenza da un singolo fornitore. Scegliendo la soluzione proprietaria si mette il proprio destino nelle mani di un solo fornitore, e i propri dati chiusi a chiave nella cassaforte di un fornitore unico.

Se Monaco abbandonerà il software open source, sarà sicuramente un fallimento per Linux e il Software Libero. Credo che sia tempo di pensare come rafforzare l'azione di lobbying a favore del software open source, che sta diventando sempre più importante.

sabato 4 febbraio 2017

In memoria del Prof. Antonio Cantaro


E' mancato il Prof. Antonio Cantaro dell'Istituto Majorana di Gela. Ne ha dato notizia il fratello Fabio, con un breve post sulla pagina Facebook del professore.

Il professore Antonio Cantaro insegnava all'Istituro Majorana di Gela, dove aveva fondato un popolare Forum su Linux e Ubuntu. Era inoltre autore di numerose guide per principianti, di una versione italianizzata di Ubuntu e Linux Mint, animatore del locale Linux Day e di moltissime altre iniziative a favore del Software Libero. Costante era il suo impegno per facilitare e rendere accessibile a tutti il software Open Source.

In rete esistono numerose testimonianze della sua opera, tra cui vi segnalo questa illuminante intervista RAI Radio1 al Prof., e il resoconto di una visita all'istituto Majorana.

Non ho mai avuto la fortuna di conoscerlo, ma seguivo le sue iniziative, per molti versi uniche nel panorama italiano. Nel piangere la sua mancanza, non posso che gioire e ringraziare il professore per l'immenso patrimonio di conoscenza prodotto in questi anni, nella speranza che i suoi allievi ne valorizzino al meglio l'eredità morale.

(la foto di questo post è di Roberto del LUG PN)

domenica 15 gennaio 2017

Dell adesso crede in Linux: disponibili ulteriori PC con Ubuntu


È notizia di un qualche giorno fa che Dell, il colosso americano dei PC, ha reso disponibile alla vendita in tutto il mondo un nuovo portatile con Ubuntu preinstallato, il Precision 3520. Si tratta del primo di una serie di portatili (e un desktop) che Dell metterà in vendita nel corso della prima metà del 2017.

Gli amanti di Linux saranno sicuramente contenti di questa decisione. Dopo qualche anno di rodaggio con il super notebook XPS 13 Developer Edition, e qualche modello in vendita solo negli USA, la famiglia pinguina di prodotti Dell si allarga con ulteriori macchine, che hanno anche un prezzo più accessibile. Da precisare che questi nuovi computer sono disponibili anche per il mercato italiano, cosa che è una notizia nella notizia.
La seconda bella notizia è che la versione con Ubuntu 16.04 costa 105 € in meno rispetto alla versione con il sistema operativo proprietario. La libertà adesso costa meno! ;-)

Personalmente, come scritto nella mia "Guida all'acquisto di PC e notebook con Linux preinstallato", consiglio di acquistare computer con Linux dai piccoli produttori, che hanno delle configurazioni più modulari ed economiche rispetto ai Big del settore. Resta comunque da dire che questi nuovi PC Dell sono senza dubbio dei gran bei pezzi di tecnologia.

Quando "solo io" volevo un PC con Ubuntu

Ricordo che nel 2015 un lettore di questo blog mi segnalò che Dell vendeva il suo Precision M3800 (ora fuori produzione) preinstallato con Ubuntu solo negli USA. Il Precision M38000 era una bella macchina, che aveva anche il suo bel prezzo, ma non si poteva in nessuna maniera acquistare in Italia.

Volendo verificare la segnalazione, contattai io stesso Dell Italia via chat (vedi sotto il resoconto di quella conversazione). Ebbene, da quanto riportato dal (poco informato) reparto marketing, al tempo risultavo l'unica persona in Italia che voleva un PC con Ubuntu.

Bello sapere che è bastato solo un anno per fargli cambiare idea! :-P


mercoledì 28 dicembre 2016

La brutta fine di CyanogenMod, che poi non è una fine


Al momento in cui scrivo il sito web ufficiale di CyanogenMod è definitivamente offline. È quindi giunto al termine il viaggio della più famosa ROM (= versione alternativa) per smartphone Android? Sì. E anche no. Vediamo perché.

CyanogenMod e Cyanogen OS


CyanogenMod nacque a settembre 2008 per opera di Steve Kondik, come versione alternativa ad Android, però libera, aperta e sviluppata dalla comunità. Nel giro di pochi anni, CyanogenMod ebbe un notevole e costante sviluppo, fino ad arrivare ad essere utilizzata da 50 milioni di persone in tutto il Mondo, con più di 150 dispositivi supportati. I vantaggi dell'utilizzo di CyanogenMod rispetto ad Android erano molteplici: totale assenza di spyware e bloatware, supporto ai temi, CPU overclock, e molte altre migliorie, alcune delle quali arrivate su Android solo successivamente.

Sull'onda del successo, nel 2013 Steve Kondik fondò Cyanogen Inc. azienda destinata a commercializzare una versione "professionale" chiamata Cyanogen OS, che doveva inglobare il meglio di CyanogenMod più alcuni moduli aggiuntivi. Cyanogen OS partì bene, andando a sostituire CyanogenMod sui dispositivi One Plus One.
Nell'Aprile 2015, CyanogenOS siglò una collaborazione con Microsoft, per portare app (Skype, Cortana, ...) e servizi Microsoft sulla piattaforma Android/CyanogenOS, rilasciati poi su Cyanogen OS 13.0 a febbraio 2016.

Le cose però vanno peggio del previsto, e a luglio 2016 Cyanogen Inc. licenzia 30 persone, e chiude la sede di Seattle. Lo stesso Steve Kondik lascia l'azienda a novembre. Tra le cause del fallimento, sicuramente i dissidi con One Plus, e chissà cos'altro.

LineageOS


Per niente scoraggiato dell'uscita da Cyanogen Inc., Steve Kondik prima propone e poi realizza un fork del codice di CyanogenMod. Il fork era inevitabile, dato che nome e marchio originali di CyanogenMod sono rimasti a Cyanogen Inc.

Così, mentre Cyanogen Inc. provvede con solerzia a spegnere server e servizi di CyanogenMod avviandosi a un futuro pieno di incognite, l'erede LineageOS (trad. "stirpe" o "casata") comincia ad attivare la propria struttura indipendente. Il primo post sul blog si intitola "Yes, this is us" (trad. "Sì, siamo noi"), e vuole rassicurare gli utilizzatori di CyanogenMod.

Tutto come prima quindi? Troppo presto per dirlo. Partire dalle fondamenta di CyanogenMod garantisce una base solida, e la comunità di sviluppatori abbraccerà LineageOS senza remore. Anzi: aver tolto di mezzo il doppio binario commerciale - volontario potrebbe portare nuova linfa al progetto alternativo ad Android.

Questo caso è però esemplare nel dimostrare quanto un progetto open source possa essere debole, specie quando scende nell'agguerrito terreno degli affari, scontrandosi con interessi commerciali enormi e un colosso inavvicinabile come Google. Resta poi l'incognita del modello di business: pur essendoci numerose aziende che vivono sull'open source, è impossibile stabilire un modello valido per tutte. Del resto la storia insegna che avere un valido prodotto è solo uno dei requisiti necessari per riuscire ad avere successo.

Allo stesso tempo un progetto open source è indistruttibile: quando il codice è aperto, nessun progetto è mai veramente finito.

sabato 10 settembre 2016

Il Comune di Roma verso l'open source (ma non lo leggerete).


Ieri su Twitter, intercettavo questo tweet di Flavia Marzano, neo Assessore "Roma Semplice" del Comune di Roma, nonché Professoressa alla Sapienza di Roma, fondatrice degli Stati Generali dell'Innovazione, da sempre sostenitrice del Software Libero:
Per capire la causa del malumore della Prof. Marzano, basta leggere l'articolo linkato, che parla una riunione della Commissione Bilancio del Comune di Roma, a cui Repubblica.it dedica due righe per parlare di... nozze gay!

Anche un articolo apparso su Corriere.it parla della stessa riunione, ma manca la parte di competenza della neo Assessore, che trovo solo qui, e che trascrivo testualmente
Marzano: "Sì all'uso del software libero"
[..] Rientra invece nell'ottica della spending review la proposta di delibera sull'open source per l'utilizzo del software libero. Al posto dei programmi Windows (oltre 14 mila licenze pagate fino al 2018 per una spesa di 10 milioni di euro) Marzano ha in mente di utilizzare Libre Office: "Di queste licenze, ed esagero - le parole dell'assessora alla Semplificazione - per 5 mila è essenziale avere Office, ma per almeno 10 mila no".
Le notizie buone ci sono, ma difficilmente si trovano sui giornali. Comunque, dopo Libre Umbria e Libre Difesa (150.000 PC passati a Libre Office) speriamo di vedere presto Libre Roma! :-)

(foto "Suddenly there were penguins" di Beth Wilson su Flickr)

venerdì 8 luglio 2016

Ubuntu Phone su altri dispositivi, grazie a Marius.



Il progetto UBPorts è una bella iniziativa per portare Ubuntu Phone su dispositivi diversi da quelli ufficiali. Seguevo distrattamente il progetto, che dopo uno sprint iniziale era quasi passato nel dimenticatoio. Un paio di post  recenti hanno mostrato che il progetto è più vivo che mai.

Indipendente

Sono quindi andato a dare un'occhiata da vicino e ho scoperto un paio di fatti. Il primo è che si tratta di un progetto completamente indipendente da Canonical. Il secondo è che il promotore principale dell'iniziativa è Marius Gripsgard un giovanotto norvegese che porta avanti da solo la maggior parte delle attività, cercando di conciliare lavoro e hobby.

Alla data in cui scrivo, secondo il sito del progetto, Ubuntu Phone è portato completamente su One Plus One e Nexus 5, e in lista di attesa ce ne sono molti altri: OnePlus Two, Nexus 6, Fairphone 2, LG Optimus L90.

"Patroni" cercasi

Leggendo i post di Marius, si capisce che il maggior limite al porting è il poco tempo a disposizione! Per dare una mano a questo bravo ragazzo, vi consiglio prendere in considerazione la possibilità di diventare un patrono (sponsor) di UBPorts: bastano 2 euro al mese - solo 24 euro all'anno - per contribuire a fare la differenza.

sabato 25 giugno 2016

Guida 2016 all'acquisto PC e notebook con Linux preinstallato


Aggiornato il 21 Luglio 2016.

Capita sempre più spesso che arrivino alla Officina GNU/Linux di AVi LUG persone in difficoltà nell'installazione di una distribuzione Linux su PC e notebook, specie se in modalità dual boot. Il motivo di tanta pena è che i computer recenti utilizzano un nuovo sistema di boot denonimato UEFI Secure Boot che, accoppiato con il Sistema Operativo Unico, rende a volte molto difficile l'installazione di una qualsiasi distribuzione Linux.

Chi intende utilizzare Linux farebbe quindi bene a valutare la possibilità di acquistare un PC con Linux preinstallato. Fino a una decina di anni fa era un'impresa ai limiti del possibile, adesso la scelta è più ampia.

Una scelta di Libertà


La stragrande maggioranza dei PC e notebook venduti nel Mondo, Italia compresa, hanno il sistema operativo già installato. Commercialmente, è probabilmente la migliore scelta per chi vuole vendere il maggior numero di pezzi possibili a un prezzo competitivo. Questa scelta però danneggia la libertà di scelta del cittadino, che si trova a scegliere una serie infinita di alternative tutte uguali, come avere lo stesso motore su tutte le automobili dalla Panda alla Ferrari. In più il sistema operativo preinstallato mette a rischio rischio la propria sicurezza e la propria privacy (permettete di rimandare la dimostrazione di questa affermazione in altro post).

La migliore alternativa a questa coercizione commerciale è scegliere PC con Linux preinstallato, oppure con installato FreeDOS, questi ultimi denominati anche "senza sistema operativo", su cui poi installare Linux. Queste due possibilità sono ancora poco diffuse - specie in Italia - ma effettivamente disponibili e a portata di mano di chiunque.

Vi propongo quindi una piccola guida non esaustiva, che vuole dare un minimo di orientamento a chi vuole provare la vera libertà digitale.

Acquistare dai produttori - i big


Dei cinque maggiori produttori di PC al mondo, in Italia solo Dell offre sul suo store online una limitata offerta di notebook con Ubuntu Linux, tra cui il "famoso" XPS 13 Developer Edition, una delle scelte preferite degli smanettoni.
Dell ha sempre mantenuto un atteggiamento ambiguo nei confronti di Linux, sembra che da qualche anno stia "tastando il terreno", facendo dei piccoli e incerti passi avanti, da qui la poca scelta di PC con Linux.
Per contro, XPS 13 è un gran bel portatile, con un prezzo alto, fuori dalla portata del portafoglio di molte persone, ma adeguato alle caratteristiche della macchina.

Acquistare dai produttori - gli outsider



Le prospettive si ampliano in maniera significativa se ci si rivolge ai piccoli produttori impegnati da anni nella commercializzazione di prodotti con Linux. Queste aziende sono spesso guidate da giovani che credono davvero nella bontà dell'open source, forse anche più che dall'effettiva redditività del progetto. Proprio per aumentare la redditività, offrono PC e notebook con caratteristiche medio-alte (e prezzi medio-alti), con cui possono contare su un margine maggiore.

Il primo outsider è System76, azienda americana che commercializza PC e notebook con Ubuntu preinstallato da 10 anni o più. Hanno una bella selezione di PC, notebook e server con Ubuntu, con un efficace strumento di configurazione online. Da qualche tempo spediscono anche in Europa, quindi una scelta da considerare.

Un altro produttore americano è Zareason, bella realtà iniziata da giovani entusiasti di Linux, e Ubuntu in particolare. Zareason offre PC, notebook e server motorizzati Linux, con la possibilità di scegliere Ubuntu, Kubuntu, Linux Mint, Fedora, o qualsiasi altra distribuzione Linux dallo strumento di configuazione. Dal sito non è chiaro se spediscono anche in Italia, meglio quindi informarsi direttamente dal produttore.


Purism merita una nota particolare: è startup di San Francisco, che si è finanziata grazie al crowdfunding, con un manifesto aziendale basato sul rispetto per la privacy degli utenti e per la libertà del software. Purism offre notebook e tablet che utilizzano PureOS, una distribuzione Linux. Anche in questo caso i prezzi sono medio-alti, ma i PC sembrano molto ben costruiti.

Altro produttore oltreoceano da segnalare, ThinkPenguin: massima configurabilità, distribuzione da installare a scelta del cliente.

NOTA su acquisti dagli USA: gli acquisti fuori dall'Europa sono soggetti al pagamento dell'IVA e delle tasse doganali, quindi fate bene i vostri conti!



Restando invece Europa - e quindi evitando tasse doganali - da segnalare Schenker, un produttore tedesco, specializzato in gaming PC e notebook, quindi hardware di alto livello. Schenker offre PC senza sistema operativo - oppure si può toglierlo dallo strumento di configurazione online. I PC e notebook sono tutti di livello medio alto, con la possibilità di configurarli fino ai minimi dettagli. In quasi tutte le configurazioni è possibile scegliere anche la tastiera italiana, senza doversi adattare a quella tedesca.

Un altro produttore tedesco è TuxedoComputers, che offre PC con caratteristiche molto interessanti, configurabili online a un prezzo adeguato, e spedizioni in tutta Europa. Purtroppo il sito web è completamente e solo in tedesco, quindi è un po' ostico per noi italiani.

Negozi online


Per chi preferisce la comodità e velocità dei negozi online, Amazon ha una discreta scelta di PC e notebook con Freedos e (qualche volta) Linux. L'offerta è in continuo cambiamento, anche perché spesso sono venduti da rivenditori terzi che usano Amazon come vetrina. Si tratta di modelli di marchi noti come HP, Acer, Asus o Lenovo, proposti senza sistema operativo per abbassarne il prezzo. L'offerta è ampia, i prezzi buoni, ma attenzione alla caratteristiche tecniche di cosa si compra: CPU, memoria RAM, capacità dell'hard disk incidono parecchio sul prezzo e sulla velocità del computer.

Un altro valido negozio online è Monclick. Anche in questo caso si trovano delle buone offerte di PC con Linux o Freedos.

Negozi vicino casa


Una buona alternativa è recarsi nel più vicino negozio Linux Friendly, grazie alla mappa di LinuxSI una iniziativa della Italian Linux Society (gli organizzatori del Linux Day). LinuxSI mantiene un elenco di negozi in cui si possono trovare PC e notebook con Linux preinstallato. Dato che si tratta di un elenco mantenuto da volontari, questo può essere soggetto a variazioni, quindi conviene telefonare al negozio prima di recarsi per vedere l'offerta.

Supermercati e catene commerciali


Semplicemente, il posto peggiore dove cercare un PC o notebook con Linux preinstallato: ad oggi nessun supermercato o catena commerciale in Italia offre questa possibilità. Attendo con trepidazione eventuali smentite.

I lettori mi segnalano


Questo post ha avuto un discreto successo, quindi ho deciso di aggiungere alcune aziende segnalate dai lettori di questo blog. 
Le aziende italiane Raiontech e Santech offrono la possibilità di acquistare notebook configurabili e senza sistema operativo preinstallato.
L'italiana Koala e la tedesca Cirrus (sito in tedesco) hanno in catalogo mini PC con Ubuntu preinstallato.
La spagnola Slimbook (sito solo in spagnolo e inglese) vende ultrabook in alluminio con la possibilità di preinstallare numerose distribuzioni Linux, tra cui Ubuntu, Debian, Fedora, OpenSuse.


Nota: nessuno dei siti elencati in questo post mi ha mai dato soldi o altro in cambio di questo post - voi invece potreste offrirmi un caffé! ;-) Tutti i link sono esenti da ogni programa di affiliazione e simili. Se ci sono informazioni poco chiare, inesatte o obsolete, segnalatele e sarò ben felice di correggerle e aggiornarle.

sabato 28 maggio 2016

Bellissimi sfondi per Ubuntu Phone (e altri smartphone)

Sylvia Ritter è una illustratrice digitale tedesca, che da qualche tempo ha cominciato a produrre una serie di sfondi per smartphone davvero notevoli, basati sui caratteri dei mitologici animali Ubuntu.

Come sapete, ogni rilascio di Ubuntu ha un suo nickname, un suo soprannome, che segue l'alfabeto inglese, assegnatole da Mark Shuttleworth - fondatore e di Ubuntu - all'inizio del ciclo di sviluppo. Per esempio, l'attuale versione Ubuntu 16.04 è "Xenial Xerus", la prossima Ubuntu 16.10 sarà "Yakkety Yak" (ancora non si sa cosa succederà dopo la "Z"!).

Seguendo rigorosamente l'ordine alfabetico, Sylvia sta rilasciando uno dopo l'altro una serie di sfondi per smartphone davvero notevoli (in questo post ne vedete alcuni esempi). Mi piace lo stile di Sylvia, un misto di psichedelia anni '70, tecno e tribale, con risultati notevoli.

Krita

Sylvia lavora utilizza regolarmente Ubuntu e produce le sue opere con il programma open source Krita, e questa è un'altra nota che depone a suo favore. Devo dire che sono impressionato dalle possibilità offerte da Krita, che negli ultimi tempi ha fatto passi da gigante nello sviluppo. Se volete dare una mano allo sviluppo di Krita, potete partecipare fino all'8 giugno alla campagna di crowdfunding in corso.


La galleria completa dei lavori di Sylvia Ritter si trova sulla sua galleria su Deviantart, dove potete trovare anche altre sue opere.

Sylvia lavora con il marito anche nella loro software house Duangle, con cui stanno sviluppando il gioco NOWHERE, speriamo di vederne presto l'uscita!

Alcune delle opere di Sylvia (calendari e stampe) sono in vendita sul suo sito web, magari dateci un'occhiata perché potreste trovare qualcosa di interessante.


martedì 17 maggio 2016

Microsoft eìts Linux - seconda parte


Un amico mi segnala un comportamento poco cordiale di un moderatore del Forum Ufficiale Microsoft, nei confronti di chi gli chiede il perché di una limitazione nell'installazione dell'ultimo sistema operativo sfornato a Redmond.
Qualcuno dovrebbe avvisare questa persona di quanto amore per Linux, adesso.

domenica 1 maggio 2016

Provincia di Bolzano, la vita ai tempi del colonialismo digitale


Ha suscitato un certo rumore dell'inversione di marcia della Provincia di Bolzano, che a due anni dall'annuncio del passaggio alla soluzione libera LibreOffice, ha deciso invece di adottare una soluzione proprietaria basata su cloud.

Il piano del 2013 della Provincia di Bolzano era di migrare 12.000 PC in tre anni su LibreOffice, con un risparmio di 600mila euro.

Giunge adesso la decisione inversa, dettata dalla "necessità di dotare i prori dipendenti di una soluzione cloud". Senza entrare nel dettaglio delle critiche a questa scellerata decisione - per esempio quelle che leggete su Techeconomy - mi soffermo su un'intervista a Stefan Gasslitter, Direttore Generale della SIAG, l'azienda informatica della Provincia. In particolare, rispondendo a una domanda sulla giustezza della risposta:
“Io posso capire che persone investano privatamente tanto tempo sull’open source e sono anche pervasi dall’idea di aver il controllo assoluto di tutto. Però la realtà la che ci troviamo ad affrontare quotidianamente è un’altra. Non ha senso investire in Linux e Libreoffice e poi non trovare a Bolzano le persone per sviluppare. Nei prossimi giorni assumeremo una persona per programmare in Linux, ma siamo dovuti andare a cercarla nel Trentino.”
Parole che detonano il colonialismo digitale subito dall'Italia. Parole che demoliscono le competenze di professionisti che da anni lavorano su Linux e sulle soluzioni Open Source, e delimitano l'orizzonte delle scelte al perimetro della Provincia Autonoma di Bolzano, tagliando fuori il resto d'Italia. E pazienza che poi ci siano giovani italiani che lavorano all'estero, magari per Google o Amazon!

L'orizzonte della Provincia però si allarga agli Stati Uniti quando si tratta di scegliere soluzioni proprietarie.

Open365 la soluzione?

Mentre la Provincia di Bolzano sceglie la soluzione proprietaria, già si affacciano soluzioni libere, come Open365 basato su LibreOffice. Open365 è ancora in fase sperimentale, ma promette bene, e ne sentiremo sicuramente parlare nel prossimo futuro. Magari la Provincia di Bolzano cambia idea. ;-)


(La foto di questo post è tratta dal sito della SIAG)

martedì 22 marzo 2016

BQ Aquaris M10 Ubuntu Edition in prevendita


Dopo che al MWC 2016 di Barcellona, Canonical aveva annunciato il primo dispositivo convergente, finalmente ci siamo! Una fonte sicura in Canonical mi conferma che il tablet BQ Aquaris M10 Ubuntu Edition sarà in pre-vendita da lunedì 28 marzo.

M10 raddoppia


Giusto un mese fa avevo scritto un post sulle numerose novità Ubuntu, presentate a Barcellona e finalmente è arrivato il momento dell'inizio della commercializzazione di Aquaris M10 Ubuntu Edition, un tablet sottile leggero, già venduto in versione Android con un ottimo rapporto prezzo - prestazioni.
Ma la vera novità di oggi è la notizia che Aquaris M10 Ubuntu Edition sarà disponibile in due versioni: HD (1280x800px) e FHD (1920x1200px). Una scelta che conferma la grande fiducia di BQ e Canonical in questo tablet rivoluzionario, che farà sicuramente gola a parecchi fan di Ubuntu (compreso il sottoscritto).

Caratteristiche tecniche 


Display a parte, le caratteristiche tecniche sono molto simili tra i due dispositivi (tra parentesi le differenze della FHD):

  • Schermo da 10'' HD 1280x800 pixel (FHD 1920x1200 pixel)
  • Processore MediaTek Quad Core MT8163B fino a 1,3 GHz (MediaTek Quad Core MT8163A fino a 1,5 GHz)
  • Scheda Grafica MediaTek Mali-T720 MP2 fino a 520 MHz (MediaTek Mali-T720 MP2 fino a 600 MHz)
  • Memoria RAM 2 GB
  • Memoria eMMC 16 GB
  • Slot di espansione per micro-SD fino a 64 GB
  • Fotocamera 5 MP (8 MP)
  • Batteria da 7280 mAh


Prezzo ancora da definire


Canonical ancora non si è pronunciata sul prezzo, e dovremo attendere lunedì 28 per saperlo, anche se probabilmente sarà simile ai modelli equipaggiati con Android, quindi sui 250 - 280 €.

Voi quale mi consigliate?

martedì 8 marzo 2016

Microsoft eìts Linux


Ricordo che quando Sandy, la nostra teacher di inglese, cercò di insegnarci che in inglese la "h" iniziale si fa sentire, fece l'esempio:
"I hhhhhhhate Micheal" (odio Micheal) si prononcia in maniera diversa da "I ate Micheal" (mangiai Michel), e anche il significato cambia!"
Nel caso del titolo di questo post, il verbo si può prestare a entrambi i significati (Sandy non disperarti!).

Microsoft hates Linux (Mircosoft odia Linux)


Dopo una lunga tradizione di sano odio (reciproco), Microsoft ha assunto un attegiamento ambiguo nei confronti di Linux. I cuoricini pucciosi* che si vedono in giro sono solo propaganda marchettara. Microsoft lavora costantemente per sabotare Linux in tutti i modi possibili, più o meno subdoli, facendo il lavoro che gli riesce meglio: spargere FUD.

Vedete, il problema è che le persone troppo spesso hanno una memoria corta, o forse selettiva, e dimenticano il passato troppo in fretta. Giusto per fare un paio di esempi degli ultimi tempi: le tribolate vicende di Cyanogen Inc. e la recente acquisizione dell'azienda Xamarin del papà di GNOME e Mono (che segue all'accordo di collaborazione di 2 anni fa) da parte di Microsoft. Ma i più anziani ricordano sicuramente quando Microsoft accusò Linux di violare 200 e passa brevetti.

Microsoft ates Linux (Microsoft mangiò Linux, qualche boccone)

Allo stesso tempo, Microsoft si è seduta al banchetto di Linux, cercando di accapparrarsi qualche boccone. Per carità, Microsoft è uno dei più importanti contributori del kernel, ma ovviamente solo per quanto riguarda la compatibilità e l'interoperabilità dei suoi sistemi. L'annuncio che il suo database sarà disponibile anche per Linux è solo l'ultimo tassello in questa strategia. Parlando di database della concorrenza: Oracle Database è già disponibile per Linux. IBM DB2 anche. Da anni. Le vogliamo buttare quelle quote di mercato (sempre più grandi)?

Microsoft non ha scelto Linux, è stato il Mercato a scegliere Linux, molto prima che Microsoft se ne accorgesse.



* il fatto che il cuoricino puccioso ruotato di 180 gradi somigli a un'altra cosa è un fatto casuale? Io non credo. ;-)
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