La campagna di crowdfunding lanciata da Purism per il suo progetto di smartphone libero e rispettoso della privacy "Librem 5" ha ampiamente superato i 2 milioni di dollari, ben oltre il minimo necessario al suo finanziamento, fissato a 1,5 milioni. Per tenere a freno l'eccesso di entusiasmo dei Linux Boys, sottolineo che i volumi sono davvero modesti, per non dire irrisori, poco più di 3.000 pezzi preordinati. Librem 5 comunque concretizza la possibilità di un'alternativa ai sistemi proprietari dominanti, nonostante le incognite che comunque ne offuscano un luminoso orizzonte.
Un applauso va fatto ai ragazzi di Purism, per il coraggio e per il lavoro fatto finora!
Ammetto di essere strabiliato del consenso generale ricevuto da Librem 5, il progetto di uno smartphone basato su Linux, lanciato della statunitense Purism e di cui è in corso una campagna di crowdfunding per il finanziamento.
Librem 5 è un progetto finalizzato a realizzare uno smartphone che utilizzi un sistema aperto, sicuro e rispettoso della privacy - qualità che nè Google-Android nè Apple-iOS potranno mai garantire ai propri utenti. A un mese dalla conclusione della campagna, il progetto ha superato un terzo dei 1,5 milioni di dollari necessari al suo finanziamento, e sembra davvero prematuro capire se mai Librem 5 vedrà la luce.
I motivi del mio stupore sono molteplici. Innanzitutto sia la comunità KDE che quella di GNOME hanno annunciato il loro supporto al progetto. Certo, un bene per il progetto, ma mi domando come Purism riuscirà a conciliare le diverse esigenze tecniche di KDE e GNOME. Librem 5 monterà PureOS, una distribuzione basata su Debian Testing, con ambiente desktop GNOME, ma sarà possibile installarci - a detta di Purism - molte altre distribuzioni Linux.
Altra perplessità riguarda l'effettiva capacità di GNOME nel proporre una propria piattaforma adatta alle esigenze mobile. Se KDE può vantare fin da ora Plasma Mobile, mi risulta che l'ultima iniziativa di GNOME in tema risalga a più di 10 anni fa (!), con l'annuncio di GNOME Mobile & Embedded Initiative, di cui si sono perse le tracce da tempo. Sempre che GNOME non progetti di utilizzare GNOME Shell (l'interfaccia desktop) come unica piattaforma convergente.
Sono ancora più perplesso poi per le app che ci gireranno. Anche attingendo alla generosa dotazione di applicazioni presenti per Debian, e Linux in genere, molte di queste dovranno essere adattate per un uso in mobilità. Questo è un po' lo stesso problema che ha affrontato Ubuntu Phone, e uno dei motivi del suo fallimento.
L'ultimo dubbio riguarda il posizionamento sul mercato del telefono. Per la campagna di crowdfunding il prezzo è stato fissato in 599 dollari (compreso caricabatteria e spedizione in tutto il mondo), un prezzo medio-alto, che difficilmente può (potrà) essere alla portata di tutti. Se Linux su desktop gira tranquillamente su PC e notebook con qualche anno sulle spalle, il cui prezzo è accessibile a moltissimi utilizzatori, Linux su smartphone rischia di nascere già elitario, un pessimo segnale anche dal punto di vista etico: la privacy se la può permettere solo chi ha soldi.
Nonostante queste incognite, sinceramente, auguro il meglio al progetto. Il mercato è praticamente saturo di proposte, con Android a maramaldeggiare, ma c'è bisogno di un sistema indipendente che si prenda cura della privacy dei propri utenti.
Con una mossa a sorpresa sono apparsi sito web e video dimostrativo di Plasma Mobile, il nuovo sistema per smartphone basato su KDE.
Il video mostra un prototipo di Plasma Mobile girare su un Nexus 5, in maniera fluida e con già alcune app e widget perfettamente funzionanti. Alcune delle app sono di Ubuntu Phone, a dimostrazione dell'ottimo lavoro fatto dal team di sviluppo guidato da Canonical.
Anzi: pur essendo finora circolato il solo il video del prototipo, alcuni già vedono migliore il lavoro KDE rispetto a Ubuntu Phone.
Dopo la disavventura di KDE Active e del tablet Vivaldi, scomparsi dalla scena prima ancora di entrarvi, la notizia può fare solo piacere: un altro sistema completamente libero e aperto, basato su Linux nel mercato degli smartphone. In più, completamente indipendente dal controllo diretto di un'azienda, con la comunità che può quindi decidere in totale autonomia il suo miglior sviluppo.
Da sostenitore convinto del Software Libero, ex utilizzatore di Kubuntu, ma soprattutto da uno che ha la fortuna di partecipare - in maniera marginale - al progetto Ubuntu Phone, auguro un futuro luminoso a Plasma Mobile.
Spero di vedere presto il loro piano di sviluppo e sapere delle trattative in corso con i produttori hardware per la sua commercializzazione: il mercato dei sistemi per smartphone è altamente competitivo. É entusiasmante avere anche un altro attore dalla stessa parte, no?