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domenica 14 dicembre 2014

5 (cinque) comportamenti giusti per promuovere Ubuntu

Il 22 novembre scorso ero a Bologna per l'ubuntu-it meeting, l'appuntamento semestrale della Comunità Italiana di Ubuntu. Sapete, un paio di volte l'anno è divertente trovarsi nello stesso luogo con persone che si frequentano solo virtualmente, tramite email o social network. Anzi, direi che la parte migliore della vita comunitaria è proprio questa.

Beh, di come è andata al meeting ve ne ha già raccontato +Jeremie Tamburini, che del resoconto dei meeting ha fatto la specializzazione del suo blog. :-)

+Paolo Sammicheli ha poi scritto un post per spiegare perché Ubuntu ha vinto la battaglia dei desktop Linux - o come ha puntualizzato qualcuno - "hanno vinto gli utenti". Oh! parliamo sempre dell'1% del mercato desktop, anche se si parla di decine di milioni di installazioni. Consiglio a tutti la lettura del post di Paolo.

Il mio intervento

Vorrei spendere due parole sul mio intervento al meeting, intitolato appunto "5 (cinque) comportamenti giusti per promuovere Ubuntu". Mi capita infatti di leggere di persone che - animate dai più nobili intenti per la diffusione del Software Libero - si lasciano andare a comportamenti poco Ubuntu: in questo modo, invece di portare beneficio, si creano solo danni. Vediamo in breve alcuni spunti.


Ubuntu ha un proprio Codice di Condotta, che consiste in una serie di semplici regole su come agire al meglio all'interno della Comunità. Le persone che contribuiscono attivamente a Ubuntu sono tenute a firmarlo, e tutti possono condividerne lo spirito, improntato al rispetto reciproco e alla collaborazione. Mettere in pratica queste regole anche quando si supportano le persone nel passaggio a Linux, le aiuta a superare l'angusto scalino di apprendimento.

"Ubuntu è la porta arancione" per entrare nel mondo Linux: tutti quelli che si avvicinano a Linux, all'inizio si avvicinano a Ubuntu. Quindi la Comunità Ubuntu deve essere preparata ad accogliere queste persone.

Questo primo comportamento è alla portata di tutti, qualunque sia il livello di conoscenza tecnica dell'argomento.


Si tratta di crescere una foresta, a cominciare da quando germoglia il seme (installazione). Chi diffonde Ubuntu deve quindi nutrire adeguatamente il terreno e tenere pulita l'aria, mantenendo sano l'ecosistema. Purtroppo c'è gente che si diverte a veder bruciare il mondo, per il solo gusto di farlo. Polemiche, flame, RTFM e via dicendo sono da evitare assolutamente perché spaventano le persone e le allontana da Ubuntu e da Linux.

Mantenere sano l'ecosistema vuole anche dire parlare bene di Ubuntu (e di Linux e del Software Libero), senza perdere troppo tempo a parlare male degli altri sistemi - i loro uffici marketing fanno già un ottimo lavoro, è inutile aiutarli.

Anche questo comportamento è alla portata di tutti, qualunque sia il livello di conoscenza tecnica dell'argomento.


Qui alziamo il livello di difficoltà: trovare punti di incontro con altri progetti del Software Libero o della Cultura Libera in genere o di qualsiasi altro campo.

Quest'anno al meeting di Bologna era presente +Enio Gemmo di LibreItalia, neonata associazione che promuove LibreOffice in Italia, con cui da qualche mese abbiamo cominciato un proficuo scambio di collaborazioni e interventi.

Per diffondere al meglio Ubuntu, si devono creare connessioni sempre più connessioni con tutte le realtà del Software Libero presenti in Italia, sconfinando anche in campi diversi.

Questo punto è tutto da sviluppare, se avete idee e collaborazioni fatevi avanti!


Raccontare storie è una delle attività più antiche dell'uomo, che ancora adesso appassiona milioni di persone. Ubuntu è fatto di moltissime storie, le storie delle persone che usano Ubuntu, le storie delle persone che contribuiscono a Ubuntu, in Italia e in tutto il mondo. Eravamo molto bravi a raccontare queste storie, adesso abbiamo perso un po' la mano - il Planet di ubuntu-it sembra un noioso monologo.

Diffondere bene Ubuntu è raccontare queste storie, la nostra passione. Anche questo comportamento è alla portata di tutti, bisogna trovare il tempo per raccontare queste storie, che altrimenti vanno perdute.



Infine, l'attività più difficile e rischiosa: la guerriglia, certo un po' diversa da quella che insegnava e praticava e il Comandante. Sto parlando della guerriglia marketing, una tecnica di pubblicità che permette di promuovere un prodotto con poco budget. Questa è un'attività che comporta uso coordinato e sistematico delle risorse, meglio se in modo clamoroso e virale.

Per farlo serve una buona preparazione iniziale e un coordinamento generale al momento dell'esecuzione. Anche per questo, se avete idee, fatevi avanti! :-)

Come avete visto, nella maggior parte dei casi si tratta di mettere in pratica comportamenti semplici, che però possono fare la differenza. Provateci!

Se avete idee e proposte, e avete tempo per impegnarvi in prima persona, scrivetemi! 

La mia presentazione completa

 

giovedì 20 novembre 2014

Autunno, tempo di meeting per le Comunità italiane del Software Libero


Questo mite autunno è la stagione ideale per i ritrovi delle Comunità italiane impegnate nella diffusione del Software Libero.

Cominciamo noi, con l'appuntamento semestrale di "ubuntu-it meeting", sabato 22 novembre a Bologna ci troviamo a quella che è diventata la sede istituzionale dei nostri meeting, l'hotel Ramada Encore di Bologna. Il programma è particolarmente ricco di spunti interessanti, anche per chi non fa parte della Comunità. L'ingresso è libero e gratuito, se siete da quelle parti fate un salto a trovarci. :-)


Una settimana dopo, sabato 29 novembre, sempre a Bologna al Centro Congressi CNR (Area della Ricerca) ci sarà la prima "Conferenza italiana LibreItalia / LibreOffice", degli amici +sonia montegiove  +Enio Gemmo (che sarà presente anche al meeting di ubuntu-it) e +Italo Vignoli. L'accesso alla conferenza è gratuito, ma bisogna prenotare il biglietto - meglio affrettarsi, ce ne sono ancora pochi a disposizione.




A chiudere il ciclo - come mi ha segnalato il grande +Alexjan Carraturo - sabato 13 dicembre a Settimo Torinese, presso la Biblioteca Multimediale Archimede si terrà il "openSUSE Meeting Italia 2014". L'evento vuole "far conoscere openSUSE al grande pubblico, oltre che come punto di ritrovo per coloro che già la conoscono e vogliono approfondire la conoscenza del sistema operativo e delle numerose possibilità di partecipazione attiva offerte dalla comunità". Il programma è ancora da definire (la call for papers è aperta), ma sono sicuro sarà una gran bella giornata.

Tre appuntamenti da non perdere per tutti quelli che vogliono incontrare le persone che ogni giorno contribuiscono a migliorare l'ecosistema del Software Libero italiano. Magari vi viene voglia di darci una mano! :-)


lunedì 2 dicembre 2013

ubuntu-it meeting di Bologna, "Times They Are a-Changin"


Quando sabato 23 novembre (ultimo scorso) mi sedetti di fianco al mio amico Kubuntero +Michele Mordenti, all'ultima fila nella Sala Blu del Ramada Encore di Bologna, non avevo idea di cosa avrei parlato durante il mio talk.

Avevo prenotato uno slot dell'ubuntu-it meeting per parlare di come le cose stiano cambiando nella Comunità Italiana di Ubuntu, intitolando l'intervento "Times They Are A-Changin", come appunto la canzone di Bob Dylan, per darne maggiore enfasi. Avevo preparato accuratamente una quarantina di slide, e... un paio di "sorprese" per il pubblico ;-) ma non avevo ancora deciso come concludere. Questo l'avrei capito durante la giornata.

Ma facciamo un passo indietro, mettetevi comodi.

Cattivi presagi

Ero arrivato a Bologna alle 9 e mezza di sabato, con +Mattia Migliorini - altro ubuntero vicentino, giusto in tempo per preparare preparare la tavola con la nostra tovaglia arancione e prendere un caffé. Il tempo era stato inclemente: mai vista tanta acqua cadere dal cielo in così poco tempo.
Altro cattivo segnale premonitore, l'incontro in autostrada con un carro funebre, che accompagnava qualcuno nel suo ultimo viaggio.

Le nubi erano sparite incontrando gli altri già arrivati, a cominciare da +Milo Casagrande e +Silvia Bindelli, veneti esportati in Francia, che per ragioni di impegni vari e soprattutto di distanza mancavano da qualche tempo ai nostri incontri.

Approffittando che il mio talk era l'ultimo della giornata, mi appostai in ultima fila della sala. Era il III sabato consecutivo di impegni riguardanti il Software Libero, dopo "We Are Open 2013" (dove avevo tenuto un talk sulle licenze Creative Commons) e "Workshop Blender" (di cui ero uno degli organizzatori), e le slide mancavano appunto del finale.

Qualche mal di pancia

Salto la cronaca dei talk tenuti (che potete leggere sulla Newsletter di ubuntu-it, oppure sul post di +Riccardo Padovani, senza dimenticare il live blogging su Engeene curato da Mattia), tutti molto interessanti. Dirò molto sinteticamente che la comunità italiana di Ubuntu ha molte perplessità sulle scelte di Canonical nello sviluppo, e sui repentini cambi di direzione dello stesso.

Il mio talk era proprio su questo argomento: come darsi un'identità propria, come attirare nuove persone nella Comunità, come affrontare il #cambiamento?

Un piccolo gioco

Ho iniziato il talk con un gioco, invitando i presenti a collegarsi ad un indirizzo Internet, e rispondere al quiz "ubuntu-it most wanted".


Si trattava di indovinare chi erano 5 "famosi e storici" personaggi (qui sopra uno di questi) della Comunità di Ubuntu, che da qualche tempo hanno passato la mano. Nonostante qualche suggerimento involontario in sala, tra i 13 partecipanti ben 25% delle risposte (1 su 4) erano sbagliate. Molte delle persone della comunità di oggi non conoscono chi è venuto prima di loro, naturale effetto del turn-over in atto.


"Tutto scorre"

Senza che ce ne rendiamo conto, le cose cambiano e anche noi cambiamo, come cambia costantemente l'acqua di un ruscello, che non è mai la stessa. Basta guardare la foto di gruppo del primo meeting di ubuntu-it, del 2008, solo 5 anni fa: dove sono molte delle persone allora presenti?


Diamo i numeri

La comunità ha un ricambio continuo, basta scorrere le statistiche degli ubunteri italiani.


Tralasciando il 2007 (anno in cui è nata la "membership ubuntu-it"), gli anni successivi hanno visto un progressivo calo nelle persone che si sono avvicinate alla Comunità.


Le persone che hanno un account attivo sono 42. Le persone che hanno smesso di rinnovare la membership (expired), e quelle che hanno disabilitato il proprio account (deactivated) sono in totale 29 e rappresentano il 40% delle persone che hanno fatto parte della Comunità. A questo si aggiunga il fatto che dei 42 membri attivi alcuni hanno "sospeso" le loro attività - speriamo possano presto tornare a dare una mano.


Guardando l'età delle persone attive, si nota un bel numero di giovani nati negli anni '80 e '90: nonostante il continuo ricambio in corso, la Comunità continua ad attrarre nuove persone, un piccolo segnale positivo.

Nonostante i giovani, in questo momento la Comunità soffre di una carenza di persone in vari gruppi (Documentazione e Test, per dirne un paio), che rallentano le attività. Dicevo prima: alcune scelte di Canonical nello sviluppo di Ubuntu hanno allontanato alcune persone, e fatto venir il mal di pancia alle altre.

Umbrella Corporation

Questo porta alla prima considerazione tratta dalla giornata. Il modello di "sviluppo a ombrello" costringe chi sta sotto (la Comunità) a seguire gli spostamenti di chi ha in mano l'ombrello (Canonical). Durante il mio talk ho provato a illustrarlo, con la cortese collaborazione di +Carla Sella :-)


Che piaccia o no, questo è quello che è successo in questi anni, e molto probabile che succeda in futuro, esserne consapevoli è importante per evitare futuri mal di pancia

Ubuntu è la porta arancione

Bisogna anche considerare che "Ubuntu è la porta (arancione) di accesso al mondo Linux: tutte le persone che si avvicinano per la prima volta al Software Libero, passano per Ubuntu. Si tratta di una grande responsabilità, perché la comunità è la prima stanza della casa: essere accoglienti è il biglietto di visita per chi poi prosegue nell'esplorazione delle altre stanze. Molti si fermano a Ubuntu, altri proseguono.

(The Orange Door http://flic.kr/p/6Bw2SL by Stone Horse Studios)

La nostra identità

Seconda considerazione: molte persone confondono ubuntu-it per la filiale italiana di Canonical (falso) o per il fan club di Ubuntu (falso).

La Comunità invece è il significato stesso della parola Ubuntu


Molti ignorano che dietro a Ubuntu c'è un impegno di sviluppo, traduzione, documentazione e supporto portato avanti da volontari nel tempo libero. Molti ignorano che contribuendo a Ubuntu si impara a sviluppare software, tradurre documentazione, scrivere manuali, fare video, scrivere articoli e comunicati stampa, e molto altro.

Tutte attività possibili grazie all'enorme professionalità delle persone della Comunità e al loro immenso bagaglio di esperienza. Tutti possono contribuire portando le loro conoscenze e tutti possono imparare partecipando alla comunità.

Nei prossimi mesi dovremo lavorare per esaltare (rivelare) la nostra identità.

Io comincio fin da subito lasciandovi il video che ho realizzato in occasione del meeting, dedicato a tutte le persone che in questi anni hanno fatto di ubuntu-it una delle migliori comunità locali a livello mondiale.

giovedì 15 novembre 2012

Ubuntu-it meeting a Bologna, appuntamento per sabato 17 novembre.

Ubuntu-it meeting primaverile 2012

Sabato 17 novembre 2012 si terrà a Bologna l'ormai tradizionale "Ubunt-it Meeting", ritrovo semestrale delle persone della Comunità Italiana di Ubuntu (aperto però a tutti, basta registrarsi, anche per il pranzo!).

Il meeting è un'occasione per ritrovarsi di persona con tutti i "vecchi" e nuovi amici, un giorno per riflettere su come sta andando la Comunità, e su dove sta andando, specie dopo le ultime vicende che hanno visto la nostra amata distribuzione prendere strade "inattese".

Anche per questa edizione, ci troveremo all'Hotel Ramada Encore di Bologna, che ci ha già ospitato per l'edizione primaverile. Il programma prevede una serie di talk delle persone della Comunità, più quelli di un paio di ospiti speciali: Enrico Zini, Debian developer, che parlerà delle relazioni tra Debian e Ubuntu, e come diventare sviluppatore Debian, e Marco "Treviño" Trevisan, sviluppatore Canonical che parlerà di come avviene lo sviluppo di Unity.

Grande attesa - da parte mia - anche per il talk di Andrea Colangelo e Fabio Colinelli che parleranno di "Canonical vs. Community - Discussione sulle recenti scelte riguardanti Unity e sul processo decisionale di Ubuntu". Come ho scritto sopra, alcune decisioni prese sullo sviluppo di Ubuntu hanno lasciato... basite molte persone - tra cui il sottoscritto - e sarà interessante capire il perché di alcune scelte.

É passato ormai qualche anno da quando cominciai a partecipare alla vita della Comunità, e ancora mi entusiasma, e mi piace ritrovare le altre persone che la compongono. Il passare degli anni fortifica legami che sono ben più profondi di quanto possano sembrare quelli una comunità virtuale.

Ci vediamo a Bologna! :-)

venerdì 1 giugno 2012

Ubuntu-it Meeting "Q" - a Bologna, a Bologna! :-)

Ubunteri in viaggio verso Bologna

Come tutti sapete, domani sabato 2 giugno c'è l'Ubuntu-it Meeting "Q" a Bologna, presso l'Hotel "Ramada Encore". Quest'anno il programma si presenta particolarmente ricco, e arricchito di una serie di novità che permetteranno a tutti di poter partecipare, anche restando a casa in pigiama* (cit.)

Sala piena, birra persa!

Avevo scommesso con Paolo che la sala dell'Hotel - che contiene al massimo 35 persone - sarebbe rimasta in gran parte vuota. Sembra che quest'anno parteciperà un bel po' di gente. A nulla è valso scoraggiare la partecipazione con l'autotassazione di 20 € (che però comprende pranzo e wi fi!). A nulla sono valsi i movimenti tellurici purtroppo ancora in corso nella zona di Ferrara e Modena.

Sono contento di annunciare che ho perso una birra! :-) 

Live! 

Chi invece se ne starà a casa, per impossibilità oggettiva, potrà seguire comunque i lavori** del Meeting, grazie a un collegamento "live stream" dalla sala del Meeting. In più, si potrà interagire con i convenuti e con i relatori tramite chat IRC e Twitter. Il tutto, disponibile su una pagina del sito internet di Ubuntu-it (vedi sotto il link).

Impacchettando la famiglia

Stasera provvederò a impacchettare tutta la famiglia, in maniera da essere pronto a partire domattina presto, per Bologna ed essere lì per la grande apertura. Devo ancora finire le slide del mio intervento, stasera avrò ancora un po' da fare.

Ci aspettano un paio di giorni intensi, quando torno vi racconto. Se qualcuno ha premura, mi segua su Twitter! ;-)



Link:

Evento su LoCo Team Directory
Pagine Live! di Ubuntu-it dove sabato 2 giugno potrete seguire il Meeting
Il programma del Meeting
Il mio account Twitter

- - - - - -
* il pigiama, anche talvolta indossato sotto una tuta ginnica, o un maglione consunto, è l'abbigliamento preferito degli informatici, che se lo indossano come divisa distintiva quando sono a casa, e che frequentemente indossano anche quando devono fare commissioni, come accompagnare il partner a fare la spesa (estratto da "Il dizionario dell'informatico" ed. 2012)

** per "lavori", di un meeting o un convegno o un ritrovo con più di 3 persone, si intende qualcoa di leggermente diverso da quanto nella comune accezione di "lavoro"; un visitatore distratto e occasionale potrebbe scambiarli per cazzeggio e gozzoviglio, non riuscendo a scorgere l'enorme quantità di materia celebrale in costante movimento (estratto da "Il dizionario dell'informatico" ed. 2012)

domenica 5 giugno 2011

Ubuntu-it Meeting a Roma: qualche appunto

Lo scorso week end si è tenuto a Roma, presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università "La Sapienza", il consueto e "quasi" annuale Ubuntu-it Meeting. Il meeting è il ritrovo annuale di tutti gli ubunteri italofoni, aperto però anche a tutti quelli che vogliono conoscere la Comunità Italiana Ubuntu.

Come ormai è tradizione, era presente anche il sottoscritto, con famiglia al seguito. Questo è un breve resoconto di com'è andata...

Venerdì 28 Maggio: Zanè - Roma

Al venerdì pranzo frugale e poi giù per l'infinito budello autostradale verso Roma. A4... A13... A1... La strada non finiva più! 600 kilometri sono davvero un bel po' di strada. La radio perennemente sintonizzata su Isoradio, in attesa del peggio. Che non succede. Solo a Firenze, le solite code per traffico intenso, dopo via lisci fino a Roma.

Venerdì 28 Maggio - Roma - (da qualche parte sul) G.R.A.

Primo problema del weekend: il Grande Raccordo Anulare (GRA), se sbagli uscita bisogna fare un bel giro per tornare indietro.
Ho sbagliato uscita.
Ho fatto un bel giro per tornare indietro.
La prossima volta devo avere un navigatore satellitare (lesson learned!)

Venerdì 28 Maggio - Roma - via Monte Fumaiolo

Alla fine raggiungiamo l'appartamento in via Monte Fumaiolo. Purtroppo abbiamo perso un sacco di tempo sul GRA, e siamo in ritardissimo. Chiamo Luca e Flavia per avvisarli che non saremmo andati a cena con loro :-(
L'appartamento è piccolo ma carino, parquet dappertutto, una grande sala con angolo cucina, dà un'idea di intimità raccolta. Le bambine ne sono entusiaste e si rotolano per terra. Meglio così, domenica impiegheremo meno tempo nelle pulizie finali.

Sabato 29 Maggio - (persi per) Roma

L'appuntamento in facoltà è per le 9, quindi ci alziamo presto e facciamo colazione velocemente. Poi in auto, con l'aiuto di una cartina ci dirigiamo verso il centro di Roma. Per la fretta, dimentico il cellulare in appartamento, attaccato al caricabatteria. In più a metà percorso, troviamo dei lavori in corso sulla Tiburtina, che ci fanno perdere la strada.
Un navigatore satellitare!
Un navigatore satellitare!
Il mio regno per un navigatore satellitare!
Con qualche difficoltà riusciamo comunque ad arrivare all'Università. La sede della Facoltà di Ingegneria è all'ombra del Colosseo (e non per modo di dire!), a pochi metri dalla Basilica di San Pietro in Vincoli.

Sabato 29 Maggio - Roma, Facoltà di Ingegneria

Arriviamo che Paolo ha già iniziato il resoconto dell'UDS di Budapest. Come sempre, ci sono un sacco di novità, e tantissimo "lavoro" per le persone di buona volontà, e altrettanto tempo libero.


La parola passa poi al Prof. Renzo Davoli, dell'Università di Bologna, che tiene il suo talk "Viva Galileo! Software libero per la ricerca e la didattica". Peccato gli studenti presenti siano pochini (e nessun professore!), e peccato non si sia pensato di riprendere l'intervento. Sarebbe stato molto bello rivederlo, e avrebbe avuto molti più spettatori!

Ci sono poi gli interventi di LS Lug, il LUG che ci ospita, e di Flavia Weisghizzi su Ubuntu Women.

Nelle pause dei talk, conosco Paolo Rotolo (le foto di questo post sono tratte dal suo account su flickr), sicuramente il più giovane membro di ubuntu-it. Un ragazzo davvero in gamba!

 
La pausa pranzo è una delle cose più belle della giornata: pranzo frugale in facoltà con pizza da asporto, crocchette di patate e di riso, acqua in bottiglia, e... una TONNELLATA di cioccolata da Perugia, portata in dono da Marco Buono (inneggiato "santo subito" dalla folla festante). Le mie bambine mangiano poco, ma fanno diversi giri attorno al cesto della cioccolata! :-)

Faccio anche conoscenza con Alessio "dottorblaster" Biancalana, di cui seguo il blog da tempo. Fa sempre strano conoscere una persona prima su internet e poi dal vivo.

Dopo pranzo, un bel intervento di Fabio Marconi e subito dopo il mio talk sulle "Lesson learned dopo Ubuntu Party a Schio". Il talk non va malaccio, a parte quando inciampo nel bidone della spazzatura rimasto lì dopo aver raccolto i cartoni della pizza.

Alla fine, tiro fuori il colpo ad effetto: un video segreto dimostrativo dei programmi in basic di Ivana Sacchi tradotti in GAMBAS (=il Basic Libero) da Fabio "pixel" Colinelli, in collaborazione con Mauro Baldrani. Mauro e Fabio si sono conosciuti proprio all'Ubuntu Party di Schio, e questo è uno dei successi dell'Ubuntu Party.

Ivana Sacchi è molto famosa nell'ambito del software didattico, avendo realizzato una serie di programmi in basic per la scuola. Finora questi programmi erano disponibili solo per il sistema operativo proprietario, ma le cose sono destinate a cambiare.

L'altra lezione imparata a Schio è stato riprendere i talk e pubblicarne i video su Internet. In meno di un mese i video hanno raccolto più di 800 visualizzazioni, più delle persone che hanno partecipato fisicamente all'Ubuntu Party. Dopo il primo, c'è stato un secondo Ubuntu Party, virtuale e sul web. Il tutto con: un paio di videocamere amatoriali, pochi euro per le cassette DV, e qualche account su Vimeo.


Ubuntu Party a Schio (VI): talk degli Ubuntu Members sulle novità di Ubuntu 11.04 (30 Aprile 2011) from Dario Cavedon on Vimeo.

Non so quante persone abbiano seguito il mio talk, il pranzo stava ancora galleggiando nei remoti anfratti dello stomaco dei presenti.


Un altro bel talk delle giornata è quello presentato da Luca Ferretti e Lapo Calamandrei. Se il primo è ormai conosciuto come l'anello di congiunzione tra GNOME e Ubuntu, il secondo fa parte del Design Team di GNOME e ha seguito lo sviluppo di GNOME3 e della sua tanto discussa "shell". Il talk è davvero interessante, e fa capire ai presenti quanta poca distanza ci sia tra le persone che seguono i due progetti. Al di là, ovviamente delle artificiose polemiche messe in atto dalla stampa specializzate, che ricordano l'antagonismo (inesistente) creato tra Beatles & Rolling Stones! ;-)

Ma intanto si è fatto tardi. Le bimbe sono un po' stanche e cominciano a dare segni di nervosismo. Decido di fare un salto all'appartamento per farle riposare un po', restando d'accordo con Flavia e gli altri che ci saremmo visti per cena.

Purtroppo, tornando in auto, succede un l'ultimo guaio, quello che ci rovina la serata: un supporto del piantone dello sterzo cede e mi trovo a guidare con il volante tra le gambe. Per carità lo sterzo ancora funziona, se giro il volante a destra l'auto va a destra e se giro a sinistra va a sinistra, ma la guida non è proprio agevole. In più ho paura che da un momento all'altro l'auto mi lasci a piedi.

Per non rischiare di restare a piedi a Roma, saltiamo la cena conviviale. La mattina dopo, partiamo prestissimo, senza nemmeno fare colazione, e ci avviamo lentamente verso casa.

Bilancio di fine Meeting

Il week end lascia un sapore dolceamaro in bocca. Purtroppo, abbiamo dovuto saltare molta parte delle attività enogastronomiche del Meeting, che sono le migliori, quelle in cui ci si impara a conoscere e aprezzare. Senza dimenticare il piacere di un tozzo di pane sotto i denti.

Flavia, Luca, Silvia, e tutti gli altri: vi ringraziamo 1.000 volte dell'ospitalità e l'accoglienza, e ci rivediamo, presto! :-)

Link:

Le foto del meeting fatte da Paolo
Le foto del meeting fatte da Totò
Tutti i video di Ubuntu Party a Schio
Il blog di dottorblaster

giovedì 20 gennaio 2011

Ubuntu@Fermo: una giornata completamente dedicata a Ubuntu


Sabato 22 gennaio a Fermo si terrà un evento interamente dedicato a Ubuntu, una specie di "Ubuntu Day". La manifestazione è organizzata dal Fermolug, in collaborazione con la Comunità Italiana Ubuntu-it.

La manifestazione si terrà presso il Centro Congressi San Martino di Fermo, e vedrà la partecipazione di molti membri della comunità di Ubuntu-it, i quali presenteranno alcuni talk su argomenti legati al mondo di Linux e del software libero.

Purtroppo il sottoscritto non ci sarà :-( a causa di precedenti impegni, ma di sicuro non mancherà alla prossima manifestazione Ubuntu ;-)

Link:


Pagina sul wiki di ubuntu-it dedicata all'evento

sabato 11 settembre 2010

18 Settembre 2010: Debian Ubuntu Community Conference a Perugia (preparando le valigie)

fototarocco by Dario :-)

Dopo qualche tentennamento, dovuto più che altro a qualche guaio fisico (eh! l'età!) ormai superato, alla fine è deciso: la famiglia Cavedon parteciperà al gran completo (ok, non proprio completo, gatta e criceta restano a casa) alla Debian Ubuntu Community Conference 2010 (DUCC-IT 2010) che si terrà a Perugia il 18 Settembre 2010. Vista la distanza da Zanè a Perugia, aggiungeremo un giorno di ferie prima e un giorno di svago poi, per completare un magnifico week end in terra umbra.

La DUCC-IT, è stata organizzata dalle Comunità Italiane Debian e Ubuntu, e da FSUG Italia, che da anni ormai organizza il Software Freedom Day a Perugia. Sabato 18, sarà una giornata di confronto, approfondimento e apprendimento per chi contribuisce attivamente allo sviluppo di Debian o Ubuntu (o entrambe!), e aperto a chiunque sia interessato a saperne di più, per poi decidere se e come contribuire.

Noi ci stiamo preparando per la partenza (allora: passeggino OK, borse OK, portatile OK!?!?, biberon OK, peluche OK... peluche!?!?).
Voi, se, vi trovare a passare per Perugia, fate un salto sabato all'Università degli studi di Perugia, e venite a vedere un po' come funzionano le cose, Vi aspettiamo!


Link:

Software Freedom Day a Perugia
Pagina ufficiale del DUCC-IT 2010
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