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mercoledì 6 aprile 2011

Abruzzo, 2 anni dopo: niente da ridere


A due anni dal terremoto che ha colpito L'Aquila e l'Abruzzo, non c'è davvero niente da ridere.
Il ricordo è ancora forte.
Le macerie ancora lì lo rendono ancora più lancinante.
Qualcuno invece se ne beffa, del terremoto.
Qualcuno aveva deriso, denigrato e denunciato chi il terremoto l'aveva previsto (vedi link).
Qualcuno aveva parlato di una ricostruzione perfettamente riuscita, una sceneggiata in TV (vedi link).
Questi fatti lasciano il disgusto della beffa, quel riso amaro, a mezza bocca, e una fitta allo stomaco.

Noi, non abbiamo niente da ridere.
Noi ricordiamo.


Link:

L'articolo sulla "profezia" di Giuliani PRIMA del terremoto (da Corriere.it)
L'articolo sulla "profezia" di Giuliani DOPO il terremoto (da Corriere.it)
La sceneggiata in TV (da Repubblica.it)

venerdì 18 marzo 2011

Disastro alla centrale nucleare di Fukushima: qualche riflessione a caldo


Si succedono le notizie dalla centrale nucleare di Fukushima, in Giappone, dove nei giorni scorsi si è abbattuto un terribile terremoto, con gravi conseguenze anche sulla centrale stessa. In queste ore, in questi giorni, è difficile, se non impossibile, stabilire se quanto sia veramente grave l'incidente, o se sia in gran parte fomentato dai toni allarmistici della stampa. Si sa, i giornali vivono delle disgrazie, tanto più son gravi, tanto più la notizia è attenzionata dalla stampa, e tanto più la gente presta attenzione (e tanti più soldi girano).

La ragione dovrebbe essere più prudente

In questo turbinio di informazioni e pareri più o meno esperti, mi lascia perplesso chi si appella al raziocinio per smorzare la gravità della situazione. Alcune dichiarazioni sono continuamente smentite e superate dai fatti. Per esempio, il giorno dopo il terremoto un autorevole e famoso giornalista su un autorevole e famoso quotidiano, inopinatamente ottimista, esprimeva la seguente considerazione:
“Orbene, se allo stato degli atti una prima cosa si può dire, è che proprio la terribile intensità del fenomeno abbattutosi sul Giappone ci consegna una nuova conferma del fatto che, in materia di sicurezza di impianti nucleari, i passi in avanti compiuti negli ultimi decenni sono stati notevolissimi, tali da reggere nella realtà dei fatti, senza creare pericoli per ambienti e popolazioni”
Purtroppo tanto ingiustificato ottimismo si è scontrato con la realtà dei fatti. Altre dichiarazioni successive, di altri autorevoli esperti, si sono via via affievolite man mano che si allargava la zona di sicurezza attorno alla centrale nucleare.

In situazioni come queste, con notizie confuse, allarmistiche, tranquillizzanti, e anche centellinate ad arte, si dovrebbe avere sempre un atteggiamento prudente. Questo vale sia per chi prende la palla al balzo per condannare questa tecnologia, e ammetto che la tentazione è stata molto forte. Ma vale anche per chi giustifica o minimizza i fatti. Solo a freddo, settimane o mesi, si potranno sapere gli effetti di quanto sta accadendo a Fukushima e dintorni.
Chi si appella alla ragione, dovrebbe usarla lui per primo.

La politica dovrebbe essere più prudente

Anche il Governo italiano, subito dopo l'incidente, aveva confermato la volontà di proseguire nel programma nucleare italiano, salvo poi arretrare le proprie posizioni, dichiarando "le centrale nucleari saranno costruite nelle sole Regioni che le accetteranno", per arrivare infine a dire che "il disastro di Fukushima costringe a una riflessione sul programma nucleare italiano". Anche se è probabile che questa riflessione sia dovuta più alla prossima scadenza elettorale, che a un vero ripensamento sulle politiche energetiche.


Link:

Miei precedenti post sull'energia nucleare

lunedì 14 marzo 2011

Video della seconda esplosione nella centrale nucleare di Fukushima

Purtroppo le notizie che provengono dal Giappone sono sempre peggiori. Ho trovato adesso questo video che documenta la seconda esplosione avvenuta alla centrale nucleare di Fukushima.




Link:

Video della prima esplosione nella centrale nucleare di Fukushima.

domenica 13 marzo 2011

Video dell'esplosione nella centrale nucleare Fukushima

Ancora non è chiaro cosa stia succedendo alla centrale nucleare di Fukushima, in Giappone, dopo il tremendo terremoto avvenuto 2 giorni fa. Le immagini che provengono, purtroppo, non sono per niente rassicuranti.

domenica 24 gennaio 2010

Haiti, Italia

Le placche

Il modello della "tettonica delle placche" immagina la crosta terrestre della Terra come delle zattere immense, le "placche" appunto. Queste enormi zattere, vanno al di là del nostro immaginario e non corrispondono ai continenti così come ce li figuriamo. Le placche si muovono (lentamente ma) in continuazione, come scivolassero sul burro, e i loro movimenti si possono vedere nel corso delle centinaia o migliaia di anni. Le zone di confine delle placche si chiamano faglie. Lunghe le faglie, la crosta terrestre subisce delle deformazioni notevoli, e delle manifestazioni importanti come i vulcani.
La più spettacolare è però la catena montuosa dell'Himalaya, dove si trovano le montagne più alte del mondo, determinata dalla collisione della placca indiana con la placca euroasiatica. Un po' come se un enorme piede spingesse un enorme tappeto. Le pieghe del tappeto sono l'Himalaya.

Haiti

Haiti ha la sfortuna di trovarsi sulla faglia  "Enriquillo-Plantain Garden" e un'altra conseguenza dello scontro delle placche sono (purtroppo) i terremoti, come abbiamo avuto modo di vedere nei recenti fatti tragici di qualche giorno fa.

Italia

Un'altra faglia si trova in Sicilia, nella zona di scontro tra la faglia africana e quella euroasiatica. Già nel 1908 a Messina ci fu uno dei più catastrofici terremoti che l'Italia ricordi, che causò quasi 100.000 morti.
Se si guarda alla classificazione delle zone sismiche della Protezione Civile (vedi sotto), la zona è una di quelle più a rischio terremoti. Insieme a quelle del Friuli (terremoto nel 1976), Irpinia (1980) e Abruzzo (2009).



Classificazione delle zone sismiche in Italia

La comune e tragica esperienza di Italia e Haiti sui terremoti dovrebbe insegnare a chi decide il futuro del Paese. Purtroppo non è così.

Il ponte

Sullo stretto di Messina ci si vuole costruire il ponte a campata unica più lungo del mondo. Nel progetto ci si è "dimenticati" di fare uno "studio preliminare" (vedi intervista al prof. Mario Tozzi).


Link:

Tettonica delle placche su Wikipedia
Terremoto 2010 a Haiti su Wikipedia
Faglia di Enriquillo-Plantain Garden su Wikipedia (inglese)
Terremoto 1908 a Messina su Wikipedia
Classificazione delle zone sismiche sul sito della Protezione Civile
Rischio sismico sullo stretto da Meteoweb.it
Intervista a Mario Tozzi sul ponte sullo stretto

domenica 19 aprile 2009

Terremoto in Abruzzo: norme anti sismiche e zone sismiche

Classificazione delle zone sismiche in Italia

Dopo i tragici fatti in Abruzzo, ho provato a cercare su Internet se esistevano siti che potessero spiegare bene queste fantomatiche "norme anti sismiche" di cui si sente parlare in continuazione, anzi che vengono evocate in continuazione, trattandosi di materia soprannaturale.

Da profano, non so neanche se la mia casa rispetta queste norme! Dovrò rivolgermi ai geometri di famiglia!

Purtroppo, tutto quello che ho trovato sono solo siti che riportano informazioni estremamente tecniche. L'unico sito che ne parla in termini pratici è Edilportale, che riporta la triste vicenda della ultimo disegno di legge in proposito, che magari adesso finalmente diverrà legge dello Stato.

In compenso, un dato che ho trovato subito alla prima ricerca, è la mappa delle zone sismiche in Italia, sul sito dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e su quello della Protezione Civile. Oltre alla mappa ci sono dati dettagliati per comune in base alla "Classificazione Sismica".

A queste cose, purtroppo, ci si pensa solo quando per molti motivi è già troppo tardi. Quello che possiamo fare, è solo imparare dal passato per non sbagliare in futuro. E trasmettere questa cura a che verrà dopo di noi.

Link:

Link a notizia Edilportale
Mappa delle zone sismiche
Classificazione sismica sul sito della Protezione Civile

martedì 14 aprile 2009

Terremoto in Abruzzo: adesso si viene a sapere che

In Italia è una delle specialità locali, insieme alla pizza: DOPO un fatto tragico, si viene a sapere che PRIMA le persone che potevano e dovevano fare qualcosa non l'hanno fatto.

Primo fatto: prima del terremoto, il ricercatore Gioacchino Giuliani, dopo aver rilevato scientificamente lo sciame sismico che ha preceduto il terremoto e un aumento anomalo di gas "radon", aveva lanciato ripetuti allarmi su un grande terremoto che avrebbe colpito l'Abruzzo. E' stato definito un "imbecille" e denunciato per "procurato allarme".

Secondo fatto: nel decreto legge "Milleproroghe", varato a fine 2008, è stato posticipata al Giugno 2010 l'entrata in vigore, già più volte rimandata, di "norme anti sismiche", che erano state definite nel 2001.

Mi sono fatto più di un scrupolo a scrivere un commento su questo, troppi avvoltoi della notizia già si aggirano in Abruzzo con la bava alla bocca, e troppi coccodrilli della politica stringono mani con la coda dell'occhio puntata alle prossime elezioni europee. Mi sembra però giusto dare spazio a queste notizie, perché si parla sempre troppo poco di prevenzione, perché si deve dare spazio anche alle voci scomode, perché c'è sempre da migliorare e perché - anche se la Protezione Civile funziona benissimo - quando 55.000 persone (e tutta Italia) che non hanno più una casa piangono la mancanza di 300 persone che non ci sono più, qualcosa deve pur essere andata storta.


Link:

Notizia dell'allarme lanciato da Giuliani
Notizia della proroga contenuta nel decreto milleproroghe
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