giovedì 16 agosto 2012

Una vista a 360 gradi su Marte dalla sonda Curiosity


Grazie a Paolo R. ho trovato questa bellissima foto a 360° scattata dalla sonda Curiosity, e messa insieme da Andrew Bodrov. La sonda della NASA è in esplorazione su Marta alla ricerca di... marziani - che forse sono un po' diversi da come ce li immaginiamo.



Curiosity rover: Martian solar day 2

martedì 7 agosto 2012

Wiki Loves Monuments, Schio too

Da: Dario Cavedon
A: "Anita"
Date: 19 giugno 2012 10:01
Oggetto: Wiki loves monuments Italia
Ciao Anita! :-) 
http://www.wikilovesmonuments.it 
Di sicuro conosci l'iniziativa in oggetto, mi domando se il Comune diSchio potrebbe aderire.  
    Dario

La Quinta Colonna del Software Libero

Dovete sapere che AVi LUG, il Linux User Group a cui appartengo, ha una ottima collaborazione con il Comune di Schio. Grazie a questa collaborazione, abbiamo un posto dove ritrovarsi ogni settimana, e organizzare i nostri eventi. In cambio forniamo ai cittadini un servizio di assistenza gratuito su Linux e Software Libero (anche se spesso ci è capitato di dover mettere le mani su PC con... lasciamo perdere!).

Il merito di questa collaborazione va a una persona, che so preferisce rimanere nella penombra, che chiamerò con il nome in codice Anita. Anita lavora in Comune, ed è stata una delle artefici della nascita di AVi LUG, pur non facendone parte. Anita è una grande sostenitrice del Software Libero e della Cultura Libera. Tanto che è bastato spedirle una mail (vedi qui sopra) di due righe per dare il via all'adesione da parte del Comune di Schio all'iniziativa "Wiki Loves Monuments Italia".


Wiki Loves Monuments...

"Wiki Loves Monuments" è un'iniziativa di Wikimedia, l'associazione senza scopo di lucro che gestisce Wikipedia. Si tratta di un concorso che invita tutti i cittadini a realizzare fotografie dei monumenti italiani, nel rispetto del diritto d'autore e della legislazione italiana in merito (cosa vuol dire lo capirete solo leggendo...). Le foto realizzate e inviate dal 1° al 30 settembre 2012 parteciperanno a un concorso ed entreranno a far parte di Wikimedia Commons, la banca dati multimediale di Wikimedia.

Le foto accettate sono quelle dei monumenti che un Ente possiede o gestisce, e che questi "libera" dalle norme del "Codice Urbani".

... il "Codice Urbani" mica tanto

Il "Codice dei beni culturali e del paesaggio", anche come "Codice Urbani", attribuisce al Ministero dei Beni Artistici e Culturali la "tutela, conservazione e valorizzazione del nostro patrimonio culturale e il pagamento di un canone qualora lo scopo delle foto non sia personale." Quanto sia questo canone lo stabilisce l'Ente che ha in gestione i beni, quindi il Ministero stesso, oppure regioni, comuni, città e province.

Come in altri casi, a memoria d'uomo, nessuno (?) di questi enti ha mai stabilito un canone per i beni, ma se una persona volesse partecipare a titolo personale a "Wiki Loves Monuments", dovrebbe comunque chiedere il permesso all'ente del caso, ma come si fa a sapere qual è l'ente che possiede (o ha in gestione) un determinato monumento?

Il Comune di Schio (de)Libera i propri monumenti

Per aggirare l'ostacolo dell'incertezza, c'è un modo semplice, anche se un po' lungo: l'Ente (comune, provincia, regione) libera dal pagamento del canone i monumenti sotto la sua tutela con apposito atto ufficiale.

Questo è quello che ha fatto il Comune di Schio - seguendo l'esempio dei Comuni di Pavia e Asti: con la delibera 230 del 1 Agosto 2012:
"valutando positivamente l'iniziativa Wiki Loves Monuments [..] si ritiene utile concedere la possibilità di fotografare i propri monumenti [..] concedendone l'immagine in uso come un qualsiasi 'Open Data' con una licenza libera Creative Commons nella versione denominata CC0 (ovvero 'Nessun diritto d'autore')"
(il giardino Jacquard, fonte: http://www.comune.schio.vi.it)

I 44 monumenti sotto la tutela del Comune di Schio possono quindi essere fotografati da chiunque, anche al di fuori del concorso stesso, senza dover pagare niente. L'elenco comprende chiese, palazzi, monumenti di Schio e anche il famoso "Giardino Jacquard", tra i candidati per il 2012 come "Luogo del cuore" del FAI, Fondo Ambiente Italia.

1 su 8000 ce la fa (si può solo migliorare!)

In Italia ci sono più di 8.000 Comuni, più di 100 province (per ora) e 20 regioni. Di tutti questi, solo 3 Comuni (tre!) hanno aderito all'iniziativa. Gli altri? Qualcosa si sta muovendo anche in altri Comuni. Ma chiunque può segnalare l'iniziativa al proprio Comune! Anche tu!


Link:

Il sito dell'iniziativa internazionale (in inglese)
Il sito dell'iniziativa italiana
La notizia dell'adesione di Schio sul sito italiano
Albo pretorio del Comune di Schio (la delibera è la numero 230, num. reg. 1048)
Il luogo del cuore "Giardino Jacquard" (segnalatelo!!!)
Il "Decreto Urbani"

mercoledì 1 agosto 2012

Aggiornare Ubuntu?? NO, grazie!

Storia di ordinaria assistenza

Ieri sera, allo Spazio Promozione Software Libero, riunione settimanale di AVi LUG. 
Pochi ospiti, complice il periodo estivo.
Uno di questi era  una persona anziana, mai vista prima, credo, che ha ricevuto assistenza da Matteo. Aveva un portatile con Ubuntu 10.04 e una chiavetta internet dal nome esotico che non ne voleva sapere di funzionare. Dopo un'ora abbondante di smanettamenti e alchimie, e dopo aver consultato tutte le guide disponibili su Internet sull'argomento: "come faccio a navigare su Internet con la mia chiavetta Hiauuei", a Matteo è bastato copiare gli antichissimi driver presenti sulla chiavetta per farla funzionare. Driver fatti appunto per Ubuntu 10.04.

Matteo ha fatto notare al distinto signore che stava usando una versione (quasi) non più supportata di Ubuntu, e che con una versione più recente, la chiavetta internet sarebbe stata riconosciuta subito. Il signore l'ha guardato male.

It's a Hard(y) Life

Un episodio simile mi capitò al Linux Day dell'anno scorso, quando si presentò una persona per chiedere assistenza sul suo portatile. Questa persona lamentava il fatto che non riceveva più aggiornamenti, anche se il PC funzionava benissimo. All'accensione del notebook vidi un'immagine che non vedevo da anni.


Ubuntu 8.04 "Hardy Heron", una delle versioni che ho più amato di Ubuntu, la prima che ho usato con regolarità (ricordo a tutti che sono un kubuntero della prima ora). Dopo qualche momento passato a ricordare i bei tempi andati, con il cuore che versava una lacrima di nostalgia, spiegai dettagliatamente il ciclo di vita dei rilasci di Ubuntu e consigliai a questa persona di aggiornare il proprio PC a una versione più recente.

Il tizio stette pazientemente ad ascoltarmi, fino a quando arrivai alla parte "aggiorna il tuo PC che ormai questa Ubuntu è passata a miglior vita". Non riuscii ad andare oltre: mi guardò come se gli avessi detto che doveva buttare la sua Lancia Beta Montecarlo del '75 per una nuova fiammante Fiat Panda BiPower. Farfugliò qualcosa che suonava tipo "va benissimo così, grazie!", richiuse il portatile, e se ne andò velocemente prima che riuscissi ad illuminarlo sui vantaggi dell'uso di programmi aggiornati che... (seguono parole che si spengono in gola).

Meglio così: avesse visto "Unity" gli sarebbe venuto un colpo.

Non so se ci sia una morale per queste due storie, ma un insegnamento sicuramente sì. Sappiamo già che non esiste una distribuzione giusta per tutti, ma che tutti possono trovare una distribuzione giusta. A questo concetto aggiungo che esiste un rilascio di una distribuzione giusta. Lo so: Ubuntu (e Linux in generale) migliora di rilascio in rilascio, e versioni di software libero più recenti garantiscono funzionalità più complete, e - udite udite - prestazioni migliori. Ma aggiornare una distribuzione implica comunque un cambiamento, cambiamento che alcuni potrebbero non essere in grado di sopportare. Io stesso ci misi anni a riprendermi quando Kubuntu ebbe la malaugurata idea di stringere in un abbraccio mortale "l'immaturo" KDE 4.0

Aggiornare, passare a un rilascio più recente, per molti utenti può un salto nel vuoto, e quindi quando un Linux evangelist consiglia l'aggiornamento deve valutare attentamente chi si trova di fronte. Le persone che usano Linux sono adesso molte di più che in passato, e molte di esse richiedo "sicurezza e stabilità" molto più che "novità" e "sperimentazione".


Link:

La migliore distribuzione Linux di tutti i tempi
La migliore distribuzione Linux di tutti i tempi - II parte

giovedì 26 luglio 2012

Olimpiadi di lingua Italiana - lezione zero: olimpico e olimpionico


I Giochi della XXX Olimpiade (notare l'uso della numerazione romana) cominceranno domani a Londra, ma già sono cominciati su tutti i principali media i giochi degli strafalcioni olimpici della lingua Italiana. Atleti sul campo (della vergogna): un po' tutti i giornalisti italiani. Ho quindi deciso di scrivere questo post, in cui rivelerò uno degli errori più diffusi, per cui il Divino Poeta Dante Alighieri potrebbe gareggiare senza temer rivali nella specialità "piroetta tripla in tomba".

Qual è la differenza tra olimpico e olimpionico?

So che questo tema è già stato affrontato da moltissimi altri blogger, in moltissimi altri post, ma non a sufficienza. Non si spiegherebbe altrimenti che stamane alla radio la giornalista RAI - evito di menzionarne il nome - abbia definito la squadra italiana "olimpionica".

I lettori abituali di questo blog - dato il loro altissimo livello culturale - possono smettere di leggere qui, già sanno la risposta alla domanda di cui sopra. I lettori occasionali farebbero bene a proseguire.
olimpiònico agg. e s. m. (f. -a) [dal gr. ᾿Ολυμπιόνικος agg., ᾿Ολυμπιονίκης s. m. (lat. Olympionīces), comp. di ᾿Ολύμπια «gare di Olimpia, giochi olimpici» e tema di νικάω «vincere»] (pl. m. -ci). – Nell’antica Grecia, vincitore nei giochi olimpici (in questo senso anche, secondo l’accento latino, olimpionìco). Nell’uso moderno, vincitore (e, al femm., vincitrice) in una o più gare alle olimpiadi (fonte: www.treccani.it).
"Olimpionico" è quindi la fusione di 2 parole: "Olimpia" e "Nike", che vuol dire appunto "vincere, vittoria". Quindi un "olimpionico" è una persona che ha vinto una medaglia d'oro alle Olimpiadi.
olìmpico agg. [dal lat. Olympicus, gr. ᾿Ολυμπικός] (pl. m. -ci). – 
1. 
a. Del monte Olimpo (v. olimpo), concepito nella mitologia greca come sede degli dèi: le divinità o., soprattutto le divinità dei tempi omerici, contrapposte sia alle divinità che avevano sede nell’Ade (come Plutone e Persefone), sia agli dèi il cui culto, orgiastico e misterico, fu introdotto in Grecia in tempi posteriori (come Dioniso e Demetra). [snip]b. Per estens., che si riferisce alle olimpiadi moderne: giochi o.; campione o. (più com. olimpionico); primatotitolo o.; fiaccola o. (v. fiaccola); stadio o., destinato allo svolgimento delle varie gare olimpiche. (fonte: www.treccani.it).
"Olimpico" è quindi tutto ciò che riguarda le Olimpiadi, non solo chi ha vinto i Giochi Olimpici.

Proprio dal significato della parola "Nike" deriva il nome di una famosa azienda di magliette. Pensateci, quando dovrete ricordarvi la differenza tra le due parole.

Riepilogando:

Piscina olimpionica: sbagliato! (hai mai visto una piscina vincere le Olimpiadi??)
Piscina olimpica: giusto!

Campione olimpionico: sbagliato! ("olimpionico" già sottointende la vittoria alle Olimpiadi, non si deve ripetere con "campione")
Campione olimpico: giusto! 


Lo so, purtroppo questo post resterà sconosciuto alla maggior parte della popolazione italiana, e alla totalità dei giornalisti sportivi italiani. 



Link:

Olimpionico su Treccani.it
Olimpico su Treccani.it

giovedì 19 luglio 2012

Le star e il difficile mestiere di invecchiare, CD edition

Quando ero piccolo succedeva che guardando la TV, mamma esclamasse "Uh, guarda quello/quella come è diventato vecchio/vecchia!". Senza volerlo, ammettevano la loro stessa vecchiaia, ma sopratutto testimoniavano l'inesorabile passare del tempo.

Adesso non succede (quasi) più.

L'altro giorno ero in pausa pranzo e stavo cazzeggiando in un negozio multimediale, tra i pochi banconi che ancora espongono CD, questo antidiluviano supporto da cui - si narra - qualche vecchio rimbecillito nostalgico ascolti ancora musica (=io). Non che volessi comprare qualcosa, per carità!, i CD li compro su Internet a prezzi molto inferiori di quelli esposti, ma davo un'occhio alle novità, scorrendo velocemente il resto.

A un certo punto una copertina ha attirato la mia attenzione, questa.


Il nome scritto in basso al CD mi ricordava una persona, il volto sulla copertina del CD no. Ho preso in mano il CD, e ho dovuto a malincuore constatare che il nome corrispondeva al volto "Povera Barbra, cosa ti hanno fatto?".

Barbra Streisand non è mai stata una bella donna, non nel senso canonico del termine... al massimo simpatica, via!, da giovane, con la luce giusta, la pettinatura giusta e la posa giusta, riusciva ad essere perlomeno interessante. E nascondere quel nasone! :-) Questa è la copertina del suo secondo (appunto) disco, del 1963 (49 anni fa!).


Adesso a 70+ anni, si nota in maniera clamorosa il ricorso alla generosa e decisiva mano del chirurgo plastico, che le ha dato un'immagine sicuramente più levigata e moderna, ma anche più anonima. Il nasone è stato in qualche maniera risparmiato dallo scempio.

Scorrendo il bancone dei CD, subito dopo c'era la copertina del nuovo CD di Sinéad O'Connor, che rende bene l'idea di come il tempo sia inesorabile per tutti, e di come ormai pochissime persone si permettano il lusso di fregarsene. Una di questa è appunto Sinéad.


Sinéad ha avuto una carriera e una vita piuttosto travagliata, agli esordi sembrava una ragazza fragile. Come nella copertina del suo album d'esordio del 1997.


Sembrava, visto che poi ha avuto modo di smentire più volte quell'apparenza, come quando in diretta TV strappò (1992) la foto di Papa Giovanni Paolo II, per protestare contro le presunte pratiche di pedofilia della Chiesa negli USA. Quello che successe poi dimostrarono che la sua colpa era quella di aver denunciato lo scandalo prima degli altri.

Il caso di Sinéad è comunque isolato. Quasi tutti i cantanti (e le "star" in genere) ricorrono a chirurgo,  botox e mezzi leciti e illeciti per fermare - almeno esteriormente - il passare del tempo. In alcuni casi i risultati sono perlomeno clamorosi. Una per tutti è Madonna. Miss Ciccone, a 54 anni e dopo aver dato alla luce un paio di figli (più uno adottato) è ancora in grandissima forma.


La cosa simpatica è che era in grandissima forma anche nel 1984, sulla copertina del suo secondo album, quello che la rese famosa in tutto il Mondo.


Certo, è difficile trovare somiglianze tra le due Madonna, quella giovane ventiseienne sexy del 1984 e quella giovane cinquantaquattrenne sexy del 2012.

La cosa è davvero strana, perché fino a quando non mi sono messo a scrivere questo post, pensavo che chirurgia estetica servisse a mantenere la stessa immagine nel tempo, quell'aria for-ever-young che tanto piace a chi si trova a stare su un palco. Guardando bene le foto, specie quelle di Madonna, si nota invece che comunque le facce cambiano, e il fisico si trasforma, in un modo o nell'altro. Restare giovani per sempre non si può, almeno per ora, al massimo si riesce ad darsi un aspetto giovanile, che comunque sarà qualcosa di diverso. Dove non arriva il tempo, ci pensa il chirurgo, ma le cose comunque cambiano. 

venerdì 29 giugno 2012

La casa dell'acqua a Zané

La casa dell'acqua

Allo scorso Ubuntu-it Meeting di Bologna mi sono ritrovato a parlare con Andrea G. di... acqua. Eravamo a pranzo e al momento di ordinare da bere, Andrea chiese acqua in caraffa, anziché la solita acqua in bottiglia. Io sono così abituato a ordinare l'acqua in bottiglia che neanche ci avevo pensato. "È ora di finirla con l'acqua che viaggia da una parte all'altra dell'Italia".

In effetti, a casa bevo solo acqua di rubinetto. Mia moglie preferisce l'acqua gasata, e quindi fino a poco fa compravamo anche quella in bottiglia.

La casetta

Fino a poco fa, perché dalla fine di maggio, è stata inaugurata la "casa dell'acqua", una struttura costruita dal Comune di Zané, in "project financing" con un'azienda locale specializzata in depurazione e trattamento delle acque.

La struttura è situata all'ingresso del Piazzale "Salvo d'Acquisto", in centro a Zané, ed è accessibile 24 ore su 24. La casetta eroga acqua dell'acquedotto, quindi a kilometri zero, che viene depurata e refrigerata, al costo di 5 cent. di euro al litro. Sono disponibili due erogatori di acqua frizzante e due di acqua naturale.

Il pulsante per l'erogazione dell'acqua frizzante, 
si noti la tesserina

Per pagare si possono usare le monetine, oppure una tessera rilasciata dal Comune di Zané, senza nessun versamento di cauzione (almeno, per ora). L'acqua è erogata a mezzo litro alla volta, così è facile riutilizzare le vecchie bottiglie in plastica che si hanno in casa.

Erogazione di acqua frizzante

Vantaggi per il cittadino

I vantaggi per i cittadini sono:
  • di ordine economico, in quanto il prezzo pagato è circa 1/4 di quanto si paga al supermercato
  • di comodità, essendo la struttura vicina a casa (io ci vado a piedi) e sempre aperta
  • e anche di coscienza di "acqua come bene comune": un'azienda privata avrebbe mai fatto un'opera del genere?

Vantaggi per il Comune

Il progetto a costo zero per il Comune di Zanè, essendo stato interamente finanziato dall'azienda responsabile della depurazione, in cambio della gestione per 10 anni, che potrebbero ridursi se l'acqua erogata fosse maggiore di un tot all'anno. Dopo questo periodo la gestione, e quindi i ricavi, passerà al Comune, e l'entrata per le casse comunali potrebbe essere significativa.

In più, il Comune risparmierà soldi per lo smaltimento della plastica, che almeno per le bottiglie, si ridurrà drasticamente. A Zané abitano 6.600 persone circa, se metà di queste usassero la casa dell'acqua per il loro fabbisogno quotidiano, si risparmierebbero 500.000 bottiglie di plastica all'anno (!)

Solo vantaggi?

Da quando esiste la casetta, non ho più acquistato acqua in bottiglia al supermercato. Nonostante questo, nutro ancora alcune riserve sull'iniziativa.

Come prima cosa, il prezzo. Pur essendo conveniente e molto più basso di quello del supermercato, il prezzo è comunque altissimo per un'acqua di rubinetto. Se per l'acqua di casa pagassi quel prezzo, dovrei fare un mutuo.

Il secondo dubbio riguarda l'accessibilità all'erogazione in inverno. Qui da noi il clima è relativamente mite, ma capitano giorni che la temperatura scenda sotto zero, anche durante il dì, e non saprei proprio cosa succederà. Vi terrò aggiornati.

L'ultimo dubbio riguarda la modernità dell'opera. Quando mio padre era giovane l'acqua corrente non arrivava in casa, e si andava alla fontana per rifornirsi, o per lavare i panni. Adesso, 60 anni dopo, si ritorna "alla fontana" a prendere l'acqua. Usi, costumi e tecnologia sono cresciuti, ma siamo ancora lì con la nostra bottiglia a prendere l'acqua alla fontana. Si tratta di progresso? Oppure stiamo lentamente tornando indietro, ricacciati nel passato dall'insostenibilità del nostro benessere?


Link:

Articolo su "Il Giornale di Vicenza"

sabato 23 giugno 2012

Linus Dixit, tutte le "migliori" esternazioni di Linus Torvalds - parte I

Linus Torvalds a casa
(fonte: Millenium Prize Media Bank)

C'è del curioso nell'improvviso "risveglio" di Linus Torvalds, finlandese di etnia svedese trapiantato negli Stati Uniti, archetipo del geek e noto in tutto il mondo per essere il  Supremo Kernel Hacker inventore di Linux. Il creatore del sistema operativo libero per definizione, dopo più di 20 anni passati nella semi oscurità a sviluppare Linux, sovrastato dalla fama della sua stessa creatura, in questi ultimi tempi è uscito decisamente allo scoperto con una serie di dichiarazioni che hanno fatto un certo rumore, con l'ultima delle quali ha mandato a quel paese NVIDIA.

Sarà per via della sua recente vittoria (assieme al giapponese Shinya Yamanaka, premiato per le sue ricerche sulle cellule staminali) del "Millenium Technology Prize",  prestigioso premio da 1.000.000 di euro, una sorta di premio Nobel per la Tecnologia assegnato dalla "Technology Academy Finland".

C'è del curioso perché Torvalds parla poco, ma quando parla poi fa sempre parlare di sé. Il guaio è che Torvalds, come si è definito lui stesso, è "impolite" (trad: sgarbato, o maleducato addirittura), non un estremista, ma un pragmatico, che dice quel che pensa, curando poco la forma e badando per niente alla possibilità che il suo pensiero possa in qualche modo urtare le persone a cui è rivolta la sua attenzione.

A futura memoria ho deciso di riepilogare le migliori "perle di schiettezza", dette o scritte, che hanno fatto discutere, e che in nessun modo hanno cambiato il modo di fare di questo freddo finlandese americano.

Nota: ho trascritto le frasi originali in inglese e poi la mia traduzione subito sotto. Se trovate errori, segnalatemeli! :-)

Dicembre 2005: Linus Torvalds e GNOME 2

Torniamo indietro di qualche anno, nel 2005. Alcuni di voi, neanche avevano sentito parlare, di Linux. Il sottoscritto invece si era da poco avvicinato alla Comunità Ubuntu, quella che ha un suo "Codice di Condotta", che prescrive di essere rispettosi nei confronti degli altri.

Linus penso abbia mai sottoscritto alcun "codice di condotta", infatti intervenendo in una discussione nella mailing list di sviluppo di GNOME, invita le persone a usare KDE (principale avversario di GNOME nella "guerra dei desktop Linux")
"I personally just encourage people to switch to KDE. This "users are idiots, and are confused by functionality" mentality of  Gnome is a disease. If you think your users are idiots, only idiots will use it. I don't use Gnome, because in striving to be simple, it has long since reached the point where it simply doesn't do what I need it to do.
Please, just tell people to use KDE."
"Personalmente posso solo incoraggiare le persone a passare a KDE. Questa mentalità di Gnome che "Gli utenti sono idioti e confusi dalle funzionalità" è una malattia. Se si pensa che gli utenti siano degli idioti, solo gli idioti lo useranno. Io non uso Gnome, perché nel tentativo di essere semplice, ha da tempo  raggiunto il punto in cui semplicemente non fa quello che ho bisogno che faccia.
Per favore, dite semplicemente alla gente di usare KDE."
Linus avrà poi modo di ricredersi.

Gennaio 2009: Linus Torvalds e KDE 4

In una intervista fatta in occasione della Linux.conf.au, uno dei maggiori eventi mondiali sull'Open Source, Linus deve ricredersi su KDE, specie per il disastroso esordio di KDE 4.0. Al tempo, dovetti rinunciare ad installare Kubuntu 8.10 con KDE 4.0, che era francamente inusabile.

Rispondendo a una domanda su KDE 4.0, Linus dichiara
I used to be a KDE user. I thought KDE 4.0 was such a disaster, I switched to GNOME. I hate the fact that my right button doesn't do what I want it to do. But the whole "break everything" model is painful for users, and they can choose to use something else.

I realize the reason for the 4.0 release, but I think they did it badly. They did so many changes, it was a half-baked release. It may turn out to be the right decision in the end, and I will retry KDE, but I suspect I'm not the only person they lost.

I got the update through Fedora, and there was a mismatch from KDE 3 to KDE 4.0. The desktop was not as functional, and it was just a bad experience for me. I'll revisit it when I reinstall the next machine, which tends to be every six to eight months.

The GNOME people are talking about doing major surgery, so it could also go the other way.
Sono sempre stato un utente KDE. Penso che KDE 4.0 sia un bel disastro, e sono passato a GNOME. Odio il fatto che il pulsante destro (del mouse) non fa quel che voglio che faccia. Ma tutto il modello "rottura totale" (con il passato) è doloroso per gli utenti, ed essi possono decidere di usare qualcos'altro.
Capisco la ragione del rilascio della versione 4.0, ma penso che abbiano fatto molto male. Hanno fatto così  tante modifiche, è un rilascio zoppicante. Alla fine, potrebbe risultare che hanno preso la decisione giusta, e proverò ancora KDE, ma penso di non essere l'unica persona che hanno perso.
Avevo fatto l'aggiornamento su Fedora, e c'è stata una discrepanza tra KDE 3 e 4.0. Il desktop non funzionava, ed era una brutta esperienza per me. Gli darò un'altra occhiata quando installerò il prossimo pc, che è più o meno ogni sei o otto mesi.
Gli sviluppatori di GNOME stanno parlando di fare una "operazione importante", quindi potrebbe andare dall'altra parte.
Il motivo per cui gli sviluppatori di KDE decisero il rilascio della 4.0 era che c'era un grosso bisogno di una mano nell'individuare e correggere bug, per cui si pensò che un rilascio ufficiale di una versione punto-zero fosse un buon modo per ottenere aiuto. Ottennero però (anche) molti insulti, e molta gente passò ad altro sistema.

Agosto 2011: Linus Torvalds e GNOME 3

In un post su Google+ - ora non più visibile (cancellato?) - Linus interviene sulla funzionalità di GNOME 3, rilasciato qualche mese prima, ad Aprile 2011.
"While you are at it, could you also fork gnome, and support a gnome2 environment?" 
"I want my sane interfaces back. I have yet to meet anybody who likes the unholy mess that is gnome3."
"It's not that I have rendering problems with gnome3 (although I do have those too), it's that the user experience of Gnome3 even without rendering problems is unacceptable.
Why can't I have shortcuts on my desktop? Why can't I have the expose functionality? Wobbly windows?Why does anybody sane think that it's a good idea to have that "go to the crazy 'activities'" menu mode? I used to be upset when gnome developers decided it was "too complicated" for the user to remap some mouse buttons. In gnome3, the developers have apparently decided that it's "too complicated" to actually do real work on your desktop, and have decided to make it really annoying to do. 
Here's an example of "the crazy": you want a new terminal window. So you go to "activities" and press the "terminal" thing that you've made part of your normal desktop thing (but why can't I just have it on the desktop, instead of in that insane "activities" mode?). What happens? Nothing. It brings your existing terminal to the forefront.
That's just crazy crap. Now I need to use Shift-Control-N in an old terminal to bring up a new one. Yeah, that's a real user experience improvement. Sure. 
I'm sure there are other ways, but that's just an example of the kind of "head up the arse" behavior of gnome3. Seriously. I have been asking other developers about gnome3, they all think it's crazy. I'm using Xfce. I think it's a step down from gnome2, but it's a huge step up from gnome3. Really."
"Io voglio indietro la mia interfaccia [grafica] sensata. Devo ancora trovare qualcuno a cui piace quel casino micidiale che è gnome3."
Già che ci sei, potresti fare il "fork" (=creare una nuova versione, derivata da questa ndt), e supportare l'ambiente gnome2? 
Non è che ho problemi di visualizzazione con gnome3 (anche se ho anche quelli), è che l’esperienza utente di Gnome3 - anche senza i problemi di visualizzazione - è inaccettabile. Perché non posso avere le icone sulla mia scrivania? Perché non posso avere la funzionalità “expose” [funzionalità che visualizza tutte le finestre aperte miniaturizzate ndt]? Finestre traballanti?!?! Perché una persona sana [di mente] pensa che sia una buona idea dover andare sull'insensato menu “attività”? Ero preoccupato quando gli sviluppatori gnome decisero che era “troppo complicato” per l’utente rimappare alcuni pulsanti del mouse. In gnome3 gli sviluppatori hanno evidentemente deciso che era “troppo complicato” lavorare davvero sul desktop, e hanno deciso di renderlo fastidioso.
Ecco un esempio di “insensato”: vuoi aprie una nuova finestra con il terminale. Quindi vai su “attività” e selezioni la cosa “terminale” che hai incorporato nella tua normale cosa “desktop” (ma perché non posso averlo sulla scrivania, invece che nell’insensato modo “attività”?). Cosa succede? Niente. Porta in primo piano il tuo terminale già in esecuzione. Questa è una ca***ta! Adesso devo usare Shift-Control-N su un terminale già in esecuzione per attivarne un altro. Sì, questo è davvero un miglioramento nell’esperienza utente. Di sicuro.
Sono sicuro che ci sono altri modi, ma è solo un esempio di un ambiente in cui le persone perdono troppo tempo a pensare. Seriamente. Ho chiesto ad altri sviluppatori cosa ne pensano di gnome3, e tutti pensano che sia pazzesco. Sto usando Xfce. Penso sia uno scalino inferiore a gnome2, ma è mille volte meglio di gnome3. Davvero.
Questa volta Linus consiglia di passare a Xfce (invece che KDE) - che è lo stesso consiglio che erogo io ai delusi di Unity e GNOME 3 Shell!

Strano Linus eviti di menzionare KDE, che ne sia stato deluso definitivamente?

(versione riveduta con le correzioni dei "Fratelli Linux", Luca e Mattia M., grazie! :-)
(fine prima parte)


Link:

Post di Linus su GNOME 2 sulla ML di sviluppo di GNOME 2 (in inglese)
Intervista su "ComputerWorld" a Linux Torvalds in cui parla di KDE 4 (in inglese)
Articolo di "The Register" sugli apprezzamenti di Linus nei confronti di GNOME 3 (in inglese)
Articolo di "Tech Drive In" che riporta una parte degli interventi di Linus su GNOME 3 (in inglese)

sabato 16 giugno 2012

Ubuntu-it Meeting "Q" di Bologna, un ulteriore contributo

La foto di copertina del Meeting, i partecipanti

Del Meeting della Comunità Ubuntu-it svoltosi a Bologna sabato 2 giugno saprete già tutto. 
Chi non ha avuto modo di seguirlo, può leggere il post di Giuseppe, o quello di Jeremie, o quello di Andrea (in inglese, per palati fini!). 
Oppure leggere il mio prolisso Storify, con la cronaca minuto per minuto della due giorni bolognese (sotto trovate tutti i link). 

Volevo perciò riprendere su questo post qualche spunto del talk "Comunichiamo Ubuntu", che ho tenuto a Bologna, e che gettava il sasso su com'era possibile migliorare la comunicazione della Comunità Ubuntu-it.

La lunga strada verso il dominio del mondo
"Non c'è vento a favore per chi non sa dove andare" (Seneca)
Partendo dalla massima di Seneca, ho introdotto il primo dato, le statistiche sulla diffusione di Linux sul desktop, in costante ma lentissima crescita.

(fonte: www.omgubuntu.co.uk)

Questi dati fanno da contraltare a quelli sulla diffusione di Android (che è Linux) nel mercato degli smartphone, dove ha ormai una quota di mercato del 50%. Questo ci fa riflettere su alcuni fattori:
  1. nell'ambito dell'adozione delle innovazioni, siamo ancora nella parte iniziale della curva di Rogers, quella occupata dagli innovatori e dei "primi adottatori", il mercato principale è ancora da venire
  2. come dimostra il successo di Android, Linux è pronto per essere usato dalla grande massa delle persone
  3. come dimostra il successo di Android, per avere una diffusione di massa, Linux dovrebbe essere venduto preinstallato sui PC, ma sono ancora pochi i produttori in questo settore
  4. infine, essendo Linux solo al 1% del mercato, il bello deve ancora arrivare! :-)
Ubuntu-it in calo di ascolti (?)

I dati degli accessi al sito web www.ubuntu-it.org sono in costante calo, ormai da almeno 4 anni, come dimostrano le statistiche.

Il dato potrebbe essere un po' strano, specie se confrontato al fatto che Linux sul desktop cresce, poco alla volta ma cresce. 
Sicuramente esiste un fenomeno di "diaspora" degli appassionati di Ubuntu, che sono migrati dai canali ufficiali ad altre risorse (come i numerosi blog e fanzine su Ubuntu), piuttosto che verso altre distribuzioni. Quest'ultimo fenomeno, dovuto sia all'apparire di distribuzioni derivate di Ubuntu, come la famosa "Ubuntu verde", sia a alcune scelte di Ubuntu che hanno lasciato interdetti gli appassionati (chi ha detto Unity?? ;-).

Ma la cosa importante è che il web così come l'abbiamo concepito per anni sta rapidamente cambiando in qualcos'altro: ancora meno centralizzato, ancora meno definito, ancora più mutevole. Nella sua forma attuale premia i social network come Facebook, Twitter, e Google+. Questi sono gli spazi, le piazze principali in cui si riversa molta parte della vita virtuale delle persone connesse a Internet

"Nella rete di Ubuntu-it" (o era "Ubuntu-it nella Rete"? ;-)

L'aspetto che ho voluto sottolineare è che Ubuntu-it è - a volte - troppo impegnata nello sviluppo, deve migliorare la sua immagine esterna. 
La Comunità Ubuntu-it è virtuale per definizione, incontrandosi su Internet per la maggior parte del tempo, quindi ha una buona padronanza dei mezzi disponibili nella Rete. In più, può contare su un affiatamento e uno spirito di collaborazione che molte aziende (che puntano a creare comunità virtuali per i propri prodotti) se li possono solo sognare.

Queste doti devono uscire dalla Comunità, essere trasmesse il più possibile verso l'esterno, sia per invogliare altre persone a partecipare, e quindi garantire lunga vita a Ubuntu-it, sia per far capire qual è la differenza di Ubuntu nei confronti della altre (valide) alternative. 

Quest'ultimo elemento, era all'origine centrale nella filosofia Ubuntu. È ancora presente, seppur ridotto come è ridotto (nelle dimensioni) il circle of friends del logo, ma è ancora il perno centrale attorno a cui ruota la Comunità Ubuntu-it: noi siamo quel che siamo per merito di ciò che siamo tutti.

Ringraziamenti finali

Concludo questo post ringraziando alcune persone che mi stanno a cuore, in ordine sparso:
Marco e Mirko, per le riprese dell'evento su Internet
Monia, per le panelle siciliane, buonissime! e la scelta del ristorante del sabato sera, nonché nuovo amministratore della pagina FB di Ubuntu-it
Paolo, per l'impegno a 360° e l'entusiasmo costante, ma anche per i gadgets riportati dall'UDS
Giuseppe, Andrea e Jeremie, per aver accettato la sfida della comunicazione sui propri blog
Fabio e gli amici di UIE Linux per aver animato la discussione del mio talk, e anche per MyUnity!
Davide, per il suo talk illuminante
Michele, perché usa Kubuntu, e già per questo merita di essere lodato
Riccardo e Mirko (ancora), neo acquisti del Gruppo Web, che ho avuto il piacere di conoscere di persona
Stefania, Greta e Giada, la mia famiglia, che mi sopportano anche quando non c'è un Ubuntu-it Meeting.

Alla prossima!

Il retro di copertina ;-)


Link:

Le foto di Jeremie
Il post di Peppe sul Meeting
Il post di Jeremie sul Meeting
Il post di Andrea sul Meeting
Il mio Storify, con la cronaca "tweetata" del Meeting
La mia presentazione su slideshare.net

venerdì 1 giugno 2012

Ubuntu-it Meeting "Q" - a Bologna, a Bologna! :-)

Ubunteri in viaggio verso Bologna

Come tutti sapete, domani sabato 2 giugno c'è l'Ubuntu-it Meeting "Q" a Bologna, presso l'Hotel "Ramada Encore". Quest'anno il programma si presenta particolarmente ricco, e arricchito di una serie di novità che permetteranno a tutti di poter partecipare, anche restando a casa in pigiama* (cit.)

Sala piena, birra persa!

Avevo scommesso con Paolo che la sala dell'Hotel - che contiene al massimo 35 persone - sarebbe rimasta in gran parte vuota. Sembra che quest'anno parteciperà un bel po' di gente. A nulla è valso scoraggiare la partecipazione con l'autotassazione di 20 € (che però comprende pranzo e wi fi!). A nulla sono valsi i movimenti tellurici purtroppo ancora in corso nella zona di Ferrara e Modena.

Sono contento di annunciare che ho perso una birra! :-) 

Live! 

Chi invece se ne starà a casa, per impossibilità oggettiva, potrà seguire comunque i lavori** del Meeting, grazie a un collegamento "live stream" dalla sala del Meeting. In più, si potrà interagire con i convenuti e con i relatori tramite chat IRC e Twitter. Il tutto, disponibile su una pagina del sito internet di Ubuntu-it (vedi sotto il link).

Impacchettando la famiglia

Stasera provvederò a impacchettare tutta la famiglia, in maniera da essere pronto a partire domattina presto, per Bologna ed essere lì per la grande apertura. Devo ancora finire le slide del mio intervento, stasera avrò ancora un po' da fare.

Ci aspettano un paio di giorni intensi, quando torno vi racconto. Se qualcuno ha premura, mi segua su Twitter! ;-)



Link:

Evento su LoCo Team Directory
Pagine Live! di Ubuntu-it dove sabato 2 giugno potrete seguire il Meeting
Il programma del Meeting
Il mio account Twitter

- - - - - -
* il pigiama, anche talvolta indossato sotto una tuta ginnica, o un maglione consunto, è l'abbigliamento preferito degli informatici, che se lo indossano come divisa distintiva quando sono a casa, e che frequentemente indossano anche quando devono fare commissioni, come accompagnare il partner a fare la spesa (estratto da "Il dizionario dell'informatico" ed. 2012)

** per "lavori", di un meeting o un convegno o un ritrovo con più di 3 persone, si intende qualcoa di leggermente diverso da quanto nella comune accezione di "lavoro"; un visitatore distratto e occasionale potrebbe scambiarli per cazzeggio e gozzoviglio, non riuscendo a scorgere l'enorme quantità di materia celebrale in costante movimento (estratto da "Il dizionario dell'informatico" ed. 2012)

martedì 22 maggio 2012

La migliore distribuzione linux di tutti i tempi - seconda parte (Linux dalla A alla Z)

Chi ce l'ha più ...?

Una cosa che mi lascia sempre più perplesso sono le classifiche "la migliore distribuzione Linux". A parte la scarsa oggettività di chi scrive l'articolo e, talvolta, dei parametri utilizzati, la cosa ben più grave è che si travisa la filosofia del Software Libero. La base comune da cui si deve partire è: il migliore software è quello che più si adatta alle mie esigenze. Altri criteri - soggettivi o oggettivi che siano - non potranno mai sostituire interamente questo criterio fondamentale. Per approfondimenti Vi rimando al mio precedente post (vedi link sotto).

A quanto scritto nel mio post aggiungo una ulteriore prospettiva. Proviamo a cambiare punto di vista, spostandolo dalle distribuzioni alle persone che usano queste distribuzioni. Prendiamo ad esempio la storia di due persone, che chiameremo "Signor A." e "Signor Z.".

Il "Signor A."

Il Signor A. è un giovane appassionato di Linux. Studia all'università, nel tempo libero si diverte a smanettare sul suo PC - ma anche su qualsiasi aggeggio tecnologico gli capiti a tiro - fino a "parlare con il suo computer". Il Signor A. usa sempre l'ultima versione del software che gli interessa, gli piace scoprire cose nuove, ed è sempre aggiornatissimo su tutte le novità del mondo Software Libero. Il Signor A., se serve, compila personalmente i sorgenti dei programmi,


Il Signor A. usa Arch Linux da molto tempo, ed è felicissimo per questa sua scelta, perché gli permette di avere software sempre nuovo, le ultime novità, ma anche avere il pieno controllo della sua macchina e smanettare nei meandri del sistema operativo.

Il "Signor Z."

Il Signor Z. è un giovane appassionato di Linux. Si è laureato, e adesso è insegnante e ricercatore. Ha mille interessi al di fuori del suo lavoro, ma la sua principale passione da quando era piccolo è l'Informatica in generale e il Software Libero in particolare. Il Signor Z. nel tempo libero contribuisce, da più di 10 anni, alla sua distribuzione preferita, Debian. Essendo sviluppatore, il Signor Z. contribuisce direttamente allo sviluppo di alcuni programmi, ma è attivo anche nella segnalazione e risoluzione dei bug.



Il Signor Z. usa Debian (Stable) da molto tempo, ed è felicissimo per questa sua scelta, perché gli permette di avere software stabile e sicuro, ma anche avere il pieno controllo della sua macchina e smanettare nei meandri del sistema operativo.


Il Signor A. e il Signor Z.

Il Signor A. e il Signor Z. - in cuor loro - sono convinti di usare la miglior distribuzione esistente nel panorama del Software Libero.
Il Signor A. e il Signor Z. sono anche perfettamente consapevoli che la loro è una scelta personale, e pur cercando di invogliare amici e parenti a usare la loro distro preferita, sanno che difficilmente potrebbe essere estesa al resto dell'Umanità
Il Signor A. e il Signor Z. si conoscono, e si stimano reciprocamente, pur avendo fatto scelte diametralmente opposte e se non contrapposte.
Il Signor A. e il Signor Z. occupano i margini della curva di Gauss che può rappresentare il ciclo di vita di una versione di un qualsiasi programma, anche una distribuzione.

La diffiusione dell'innovazione secondo Rogers: a sx potremmo 
posizionare i programmi appena sfornati, a dx quelli consolidati

Più vicini al Signor A. ci sono le persone desiderose di sperimentare cose nuove e di avere sempre le ultime versioni di software.
Più vicini al Signor Z. ci sono le persone a cui interessano poco le ultime novità, ma che vogliono avere una solida base per le loro attività.
Giusto in mezzo a loro, il Signor M. bilancia le novità con la stabilità.
In mezzo a loro, tra A e Z, si piazza la nutrita schiera di chi ha scelto il Software Libero per il proprio computer. E voi, avete trovato il vostro posto? Dove vi collocate, tra A e Z? :-)

PS: ogni fatto o riferimento a persone realmente esistenti e totalmente inventate è da ritenersi puramente casuale.


Link:

Mio precedente post sulla migliore distribuzione Linux
Post di DoctorMo (in ingese)
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