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martedì 2 febbraio 2016

Ubuntu Phone: le novità del nuovo rilascio OTA9 provate per voi


Quasi un anno fa, stavo preparando le valigie per partecipare al "Ubuntu Phone Insider event" a Londra (il mio resoconto "dall'A alla Zeta"), l'anteprima mondiale del lancio sul mercato del primo telefonino motorizzato Ubuntu.

Dopo quasi un anno di sviluppo, con cicli di rilascio brevissimi (sei settimane) e 14 versioni (quattordici!) prodotte, siamo arrivati all'aggiornamento OTA9, una versione interessante, con qualche bella novità. Le ho provate sul mio BQ Aquaris E4.5, e questa è la mia esperienza.

Suoneria personabilizzabile


La prima chicca è la possibilità di personalizzare la suoneria dello smartphone: basta andare sulle Impostazioni -> Audio -> Suoneria e selezionare "Suoneria personalizzata". Il sottoscritto ha scelto qualcosa di adeguato alla sua non più giovane età... \m/

Mi piaceva la suoneria "Aquaris", e ce ne sono davvero molte altre di carine tra quelle predefinite di Ubuntu Phone, ma personalizzare la suoneria è indispensabile. Io la cambio abbastanza spesso, e voglio che denoti il mio carattere.

Ascoltare musica dagli Scope


È adesso possibile far partire un brano direttamente dagli Scope musicali e continuare ad ascoltarlo anche quando si passa a un altro Scope o app. Per esempio posso ascoltare "Dancing Queen" degli ABBA* e poi andare su Telegram o sul browser.

Questa è solo una delle tante evoluzioni degli Scope, uno degli aspetti più sottovaluati di Ubuntu Phone. Gli Scope permettono di avere i contenuti immediatamente utilizzabili, independentemente dall'app, e permettono quindi una condivisione trasversale degli stessi. Per capirli al meglio vi consiglio di rileggervi i miei post a riguardo, specialmente "come funzionano" e "cosa sono gli Aggregated Scope". Ma su questo torneremo più avanti.

Download di file dal Browser


Il browser predefnito di Ubuntu Phone, chiamato appunto "Browser" (un premio all'originalità degli ingegneri Canonical! :-P) può adesso scaricare qualsiasi tipo di file da Internet.
Embé!??!
Ebbene sì, prima di questa versione (fix), si potevano scaricare solo file che fossero utilizzabili dalle app installate sul telefono.
Ecco, questa non è un granché come novità, e mi sembra piuttosto una correzione di qualcosa che mancava.

Bug fix e altri piccoli miglioramenti


Come succede sempre, è l'incredibile quantità di correzioni d'errore rilasciate, ben 250. nonostante i cicli di rilascio siano di sole 6 settimane, è stato deciso di rilasciare un ulteriore rilascio intermedio OTA9.5, che risolve alcuni dei bug segnalati.

Tra le correzioni e miglioramenti più significativi:
  • Scope adesso "rinfrescano" le icone in maniera più veloce, quasi impercettibile, senza cancellare le icone
  • Corretto l'errore per cui se non si autorizzava l'app "Fotocamera" a usare la fotocamera (!) le foto apparivano nere
  • Miglioramenti nelle transizioni da una videata all'altra
  • Corretto l'errore per cui la batteria si scaricava con la musica in pausa
  • La barra in alto è adesso grigia e non c'è più il separatore arancione
  • Le icone delle app sono adesso in evidenza, anzichè sembrare "scavate" sullo sfondo - gli Scope ancora usano l'effetto "buco" 


Sintesi finale


Questo è - se non vado errato - il quattordicesimo aggiornamento che ricevo per il mio Aquaris E4.5 da febbraio 2015, e mi domando "Quanti aggiornamenti hanno ricevuto gli altri sistemi smartphone?" 

Anche se molti dei miglioramenti fin qui sono correzioni di errore, Ubuntu Phone è un sistema che cresce. Come ho scritto: è come vedere un puzzle che si completa poco alla volta, con le tesserine che vanno al loro posto.

Non so quando il puzzle si completerà - i più severi credono che anzi non si completerà mai, e lo sviluppo di Ubuntu Phone sarà abbandonato nel 2016. Io credo invece che da qui a poco ne vedremo delle belle.

Io sarò lì a raccontarvele.

* = sì, la copertina è sbagliata, ho aperto un bug.

venerdì 22 gennaio 2016

Al via "Ubuntu Scopes Showdown", 4-5 buoni motivi per partecipare


Canonical ha lanciato sul portale dedicato agli sviluppatori la seconda edizione di "Ubuntu Scopes Showdown", un contest aperto a tutti i programmatori che vogliono cimentarsi nella creazione di Scopes, la funzione di Ubuntu Phone che permette un accesso veloce e flessibile ai propri dati. Se volete cimentarvi su un sistema nuovo e aperto, questa è la vostra occasione, e non solo per i fantastici premi messi in palio. Fatemi spiegare meglio.

"Perché sviluppare per Ubuntu Phone?"


Questa è una delle domande che mi sento rivolgere più spesso, quando parlo di Ubuntu Phone. Certo, sviluppare per Android o iOS permette di accedere a un mercato vastissimo. La concorrenza però è altrettanto elevata: qualunque app abbiate in mente per Android o iOS, probabilmente è già stata creata da qualcun altro, molto prima di voi e molto meglio di quando voi possiate mai fare.

Lo spazio disponibile sui market di Apple e Google è di fatto già conquistato tutto, ed è dominato dai big.

Una possibilità diversa è data dal Ubuntu Store. Primo buon motivo: le possibilità di sviluppo sono ancora enormi, lo Store è in larga parte incompleto, e ci sono sicuramente moltissimi settori ancora da esplorare. Se avete una nuova idea, o ne volete clonare una già fatta, fatevi sotto!

Il secondo motivo è la natura aperta dello sviluppo e la possibilità di lavorare a stretto contatto con gli sviluppatori di Ubuntu Phone. Oltre a tutta la documentazione accessibile online, c'è la possibilità di partecipare a sessioni di training, Q&A, interagendo direttamente con gli sviluppatori in chat su ubuntu-devel IRC oppure sulla mailing list di sviluppo. Ho avuto modo di scambiare qualche mail con alcuni sviluppatori, alcuni di essi li conosco anche di persona, e posso garantirvi che sono tutte persone in gamba e disponibili.

Il terzo buon motivo deriva dal secondo: da qualche tempo si parla di alternanza scuola lavoro, tanto da diventare una delle linee su cui si è sviluppata l'ultima (ennesima) riforma della scuola. Sviluppare per Ubuntu Phone è un'occasione unica di lavorare a stretto contatto in un ambiente di produzione, che va ad arricchire il patrimonio curriculare, senza dover spendere soldi per partecipare a corsi o spostarsi da casa (bastano computer e collegamento a Internet).

Ricchi premi



Infine, se ancora non siete convinti, un buono motivo sono i premi in palio. Date un'occhiate ai premi in palio per "Ubuntu Scopes Showdown": computer, smartphone e RaspberryPi2 e molto altro. Un sacco di bella roba, fossi in voi ci fare un pensiero.

L'anno scorso partecipò e vinse +Riccardo Padovani - che quest'anno è stato prudenzialmente messo in giuria ;-) - e sono convinto che ci sono molti giovani che possono seguire le sue orme.

sabato 21 marzo 2015

Ubuntu Phone, sviluppare web app con pochi clic


Una cosa che mi stupisce di Ubuntu Phone è la piattaforma di sviluppo: aperta a tutti, con un sacco di gente in gamba che ci lavora e... permette di sviluppare app e scope a una velocità mostruosa.

Qualche esempio?

+Carla Sella vi ha già dimostrato come si possa sviluppare uno scope in pochi minuti, con qualche basilare conoscenza di programmazione. Il buon +Aurelio Cilia in pochi giorni ha creato gli scope per i maggiori quotidiani italiani, tra cui La Repubblica, ilSole24ore e Il Corriere. Spero li vedremo integrati presto nell'aggregated scope "News" ("Notizie").

Non basta?

+David Callé ha presentato l'ultima meraviglia: un'applicazione disponibile sul portale ufficiale di sviluppo di Ubuntu Phone che permette di svilupare una web app con pochi e semplici clic. Le web app sono più-o-meno app perché sfruttano l'interfaccia web responsive delle maggiori applicazioni web. In questo modo, il browser web È l'interfaccia grafica dell'app, ma solo le persone più attente - e magari neanche loro - riescono a notarlo.

Ready in five

L'applicazione web (vedi foto sopra, per accedervi si deve disporre di un account Ubuntu) sviluppata da David insieme a +Michael Hall è di una semplicità sconvolgente: basta compilare un piccolo modulo, specificando il nome della app, l'indirizzo del sito web, l'icona e un paio di opzioni, premere "Submit" e in pochi minuti si genera un pacchetto .click, pronto per essere caricato sullo store di Ubuntu. Figo, eh?

Certo: sviluppare una app "nativa" richiede uno sforzo molto maggiore, magari anche mesi per lo sviluppo. Ma questa soluzione permetterà di infoltire ancor di più e in poco tempo, l'Ubuntu Store, che in pochi mesi ha quasi raggiunto le 1.000 app.

Grazie a +Stefano Verzegnassi per la segnalazione.

venerdì 26 settembre 2014

La Comunità ubuntu-it a "Todi Appy Days"


Domani sabato 27 e domenica 28 settembre 2014, la Comunità +Ubuntu-it sarà a Todi (PG) per "Todi Appy Days", il primo evento italiano dedicato alle app, i programmi che girano su smartphone e tablet. Una bella occasione per parlare di Ubuntu Touch, il nuovo sistema basato su Ubuntu destinato appunto ai dispositivi mobili.

La piccola pattuglia ubuntera è composta da +Carla Sella che terrà un talk sulla "Quality Assurance" su Ubuntu, a cui tutti possono contribuire (sabato 27, ore 16.30), +Giulio Collura che parlerà di "Sviluppo e convergenza su Ubuntu Touch", per dimostrare come sia semplice sviluppare una app da zero (sabato 26, ore 12.00) e infine il sottoscritto, che farà un talk introduttivo su Ubuntu Touch dall'ambizioso titolo "Ubuntu su tablet e smartphone, la prossima Rivoluzione", un talk introduttivo sulle novità introdotte da Ubuntu e come questo possa rivoluzionare il mondo del personal computing.

A Todi ci saranno moltissimi speaker!

Il calendario dell'evento - che è già iniziato ieri - è fittissimo di appuntamenti, sui temi dell'educazione, programmazione, sport, radio, cultura, fotografia... impossibile elencarli tutti, e io evito di farlo per non discriminare nessuno. Vi invito solo a dare un'occhiata per avere un'idea. Personalmente sono rimasto colpito da alcuni titoli e credo proverò a seguire 2-3 talk in programma (dal mio account Twitter ve ne darò resoconto).



La maggior parte del tempo, sarò invece con Carla e Giulio nello stand di ubuntu-it, armati dei nostri fidati Nexus 4 con Ubuntu Touch aggiornato alle ultime sciccherie. Faremo delle piccole demo ai visitatori, e spero che tra questi ci sia anche qualche lettore di questo blog. Vi aspetto! :-)

giovedì 24 aprile 2014

ubuntu-it alla "Fiera del Radioamatore di Pordenone"


Dal 25 al 27 Aprile prossimo, grazie all'iniziativa del PN LUG, ubuntu-it sarà presente in forze alla "Fiera del Radioamatore" di Pordenone. Anche quest'anno in Fiera ci sarà lo spazio "Linux Arena", una zona dedicata alle iniziative open source, che quest'anno sarà ampliata e inserita nell'ambito degli "App Days".

Si tratta di una occasione unica per incontrare molta parte dei migliori rappresentanti della Comunità italiana di Ubuntu, che ogni giorno contribuiscono a sviluppare, supportare e promuovere la nostra distribuzione (e derivate!) preferita in tutt'Italia.

Avremo un nostro piccolo "banchetto" da cui parleremo di Linux e Ubuntu a neofiti (e non), faremo provare dal vivo alcuni Nexus4 con Ubuntu (occasione unica in Italia) e distribuiremo DVD e altri gadget.


Saremo poi impegnati in numerosi altri workshop e talk. Senza entrare nel dettaglio di tutti gli interventi, che potete leggere nell'intenso programma della 3 giorni, vi segnalo +Riccardo Padovani che venerdì 25 parlerà di "Il futuro è convergente: Ubuntu for Phones", un tema, quello della convergenza, che è diventata la nostra ossessione preferita.

Sabato 26 sarà la volta di +Mattia Rizzolo e +Andrea Colangelo, che terranno ben 2 talk a testa su strumenti e linguaggi di programmazione per lo sviluppo di Ubuntu. In più, +Carla Sella spiegherà come è semplice e divertente partecipare ai test di Ubuntu (se la vostra Ubuntu 14.04 ha avuto bisogno di pochissimi aggiustamenti dopo il rilascio, il merito è anche suo, ringraziatela!).

Infine, domenica 27 Riccardo e Giorgio Collura terrano dei workshop sullo sviluppo di Ubuntu su dispositivi mobili (smartphone e tablet), un'occasione imperdibile per avvicinarsi allo sviluppo sulla piattaforma più figherrima dei prossimi anni.

Anche il sottoscritto sarà presente con un paio di interventi al venerdì 25 mattina ("Le novità di Ubuntu 14.04" e "Questa NON è una distribuzione: divertimento attivo con Ubuntu") e uno al sabato 26 pomeriggio ("Come passare da Windows XP a GNU/Linux e vivere felici per sempre. Il progetto “XPocalypse” di AviLUG"). Se venite in Fiera, passate a trovarmi: a chi ha letto questo post offro il caffé! :-)

Tra gli altri (numerosi!) ospiti della manifestazione, segnalo in particolare +Daniele Scasciafratte di FirefoxOS, che sono curioso di conoscere per capire come funziona la comunità dei mozilliani, e Michelangelo Guarise, inventore di Volumio, il player di musica liquida per dispositivi come RaspberryPi, che ho conosciuto all'ultimo Linux Day.

Per questo e molto altro, Vi aspetto in Fiera! :-)

venerdì 4 ottobre 2013

Riempirsi la bocca di open source



Qualche mese fa mi capitò di "discutere animatamente" in una mailing list di appassionati del Software Libero riguardo un'azienda, il suo prodotto e la sua originale concezione di "open source" (evito di scrivere di che azienda si tratta perché voglio evitare loro pubblicità).

Questa azienda sosteneva che la licenza libera GNU GPL versione 2, con cui era rilasciato il loro software "open source", non li obbligava a rilasciare i sorgenti. Quando qualcuno gli fece notare che - essendo il loro software disponibile su rete - la licenza corretta da utilizzare era la GNU Affero GPL, arretrarono alla posizione difensiva "lo rilasceremo quando sarà stabile", rimandando così alle calende greche la pubblicazione dei codici sorgenti.

Da allora niente è successo, come testimonia la risposta dell'autore del fantomatico software "open source" al commento di un visitatore.

(traduzione: "Per visionare il codice vieni nella mia bat caverna, 
che si trova in un luogo segreto e irraggiungibile, 
portando anche Biancaneve e un unicorno rosa nano")

Rilasciare software con licenza Copyleft, è un po' come lanciare un messaggio in bottiglia: non sai bene chi, cosa e quando lo raccoglierà, e cose ne farà. Capisco il sentimento di "gelosia" per il proprio tessssorrrooo di chi ha dedicato parte della sua vita a sviluppare quel che ritiene buon codice.

Sentimento, la gelosia, tanto grande quanto è l'età dello sviluppatore - i giovani sono portati a condividere molto di più le loro opere (anche troppo in qualche caso).

Alzando però la testa e guardandosi intorno, ci si rende conto che questa è la società della condivisione (volontaria o no), opporsi a questa tendenza genera eremiti fuori tempo massimo, destinati all'oblio.

Vediamo quali sono le scuse più utilizzate da chi prende a piene mani Codice Libero e tiene per se l'opera derivata.

"Talk is cheap, show me the code"

La prima scusa - la più usata è: "È open source, ma non lo rilascio, perché tanto interessa a nessuno".

Fammi vedere cosa hai fatto: se è roba buona, magari ti aiuto a procedere più velocemente nello sviluppo. Se è roba fatta coi piedi, magari ti segnalo qualche bug, e anche tu impari qualcosa di nuovo. In entrambi i casi - male che vada - anche tu ne avrai beneficio.

Seconda scusa: "È open source, ma rilascio il codice più avanti, quando sarà stabile, bello, documentato e perfetto". Cioè mai.

Quando Linus Torvalds rilasciò la versione 0.01 di Linux, era (come ammetteva il suo stesso creatore) incompleta e assolutamente inutilizzabile. Linus rilasciava il suo software proprio per cercare qualcuno che gli desse una mano nello sviluppo. Credo sappiate com'è andata a finire.

Per la documentazione poi, non è un problema: io che non programmo potrei darti una mano proprio a documentare la tua opera, ma non mi sognerei mai di mettermi a creare della documentazione per un programma proprietario.

Terza scusa: "È open source, ma non ho tempo per rilasciarlo".

Se non hai tempo, o ne hai pochissimo, ne avrai poco anche per lo sviluppo, e questo è un altro motivo per rilasciarlo: se sei fortunato, qualcuno ti aiuterà a sviluppare il tuo programma.

In tutti i casi: se il progetto è buono, attirerai qualche sviluppatore. Se il progetto è molto buono, potrai anche formare una comunità, che si occupi di promozione, traduzioni e documentazione.

Qualcuno potrebbe "rubarti" il codice, e farne del software proprietario, ma la GNU GPL ti protegge.

Se il progetto invece vale poco, allora ti potrebbe capitare di dover pagare qualcuno per darti una mano! ;-)

giovedì 30 dicembre 2010

Quattro anni per cambiare il mondo?

Si può cambiare il mondo in 4 anni?
Meglio: si possono cambiare le abitudini di una minoranza della popolazione mondiale che vive una vita comoda e sicura, sperperando risorse primarie e secondarie, e farla diventare consapevole, coscienziosa, rispettosa dell'ambiente e del prossimo?

Lo sapremo tra 4 anni.




Link:

fouryearsgo.org
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