Mercoledì 3 Giugno, alle ore 20.30 sarò alla "Piazza Telematica" in via Pasini 27 a Schio (VI), per presentare le ultime novità di Ubuntu 9.04 "Jaunty Jackalope".
Con il supporto di una presentazione zen liberamente ispirata dal Maestro Paolo-san, nel corso della serata farò conoscere Ubuntu e GNU/Linux a tutte le persone che ancora non si sono avvicinate al mondo del software libero. Con l'occasione, racconterò la storia di Ubuntu da Mark "skywalker" Shuttleworth fino alla "lepre cornuta", cercando di non addormentare la platea. Per finire in bellezza, presenterò la Comunità Italiana Ubuntu-it, i suoi gloriosi membri e le loro munifiche attività.
Solo ai veri appassionati, farò vedere da vicino una vera t-shirt "Ubuntu guru" (la mia!).
PS: grazie a Tania per avermi inserito in calendario! :-)
Link:
Sito Piazza Telematica
giovedì 28 maggio 2009
mercoledì 27 maggio 2009
Geeks do it better
Ebbene si, altro che i palestrati tutti muscoli e canottiere sudate! Secondo una indagine scientifica del giornale britannico "The Sun" (una specie di "Novella 3000" d'oltremanica n.d.r.), i tecnici del computer sono gli amanti ideali. Superando di gran lunga gli istruttori di fitness.
Ragazzi, è inutile negarlo, omai si è sparsa la voce.
Link:
Notizia
Ragazzi, è inutile negarlo, omai si è sparsa la voce.
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Notizia
martedì 26 maggio 2009
Chi copia chi?
Leggevo per caso un articolo su www.megalab.it, in cui si segnalava un interessante programmino per il sistema operativo concorrente, in grado di creare automaticamente un'icona sul desktop, al momento dell'inserimento di un dispositivo sulla porta USB del computer.
Un programmino? Ma se la mia ubuntu lo fa già automaticamente?
Appunto. E' così facile abituarsi alle comodità, che si dà per scontato che anche gli altri ce l'abbiano. :-)
Link:
Articolo su megalab.it
Un programmino? Ma se la mia ubuntu lo fa già automaticamente?
Appunto. E' così facile abituarsi alle comodità, che si dà per scontato che anche gli altri ce l'abbiano. :-)
Link:
Articolo su megalab.it
Le utili (e trendy) alternative alla cosa inutile
Nel post precedente avevo parlato delle borse di plastica, quelle usate per fare la spesa, dando qualche buon motivo per sostituirle con altri strumenti, più ecologici e duraturi.
La Virtuosa Flavia mi segnala un altro paio di idee, molto più trendy della triste borsa di tela in cotone grigio naturale che usa il sottoscritto. Si tratta di una borsetta ripiegabile, che si richiude in una custodia a forma di frutto (uao!), e di un carrello della spesa ripiegabile. Per chi vuole più informazioni fate clic sui link di cui sotto.
Oltre ai social-biologico-impegnati, con le loro borse in tela, anche i patiti della moda, hanno quindi la loro valida alternativa alla borsa di plastica. Tra poco tempo sono sicuro vedremo queste proposte griffate dai marchi più famosi.
Grazie a Flavia della segnalazione, e buona spesa virtuosa a tutti.
Link
Il post sulla cosa inutile
La borsa ripiegabile
Il carrello della spesa
La Virtuosa Flavia mi segnala un altro paio di idee, molto più trendy della triste borsa di tela in cotone grigio naturale che usa il sottoscritto. Si tratta di una borsetta ripiegabile, che si richiude in una custodia a forma di frutto (uao!), e di un carrello della spesa ripiegabile. Per chi vuole più informazioni fate clic sui link di cui sotto.
Oltre ai social-biologico-impegnati, con le loro borse in tela, anche i patiti della moda, hanno quindi la loro valida alternativa alla borsa di plastica. Tra poco tempo sono sicuro vedremo queste proposte griffate dai marchi più famosi.
Grazie a Flavia della segnalazione, e buona spesa virtuosa a tutti.
Link
Il post sulla cosa inutile
La borsa ripiegabile
Il carrello della spesa
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venerdì 22 maggio 2009
Il nome della cosa (inutile)
C'è una cosa, estremamente inutile di cui non capisco perché si continui a farne regolarmente uso.
Qualche punto per dimostrare l'estrema inutilità della cosa. Comprereste una cosa che:
Eppure milioni di italiani usano questa cosa tutti i giorni, tanto da fare dell'Italia il maggior consumatore in Europa: solo noi ne usiamo il 25%, un quarto di tutte quelle che si usano in Europa!
"Italians do it better", direte voi.
Ecco, non mi sono spiegato: gli italiani sono i maggiori consumatori Europei "non-di-quello" che i maliziosi pensano, ma di... buste di plastica!
Le buste di plastica, dopo il breve utilizzo, si buttano via, e nel migliore dei casi vanno al riciclo come plastica, mentre nel peggiore vanno a inquinare l'ambiente (discarica) oppure l'aria (inceneritore). Il Governo precedente aveva varato una norma per disincentivarne progressivamente l'uso, per poi proibirlo dal 2010. Purtroppo, la norma è stata ignorata dall'attuale Governo. Si fa di tutto per restare al primo vergognoso posto (vedi la brutta notizia sotto), anche se per fortuna, in qualche caso, le decisioni "prese in alto", sono scavalcate dal basso (vedi la bella notizia sotto).
Una riflessione: da quanti anni vediamo nei film e telefilm americani le casalinghe, più o meno disperate, di ritorno dal supermercato, scaricare dalle enormi station wagon enormi buste di carta marrone? In Italia avete mai visto una scena del genere?
Personalmente, per la spesa, da qualche anno utilizzo solo borse di tela, che:
Link:
La brutta notizia su Ecologiae
La bella notizia su Repubblica.it
Qualche punto per dimostrare l'estrema inutilità della cosa. Comprereste una cosa che:
- la usate una volta sola?
- la usate al massimo (sarò buono) 10 minuti e poi la buttate?
- non serve a niente se per disgrazia si buca?
Eppure milioni di italiani usano questa cosa tutti i giorni, tanto da fare dell'Italia il maggior consumatore in Europa: solo noi ne usiamo il 25%, un quarto di tutte quelle che si usano in Europa!
"Italians do it better", direte voi.
Ecco, non mi sono spiegato: gli italiani sono i maggiori consumatori Europei "non-di-quello" che i maliziosi pensano, ma di... buste di plastica!
Le buste di plastica, dopo il breve utilizzo, si buttano via, e nel migliore dei casi vanno al riciclo come plastica, mentre nel peggiore vanno a inquinare l'ambiente (discarica) oppure l'aria (inceneritore). Il Governo precedente aveva varato una norma per disincentivarne progressivamente l'uso, per poi proibirlo dal 2010. Purtroppo, la norma è stata ignorata dall'attuale Governo. Si fa di tutto per restare al primo vergognoso posto (vedi la brutta notizia sotto), anche se per fortuna, in qualche caso, le decisioni "prese in alto", sono scavalcate dal basso (vedi la bella notizia sotto).
Una riflessione: da quanti anni vediamo nei film e telefilm americani le casalinghe, più o meno disperate, di ritorno dal supermercato, scaricare dalle enormi station wagon enormi buste di carta marrone? In Italia avete mai visto una scena del genere?
Personalmente, per la spesa, da qualche anno utilizzo solo borse di tela, che:
- si usano centinaia di volte
- non si bucano mai
- sono di cotone, e quindi ecologiche e biodegradabili
- costano meno delle buste di plastica, perché il loro costo è ammortizzato dalla loro lunga durata
Link:
La brutta notizia su Ecologiae
La bella notizia su Repubblica.it
giovedì 21 maggio 2009
Diva e novella
L'immagine di cui sopra elenca gli articoli più letti nel mese, sulla versione web di uno dei più importanti quotidiani nazionali. I primi quattro posti sono occupati da notizie degne di giornaletti scandalistici, quelli che si trovano dalla parrucchiera. Posso garantirvi che anche al V, VI, VII, VIII e IX posto ci sono articoli del genere (chi non ci crede vada a vedere). Al decimo posto, una notizia seria, relativa all'influenza suina.Cosa vuol dire? Che agli italiani interessa solo il gossip? Beh, una buona mano gliela dà l'impostazione del sito web: metà dello spazio è occupato da notizie di cotal spessore. Un po' come se nella versione stampata dello stesso quotidiano si occupasse metà della prima pagina con queste notizie: inevitabile che vengano lette.
In tempi di crisi, l'orchestrina del Titanic continua a suonare, e la gente a ballare.
Oltre a questo, l'amara constatazione che in Italia il gossip è l'unico argomento serio che possa interessare.
mercoledì 20 maggio 2009
Ubuntu a scuola: i giornali ne parlano
Il prof. Scionti mi segnala che "Il Tirreno" ha pubblicato una notizia sulla prima esperienza di "Ubuntu a scuola", che si è svolta sabato scorso (vedi mio post precedente).
Peccato che il giornalista si sia dimenticato di dire che si parlava di Ubuntu (ho scritto 2 righe al giornale per segnalarglielo), enfatizzando solo la traduzione di una generica rivista inglese "Full Circle Magazine. In più sembra che io venga da Siena. Beh, delle 2 cose, mi rammarico solo della prima. Della seconda invece per niente, tanto è bella Siena, è che non so per che contrada tifare al prossimo palio! :-)
Link:
Mio post su "Ubuntu a scuola"
L'articolo su "Il Tirreno"
Home page del Palio
Peccato che il giornalista si sia dimenticato di dire che si parlava di Ubuntu (ho scritto 2 righe al giornale per segnalarglielo), enfatizzando solo la traduzione di una generica rivista inglese "Full Circle Magazine. In più sembra che io venga da Siena. Beh, delle 2 cose, mi rammarico solo della prima. Della seconda invece per niente, tanto è bella Siena, è che non so per che contrada tifare al prossimo palio! :-)
Link:
Mio post su "Ubuntu a scuola"
L'articolo su "Il Tirreno"
Home page del Palio
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lunedì 18 maggio 2009
Ubuntu a scuola: appunti dalla prima nazionale a Pontedera
Come già scritto da Paolo e Aldo sui loro blog nei giorni scorsi, sabato 16 maggio scorso, il sottoscritto insieme a Paolo e un ospite a sorpresa eravamo a Pontedera, all'auditorium del Museo Piaggio, per la prima esperienza di "Ubuntu @ school", un progetto della Comunità Ubuntu-it, che vuole avvicinare il mondo della scuola alla nostra amata distribuzione. L'idea è quella di organizzare dei talk nelle scuole, in cui persone della Comunità presentino Ubuntu agli studenti e ai docenti. Un breve resoconto dell'esperienza.
Il viaggio (nello spazio e nel tempo)
Il Sabato inizia molto presto, con la sveglia all'alba per farmi i 300 Km e passa da casa mia a Pontedera. Il tempo è incerto, un po' di timore di trovare coda o incidenti che potrebbero farmi arrivare in ritardo. A Bologna, qualche goccia di pioggia, tempo sempre nuvoloso e nervoso... comincia a farsi sentire il bisogno di un caffè. Tengo duro un altro po', voglio passare l'Appennino tosco-emiliano senza traffico. Comunque, avanti veloci senza nessun problema.
A Barberino, mi fermo all'autogrill, oltre al caffè serve una brioche! Purtroppo cado male: l'area di sosta è piena di pullman, e il bar pieno di pantere grigie che rosicchiano avide il bancone... torno all'auto e mi faccio altri 20 km fino all'autogrill successivo.
Con caffè e brioche in lenta digestione procedo verso Firenze con cautela, scrutando ogni tanto a destra, cercando di scorgere panorami conosciuti (nota: ho fatto il servizio militare a Scandicci, vicino a Firenze, e passato molte settimane nella polveriera di Carraia, nel comune di Calenzano). Alla fine scorgo le altane (della polveriera) e mi fermo per dare un'occhiata. Purtroppo sono troppo distante e non si vede molto, tranne che la polveriera ormai è un "ex", con erbacce alte e strutture in rovina.
A Firenze imbocco la S.G.C. FI-PI-LI (traduzione per i non-toscani: Strada di Grande Comunicazione Firenze Pisa Livorno). Con andatura più tranquilla arrivo infine a Pontedera.
Pontedera - Museo Piaggio
Trovare il Museo Piaggio è facile, è nella struttura della fabbrica, così come il parcheggio dove metto l'auto. Arrivato con largo anticipo, trovo il prof. Scionti che sta ultimando i preparativi. Dopo un po' che chiacchiero con il prof. arriva anche Paolo e la sua metà (fotografa ufficiale della manifestazione). Mentre ci scambiamo qualche battuta e rifiniamo le slide arriva l'ospite a sorpresa: il mitico Jeremie (quasi sorpresa, mi aveva scritto che forse sarebbe passato, ma Paolo non lo sapeva), che è di Ponsacco a pochi chilometri da Pontedera.
Beviamo un caffè veloce al bar dell'angolo, in cui scopriamo che fanno un ottimo caffè, ma purtroppo usano un sistema operativo proprietario!
Adesso comincia il divertimento!
Al ritorno dal bar, si comincia. La sala ha un discreto numero di studenti e qualche professore. In più anche gli amici del LUG di Pisa, che avevamo invitato. Un paio di foto di rito per il giornalista de "Il Tirreno", a cui segue una breve introduzione della preside dell'IPSIA "A. Pacinotti", che ringrazia gli studenti che durante l'anno scolastico hanno partecipato alla traduzione dall'inglese della rivista ubuntera "Full Circle Magazine" e consegna loro un piccolo attestato.
Paolo fa il suo talk, che parla di software libero e libertà digitali, con qualche utile divagazione su realtà con cui i giovani hanno più a che fare.
Segue una breve pausa, giusto il tempo per cambiare le slide, poi comincio io.
Purtroppo l'auditorium ha solo microfoni con il filo (Paolo non ne ha avuto bisogno, la sua voce si sentiva tranquillamente fino al bar dell'angolo :-), e così sono costretto a impugnare uno dei pesantissimi microfoni con basamento in ghisa, per poter raccontare le mie slide e passeggiando. Alla fine del talk, con una mano resa completamente insensibile dal microfono, facciamo una breve sessione di domande e risposte, che per qualche aspetto ci mette in difficoltà (il CAD per Linux, le macro di Excel che non funzionano su OOo...). Su questi aspetti la prossima volta saremmo più preparati.
L'interesse del pubblico rimane alto, alcuni studenti rimangono ben oltre l'orario di lezione, e questo ci fa piacere. E' difficile carpire l'attenzione dei ragazzi su questo tipo di argomenti, ma, come dice Paolo, "l'importante è stimolare la loro curiosità", con la speranza che i frutti maturino nel tempo.
Da Gigi
Alla fine, dobbiamo uscire dall'auditorium, il tempo a disposizione è finito. Continuiamo la discussione e la progettazione dei prossimi eventi alla Trattoria "Da Gigi", dove Paolo organizza una raccolta di idee per i prossimi eventi che si possono organizzare per promuovere il software libero e Ubuntu, in collaborazione con i docenti e il LUG di Pisa. Ma questa è un'altra storia, ne riparleremo più avanti.
Alle 15 devo scappare, la famiglia mi aspetta perché la bambina ha una gara di pattinaggio. 300 km davanti, ma l'ottima sensazione di aver combinato qualcosa di buono.
Comunicazione di servizio: i professori e studenti che volessero fare una simile esperienza contattino il sottoscritto via mail o qui sul blog.
Link:
Post di Paolo
Post di Aldo
Notizia su "Il Tirreno"
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domenica 17 maggio 2009
Il mistero del chinotto
Primo mistero: cos'è il chinotto?
Ora vi svelerò il primo mistero che avvolge una delle sostanze più oscure dell'universo: il chinotto. Se chiedete alla gente della strada "cos'è il chinotto?", sentirete le risposte più strane:
Ma non sempre, secondo mistero.
Per una "strana legge" dello Stato (vedi il bel post di Dario Bressanini qui sotto) si possono definire "chinotto", bevande che dell'omonimo frutto NON contengono niente. Neanche la foto. E' incredibile ma vero! Per fare una veloce verifica, vi invito a dare un'occhiata ai chinotti in vendita al supermercato: nella maggior parte, tra gli ingredienti troverete un po' di tutto, tranne che succo di chinotto. Anche nel caso lo trovaste tra gli ingredienti, comunque si tratta di tracce di chinotto, con percentuali di succo ridicole, tanto è vero che è tra gli ultimi ingredienti menzionati.
Sempre per la strana legge di cui sopra, lo stesso discorso vale per le cedrate ("questo lo so che è un agrume!").
Spero di non aver rovinato il piacere di un fresco chinotto ai milioni di appassionati di questa bevanda. Per il sottoscritto è una ulteriore conferma alla spiacevole sensazione che provo uscendo dal supermercato dopo aver fatto la spesa. L'impressione di essere stato preso per il...
Link:
Chinotto su Wikipedia
Post di Dario Bressanini sul chinotto
Ora vi svelerò il primo mistero che avvolge una delle sostanze più oscure dell'universo: il chinotto. Se chiedete alla gente della strada "cos'è il chinotto?", sentirete le risposte più strane:
- una bevanda (no, ma è "quasi" giusto, casomai dal chinotto si fa una anche bevanda, ma non è sempre vero, leggete qui sotto)
- una radice (no, forse ci si confonde con il ginger - zenzero, boh!?)
- il comico che faceva coppia con "Gianni", nella famosa coppia di comici "Gianni e Chinotto" (no, quelli erano "Gianni e Pinotto")
Ma non sempre, secondo mistero.
Per una "strana legge" dello Stato (vedi il bel post di Dario Bressanini qui sotto) si possono definire "chinotto", bevande che dell'omonimo frutto NON contengono niente. Neanche la foto. E' incredibile ma vero! Per fare una veloce verifica, vi invito a dare un'occhiata ai chinotti in vendita al supermercato: nella maggior parte, tra gli ingredienti troverete un po' di tutto, tranne che succo di chinotto. Anche nel caso lo trovaste tra gli ingredienti, comunque si tratta di tracce di chinotto, con percentuali di succo ridicole, tanto è vero che è tra gli ultimi ingredienti menzionati.
Sempre per la strana legge di cui sopra, lo stesso discorso vale per le cedrate ("questo lo so che è un agrume!").
Spero di non aver rovinato il piacere di un fresco chinotto ai milioni di appassionati di questa bevanda. Per il sottoscritto è una ulteriore conferma alla spiacevole sensazione che provo uscendo dal supermercato dopo aver fatto la spesa. L'impressione di essere stato preso per il...
Link:
Chinotto su Wikipedia
Post di Dario Bressanini sul chinotto
martedì 12 maggio 2009
Anche Vicenza libera i dati
Seguendo il buon esempio del comune di Schio, anche il comune di Vicenza ha deciso di "liberare" i dati territoriali in suo possesso, affinché possano essere liberamente caricati su Open Street Map, e resi così disponibili a tutti.
La cerimonia ufficiale di liberazione dei dati GIS si terrà a Vicenza il 22 Maggio 2009, alle 11, presso l'Informagiovani in Contrà Barche, nell'ambito del primo "Festival delle libertà digitali". I dati saranno consegnati a GFOSS.it, comunità italiana utenti e sviluppatori di software geografico libero e a codice sorgente aperto, Geospatial Free and Open Source Software. GFOSS.it è incaricata di caricarli su Open Street Map.
Anche il comune di Schio, nell'Ottobre 2008, aveva affidato a GFOSS.it il caricamento dei propri dati territoriali su Open Street Map, che ha concluso l'opera a metà Marzo 2009.
Come detto nella precedente occasione, speriamo che presto altri comuni seguano il buon esempio di Schio e Vicenza.
Link:
Liberazione delle strade di Schio
Festival delle Libertà Digitali
Open Street Map
La cerimonia ufficiale di liberazione dei dati GIS si terrà a Vicenza il 22 Maggio 2009, alle 11, presso l'Informagiovani in Contrà Barche, nell'ambito del primo "Festival delle libertà digitali". I dati saranno consegnati a GFOSS.it, comunità italiana utenti e sviluppatori di software geografico libero e a codice sorgente aperto, Geospatial Free and Open Source Software. GFOSS.it è incaricata di caricarli su Open Street Map.
Anche il comune di Schio, nell'Ottobre 2008, aveva affidato a GFOSS.it il caricamento dei propri dati territoriali su Open Street Map, che ha concluso l'opera a metà Marzo 2009.
Come detto nella precedente occasione, speriamo che presto altri comuni seguano il buon esempio di Schio e Vicenza.
Link:
Liberazione delle strade di Schio
Festival delle Libertà Digitali
Open Street Map
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