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domenica 19 aprile 2015

Ubuntu Phone: arriva OTA3, l'aggiornamento che ci voleva


È ormai terminata da qualche ora la distribuzione su tutti gli Ubuntu Phone, OTA 3, l'aggiornamento che porta con la se r21 (release 21) di Ubuntu Phone 14.10. Si tratta di uno degli aggiornamenti più interessanti visti finora.

Aggiornamenti frequenti

Sì, perché da quando sono tornato a casa da Londra con il mio bq Aquaris E4.5, gli aggiornamenti sono stati parecchi. Dal 6 febbraio a oggi sono già 5 gli aggiornamenti rilasciati, grazie all'intenso lavoro di sviluppo del team di Ubuntu Phone.

Se da una parte molti degli aggiornamenti sono correzioni di piccoli bug presenti qua e là, dall'altra si sta lavorando per aumentare le funzionalità presenti e l'esperienza utente.

Una OTA allunga la vita (alla batteria)

La novità più interessante di questo rilascio è sicuramente l'ottimizzazione del consumo della batteria. Con la precedente versione di Ubuntu Phone, il consumo era poco ottimizzato, specie in fase di stand-by (telefono acceso ma inutilizzato), in cui la batteria calava pur non utilizzando il telefonino. Et voilà!

Consumo batteria in stand-by con OTA3

Ho fatto una prima prova, lasciando il telefono praticamente inattivo dalle 13.30 di ieri a stamattina alle 08.30, in questo lasso di tempo (19 ore) la batteria è calata solo del 3% (con la precedente versione calava di 1-2% all'ora!). Si tratta di un miglioramento notevole, reso possibile anche grazie all'intenso lavoro di QA, che svolge specifici test sull'ottimizzazione dei consumi di Ubuntu Phone. Nei prossimi giorni, con un uso regolare potrò dire se il miglioramento riguarda anche l'uso generale del telefono.

Uno dei prototipi per il test dei consumi Ubuntu Phone (fonte)

Scatta e condividi

Ci sono poi un paio di novità che riguardano le foto, particolarmente utili al sottoscritto. La prima è la possibilità di fare qualche piccola modifica alle foto direttamente dal "rullino" (photo roll), prima di condividerle: ruotare l'immagine, ritagliarla, e la possibilità di annullare le azioni.

Qualche piccola modifica e poi la foto è pronta per la condivisione 
sul proprio social preferito!

La seconda novità è che (finalmente) si possono condividere le foto anche su Google+ e Twitter (era già disponibile la condivisione con Telegram e Facebook).


Sempre riguardo le foto, quelle ricevute su Telegram sono ora visibili anche sullo scope "Foto" (Photos).

Telegram cresce

A proposito di Telegram, il client per messaggistica istantanea di Ubuntu Phone ha ricevuto numerosi aggiornamenti, tra cui:

  • si può inviare qualsiasi tipo di documenti (file), non più solo video e foto
  • le statistiche delle attività su Telegram sono visibili sul lock screen di Ubuntu Phone (con un paio di tap sopra si passa tra le varie statistiche)
  • il preview delle immagini si può ingrandire
  • aggiunta la possibilità di inoltrare i messaggi
  • alcune piccole correzioni e miglioramenti all'interfaccia

Manca ancora il supporto per le emoticon grafiche e gli (indispensabili!) sticker - che su Ubuntu Phone appaiono come "unsupported message type", ma sono sicuro arriveranno a breve! :-)

22 Aprile 2015: come rilevato nei commenti, le emoticon grafiche sono già supportate, basta attivare la tastiera "Emoji".


Altri piccoli interventi

OTA3 comprende altri piccoli interventi di miglioramento come:

  • l'aggiunta di "Modalità silenziosa" tra gli indicatori
  • il supporto per i dispositivi bluetooth che richiedono un PIN
  • la possibilità di cancellare le notifiche con uno swipe
  • miglioramenti vari alle app Fotocamera, Galleria, Musica, la sicntronizzazione dei Contatti e altro 

Un rilascio ricco di novità, ma non finisce qui. Lo sviluppo continua, l'ormai prossimo rilascio di Meizu MX4 consiglia anzi di... accelerare il passo! :-)

sabato 2 marzo 2013

Come gestire le community Google Plus: Comunità è molto più che "community"

Quando qualche tempo fa apparve la funzione "community" su Google Plus ci fu un spontaneo e vivace fiorire di centinaia di community, le più disparate.

Le "community" (comunità) di Google Plus, sono gruppi all'interno del social network di casa Google, che permettono alle persone di riunirsi attorno a uno o più temi specifici. La community è simile al "gruppo" di Facebook, e si può essere invitati da persone che già ne fanno parte, oppure richiederne l'ingresso.

Personalmente sono stato invitato a molte di queste, almeno una ventina, credo anche a causa della varietà delle persone che compongono le mie cerchie (varietà è ricchezza). Alla fine ho accettato l'invito "solo" a una decina di queste, quelle che per me, in questo momento, sono di maggiore interesse.


La Comunità nelle community


Di un paio di queste community sono anche amministratore: ubuntu-it e kubuntu-it, appendici sociali della comunità ubuntu-it, che non ha potuto fare a meno di avere una sua presenza su Google Plus.

Del resto ubuntu-it, dopo qualche perplessità iniziale, è presente anche con una sua pagina su Facebook e un suo account Twitter. Questo dà modo di conoscerla a chi frequenta abitualmente questi luoghi virtuali. Personalmente ho sempre visto i social network come dei moderni bar virtuali, in cui la gente guarda e commenta quel che succede, un po' come facevano (fanno) gli anziani, seduti al bar del paese. Ma stavo parlando d'altro.

Moderatori: "Da grandi poteri, ecc. ecc."

Quando creammo le due community di ubuntu-it, una delle prime esigenze che sentimmo fu quella di ordinare un po' gli interventi. Infatti sulle community si possono inserire post molto liberamente, senza alcuna moderazione preventiva. Questa scelta è per dar modo a ognuno di intervenire liberamente, senza sentirsi sottoposto a un giudizio. D'altro canto, il lavoro per i moderatori aumenta, che sono chiamati a controllare che i post inseriti siano pertinenti all'argomento della community, e i toni delle discussioni rimangano nei limiti della buona convivenza e del rispetto reciproco.

Il moderatore però non è un poliziotto della buon costume internettiana (netiquette, questa sconosciuta), e ha di meglio da fare che star lì a tenere a bada chi si accapiglia virtualmente. Il moderatore è una persona al servizio della comunità, e il suo ruolo richiede un impegno costante nel tempo, per essere veloce nel rispondere alle esigenze delle persone che popolano la community. Questo vuol dire:
  • leggere regolarmente tutti i nuovi post e i commenti
  • dare un primo aiuto a chi chiede consiglio
  • proporre argomenti di interesse comune
  • indirizzare le discussioni, riportandole a toni civili se serve
  • cancellare senza pietà lo spam e i post fuori tema
Le attività dei moderatori sono a volte parecchio onerose, specie per chi - come tutte le persone di ubuntu-it - lo fa solo nel (poco) tempo libero.

Le regole di casa

Essendo il tempo prezioso, per evitare di imbarcarsi in discussioni lunghe e sterili su questo o quel post, come moderatori abbiamo deciso di adottare un regolamento per le community. Il buon senso - almeno per la mia esperienza - è del tutto inutile, specie quando lo si richiede agli altri. Meglio quindi delle regole ben codificate, che i moderatori applicheranno (loro sì) con il buon senso del padre di famiglia.

Il nostro regolamento è largamente "ispirato" al regolamento del Forum di ubuntu-it, e sperimentato sul campo da migliaia di utenti, che abbiamo semplificato per rendere più adatto a un social network.

Poco dopo l'adozione del regolamento, i fatti ci diedero (indirettamente) ragione: in un altra community, sempre con argomento Linux, seguii una discussione in cui un ragazzino, agli inizi della sua avventura su Linux, si lamentava dei consigli (maliziosamente sbagliati) dati da un altro appartentente alla stessa, molto più esperto. Quei funesti consigli arrecarono più di qualche danno al poveretto, suscitando al contempo (oltre al danno, la beffa) parecchie risate da parte degli altri appartenenti alla community, con qualche bonario richiamo a... RTFM.

É ora di finirla con 'sto "RTFM"!

Oltre al fatto che la community manchi di un regolamento, e che nessuno dei moderatori si sia sentito di richiamare il comportamento di chi ha mal consigliato, la cosa che trovo assolutamente inaccettabile è richiamarsi al principio del RTFM (che vuol dire "read the fu...ng manual", cioè "leggi il fot..to manuale" prima di fare domande), tanto caro ai geek della vecchia scuola, ma che ormai dovrebbe essere sepolto in quanto decisamente scortese e sorpassato.

Per carità, documentarsi prima di fare qualcosa deve essere la prima regola per chi comincia a imparare uno qualsiasi argomento, ma prima di questa è la solidarietà e l'aiuto reciproco, regola fondamentale per tutti quelli che nutrono interessi comuni, specie nei confronti dei neofiti. Credo anzi che il RTFM abbia limitato lo sviluppo di Linux e del Software Libero, essendo di fatto una specie di bullismo nerd, che ha fatto scappare più di qualche persona.

Come dicevo, si tiene insieme una comunità non solo con gli interessi comuni, ma soprattutto con la solidarietà, l'aiuto e il rispetto reciproco. Questi sono i valori aggiunti dei gruppi, che altrimenti hanno la stessa coesione di una mandria di buoi rinchiusi in un recinto.

Riepilogando, le tre semplici regole della community sono:
  1. Le regole della community devono essere chiare ed esplicite, ben visibili e condivise, ma
  2. Solidarietà, rispetto e aiuto reciproco sono anche più importanti delle regole stesse, e infine
  3. I moderatori sono persone al servizio, non poliziotti della community, devono aiutare le persone e come tali si comportano.
Buon divertimento!  

Dario Cavedon è un giovanotto di belle speranze, che ha passato i 40 ma non se li sente, è uno giovane dentro, anche se da fuori non si direbbe. Si dedica con passione alla diffusione del Software Libero, di Linux e di Ubuntu e di un sacco di altra roba, nel poco tempo che famiglia e lavoro gli concedono. Il resto lo potete leggere sulla breve biografia.

mercoledì 30 novembre 2011

Nuova Google Bar: Google Chrome OS de facto

Qualche mese fa, quando Google+ cominciava a entrare sui nostri computer e nelle nostre vite, avevo fatto un post, in cui parlavo anche della "Google Bar", la barra nera che compare in alto nel browser, quando si accede ai servizi di Google, una sorta di menu che contiene tutte le applicazioni Google.

Google Bar, come l'abbiamo finora conosciuta


Lo scopo della barra è semplice: integrare in un unico posto (a sinistra) le app e permette di passare facilmente dall'una all'altra. Alla destra invece un'altra serie di menu, contiene i "Google+ tools". Nell'ordine:
  • Nome e cognome: le proprie impostazioni personali
  • Numero: le notifiche di Google +, si colora di rosso quando appaiono nuove notifiche
  • Condividi: per inserire i propri pensieri e link su Google+
  • Avatar: (un'altra volta) le proprie impostazioni personali
  • Rotellina: le impostazioni dell'app Google che si sta usando in quel momento (Gmail, Google+, Google Docs, ...)
Il limite di questo modello sta nel fatto che toglie prezioso spazio verticale, su monitor già schiacciati dal formato 16:9 o 16:10.

Google Bar, come sarà a breve

Dello spreco, se ne sono accorti anche dalle parti di Google, che hanno deciso di cambiare approccio. La Google Bar non ci sarà più e verrà sostituita da:
  • Google Menu: un menu da cui si accede alle app di Google (e molto altro)
  • Ricerca: per effettuare ricerche all'interno dell'app attiva
  • Google+ tools: gli stessi strumenti presenti adesso a destra nella Google Bar
Il tutto viene spiegato da un breve video fatto da Google (in inglese).



La barra sparisce, lasciando il posto a un menu e un "family feeling", una sorta di parte superiore comune, più flessibile, che in futuro potrebbe essere ulteriormente migliorata.


Il Google Menu, in quella posizione, a me ricorda vagamente il menu di GNOME 2.x, e lo vedo come un piccolo passo nella direzione Google Chrome OS. Di fatto: una volta che si accede al proprio account Google, si hanno a disposizione tutti i servizi "cloud computing" di Google a distanza di un click.

Orientando lo sguardo ancor di più verso l'orizzonte, si potrebbe vedere un utente che accende il computer, avvia il proprio browser e poi usa solo le app di Google per il resto del suo tempo. Difficile (e inutile) dire a questo punto se si sia così importante il Sistema Operativo che si sta usando, dal momento che alla fine si usa solo materiale made in Google...

Se orientate la vista verso quella direzione, probabilmente state guardando nella stessa direzione di Google.


Link:

Mio precedente post su Google+ e Google Bar
Posto sul blog di Google che annuncia la nuova Google Bar (in inglese)

martedì 20 settembre 2011

Google+ aperto a tutti

Sembra che sia finita la fase di prova Google+


E adesso cosa me ne faccio dei 150 inviti che mi sono rimasti???

Link:


Mio post su Google+

giovedì 30 giugno 2011

Gira nel mio cerchio! (un primo sguardo a Google+)



Fino a poche ore fa Google+ (si legge Google Plus, ehm, Presidente, lo pronunci bene: Gùgol Plas!), il nuovo social network di Google era un oggetto misterioso, riservato a pochissimi fortunati (?) selezionati invitati beta tester. Se devo essere onesto, anch'io sbavavo all'idea di entrare in possesso di un prezioso invito.

Poi, stamattina, un amico (grazie Nicola!) ha condiviso con il sottoscritto il suo primo post su Google+, e automagicamente sono stato catapultato alla schermata di login.


Inseriti i 4 dati minimi che richiedeva per l'autenticazione, e il gioco è fatto. Ho passato qualche minuto a smanettarci un po' su, e queste sono le prime impressioni.

YASN (Yet Another Social Network)? Si, ma...

La prima impressione, arrivando su Google+ la prima volta è di dejà-vu. Quel look un po' così... che fa tanto... beh!


C'è poco da fare: Google+ si ispira pesantemente (=copia spudoratamente) l'ormai rodato Facebook. Penso che sia dovuto dal fatto che in questo modo chi arriva da FB si trova a suo agio con l'interfaccia. Ma soprattutto, perché copiare è più facile che inventarsi qualcosa di nuovo! In realtà qualcosa di nuovo c'è ma non è così immediatamente percettibile.

La barra superiore

In alto, di colore nero, che l'occhio ormai non ci fa più caso, c'è una barra, che Google ha reso comune tra tutte le sue app (Gmail, Docs, Calendar, Maps, ...). Solo Blogger non ce l'ha, ma forse è solo una questione di tempo e poi sarà inserita anche lì. Una volta avuto l'accesso a Google+, la "barra superiore" (non so se si chiama così), appare una nuova casellina, "Notifiche". In quella casella appaiono le notifiche degli aggiornamenti da Google+.


La cosa interessante è che la barra superiore è appunto comune a tutte le app di Google, e quindi le notifiche appaiono qualsiasi sia l'applicazione aperta in quel momento, Gmail, Calendar o anche Maps. In una parola: integrazione.

Quando è successo qualcosa su Google+, la casellina delle notifiche si colora di rosso e appare un numero, pari a quante notifiche ci sono da leggere. Facendo clic sopra si scopre l'elenco delle notifiche da leggere.


Non solo, facendo clic sul testo della notifica, appare tutta la storia dell'aggiornamento, direttamente sulla app attiva in quel momento, senza la necessità di andare su Google+. Integrazione, appunto.

Chat trasversale

Ovviamente Google+ ha la sua chat, che non è altro che una versione migliorata della Google Talk che già ci eravamo abituati a usare su Gmail. La chat è proprio la stessa, tanto è vero che una conversazione può partire su Gmail e poi spostarsi si Google+, mantenendo intatto il testo della conversazione. Quasi intatto, nello spostamento ogni tanto si perde i pezzi, ma sono sicuro che con il tempo sistemeranno questo problema.


Gira nella mia cerchia!

La cosa più interessante e nuova di Google+ sono le "cerchie" (circles, in inglese). Per "cerchia" si intende "cerchia di persone", cioè un gruppo di persone che ognuno di noi identifica come appartenenti a una certa categoria. Per esempio "amici", "colleghi", "familiari", "amici del Bar Sport". In Google+, una cerchia è proprio la stessa cosa: un gruppo di contatti classificati in base al gruppo di appartenenza, che può essere del tutto personale e arbitrario.


Per esempio, ho classificato una parte dei miei contatti (che Google+ ha importato automaticamente da Gmail, ricordate l'integrazione?), nella cerchia "Ubuntu", una parte di questi contatti è anche nella cerchia "LUG", una parte no. In più sto popolando la cerchia "Amici", che contiene altre persone ancora o che fanno parte delle cerchie "Ubuntu" e "LUG".



Una volta capito, il meccanismo è molto facile e intuitivo. Questa classificazione dei contatti serve poi quando si inseriscono i propri aggiornamenti, perché gli stessi si possono condividere con le cerchie che si vuole, oppure con tutti (Pubblico). Questo è un bel passo avanti rispetto a Facebook, che aveva solo classificazioni generiche di chi poteva vedere i propri aggiornamenti (Amici, Amici di amici, Tutti), e quindi più discutibili dal punto di vista della privacy. Ma questo è un altro discorso.

Social video, the next step

Il prossimo passo del social networking potrebbe essere "Videoritrovi" (Hangout in inglese), un'applicazione che permette di chiacchierare con gli amici condividendo oltre che le parole anche audio e video. Questo è possibile tramite un apposito plugin, da scaricare e installare sul proprio PC, disponibile per tutti i sistemi operativi, anche per Linux (!). Non ho ancora avuto modo di provarlo, manca per adesso la materia prima (=amici con cui chiacchierare :-) ma sicuramente non mancherò...



Qualche pensiero sparso, a caldo dopo qualche ora di utilizzo discontinuo.

Difficile dire adesso che ne sarà di questo nuovo social network. A qualcuno, saranno già venuti a noia, i social network. Per adesso, Google+ sembra una buona base su cui costruire, ma povero di contenuti. I contenuti - le varie applicazioni - verranno col tempo, compresi gli odiosi giochini mangia-tempo.

Per quanto riguarda la concorrenza, Facebook e Google+ possono tranquillamente coesistere, sono sicuro che tra poco tempo gli aggiornamenti di uno saranno visibili sull'altro e viceversa, tramite gli appositi plugin di integrazione.

Le cerchie sono una buona idea, e Facebook le copierà, o prenderà pesante ispirazione da esse.

Google guarda lontano

La forza reale di Google+ sta nella sua (quasi) perfetta integrazione con tutte le altre app di Google. BigG sta chiudendo gli utenti dentro un bel recinto di applicazioni che dialogano l'una con l'altra. Se ci pensate, il vero avversario di Google+ non è certo il "povero" Facebook, anche se a breve termine sarà quello che ne subirà le più pesanti conseguenze. Google+ è solo un tassello nella strategia globale a medio-lungo termine di Google.

Google sta creando un ecosistema, permettetemi di chiamarlo così, che si completa con Chromebook e ChromeOS, simile a quanto fatto da Apple con i suoi dispositivi iPod, iPad, iMac, i-asterisco-punto-asterisco. Questo è il vero obiettivo di Google, e Google+ è solo un passo avanti in questa direzione.


Link:


Google+
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